CROLLO DELL’ACQUAMARINA: CIAO INDENNIZZO E ORA IL COMUNE CHE FARA’ ?
Come forse i più attenti lettori si ricorderanno, è recente la notizia della chiusura
Che dire? Si potrebbero fare tante considerazioni ma, per carità di patria, ve ne proponiamo solo alcune. La prima: siamo di fronte all’ennesimo caso di cattiva gestione amministrativa di questa giunta che, senza alcun tentennamento ma, pare, anche senza alcun reale approfondimento tecnico, ha pervicacemente abbracciato la causa della demolizione dell’impianto esistente e della successiva ricostruzione. La seconda: a luglio saranno trascorsi sei anni dal crollo e della nuova Acquamarina si sono perse le tracce. L’unico atto fino ad ora formalizzato è stato l’affidamento della progettazione della nuova piscina terapeutica al raggruppamento temporaneo di professionisti Teco+Partners Stp srl di Bologna avvenuto a novembre 2025. Terminato ed approvato il progetto, con annesso schema di concessione per la gestione dell’impianto, si procederà alla gara per la realizzazione e gestione della piscina. Alla buon’ora! Gli utenti della “vecchia” Acquamarina ringraziano e attendono con (residua) fiducia!
CRISI RIZZANI DE ECCHER: ACCOLTO IL CONCORDATO, ULTERIORI 120 GIORNI DI SPERANZA ANCHE PER IL CANTIERE DI CATTINARA
Forse l’argomento non sarà dei più appassionanti ma coinvolgendo la principale struttura sanitaria della città (ovvero l’ospedale di Cattinara) si tratta di un tema troppo importante per non meritare tutta la nostra, doverosa attenzione. Come noto, infatti, la pesante crisi finanziaria della Rizzani De Eccher ha comportato il blocco, a partire dall’estate scorsa, anche del cantiere di rifacimento ed ampliamento della struttura ospedaliera. Andata a monte la richiesta di composizione negoziata della crisi, ora il tribunale di Trieste ha appena accolto la richiesta di concordato preventivo in continuità, nominando tre commissari giudiziali Andrea Bonfini, Massimo Simeon e Alessandro Danovi. Cosa significa questa decisione? Significa che per 60 giorni (prorogabili di ulteriori 60), la Rizzani è da un lato protetta nei confronti di qualunque richiesta da parte dei creditori e, dall’altro, dovrà nel medesimo lasso di tempo presentare una proposta di uscita dalla crisi ed un credibile piano concordatario per rispondere alle attese dei molteplici creditori che, secondo quanto si è appreso, si trovano a fronteggiare un passivo accumulato dal gruppo friulano che ammonterebbe ad un miliardo di euro.
Situazione che resta, dunque, molto difficile anche se all’orizzonte paiono palesarsi alcuni soggetti interessati a rilevare almeno i “ricchi” cantieri, affidati alla Rizzani De Eccher ed alle sue controllate. Secondo le indiscrezioni giornalistiche, infatti, vi sarebbero concrete manifestazioni di interesse sia da parte della Makeen International (società lussemburghese che fa capo al gruppo saudito Al-Ayuni Investment and Contracting), sia da parte di Webuild, il colosso italiano delle costruzioni con un bilancio di 12 miliardi di euro di ricavi nel 2024. In entrambi i casi, a quel che è dato sapere, le ipotesi operative sono o l’ingresso in società dei nuovi investitori oppure la creazione di una newco con conferimento di commesse ed asset strategici, lasciando le passività in capo alla “vecchia” De Eccher che ripianerà i debiti col ricavato della vendita. Tutta questa evoluzione viene, ovviamente, seguita con grande apprensione dai 1.800 lavoratori a libro paga della De Eccher, di cui 600 operativi in Friuli Venezia Giulia, nonostante le assicurazioni appena ricevute dalla società circa il suo massimo impegno a garantire occupazione e continuità. Nel nostro piccolo, manifestiamo anche noi la massima attenzione e preoccupazione per le sorti del cantiere di Cattinara che, a fronte di un avanzamento lavori piuttosto deficitario, sconta l’ulteriore difficoltà di sviluppare un progetto ormai datato e con prezzi non realistici rispetto a quelli attualmente praticati in materia di opere pubbliche. Come a dire che, proprio alla luce delle citate criticità, nutriamo qualche dubbio che le possibili vie d’uscita alla crisi di liquidità della De Eccher possano rappresentare davvero una soluzione e comportare una solida ripresa dei fondamentali lavori di ammodernamento dell’ospedale di Cattinara. Che la politica regionale e quella locale batta un colpo, prima che sia troppo tardi!
Mauro Zinnanti
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