Ecobonus 2026: nuovi vademecum ENEA e requisiti aggiornati


ENEA ha aggiornato i vademecum
dedicati agli interventi ammessi all’Ecobonus
,
riallineando la documentazione tecnica alle modifiche intervenute
sul fronte fiscale ed energetico.

L’aggiornamento riguarda tredici tipologie di
intervento
e offre a tecnici e contribuenti un riferimento
operativo da utilizzare insieme alle norme di settore e, per gli
aspetti fiscali, alle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Nelle singole schede vengono recepite le nuove aliquote
dell’Ecobonus per il triennio 2025-2027
, insieme
all’aggiornamento dei requisiti tecnici alle modifiche normative
entrate in vigore nel corso del 2026.

Ecobonus 2026: i vademecum ENEA aggiornati e gli interventi
coinvolti

L’aggiornamento interessa i vademecum relativi a:

  • riqualificazione globale degli edifici;
  • coibentazione delle strutture opache;
  • serramenti e infissi;
  • schermature solari e chiusure oscuranti;
  • collettori solari termici;
  • generatori di calore a biomassa;
  • caldaie a condensazione e generatori ad aria a
    condensazione;
  • pompe di calore, sistemi geotermici a bassa entalpia e
    scaldacqua a pompa di calore;
  • sistemi ibridi;
  • microcogeneratori;
  • building automation;
  • riqualificazione energetica delle parti comuni
    condominiali;
  • Bonus Facciate.

A questi si aggiunge la tabella riepilogativa degli
interventi e delle percentuali di detrazione
, che
fotografa il regime applicabile fino al 2027.

Non tutte le modifiche contenute nei documenti costituiscono,
naturalmente, novità normative introdotte da ENEA. I vademecum
hanno soprattutto la funzione di ricomporre in un quadro operativo
unitario disposizioni intervenute in momenti diversi, offrendo a
contribuenti e tecnici un riferimento aggiornato per
requisiti, spese ammissibili e documentazione.

Ecobonus 2025-2027: aliquote differenziate per l’abitazione
principale

La prima modifica che attraversa quasi tutti i nuovi vademecum
riguarda le aliquote di detrazione.

Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026, la
detrazione è pari al 50% per gli interventi sull’unità
immobiliare adibita ad abitazione principale
, quando
ricorrono i requisiti previsti dalla normativa, e al 36%
negli altri casi
.

Il quadro recepisce anche la proroga disposta dalla Legge n.
199/2025
, che ha mantenuto per il 2026 le aliquote già
applicabili nel 2025, rinviando al 2027 la riduzione al 30%
e al 36%
.

Per le spese sostenute nel 2027, secondo la
disciplina attualmente vigente, le aliquote scendono
rispettivamente al 36% per l’abitazione principale
e al 30% negli altri casi.

Lo schema ricorre, ad esempio, nei vademecum dedicati alla
riqualificazione globale, alla coibentazione dell’involucro, agli
infissi, alle pompe di calore, ai sistemi ibridi e alla building
automation.

I documenti richiamano inoltre l’articolo 16-ter del
d.P.R. n. 917/1986
per l’applicazione dei limiti alle
detrazioni previsti per i contribuenti con reddito complessivo
superiore a 75.000 euro.

Va ricordato che l’aliquota maggiorata non dipende semplicemente
dalla natura residenziale dell’immobile. La stessa tabella ENEA
precisa che essa spetta al titolare del diritto di proprietà o di
un diritto reale di godimento per gli interventi sull’unità
immobiliare adibita ad abitazione principale.

Caldaie a
condensazione: dal 2025 niente Ecobonus

Un passaggio particolarmente rilevante riguarda le
caldaie a condensazione.

Il relativo vademecum distingue ancora le tre tipologie di
intervento previste dalla disciplina precedente e relative a:

  • caldaie a condensazione con efficienza energetica stagionale
    almeno pari al 90%;
  • caldaie a condensazione abbinate a sistemi di termoregolazione
    evoluti appartenenti alle classi V, VI oppure VIII;
  • generatori d’aria calda a condensazione.

Nella tabella dedicata all’entità del beneficio, ENEA indica
espressamente che le spese sostenute dal 1° gennaio 2025
non sono agevolabili
.

Restano quindi rilevanti, ai fini dell’Ecobonus, soltanto le
spese sostenute entro il 31 dicembre 2024, con
aliquota del 50% per la prima tipologia e del
65% per le altre due.

La stessa esclusione viene riportata nella tabella riepilogativa
generale pubblicata da ENEA.

Ecobonus 2026: dal 4 febbraio cambiano i requisiti tecnici

La parte più interessante dell’aggiornamento riguarda però
diversi interventi impiantistici. Nei nuovi
vademecum compare frequentemente la data del 4 febbraio
2026
, a partire dalla quale devono essere applicate alcune
prescrizioni introdotte dal D.Lgs. n.
5/2026
.

L’effetto è particolarmente evidente per pompe di
calore, sistemi ibridi, generatori a biomassa e
microcogeneratori
.

Oltre a cambiare l’aliquota applicabile alla spesa, per alcuni
di questi interventi si modifica anche il quadro dei
requisiti tecnici da verificare in funzione della
data di inizio dei lavori.

Pompe di
calore: i nuovi parametri previsti

Per le pompe di calore ENEA mantiene il
principio secondo cui l’intervento deve consistere nella
sostituzione integrale o parziale dell’impianto di climatizzazione
invernale esistente e non in una nuova installazione.

Il vademecum introduce però una distinzione temporale: per gli
interventi iniziati prima del 4 febbraio 2026 rimane il riferimento
ai valori minimi di COP/GUE e, quando
l’apparecchio assicura anche la climatizzazione estiva, di
EER, previsti dall’Allegato F al D.M. 6 agosto
2020; per quelli iniziati dal 4 febbraio 2026, oltre a tali
parametri, ENEA richiede il rispetto delle condizioni relative a
SCOP, SEER e SPER previste dal D.Lgs. n. 5/2026,
nonché dei requisiti di efficienza stagionale previsti
dall’Allegato IV al D.Lgs. n. 199/2021 e successive
modificazioni.

Un’ulteriore modifica riguarda gli scaldacqua a pompa di
calore
: sempre nel caso di interventi iniziati dal 4
febbraio 2026, l’apparecchio deve appartenere alla classe A
o superiore di efficienza energetica di prodotto
.

Sistemi ibridi: nuovi requisiti per la pompa di calore e per la
caldaia

Anche il vademecum sui sistemi ibridi viene
coordinato con il nuovo quadro normativo.

Il sistema deve continuare a essere costituito da una pompa di
calore integrata con una caldaia a condensazione, progettate e
realizzate per funzionare in abbinamento, e l’intervento deve
configurarsi come sostituzione, integrale o parziale, dell’impianto
esistente.

Per i lavori iniziati dal 4 febbraio 2026,
tuttavia, alla pompa di calore si applicano, oltre ai requisiti
minimi di COP/GUE previsti dal D.M. 6 agosto 2020, anche i valori
minimi di SCOP e SPER stabiliti dal D.Lgs. n.
5/2026.

Il documento interviene anche sulla componente costituita dalla
caldaia a condensazione: per potenze utili nominali non superiori a
400 kW viene indicato il requisito ηs >
90%
, mentre sopra tale soglia deve essere rispettato il
requisito η100 > 98%.

Resta inoltre confermata la possibilità, già contemplata per gli
interventi avviati dal 13 giugno 2022, di accedere alla detrazione
anche con sistemi ibridi a biomassa, costituiti da
pompa di calore e caldaia a biomassa, nel rispetto dei rispettivi
requisiti tecnici.

Biomasse: nuove condizioni di accesso dal 4 febbraio 2026

Particolarmente articolato è l’aggiornamento del vademecum sui
generatori di calore alimentati da biomassa.

ENEA separa espressamente la disciplina applicabile ai lavori
iniziati prima e dopo il 4 febbraio 2026.

Per gli interventi avviati da tale data, il generatore deve
appartenere alla classe 5 stelle o superiore,
secondo il D.M. n. 186/2017, e l’intervento deve essere realizzato
in sostituzione di generatori alimentati a biomassa, a carbone, a
olio combustibile o a gasolio.

La sostituzione di generatori alimentati a GPL o gas
naturale
è ammessa soltanto se il nuovo generatore a
biomassa garantisce emissioni di particolato primario PP10
non superiori a 1 mg/Nm³
.

Un’altra conseguenza rilevante è che, per i lavori iniziati dal
4 febbraio 2026, non compare più la possibilità generalizzata di
configurare l’intervento come integrazione o nuova
installazione
in un edificio esistente: il vademecum
riserva espressamente tale possibilità agli interventi iniziati
prima di quella data.

Microcogeneratori: dal 2026 devono essere alimentati da fonti
rinnovabili

Anche per i microcogeneratori viene introdotta
una condizione collegata al D.Lgs. n. 5/2026.

Rimangono il requisito del risparmio di energia primaria
PES almeno pari al 20% e la necessità che
l’energia termica prodotta sia utilizzata per la climatizzazione
degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria.

Per gli interventi iniziati dal 4 febbraio
2026
, però, ENEA specifica che l’impianto deve essere
alimentato da fonti rinnovabili, in accordo con il
D.Lgs. n. 5/2026. La modifica è recepita già nella definizione
dell’intervento riportata in apertura del nuovo vademecum, che fa
riferimento all’acquisto e posa in opera di microcogeneratori
alimentati da fonti rinnovabili in sostituzione degli impianti
esistenti.

Collettori solari termici: nuovi riferimenti ai requisiti di
producibilità

Il coordinamento con il D.Lgs. n. 5/2026 interessa anche i
collettori solari termici. Il nuovo vademecum
ribadisce la necessità della certificazione Solar
Keymark
e dei requisiti relativi alle garanzie dei
componenti, ma specifica che i valori minimi di producibilità
devono essere verificati sulla base dell’Allegato IV al D.Lgs. n.
199/2021, come modificato dal D.Lgs. n. 5/2026 per i lavori
iniziati dal 4 febbraio 2026, oltre che sulla base delle
prescrizioni contenute nel D.M. 6 agosto 2020.

Riqualificazione globale e involucro: i nuovi requisiti minimi da
verificare

In relazione agli interventi sull’involucro, ENEA precisa che
per la coibentazione delle strutture opache i
valori di trasmittanza termica successivi all’intervento devono
rispettare non soltanto i limiti dell’Allegato E al D.M. 6 agosto
2020, ma anche i “Requisiti Minimi” applicabili in
funzione della data di avvio dei lavori, richiamando il D.M. 26
giugno 2015 oppure il D.M. 28 ottobre 2025.

La stessa impostazione compare nei vademecum relativi a
serramenti e infissi e agli interventi sulle
parti comuni condominiali.

Per la riqualificazione globale, inoltre, il
nuovo documento precisa che, per i lavori iniziati dal 4 febbraio
2026, devono essere soddisfatti anche i requisiti tecnici
prescritti dal D.Lgs. n. 5/2026 per gli impianti alimentati da
fonti energetiche rinnovabili.

Serramenti, schermature e building automation: cosa confermano i
nuovi vademecum ENEA

Per serramenti, schermature solari e building
automation
, invece, i nuovi documenti non evidenziano
modifiche tecniche della stessa portata di quelle previste per gli
impianti interessati dal D.Lgs. n. 5/2026, ma aggiornano
soprattutto aliquote, riferimenti normativi e quadro
documentale
.

Per i serramenti e infissi rimane necessario che l’intervento
abbia natura sostitutiva e che il componente delimiti un
volume già riscaldato. ENEA continua inoltre a
richiamare la possibilità, negli interventi diversi dalla
demolizione e ricostruzione che comportino spostamenti o variazioni
dimensionali, di accedere all’Ecobonus per un numero intero di
infissi la cui superficie complessiva non superi quella degli
infissi esistenti prima dei lavori.

Per le schermature solari, resta il requisito
del fattore di trasmissione solare totale gtot ≤
0,35
, mentre le schermature ammesse sono quelle orientate
da est a ovest passando per sud; le chiusure oscuranti autonome
restano invece agevolabili indipendentemente dall’orientamento,
purché siano rispettate le condizioni previste dal documento.

Per la building automation, ENEA conferma che
l’agevolazione riguarda unità immobiliari residenziali e sistemi
almeno in classe B secondo la norma EN
15232-1:2017
, in grado di mostrare consumi e condizioni di
funzionamento degli impianti e di consentirne programmazione,
accensione e spegnimento da remoto. Il limite massimo di detrazione
indicato nel nuovo vademecum è pari a 15.000 euro per unità
immobiliare
.

Ecobonus condominiale: dal 2025 aliquote ordinarie sulle parti
comuni

Il vademecum dedicato agli interventi sulle parti comuni
degli edifici condominiali
fotografa inoltre il venir
meno, per le spese dal 2025, delle maggiorazioni che avevano
caratterizzato questi interventi.

Fino al 31 dicembre 2024, a seconda delle caratteristiche
dell’intervento, le percentuali indicate sono pari al 70%,
75%, 80% o 85%
.

Per il 2025 e il 2026 ENEA riporta invece le aliquote del
50% o 36%, mentre nel 2027 si passa al 36%
o 30%
, in funzione delle condizioni previste per
l’abitazione principale.

Restano indicati i precedenti limiti massimi di detrazione, pari
a 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità
immobiliari
per gli interventi di tipo a) e b) e a
136.000 euro per unità per quelli abbinati alla
riduzione del rischio sismico.

Bonus Facciate: vademecum aggiornato anche dopo la fine
dell’agevolazione

Tra i documenti aggiornati compare anche il Bonus
Facciate
, nonostante l’agevolazione non sia più operativa
per nuove spese.

ENEA ricorda infatti che la detrazione era pari al 90%
per le spese sostenute nel 2020 e nel 2021
e al
60% per quelle sostenute nel 2022, mentre le spese
sostenute dal 1° gennaio 2023 sono espressamente
indicate come non agevolabili.

La permanenza del vademecum risponde quindi all’esigenza di
mantenere disponibile la documentazione tecnica relativa
agli interventi realizzati negli anni in cui l’agevolazione era
vigente
.

Documentazione Ecobonus: invio ENEA entro 90 giorni e
FAQ 

Sul piano procedurale, i nuovi vademecum confermano
l’impostazione già vigente.

La scheda descrittiva dell’intervento deve
essere trasmessa attraverso il portale ENEA relativo all’anno di
conclusione dei lavori entro 90 giorni dalla fine dei
lavori o dal collaudo
. Gli stessi vademecum precisano che
la trasmissione può avvenire anche oltre tale termine qualora
ricorrano le condizioni indicate nella FAQ ENEA n. 6E
sull’Ecobonus
.

Particolare attenzione viene inoltre dedicata alla conservazione
della documentazione attestante l’avvenuta trasmissione: ENEA
richiama la Guida “Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026”,
precisando che è sufficiente anche la stampa della scheda
descrittiva riportante il codice CPID e la data di
trasmissione, poiché il codice viene assegnato quando l’invio è
andato a buon fine.

Ecobonus 2026: cosa verificare prima di iniziare i lavori

La pubblicazione dei vademecum aggiornati non introduce un nuovo
Ecobonus, ma rende più leggibile un quadro che nel corso del 2025 e
del 2026 è diventato sensibilmente più articolato.

Per gli interventi avviati nel 2026, la verifica deve tenere
conto, oltre che della percentuale di detrazione, anche di altri
dati quali data di sostenimento della spesa, destinazione
dell’immobile, qualifica del beneficiario, data di inizio dei
lavori e caratteristiche tecniche dell’intervento
.

Particolare attenzione va riservata a quest’ultimo profilo in
relazione a pompe di calore, sistemi ibridi, biomasse,
microcogeneratori, collettori solari
e, più in generale,
per alcuni interventi che coinvolgono fonti rinnovabili, per i
quali il 4 febbraio 2026 rappresenta ormai una
data decisiva per individuare i requisiti applicabili.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม