Mettere in rete università, istituzioni, imprese e territori per sviluppare competenze, tecnologie e nuove opportunità della subacquea industriale e scientifica e trasformare la cooperazione tra Italia e Francia in un modello stabile di sviluppo. È questa la sfida di “FABIS – Fabbisogni e Soluzioni per l’Integrazione delle Competenze Subacquee”, progetto del Programma Interreg VI-A Italia-Francia Marittimo 2021-2027, dedicato a competenze, innovazione e cooperazione nel settore, che, il 2 ottobre prossimo, si presenta per la prima volta al pubblico in occasione del 66° Salone Nautico Internazionale di Genova, con un convegno a cui parteciperà anche il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi organizzato dal Comune della Spezia, soggetto attuatore di Regione Liguria, con la collaborazione di IBG – Italian Blue Growth.
“La dimensione subacquea – dichiara il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini – rappresenta una delle nuove frontiere strategiche dell’Economia del Mare e La Spezia ha tutte le caratteristiche per esserne protagonista. FABIS nasce con un obiettivo importante: mettere in rete istituzioni, università, ricerca e imprese, individuando le competenze e le professionalità necessarie per accompagnare la crescita di un settore in continua evoluzione. Robotica, intelligenza artificiale, sistemi subacquei e nuove tecnologie aprono prospettive importanti per l’industria, la ricerca e soprattutto per l’occupazione altamente qualificata delle nuove generazioni. In questo percorso La Spezia può mettere a disposizione un ecosistema unico, ulteriormente rafforzato dalla presenza del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea. La cooperazione internazionale promossa da FABIS rappresenta quindi un’ulteriore opportunità per consolidare il ruolo della nostra città come punto di riferimento nazionale ed europeo per l’innovazione e le tecnologie legate al mare”.
“La Spezia e la Liguria – aggiunge l’assessora allo Sviluppo Economico e al Lavoro del Comune della Spezia Patrizia Saccone – si confermano protagoniste assolute nella costruzione della filiera della subacquea del futuro. Con il progetto FABIS, di cui il Comune della Spezia è soggetto attuatore per il partner Regione Liguria, compiamo un passo fondamentale per connettere istituzioni, università, centri di ricerca e imprese in un’unica grande rete transfrontaliera. La subacquea industriale e scientifica rappresenta uno straordinario volano strategico di crescita economico-occupazionale e di innovazione tecnologica per tutto il nostro territorio. Uno degli obiettivi centrali è intercettare i nuovi fabbisogni formativi e professionali per creare competenze ad alta specializzazione, offrendo ai nostri giovani opportunità di lavoro qualificato legate alla transizione ecologica e digitale e consolidando il ruolo di leadership della nostra area nel panorama della Blue Economy mediterranea e internazionale”.
FABIS nasce dalla necessità di superare la frammentazione che ancora caratterizza il settore e di mappare la filiera, aggregare competenze e fabbisogni e costruire una rete permanente di collaborazione transfrontaliera, capace di mettere a sistema le specificità dei diversi territori. Il progetto, in particolare, punta a contribuire allo sviluppo delle competenze necessarie alla specializzazione intelligente, alla transizione industriale ed ecologica e all’imprenditorialità nel settore della subacquea industriale e scientifica, rafforzandone sviluppo e competitività. Un comparto destinato ad avere un ruolo crescente in ambiti che vanno dagli impianti industriali all’eolico offshore, dalla manutenzione delle infrastrutture portuali all’archeologia sottomarina. Tra le attività previste figurano la mappatura della filiera e dei fabbisogni tecnologici e formativi, la sperimentazione di azioni innovative e corsi avanzati legati anche a robotica, droni, ROV e intelligenza artificiale, la creazione di strumenti condivisi per mettere in rete gli attori del settore, iniziative di incubazione e networking e la definizione di una rete permanente destinata a proseguire oltre la durata del progetto.
Il partenariato, coordinato dall’Università di Genova – DIBRIS, riunisce competenze accademiche, istituzionali e imprenditoriali dei territori coinvolti. Fanno parte del progetto: Università di Genova, Università di Tolone, Regione Liguria, Comune di Sari-Solenzara, Pôle Mer Méditerranée, Università di Pisa, Fondazione ITS Mo.So.S. – Sustainable Mobility Sardinia e NAVIGO SCARL. Una rete che mette quindi in relazione Liguria, Toscana, Sardegna, Corsica e area francese mediterranea, con l’obiettivo di fare della cooperazione transfrontaliera uno strumento concreto di innovazione.
IL CONVEGNO DEL 2 OTTOBRE: ISTITUZIONI, RICERCA E INDUSTRIA A CONFRONTO
Il Salone Nautico di Genova, il 2 ottobre, ospiterà, come anticipato, il primo convegno pubblico del progetto. Dopo i saluti istituzionali e l’intervento del viceministro Edoardo Rixi e del sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, Patrizia Saccone, Assessore allo Sviluppo Economico e al Lavoro del Comune della Spezia, introdurrà i lavori del convegno e l’intervento di Giovanni Indiveri, professore associato dell’Università di Genova, che presenterà i risultati della mappatura.
La mattinata entrerà quindi nel vivo con una tavola rotonda dedicata a “Governance e strategia per lo sviluppo della dimensione subacquea” a cui parteciperanno il Capitano di Fregata Pierpaolo Rizzo, del Dipartimento per le Politiche del Mare presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri; Samson Bellières, Responsabile di progetto per la Transizione Verde e Blu – Plan Bleu (PNUE-PAM / UNEP-MAP); l’Amm. Giulio Marino Cappelletti, Direttore della struttura operativa del PNS della Marina Militare Italiana e Alessio Piana, Assessore a Sviluppo economico, Industria, Blue Economy, Porti, Logistica, Commercio, Artigianato, Ricerca e Innovazione tecnologica, Programmazione Fesr, Cooperazione territoriale europea, Caccia e Pesca sportiva della Regione Liguria.
A seguire due panel specialistici. Il primo, dal titolo “Sistemi subacquei e cooperazione tra industria, ricerca e istituzioni”, metterà al centro il rapporto tra sviluppo tecnologico, sistema industriale e cooperazione. Tra gli ospiti già confermati figurano Enrico Della Gatta, Direttore Generale della Fondazione Polo Nazionale della dimensione Subacquea (PNS); Laurence Martin, segretario generale della Federazione del Mare; il Contrammiraglio Maurizio Cannarozzo, vice direttore tecnico di NAVARM; l’Ammiraglio Fabrizio Orengo, direttore dell’Istituto Idrografico della Marina Militare Italiana.
Il secondo panel, “Competenze e fabbisogni professionali per la dimensione subacquea”, sposterà l’attenzione su uno dei nodi centrali per lo sviluppo del comparto: la disponibilità di professionalità adeguate alle nuove esigenze tecnologiche e industriali. Tra le presenze già confermate l’Ing. Fernando Della Pina, Direttore Generale Ambiente della Regione Liguria; il senatore Lorenzo Forcieri, presidente del Distretto Ligure delle Tecnologie Marine; Pietro Angelini, General Manager di NAVIGO; Vincent Hugel, Professore all’ Université de Toulon; Iacopo Cavallini, Professore del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa e Fabrizio Forma, amministratore delegato di Artsub srl.
Una scelta, quella di dedicare uno spazio specifico alla formazione, coerente con uno degli obiettivi strutturali di FABIS: individuare i fabbisogni professionali della filiera e contribuire alla costruzione di percorsi capaci di creare profili ad alta specializzazione, mettendo in relazione università, enti formativi e imprese. Il programma si concluderà alle 13.00 con un networking lunch, pensato per favorire il confronto diretto e la nascita di nuove relazioni tra gli attori della filiera.
Il 2 ottobre segna così l’avvio della dimensione pubblica di FABIS: non soltanto la presentazione di un progetto europeo, ma l’apertura di un percorso di confronto tra ricerca, industria, istituzioni e formazione per costruire una rete transfrontaliera stabile e rafforzare il ruolo della subacquea industriale e scientifica nello sviluppo della Blue Economy. L’obiettivo è mettere a disposizione della filiera quella massa critica di competenze, tecnologie e infrastrutture difficilmente raggiungibile dai singoli territori, favorendo al tempo stesso soluzioni condivise per la sicurezza delle attività subacquee, la tutela dell’ambiente marino, la formazione specialistica, la mobilità di ricercatori, tecnici e studenti e nuove forme di collaborazione pubblico-privato.
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