“La legalità non è un’opzione”. È questo il tono della segnalazione ufficiale depositata dal movimento politico Pompei Popolare e indirizzata al sindaco Giuseppe Tortora e al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. Nel mirino finisce un dirigente comunale al quale, secondo quanto riportato nella nota, l’Amministrazione ha affidato contemporaneamente incarichi di assoluto rilievo. Una concentrazione di responsabilità che ora viene messa apertamente in discussione.
“Chi controlla chi gestisce i soldi dei cittadini? A Pompei, purtroppo, la risposta continua a preoccuparci”, si legge nella segnalazione. Il caso assume ulteriore rilievo perché, sempre secondo la nota depositata da Gaetano Coccoli e Aldo Avitabile, sul dirigente sarebbe intervenuta una sentenza di condanna di primo grado della Corte dei Conti per danno erariale. Una condanna, viene precisato, “non definitiva”. Ed è proprio su questo punto che i promotori dell’iniziativa chiedono all’amministrazione comunale di intervenire e di verificare senza ulteriori rinvii la posizione del dirigente.
“Il dirigente di cui si parla non è un funzionario qualunque: è il ‘super-dirigente’ a cui l’Amministrazione ha affidato contemporaneamente i Servizi Sociali, gli Affari Finanziari, il Contenzioso e persino il ruolo di Vice Segretario Generale”, si legge ancora nella nota. La richiesta è quella di attivare immediatamente le procedure necessarie per valutare la rotazione degli incarichi e, in particolare, di sottrarre il dirigente ai settori considerati maggiormente sensibili.
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“Non lo chiediamo noi, lo impone lo Stato”, sostiene la segnalazione, che richiama l’articolo 16 del D.Lgs. 165/2001 e il sistema nazionale e comunale di prevenzione della corruzione. Il documento insiste quindi sulla necessità di una verifica immediata da parte degli organi comunali competenti.
“La rotazione straordinaria non è una punizione: è una misura cautelare indispensabile per difendere l’immagine, l’imparzialità e la trasparenza del Comune di Pompei”, affermano i promotori dell’iniziativa. Sul piano giuridico, tuttavia, la questione dovrà essere attentamente verificata dall’ente: la disciplina della cosiddetta rotazione straordinaria prevista dall’articolo 16 del D.Lgs. 165/2001 è collegata, secondo gli indirizzi ANAC, all’avvio di procedimenti penali o disciplinari per condotte di natura corruttiva, mentre la rotazione ordinaria costituisce uno strumento di prevenzione del rischio nei settori maggiormente esposti.
Saranno dunque gli uffici competenti a dover stabilire quali siano i presupposti concretamente applicabili alla vicenda. La segnalazione, però, non lascia spazio a interpretazioni sul piano della richiesta politica e amministrativa. Al RPCT viene chiesto “di attivare subito l’istruttoria”, mentre al sindaco Giuseppe Tortora viene chiesto “di firmare il trasferimento del dirigente ad uffici non sensibili, revocandogli ogni incarico nelle commissioni di gara, di concorso e finanziarie”.
Una richiesta che investe direttamente il vertice dell’amministrazione comunale e che mette sotto pressione la giunta guidata da Tortora. Il messaggio dei promotori è esplicito: “I cittadini di Pompei hanno il diritto di sapere che le risorse pubbliche sono gestite nel pieno rispetto delle regole della legalità”. E il passaggio finale della nota alza ulteriormente il livello dello scontro: “Se le istituzioni locali faranno finta di nulla, siamo pronti a portare le carte direttamente all’ANAC e alla Procura della Corte dei Conti”.
Una questione particolarmente delicata perché riguarda settori strategici come le finanze comunali, i servizi sociali, il contenzioso e le procedure amministrative. “La rotazione straordinaria non è una punizione”, ribadiscono i promotori, “ma una misura cautelare indispensabile per difendere l’immagine, l’imparzialità e la trasparenza del Comune di Pompei”. Ora la parola passa al sindaco Giuseppe Tortora e al responsabile anticorruzione: dovranno valutare la segnalazione, gli atti e i presupposti normativi e decidere se e quali provvedimenti adottare. Intanto, la domanda lanciata nella nota resta sul tavolo: “Chi controlla chi gestisce i soldi dei cittadini?”. E a Pompei, su questa domanda, si annuncia un confronto tutt’altro che morbido.
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