quanto posso chiedere alla banca? — GoMutuo Blog


Risposta rapida

Con figli a carico la regola del terzo resta la stessa: con 2.200 € netti al mese la rata arriva a 726 € e il mutuo in 25 anni a circa 139.873 €, a tasso fisso. I figli pesano su un secondo controllo, quello su quanto resta alla famiglia dopo la rata: se non basta, la banca abbassa la rata e con lei la cifra. Con un solo stipendio e due figli, se deve restare la soglia di povertà assoluta ISTAT di un grande comune lombardo (un’ipotesi prudente: ogni banca che fa questo controllo ha il suo minimo), si scende a circa 60.694 €.

Il conto della rata massima è nella guida al rapporto rata/reddito.

La banca dà meno mutuo se hai figli?

Con la regola del terzo no. La rata si misura sullo stipendio netto, senza guardare chi vive in casa. Il 30% è la soglia prudenziale, il 33% la prassi; la guida della Banca d’Italia, più prudente, parla di «un terzo» del reddito disponibile, cioè di quello che resta tolte le spese fisse. Il tetto oltre il quale la banca chiede garanzie o rifiuta cambia da banca a banca: di solito fra un terzo e il 35-40% del reddito netto, per alcune di più con redditi alti. Con 2.200 € fanno 726 € al mese, per un single come per una famiglia di cinque.

I figli entrano da un’altra parte. Con la nota n. 13 del 20 luglio 2021 la Banca d’Italia applica alle banche gli orientamenti dell’Autorità bancaria europea sulla concessione dei prestiti. Fra le informazioni da usare, gli orientamenti mettono la «composizione della famiglia e persone a carico» (paragrafo 85), e chiedono di tenere conto delle «spese di sostentamento» del cliente (paragrafo 106).

Nelle politiche di credito che leggiamo ogni giorno molte banche controllano anche che dopo la rata resti al nucleo una somma minima per vivere, che cresce con le persone in famiglia e cambia con la zona; alcune partono dalle soglie di povertà dell’ISTAT. La rata quindi non può superare né un terzo dello stipendio né lo stipendio meno il minimo: lo stesso conto, su un importo preciso, è nella pagina sul mutuo da 210.000 euro.

Quanto deve restare per vivere? Le soglie dell’ISTAT

I minimi delle banche restano interni, e alcune scrivono di ricavarli dalle soglie di povertà dell’ISTAT, che sono pubbliche. Nel report sulla povertà del 14 ottobre 2025 l’Istituto definisce la soglia di povertà assoluta come «la spesa minima necessaria per acquisire i beni e servizi inseriti nel paniere di povertà assoluta». Cambia con il numero e l’età delle persone, la regione e il tipo di comune; la tua la trovi con il calcolatore dell’ISTAT.

Famiglia Lombardia Lazio Campania
Genitore solo con un figlio 1.238 € 1.104 € 920 €
Genitore solo con due figli 1.552 € 1.405 € 1.230 €
Coppia con un figlio 1.559 € 1.417 € 1.195 €
Coppia con due figli 1.885 € 1.718 € 1.515 €
Coppia con tre figli 2.043 € 1.896 € 1.706 €

Soglie del 2024, le ultime pubblicate, in euro al mese, per un grande comune (periferia di un’area metropolitana o più di 50.000 abitanti). Adulti di 30-59 anni; il primo figlio di 4-10 anni, il secondo di 11-17, il terzo sotto i 4. Per una coppia con due figli le tre soglie della tabella stanno dentro la forchetta delle banche; in tutta Italia si va da 1.333 € in un piccolo comune della Basilicata a 2.131 € in un comune centro di area metropolitana della Lombardia.

Nei conti che seguono, queste soglie sono un’ipotesi prudente, non una regola di banca. Prudente perché il paniere dell’ISTAT comprende anche la «disponibilità di un’abitazione», che chi paga il mutuo ha già in parte nella rata. Se la tua banca chiede un minimo più basso, la cifra sale.

Quanto posso chiedere con uno, due o tre figli?

La tabella mette insieme le due regole per sette famiglie: mutuo a tasso fisso in 25 anni al TAN stimato del 3,84%, con la sola regola del terzo e poi con la soglia ISTAT di un grande comune come minimo.

Famiglia e stipendio netto Resta dopo la rata Solo regola del terzo Minimo ISTAT, Lombardia Minimo ISTAT, Lazio Minimo ISTAT, Campania
Genitore solo, un figlio: 1.800 € 1.206 € 114.441 € 108.240 € 114.441 € 114.441 €
Genitore solo, due figli: 1.800 € 1.206 € 114.441 € 47.748 € 76.111 € 109.891 €
Coppia, un figlio, uno stipendio: 2.200 € 1.474 € 139.873 € 123.506 € 139.873 € 139.873 €
Coppia, due figli, uno stipendio: 2.200 € 1.474 € 139.873 € 60.694 € 92.821 € 131.991 €
Coppia, tre figli, uno stipendio: 2.200 € 1.474 € 139.873 € 30.306 € 58.618 € 95.166 €
Coppia, due figli, due stipendi: 3.500 € 2.345 € 222.525 € 222.525 € 222.525 € 222.525 €
Coppia, tre figli, due stipendi: 3.500 € 2.345 € 222.525 € 222.525 € 222.525 € 222.525 €

Tassi del 5 ottobre 2026, IRS più uno spread stimato di 0,30%; nessun altro finanziamento, assegno unico escluso. Il metodo è in come facciamo i calcoli; senza figli nel conto, le cifre per ogni stipendio sono nella guida su quanto mutuo posso chiedere con il mio stipendio.

Con due stipendi i figli non tolgono niente: con 2.345 € dopo la rata la soglia è coperta anche con tre figli. Con uno solo pesa ogni figlio, e pesa la regione: in Lombardia la coppia con tre figli si ferma a 30.306 €.

Il calcolo, passo per passo

La coppia con due figli e un solo stipendio da 2.200 € netti, in un grande comune del Lazio:

  1. Rata con la regola del terzo: 2.200 × 33% = 726 €.
  2. Quanto resta: 2.200 − 726 = 1.474 €.
  3. Il minimo per quattro persone: la soglia ISTAT è di 1.718 €, quindi la rata scende a 2.200 − 1.718 = 482 €.
  4. Il tasso: IRS a 25 anni al 3,544% (ICE Swap Rate, 5 ottobre 2026) più uno spread stimato di 0,30%, cioè un TAN del 3,84%.
  5. Il mutuo: 482 € al mese per 25 anni a quel tasso ripagano 92.821 €, contro i 139.873 € della sola regola del terzo. In 30 anni, se l’età lo permette, la stessa rata vale 103.903 €.

Quanto deve valere la casa e quanto anticipo serve

Con l’LTV standard la banca finanzia fino all’80% del prezzo. Con 139.873 € di mutuo la casa può costare fino a 174.841 €, con 34.968 € di anticipo; con i 92.821 € dell’esempio del Lazio, fino a 116.026 €, con 23.205 €. In più ci sono le spese di acquisto, che ipotizziamo al 5-6% del prezzo fra imposte, notaio, perizia e istruttoria. Con la garanzia Consap la banca può arrivare al 100% del prezzo: l’anticipo può sparire, il mutuo non cresce.

L’assegno unico conta come reddito per il mutuo?

Dipende dalla banca: nelle politiche che leggiamo alcune lo contano per intero, altre in parte o in base all’età dei figli, altre per niente. Chi lo conta spesso lo pesa meno man mano che i figli crescono, e chiede la prova dell’accredito dell’INPS, sul conto o nella Certificazione Unica.

La prudenza ha una ragione nella legge. Il D.Lgs. 230/2021 lo definisce «un beneficio economico attribuito, su base mensile, per il periodo compreso tra marzo di ciascun anno e febbraio dell’anno successivo», calcolato sull’ISEE. Per i figli maggiorenni spetta solo a certe condizioni e, secondo l’art. 2, «fino al compimento dei 21 anni di età», salvo i figli con disabilità. Un mutuo di 25 anni dura più dell’assegno.

Nei nostri conti l’assegno non c’è. Se la banca lo conta e il limite è il minimo per vivere, ogni euro riconosciuto va in rata per intero, finché la rata non arriva a un terzo del reddito. Facciamo un’ipotesi: 200 € al mese di assegno, anche se l’importo vero dipende dall’ISEE e dai figli. La famiglia del Lazio passerebbe da una rata di 482 € a 682 €, e da 92.821 € a circa 131.353 € di mutuo.

Cosa cambia la cifra

  • Un secondo stipendio, anche part-time. Con 800 € di part-time la coppia con due figli arriva a 3.000 € netti: rata di 990 €, restano 2.010 €, sopra la soglia ISTAT anche in un grande comune lombardo, e il mutuo in 25 anni sale a circa 190.736 €. Altre strade, dal garante al cointestatario, nella guida al mutuo con un solo stipendio.
  • Altri finanziamenti. La rata di un prestito conta in tutti e due i controlli. Con 200 € al mese per l’auto la famiglia del Lazio scende da una rata di 482 € a 282 €, e da 92.821 € a circa 54.288 € di mutuo.

Genitori soli e famiglie numerose: cosa dà il Fondo Consap

Il Fondo prima casa ha due corsie per le famiglie con figli. La legge 147/2013 (art. 1, comma 48, lett. c) concede la garanzia «esclusivamente per l’accesso al credito da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali con figli minori», e nella stessa frase ai conduttori di alloggi IACP e agli under 36. La legge 213/2023 (art. 1, commi 9 e 10) ha aggiunto i «nuclei familiari che includono tre figli di età inferiore a 21 anni» o più.

  • Genitore solo con figli minori. Garanzia del 50% della quota capitale, che sale all’80% con ISEE fino a 40.000 € e mutuo oltre l’80% del prezzo, oneri accessori compresi (art. 64, comma 3, D.L. 73/2021).
  • Famiglie numerose. Tre figli sotto i 21 anni con ISEE fino a 40.000 €, quattro fino a 45.000 €, cinque o più fino a 50.000 €: qui l’ISEE decide se entri. Con un mutuo oltre l’80% del prezzo la garanzia sale all’80%, all’85% o al 90%.
  • Per tutti. Mutuo fino a 250.000 € per l’abitazione principale, non di lusso; nessun’altra casa, nemmeno all’estero (salvo alcune ereditate); domanda in banca. La garanzia all’80% e le regole per le famiglie numerose valgono per le domande fino al 31 dicembre 2027 (L. 207/2024, art. 1, commi 112 e 113).

L’ISEE è quello ordinario: la franchigia più alta sulla prima casa e le nuove maggiorazioni per i figli, in vigore dal 2026, valgono solo per l’assegno unico e altre quattro prestazioni dell’INPS. L’Istituto lo precisa nel messaggio n. 102 del 12 gennaio 2026: «Per le altre prestazioni continuano ad applicarsi gli indicatori già utilizzati».

La garanzia non alza il mutuo. Sulla pagina del Fondo, Consap scrive che la concessione del mutuo resta soggetta alle «autonome ed esclusive valutazioni» della banca. I dettagli sono nella guida al Fondo di garanzia prima casa. Se uno dei due ha meno di 36 anni e il nucleo esiste da almeno due anni, c’è anche la corsia delle giovani coppie.

Alcuni casi particolari

  • Genitore solo. Per il minimo, genitore e figlio contano come due persone, e qualche banca precisa che i figli minori contano sempre per intero, anche se non sono a carico. Con 1.800 € netti, due figli e la soglia ISTAT di un grande comune come minimo, il mutuo va da 109.891 € in Campania a 47.748 € in Lombardia; per l’anticipo c’è la garanzia Consap.
  • Separati e divorziati. L’assegno di mantenimento che ricevi di solito conta, a volte solo per metà, con la sentenza o il verbale omologato e accrediti regolari; quello che paghi per i figli di un’altra unione si toglie dal reddito. I dettagli sono nella guida sull’assegno di mantenimento.
  • Figli maggiorenni che lavorano. Qualche banca non conta nel nucleo il figlio convivente con un reddito stabile; se entra nel mutuo come cointestatario, il suo stipendio si somma al tuo.
  • Figlio con disabilità. L’assegno unico spetta senza limiti di età. Dal 3 agosto 2026 il Fondo Consap è aperto anche a chi vive da almeno due anni con un figlio con disabilità grave (art. 3, comma 3, L. 104/1992), con garanzia del 50%, che diventa 80% con ISEE fino a 40.000 €.
  • Un figlio in arrivo. Qualche banca guarda il nucleo che si formerà dopo l’acquisto: conviene fare il conto del minimo anche con una persona in più. L’assegno unico decorre dal settimo mese di gravidanza.
  • Coppia di fatto. Conta chi vive in casa, sposati o no: alcune banche ricavano il nucleo dallo stato di famiglia.
  • Partita IVA. Il reddito si legge dalle dichiarazioni, di solito degli ultimi due anni; il controllo su quanto resta alla famiglia è lo stesso.
  • Il mutuo lo chiede un solo genitore. L’assegno unico spetta di regola «in parti uguali a chi esercita la responsabilità genitoriale» (art. 2, comma 2, D.Lgs. 230/2021): se l’altro genitore non entra nel mutuo e non è a carico, qualche banca lo conta solo in parte.
  • Tre figli e ISEE oltre 40.000 €. La corsia Consap delle famiglie numerose resta chiusa, ma se uno dei due non ha compiuto 36 anni si può entrare come under 36 o come giovane coppia, con la garanzia del 50%.
  • Genitore solo con figli maggiorenni. La corsia Consap dei nuclei monogenitoriali vale solo con figli minori; con figli tutti maggiorenni restano, se ne hai i requisiti, quella degli under 36 o quella delle famiglie con tre figli sotto i 21 anni.

Prima di andare in banca servono due numeri: la rata che lo stipendio regge con la regola del terzo e quello che resta alla famiglia dopo averla pagata. Per il primo c’è la simulazione gratuita di GoMutuo: in 6 minuti ti dice quanto puoi chiedere e se il mutuo che hai in mente è fattibile, con che rata.


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