l’Ottava Relazione al Parlamento in sintesi – OReP – Osservatorio sul Recovery Plan


L’Ottava Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr offre un quadro organico e aggiornato dei risultati conseguiti dall’Italia nell’attuazione del Piano nel corso del 2026. Qui l’Ottava Relazione.

Avanzamento delle rate PNRR e raggiungimento degli obiettivi

  • Con l’approvazione della nona rata, per l’Italia è stato accertato dalla Commissione il conseguimento di 416 milestone e target, pari al 72,7 per cento del totale degli obiettivi, rispettando il cronoprogramma previsto. Si tratta a livello europeo del numero più elevato di milestone e target in valore assoluto già valutati positivamente dalla Commissione per uno Stato membro;
  • Per la decima rata, restano ora da valutare da parte della Commissione i rimanenti 156 milestone e target, che sono stati conseguiti, come richiesto, entro il 31 agosto, rispettando i tempi per il 100 per cento degli obiettivi del Piano:
  • Avendo conseguito le milestone e i target programmati, e tenuto conto anche degli importi relativi alla nona rata, l’Italia ha già incassato un totale di 166 miliardi di euro, pari all’85% della dotazione complessiva del Piano. Di questi, 60,8 miliardi di euro sono stati erogati a titolo di sovvenzione e 105,2 miliardi di euro a titolo di prestito;
  • Alla decima rata corrisponde un ammontare finanziario pari a 28,4 miliardi di euro, che potranno essere erogati a valle dell’assessment da parte della Commissione.

Avanzamento della spesa

  • Anche l’analisi dell’avanzamento della spesa per gli interventi finanziati dal PNRR continuerà oltre il termine del 31 agosto 2026;
  • Per una corretta interpretazione del dato, occorre tenere conto della componente del PNRR rappresentata dalle misure classificate a livello europeo come strumenti finanziari, anche in forma di facilities, o ad essi assimilabili, a cui corrispondono risorse per circa 24 miliardi di euro;
  • Se dal budget complessivo del PNRR, pari a 194,4 miliardi di euro, si escludono gli importi riferiti agli strumenti finanziari, il perimetro finanziario di riferimento per i progetti attivi si riduce a circa 170,4 miliardi di euro. Rapportando a tale importo la spesa effettiva di circa 130 miliardi di euro associata agli investimenti diversi dagli strumenti finanziari, il livello di avanzamento della spesa raggiunge circa il 76%.

Spesa per Missione – Investimenti diversi dagli strumenti finanziari (valori in milioni di euro)

 Fonte: tabella 5.4 della Relazione – Elaborazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze

Riallocazioni finanziarie finali

  • La rimodulazione finanziaria della revisione finale del PNRR ha interessato complessivamente 2,44 miliardi di euro, riallocati da misure con criticità attuative verso interventi con maggiore capacità di assorbimento;
  • Tra i principali definanziamenti emerge il Rafforzamento dell’efficienza dell’infrastruttura ferroviaria, da cui proviene una quota rilevante delle risorse redistribuite;
  • Vengono inoltre ridotte le dotazioni del credito d’imposta ZES, del Parco Agrisolare, dell’agrivoltaico, delle infrastrutture di ricarica elettrica e di alcune misure ambientali e produttive;
  • Le motivazioni riguardano soprattutto difficoltà tecniche, minore domanda rispetto alle previsioni, mutate condizioni di mercato e, in alcuni casi, eventi climatici estremi. Le risorse liberate vengono concentrate su misure considerate più rapidamente attuabili e coerenti con gli obiettivi originari del Piano.
  • Il rifinanziamento più consistente riguarda il Green Tax Credit, nuova misura da 721 milioni di euro, seguito dagli investimenti nelle infrastrutture idriche, rafforzati di 576,29 milioni.
  • Risorse aggiuntive sono destinate anche alle comunità energetiche, all’efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica e all’autoproduzione rinnovabile delle PMI.
  • Nel settore ferroviario vengono rafforzati il rinnovo dei treni regionali a zero emissioni, la riqualificazione delle stazioni e una nuova misura dedicata ai treni diagnostici.
  • La revisione non rappresenta quindi una riduzione complessiva del PNRR, ma una riallocazione selettiva delle risorse dalle misure più problematiche verso quelle con maggiori prospettive di realizzazione entro le scadenze europee. Nel complesso, 14 misure subiscono una riduzione finanziaria, mentre 10 vengono rafforzate o introdotte ex novo, mantenendo invariata la dotazione complessiva interessata dalla rimodulazione.

Riallocazione finanziaria a fronte delle rimodulazioni

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Fonte: tabella 2.2 della Relazione – Elaborazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze

Quota Sud

  • Un elemento centrale è il vincolo nazionale della Quota Sud, che prevede di destinare alle regioni meridionali almeno il 40% delle risorse territorializzabili del Piano. Al 31 dicembre 2025, su una dotazione complessiva del PNRR di 194,4 miliardi di euro, le risorse territorializzabili ammontano a 141,7 miliardi. Di queste, 59,2 miliardi di euro sono destinati al Mezzogiorno. La quota effettiva raggiunge quindi il 41,8%, superando il minimo del 40% previsto dalla normativa.
  • Le risorse territorializzabili rappresentano il 72,9% dell’intero Piano. Le risorse collegate a procedure già attivate raggiungono inoltre 139,8 miliardi, pari al 98,7% delle risorse territorializzabili.
  • La Relazione sottolinea che il vincolo della Quota Sud è stato sempre rispettato dal gennaio 2022, anche dopo le diverse revisioni del PNRR. È migliorata anche l’affidabilità della misurazione: a dicembre 2025 il 96,1% delle risorse destinate al Sud è ricondotto a progetti precisamente identificati, riducendo il ricorso a stime.
  • Gli investimenti PNRR nel Sud raggiungono 9,3 miliardi di euro, circa 3 miliardi in più rispetto all’anno precedente, con circa la metà delle risorse concentrata nelle opere pubbliche.
  • Il PNRR avrebbe inoltre contribuito a ridurre i tempi delle procedure di pre-affidamento e affidamento delle opere, passati mediamente da 26 a 18 mesi, con miglioramenti particolarmente marcati nelle regioni meridionali.


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