ROMA – Trasformare la comune vocazione marittima in concrete opportunità di collaborazione industriale e commerciale. È questo l’obiettivo della missione imprenditoriale “Portogallo-Italia 2026: Blue Internationalisation Business Mission”, promossa nell’ambito delle attività di internazionalizzazione della Blue Economy e articolata tra Roma e Genova, dove la delegazione portoghese sarà presente anche in occasione del Salone Nautico. La missione, guidata da Ruben Eiras, segretario generale di Fórum Oceano, ha visto il coinvolgimento di imprese e rappresentanti istituzionali dei due Paesi con l’obiettivo di rafforzare le relazioni nei comparti della tecnologia navale, nautica, pesca e acquacoltura, portualità e logistica, blu tech ed energie oceaniche rinnovabili.
Un ponte tra Mediterraneo e Atlantico
La sessione ufficiale di apertura si è svolta a Roma, nella sede della Federazione del Mare a Palazzo Colonna, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, dell’ambasciatore portoghese in Italia Carlos Pereira Marques e di rappresentanti di Farnesina, AICEP, Camera di Commercio Italiana per il Portogallo e WestMED. Al termine dell’incontro, Ruben Eiras, Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, e Fabrizio Monticelli, in rappresentanza di Cluster BIG, hanno sottoscritto un Memorandum d’Intesa finalizzato a rafforzare la cooperazione tra gli ecosistemi marittimi e marini dei due Paesi.
L’intesa punta a promuovere competitività, innovazione, internazionalizzazione e sviluppo sostenibile della Blue Economy, creando un quadro stabile per favorire relazioni tra imprese, cluster, istituzioni e centri di ricerca.
Cantieristica e tecnologie verdi
Per Mario Mattioli, la collaborazione tra Italia e Portogallo può rappresentare una risposta alle principali trasformazioni che stanno interessando l’industria marittima: decarbonizzazione, digitalizzazione, resilienza delle catene di approvvigionamento e competitività delle flotte. Tra gli ambiti individuati figurano la costruzione e riparazione navale, le tecnologie verdi e i carburanti alternativi, le infrastrutture portuali e la logistica. Particolare rilievo viene attribuito anche alla possibilità di mettere in relazione i corridoi Atlantico e Mediterraneo, considerati come componenti complementari della rete marittima europea.
Un ulteriore terreno di cooperazione riguarda la formazione e il capitale umano, considerati strategici per accompagnare l’evoluzione tecnologica e ambientale del settore.
Urso: “Due naturali potenze marittime”
Il ministro Adolfo Urso ha sottolineato la comune vocazione marittima dei due Paesi, individuando possibili margini di collaborazione in comparti che vanno dalla cantieristica alla nautica, dalla subacquea ai cavi sottomarini. Tra gli esempi citati dal ministro figura la collaborazione tra Fincantieri e la Marina portoghese nel programma delle fregate FREMM, indicata come esempio di cooperazione industriale e tecnologica.
Urso ha inoltre richiamato il tema della competitività dell’industria marittima europea, sostenendo la necessità di una revisione del meccanismo ETS applicato al comparto marittimo. Secondo il ministro, su questo fronte il Portogallo ha più volte affiancato l’azione italiana in sede europea.
Musumeci: “Dal mare nuove opportunità”
Per il ministro Nello Musumeci, la complementarità geografica tra Italia e Portogallo costituisce una base favorevole per sviluppare nuove forme di collaborazione. Il Governo italiano, ha assicurato, intende sostenere iniziative finalizzate allo scambio di conoscenze, alla cooperazione e alla condivisione di competenze, con una prospettiva che guarda anche al più ampio ruolo degli Stati membri dell’Unione europea nella costruzione di una strategia comune per l’economia del mare.
L’ambasciatore portoghese Carlos Pereira Marques ha sottolineato a sua volta il valore dell’incontro, considerandolo un passo concreto verso una partnership destinata a produrre benefici per entrambi i Paesi.
Dalla cooperazione alle opportunità per le imprese
Il Memorandum rappresenta quindi il passaggio da una collaborazione istituzionale già avviata a una fase maggiormente orientata alla costruzione di partnership industriali e commerciali. Ruben Eiras ha evidenziato la possibilità per le imprese portoghesi e italiane di sviluppare consorzi capaci di combinare competenze industriali, innovazione, conoscenze locali e reti internazionali. In questa prospettiva, i cluster possono svolgere una funzione di collegamento tra imprese, istituzioni e territori. Un ruolo importante è attribuito anche ad AICEP Portugal Global, che attraverso la propria rete sostiene l’internazionalizzazione delle imprese portoghesi e l’attrazione di investimenti italiani in Portogallo.
La Camera di Commercio Italiana per il Portogallo ha indicato nell’approccio coordinato tra istituzioni uno strumento per individuare priorità comuni e trasformare le complementarità tra i due sistemi economici in nuovi investimenti e partenariati.
WestMED e cooperazione nel Mediterraneo
La missione guarda infine anche alla dimensione europea e mediterranea. Salvatore Scaletta, coordinatore nazionale WestMED, ha richiamato la possibilità di utilizzare programmi transnazionali come Interreg Euro-MED e Next-MED per ampliare la dimensione dei progetti che potranno nascere dalla collaborazione tra imprese e cluster dei due Paesi. Luca Bennati, coordinatore nazionale WestMED Italia, ha sottolineato il ruolo del Portogallo come partner strategico nel quadro WestMED, evidenziando le complementarità esistenti e la possibilità di rafforzare l’internazionalizzazione dell’ecosistema italiano anche attraverso una maggiore cooperazione con i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo e dell’Africa.
La missione prosegue ora a Genova, dove la delegazione portoghese parteciperà alle attività previste nell’ambito del Salone Nautico, con l’obiettivo di trasformare il confronto istituzionale avviato a Roma in nuove occasioni di collaborazione tra imprese e operatori della Blue Economy.
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