DALL’UTOPIA EUROPEA ALLA DISTOPIA…. ITALIANA


di Alessandro Petrilli

L’idea di un’Europa unita, nasce come visione ideale nel 1941 con il manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, l’utopia pero’, si concretizza solo nel 1950 con la dichiarazione di Schuman e successivamente con la nascita nel 1951 della CECA (comunità europea del carbone e dell’acciaio), fino ad arrivare nel 1992 alla firma del trattato di Maastricht che istituisce formalmente l’unione Europea.

L’utopia dal greco buon luogo o non luogo, (ovvero che non esiste) indica l’ideale politico di un’Europa unita, pacifica e democratica, nata come un sogno irrealizzabile, questa visione spinge i popoli a superare divisioni storiche per costruire una casa comune fondata su diritti e solidarietà, la grande assente…!!!

In Italia, siamo invece alle prese con una visione diametralmente opposta alla prima; ovvero la “distopia” che dal greco (lingua da cui deriva), sta ad indicare negativo, difficile e male, letteralmente significa “cattivo luogo o “luogo spiacevole”.

Dopo “diversivi politici” con partner Europei (Francia e Germania su tutte), da fine luglio ci stiamo confrontando con un sano e genuino “livore” in salsa tipicamente italica, stavolta nei confronti di un alleato e amico storico; la Spagna, sino a pochi anni or sono sorella minore dell’Italia, di cui oggigiorno, di minore rimane ben poco…!!!

Nel 2025 ha registrato un crescita tra il 2.8% e il 2.9% del Pil, nonostante abbia rinunciato (contrariamente a noi), al 75% dei fondi PNRR a debito, viceversa il PIL Italiano si è attestato tra lo o,5% e lo 0,6%, che al netto dell’impatto PNRR tra lo 0.6% e lo 0,7% (fonti governative), porta l’Italia in recessione. Nel 2025, a fronte di 355.000 nascite, nuovo minimo storico dal secondo dopoguerra, si sono registrate 652.000 decessi, con saldo naturale negativo di oltre 297.000 persone, mentre il tasso di fecondità è sceso a 1.14 (minimo storico) figli/donna rispetto a 1.34 della media europea.

Il Paese iberico si appresta a superare per la prima volta i 50 milioni di abitanti alla fine del 2026 con un saldo positivo di circa 400.000 ab. rispetto all’anno precedente (nel 2000 di abitanti ne registrava a malapena 41 milioni), grazie anche alla spinta dei migranti, di cui oltre il 26% laureati, mentre da noi la percentuale di residenti stranieri in possesso di un titolo universitario non supera l’11.7%, con l’Italia che si avvia mestamente a scenderà per la prima volta dal 2005 sotto la soglia dei 58.5 milioni di cittadini.

Il motivo è prettamente economico legato all’insicurezza lavorativa, alla precarietà dei contratti e alla mancata stabilizzazione di tanti lavoratori, agli stipendi bassi eccetera, siamo il Paese Ue dopo la Romania in cui si trascorrono meno anni nel mercato del lavoro, nel 2025 la durata della vita lavorativa resta ferma a 33 anni, quasi cinque anni sotto la media Ue, ancora peggio per le donne, dove si scende a 28.4 anni, la media Europea è di 35.4. Le cause sono molteplici, legate soprattutto alla mancanza di coraggio, altri Paesi hanno intrapreso riforme reali sul piano energetico, economico, fiscale, lavorativo e sociale, avviando finanche politiche giovanili adeguate e mirate, nel 2024 per la prima volta nella storia, un cittadino spagnolo guadagna in media piu’ di un italiano.

Se la speranza di un futuro migliore è colpevolmente assente, se siamo il Paese piu’ vecchio d’Europa (49.1 anni contro i 44.1 della media Europea), con il minor tasso di natalità (1.14 figli contro 1.34 dell’Europa), con la crescita piu’ bassa in termine sia di PIL (o,6% contro 1.4%/1.5% della media Ue) che di stipendi reali dopo forse la Bulgaria, con un potere d’acquisto sempre piu’ eroso dall’inflazione, con una popolazione in costante diminuzione e con un debito che emerge sempre piu’ come un mutuo inestinguibile per le future generazioni, non sarebbe il caso che i nostri “inesauribibili” politicanti comincino ad ammainare la propria BANDIERA? anzichè continuarla a sbandierare con dati accessori, superflui e inessenziali????

Perchè non evitiamo, in presenza di fallimenti interni, di attuare una politica del pendolo (come quella tra Washington e Bruxelles)? e spostare continuamente il campo su altri terreni, distogliendo l’attenzione dell’opinione pubblica dalle proprie INADEGUATEZZE…??? le stesse poi che Cyrano de Bergerac citava, i cui slogan alcuni della maggioranza hanno voluto necessariamente fare propri…!!! ma lui combatteva il clientelismo, la corruzione ed il conformismo…!!!

Stavolta evocando Potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori dal Marocco abbiamo sospeso il trattato di Schengen con la Spagna, ma se la memoria non inganna non siamo confinanti con il Paese Iberico, semmai avrebbero dovuto appellarsi all’articolo 28 del codice frontiere Schengen Francia o Portogallo, ma del perchè non l’abbiano ancora fatto resta ad oggi un mistero…!!! Sino a poco fa, per mascherare inefficenze, inadeguatezze e insuccessi in campo economico, sociale e politico, usavamo un’unità di misura del tutto singolare e bizzarra; le vulnerabilità e le fragilità altrui; nell’ordine spagnole prima, portoghesi poi, ed infine greche, a breve, il proverbio “mal comune mezzo gaudio” potrebbe non trovare piu’applicazione, se non nella comparazione con Paesi dell’area magrebina (stati dell’Africa occidentale ad ovest dell’Egitto).

L’abbinamento con l’aggettivo “italiano” viene spesso usato per descrivere una realtà del nostro paese percepita come un incubo burocratico, sociale o politico, in cui i difetti attuali del Paese sono portati al peggior limite possibile, con la “DISTOPIA” che vuol essere un paradosso del tutto Italiano, per cui l’ossessione per un futuro migliore impedisce di vedere e risolvere i problemi immensi del presente.

Sono trascorsi diversi anni dalla nascita dell’ Unione Europa (1992), sin troppi per essere condiderati ancora; “un’anatra zoppa”, con l’Italia fanalino di coda, dove i tempi medi per completare e affidare le opere pubbliche superano spesso il doppio della media registrata nel resto dell’Unione Europea. Non sarebbe forse il caso di accelerare e portare a compimento il progetto dell’Unione, con la cessione da parte di ogni singolo Stato della propria sovranità a vantaggio dell’intera comunità Europea? l’Italia sarebbe la prima a giovarsene…!!!

Ultima riflessione, perchè noi Italiani nonostante i ripetuti sforzi Europei (fondi Pnrr, ma non solo), facciamo maggior fatica rispetto ad altri??? stavolta giunge in nostro soccorso l’attualissimo Secondino Tranquilli in arte Ignazio Silone con una delle sue memorabili frasi: “I governanti italiani hanno un braccio lungo e uno corto:

Quello lungo serve a prendere, e arriva dappertutto; quello corto serve a dare, e non raggiunge che i più vicini”.


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