Efficienza Energetica Edifici: Guida Alla Progettazione


Sostituire la caldaia con una pompa di calore. Installare nuovi infissi. Isolare la copertura. Realizzare un cappotto termico. Aggiungere un impianto fotovoltaico.

Quando si parla di efficienza energetica degli edifici, spesso si ragiona per singoli interventi.

Ma un edificio è un sistema.

Involucro, impianto di riscaldamento e raffrescamento, produzione di acqua calda, ventilazione, fonti rinnovabili e modalità di utilizzo interagiscono continuamente tra loro.

Per questo la domanda corretta non dovrebbe essere semplicemente “quale impianto conviene installare?”, ma:

“Qual è la combinazione di interventi più efficace per questo edificio?”

È qui che entra in gioco la progettazione energetica integrata.

Prima di intervenire bisogna conoscere l’edificio

Ogni progetto di efficientamento dovrebbe partire da un’analisi dello stato esistente.

Epoca di costruzione, murature, copertura, serramenti, ponti termici, impianti presenti, consumi e modalità di utilizzo permettono di comprendere dove e come l’edificio disperde energia.

Due immobili della stessa superficie possono infatti avere esigenze completamente differenti.

Un edificio poco isolato con un impianto recente presenta criticità diverse rispetto a un fabbricato con un buon involucro ma con generatori ormai obsoleti.

Prima di scegliere la soluzione bisogna quindi individuare il problema.

Involucro e impianti devono essere progettati insieme

Uno degli errori più frequenti consiste nel progettare separatamente involucro e impianti.

Immaginiamo di sostituire il generatore di calore e, successivamente, realizzare un importante intervento di isolamento.

Il fabbisogno energetico dell’edificio dopo l’isolamento potrebbe essere molto diverso da quello iniziale.

Di conseguenza anche il dimensionamento dell’impianto potrebbe cambiare.

Lo stesso principio vale per serramenti, sistemi di emissione, pompe di calore, fotovoltaico e accumulo.

Una progettazione integrata permette di valutare gli effetti che ogni intervento produce sugli altri.

La pompa di calore è sempre la soluzione migliore?

La diffusione delle pompe di calore ha modificato profondamente il modo di progettare gli impianti.

Ma non basta sostituire una vecchia caldaia con una pompa di calore per ottenere automaticamente un edificio efficiente.

Occorre valutare le caratteristiche dell’immobile, le temperature richieste dall’impianto di emissione, la potenza necessaria, gli spazi disponibili e il comportamento dell’edificio durante l’anno.

In alcuni casi può essere opportuno intervenire prima sull’involucro; in altri può risultare efficace una soluzione impiantistica differente o integrata.

La tecnologia deve essere scelta in funzione dell’edificio, non il contrario.

Fotovoltaico: produrre energia non basta

Anche il fotovoltaico deve essere inserito all’interno di una strategia complessiva.

La domanda non è soltanto quanti pannelli possano essere installati sulla copertura.

Bisogna valutare quanta energia viene prodotta, quanta può essere utilizzata direttamente dall’edificio e come cambieranno i consumi dopo gli altri interventi.

Se, ad esempio, la climatizzazione viene elettrificata attraverso pompe di calore, il profilo dei consumi sarà diverso rispetto a quello precedente.

Fotovoltaico, pompe di calore ed eventuali sistemi di accumulo dovrebbero quindi essere studiati insieme.

Efficienza energetica non significa soltanto ridurre la bolletta

Ridurre i consumi è certamente uno degli obiettivi principali.

Ma una riqualificazione energetica può produrre anche altri benefici.

Un involucro più performante può migliorare il comfort interno, ridurre le superfici fredde e rendere più uniforme la temperatura degli ambienti.

Un impianto correttamente dimensionato può lavorare in condizioni più efficienti e offrire una migliore gestione.

Gli interventi energetici possono inoltre contribuire alla valorizzazione complessiva dell’immobile, soprattutto in un mercato sempre più attento alle prestazioni degli edifici.

Attenzione a intervenire “a pezzi”

Molti edifici vengono riqualificati progressivamente.

Prima gli infissi, qualche anno dopo la caldaia, successivamente il fotovoltaico.

Non è necessariamente sbagliato.

Il problema nasce quando ogni intervento viene deciso senza considerare quelli che potrebbero essere realizzati successivamente.

Anche quando non è possibile eseguire tutto contemporaneamente, può essere utile predisporre un progetto complessivo per fasi.

In questo modo ogni investimento diventa parte di una strategia e non un intervento isolato.

La diagnosi energetica aiuta a decidere dove investire

Quando l’intervento è articolato, una diagnosi energetica permette di approfondire il comportamento dell’edificio e confrontare differenti scenari.

Quanto si riducono i consumi intervenendo sull’involucro?

Quale effetto produce la sostituzione del generatore?

Qual è il rapporto tra investimento e beneficio energetico?

Quali interventi dovrebbero essere eseguiti per primi?

L’obiettivo non è semplicemente ottenere una classe energetica migliore, ma individuare una sequenza di interventi tecnicamente ed economicamente coerente.

Incentivi e progettazione: l’ordine non dovrebbe essere invertito

Bonus fiscali, Conto Termico e altri strumenti di incentivazione possono incidere significativamente sulla convenienza economica di un intervento.

Ma scegliere una tecnologia soltanto perché incentivata può essere un errore.

Il percorso dovrebbe essere opposto:

prima si individuano gli interventi tecnicamente più adatti all’edificio, poi si verifica quali agevolazioni possano essere utilizzate per realizzarli.

L’incentivo deve migliorare la sostenibilità economica del progetto, non sostituire il progetto.

Efficienza energetica degli edifici: serve una visione complessiva

Riqualificare energeticamente un edificio significa mettere in relazione involucro, impianti, fonti rinnovabili, consumi e modalità di utilizzo.

La soluzione migliore non è necessariamente quella tecnologicamente più sofisticata o quella che prevede il maggior numero di interventi.

È quella che raggiunge il miglior equilibrio tra prestazioni, investimento, comfort e caratteristiche dell’immobile.

Per questo l’efficienza energetica comincia molto prima dell’installazione di una nuova caldaia, di una pompa di calore o dei pannelli fotovoltaici.

Comincia dal progetto.


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