La questione abitativa torna al centro del dibattito a Cosenza attraverso l’intervento di Francesco Alimena, che collega il crescente peso degli affitti e del costo della vita alla possibilità concreta per giovani e famiglie di continuare a vivere in città.
Alimena contesta innanzitutto l’idea di un’Italia ancora caratterizzata dal cosiddetto “Paese dei proprietari”. Nel suo intervento richiama il dato di circa 12 milioni di persone che vivono in affitto, una quota che considera sostanzialmente paragonabile a quella spagnola, e sottolinea come soprattutto i giovani che vivono nelle grandi città incontrino difficoltà sempre maggiori nel sostenere il costo dell’abitare.
“Il problema della casa è, prima di tutto, il problema della vita”, sostiene Alimena, indicando nella possibilità di abitare dignitosamente una delle principali questioni sociali per il futuro di Cosenza.
Il costo della vita supera i 1.200 euro al mese
A sostegno della propria analisi, Alimena cita elaborazioni Wise già utilizzate in una sua intervista televisiva nel luglio scorso. Secondo questi dati, nel 2026 il costo medio della vita a Cosenza per una persona sarebbe di circa 1.216 euro al mese, considerando affitto, alimentari, trasporti e utenze. Lo stipendio medio netto stimato viene indicato in circa 1.362 euro, mentre il costo dell’abitazione rappresenterebbe da solo circa il 41% della spesa complessiva. Numeri che, secondo Alimena, mostrano come l’affitto non possa più essere considerato una voce marginale del bilancio familiare. Da qui la sua posizione politica: “Quando il costo dell’abitare assorbe una parte così significativa delle risorse disponibili, la casa smette di essere semplicemente una voce del bilancio familiare e diventa una condizione concreta della possibilità di vivere nella propria città”.
“L’abitare deve tornare a essere una responsabilità pubblica”
Per Alimena, la risposta all’emergenza abitativa non può essere affidata esclusivamente alle dinamiche del mercato. “Ed è per questo che cinque anni fa, con il Circolo PD Cosenza, lavorammo affinché il diritto alla casa e a un abitare dignitoso fossero inseriti nel programma Cosenza2050”, ricorda, spiegando di considerare la questione abitativa una delle grandi priorità sociali della città.
Nel suo ragionamento trova spazio anche la recente mobilitazione sul caro vita, che secondo Alimena avrebbe portato in piazza un disagio reale legato anche al peso crescente del costo dell’abitare. “Le istituzioni hanno il compito di ascoltarlo e trasformarlo in politiche concrete”, afferma.
Dagli alloggi comunali al social housing
L’intervento guarda anche alle politiche abitative già realizzate o avviate a Cosenza. Alimena cita in particolare il recupero dei 32 alloggi comunali di via Molicella, ristrutturati nell’ambito di Agenda Urbana Cosenza-Rende e restituiti alle famiglie assegnatarie. A questo intervento, secondo Alimena, deve affiancarsi una strategia più ampia di social housing, rivolta anche a quella fascia di popolazione che non possiede i requisiti per l’edilizia residenziale pubblica ma che, con gli attuali livelli di reddito, non riesce comunque a sostenere i prezzi del mercato privato. Il tema, dunque, non riguarda soltanto l’aumento dell’offerta di alloggi pubblici, ma anche la necessità di creare una fascia intermedia di abitazioni accessibili.
Nel centro storico 15 alloggi di social housing
Tra gli interventi ricordati da Alimena figurano quelli realizzati nel centro storico attraverso Agenda Urbana, negli immobili di Palazzo Marini-Serra e Edificio 5 Santa Lucia, dove sono stati realizzati complessivamente 15 alloggi destinati al social housing.
A questi si aggiunge la vicenda di Palazzo Bombini-Longo, patrimonio ATERP Calabria, per il quale, secondo Alimena, il confronto istituzionale avrebbe consentito di riaprire un percorso di recupero dopo oltre dieci anni di inattività. Il progetto prevede il recupero funzionale e la messa a reddito di almeno altri 15 alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il quadro viene completato dal Contratto di Quartiere Santa Lucia, che dovrebbe portare alla realizzazione di ulteriori 15 alloggi nei prossimi due anni.
“Recuperare ciò che già esiste”
La linea indicata da Alimena parte quindi dal patrimonio già disponibile e dalla sua riqualificazione. “Insomma, sommando tutti questi alloggi, possiamo affermare che quel punto del Programma Cosenza 2050 che diceva che il Comune di Cosenza sarebbe diventato il primo proprietario di casa del centro storico è stato realizzato davvero”, sostiene. Secondo il suo ragionamento, gli strumenti devono però essere diversi e complementari: edilizia residenziale pubblica, social housing, canone concordato e recupero degli immobili inutilizzati dovrebbero concorrere alla costruzione di una politica abitativa organica.
Canone concordato e IMU, il confronto avviato dal Comune
Nel suo intervento Alimena richiama anche il confronto avviato dal sindaco Franz Caruso con le organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori per il rinnovo dell’Accordo Territoriale sui canoni concordati. Nel confronto, spiega, è stata presa in considerazione anche l’ipotesi di utilizzare la leva dell’IMU per rendere più conveniente questo tipo di locazione. Ora, secondo Alimena, il passaggio decisivo sarà trasformare il confronto istituzionale in misure concrete: rendere realmente conveniente il canone concordato, recuperare il patrimonio ATERP, rafforzare il social housing e riportare a una funzione sociale gli immobili inutilizzati.
Giovani e famiglie, il problema è poter restare a Cosenza
Il punto centrale dell’intervento non è quindi soltanto il valore degli affitti, ma la possibilità di costruire il proprio futuro in città.
Alimena lega infatti la questione abitativa alla permanenza dei giovani, alla stabilità delle famiglie e alla capacità di una città di essere realmente inclusiva. “Il punto non è semplicemente quanto costa un affitto. Il punto è se una persona con il proprio lavoro può permettersi di vivere nella città in cui lavora. Se un giovane può scegliere di restare. Se una famiglia può costruire il proprio futuro senza destinare una parte insostenibile del proprio reddito alla casa”, afferma.
La conclusione racchiude il senso dell’intervento: “Una città non è davvero inclusiva se chi ci lavora non può permettersi di viverci”. Per Alimena, quindi, il diritto alla casa deve tornare stabilmente nell’agenda politica e amministrativa di Cosenza. “Perché avere una casa non significa soltanto avere quattro mura. Significa poter restare. Poter scegliere. Più semplicemente: poter vivere”.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



