TL;DR/In Sintesi:
The Ocean Race sceglie Porto come sede globale e start port atlantico con un accordo fino al 2040: quartier generale operativo e museo sul waterfront dal 2028, Special Race nel 2028 e partenze del Round the World Race nelle edizioni 2030, 2034 e 2038, oltre a un programma nazionale per scienza, educazione e blue economy.
The Ocean Race Porto avrà sede permanente sull’Atlantico: accordo pluriennale con la città di Porto, Turismo de Portugal e Turismo do Porto e Norte de Portugal fino al 2040, con quartier generale operativo e programma pubblico avviati dal 2028.
Porto entra nella mappa delle grandi regate d’altura come punto di riferimento operativo e culturale. L’intesa prevede non solo eventi sportivi, ma anche spazi pensati per il pubblico e per le scuole, attività di divulgazione e una presenza continuativa che si estenderà oltre le singole edizioni della regata.
Un quartier generale sul lungomare e un museo per il mare
Un edificio storico fronte mare, adiacente al Parque da Cidade, sarà convertito nel quartier generale operativo de The Ocean Race. La sede ospiterà funzioni amministrative e operative della regata, aree per i team, sale per briefing e logistica delle flotte, oltre a spazi pubblici destinati a mostre temporanee e attività educative rivolte ai cittadini e alle scuole a partire dal 2028.
In una seconda sede waterfront è prevista la realizzazione di un museo permanente dedicato al ruolo dell’oceano, alla storia della regata e ai protagonisti dell’offshore. Il museo collegherà la narrazione sportiva con contenuti scientifici e programmi didattici: laboratori per studenti, esposizioni interattive sulla vita a bordo e sulle tecnologie di navigazione, archivi delle imprese e delle barche che hanno segnato le edizioni della regata.
Questo spazio fungerà anche da luogo di incontro per ricercatori, skipper e stakeholder del settore, con attività che andranno dal ciclo di conferenze pubbliche a workshop tecnici rivolti ai cantieri e ai fornitori locali. La vicinanza al waterfront permetterà al pubblico di osservare le operazioni di messa a punto delle imbarcazioni e di partecipare a eventi legati al varo e alle revisioni tecniche.
Programma nazionale: regate, scienza e blue economy
Il partenariato coinvolge più livelli: progetti coordinati con Turismo de Portugal e partner regionali collegheranno Porto ad altri porti e comunità costiere, creando una piattaforma nazionale per vela d’altura, ricerca marina, educazione e iniziative per la sostenibilità dell’economia del mare. Si parlerà di cooperazione tra porti, scambi accademici e iniziative per favorire l’occupazione qualificata nei comparti nautico e marittimo.
Nei prossimi tredici anni sono previste almeno sei edizioni internazionali di The Ocean Race Europe, summit tematici e programmi di scienza e istruzione denominati Racing for the Ocean. Il calendario includerà eventi capaci di attirare team, tecnici, ricercatori e appassionati, con ricadute dirette in termini di formazione per giovani velisti e opportunità per cantieri e fornitori locali di partecipare a filiere internazionali.
Il progetto combina obiettivi sportivi e ambientali: la regata manterrà il proprio format agonistico e, al tempo stesso, intensificherà attività di ricerca legate al monitoraggio marino, campagne di sensibilizzazione sull’inquinamento plastico e iniziative di citizen science che coinvolgeranno scuole e comunità costiere. I risultati delle campagne di ricerca verranno presentati in sedi pubbliche e integrati nelle attività didattiche del museo e del quartier generale.
Per gli equipaggi la presenza di una base atlantica stabile significa certezza logistica: accesso a infrastrutture dedicate per grandi imbarcazioni, piazzali di lavoro, officine specializzate e spazi per il rifornimento tecnico. Questa stabilità facilita la pianificazione di programmi di formazione e test in acque familiari alla flotta internazionale, con sessioni di allenamento e prove strumentali che beneficeranno del know‑how locale.
Per Porto e per il Portogallo la partnership rafforza il posizionamento internazionale come destinazione per grandi eventi sportivi e scientifici, con ricadute attese nel turismo nautico, negli investimenti e nella visibilità della blue economy nazionale. L’accordo è pensato per attrarre non solo visitatori occasionali ma anche operatori, startup del settore marittimo e programmi accademici interessati a collaborazioni di lungo periodo.
Richard Brisius, Race Chairman, ha sottolineato l’intenzione di usare Porto come piattaforma per innovare la regata e rafforzare il lavoro per la conservazione degli oceani. Le autorità locali hanno rimarcato l’opportunità di connettere mondo sportivo, ricerca e impresa, amplificando la visibilità internazionale del territorio e creando ponti tra formazione e mercato del lavoro.
Tra le voci istituzionali, il Ministero del Turismo e gli enti regionali hanno evidenziato la collaborazione come leva per attrarre investimenti, talenti e flussi turistici più qualificati. Si prevede una strategia coordinata per promuovere pacchetti turistici legati alla vela, percorsi formativi per giovani tecnici nautici e attività di marketing territoriale che valorizzino cultura, patrimonio e industria marittima.
La partnership include attività diffuse nel Nord del Portogallo, con un approccio che considera l’oceano come rete di relazioni tra natura, conoscenza e comunità. L’obiettivo è creare sinergie operative tra porti, università, centri di ricerca e imprese del settore nautico, favorendo progetti sperimentali e trasferimento tecnologico.
Dal punto di vista sportivo, la roadmap della regata non cambia nel prossimo biennio: l’edizione 2027 partirà da Alicante il 17 gennaio 2027. Le nuove attività legate a Porto prenderanno avvio con eventi e aperture programmate a partire dal 2028 e troveranno un primo momento di incontro nel The Ocean Race Summit Porto, previsto per il 19 novembre 2026, che servirà a presentare dettagli operativi e a coinvolgere partner locali e internazionali.
La decisione comporta impegni sul territorio: adeguamento di infrastrutture portuali, allestimenti per ospitalità delle flotte, spazi espositivi e programmi didattici stabili. L’approccio annunciato privilegia la costruzione di una legacy misurabile, articolata su infrastrutture permanenti, percorsi formativi e progetti di ricerca con obiettivi temporali definiti.
Per i velisti portoghesi l’impatto è immediato: avere a disposizione competizioni di livello mondiale a distanza ravvicinata facilita l’ingresso in circuiti professionali, favorisce lo scambio di competenze con team stranieri e amplifica le opportunità di networking per chi opera nella filiera dell’offshore racing.
Il progetto lancia anche una sfida organizzativa: integrare sport, scienza e sviluppo economico su orizzonti più lunghi rispetto ai tradizionali eventi episodici, puntando su impatti misurabili e su strumenti di governance che coinvolgano comunità locali, istituzioni e operatori privati.
Il prossimo passo sarà l’attuazione dei primi interventi strutturali e l’apertura delle sedi operative e museali previste per il 2028, data dalla quale Porto entrerà pienamente nella nuova fase di vita de The Ocean Race.
Fonte: turismodeportugal.pt
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