Blue Marina Awards: Porto Cervo e i marina nella Blue Economy – Eventi, Mostre e Incontri


Il 9 ottobre a Porto Cervo il confronto su energia, dati, circular yachting e infrastrutture che trasformano il porto turistico in piattaforma di sviluppo


TL;DR/In Sintesi:

Il 9 ottobre al Pevero Golf Club la tappa di Porto Cervo dei Blue Marina Awards mette al centro il ruolo dei marina come piattaforme energetiche, digitali e circolari. I lavori affrontano quattro direttrici — governare, abilitare, misurare e rigenerare — con protagonisti istituzionali, ricerca, cantieri e operatori della Blue Economy per trasformare la sostenibilità in risultati misurabili.

Blue Marina Awards arriva a Porto Cervo il 9 ottobre con un obiettivo chiaro: trasformare il marina da semplice luogo di approdo a piattaforma attiva per la transizione della nautica.

 

Il convegno, ospitato al Pevero Golf Club e organizzato in collaborazione con la Marina di Porto Cervo, apre una mattinata intensa di lavoro. L’obiettivo pratico è convertire politiche, investimenti e tecnologie in risultati verificabili per i porti turistici e i territori che li circondano.

 

Apriranno i lavori Davide Cerea e Walter Vassallo, con la moderazione di Camilla Rocca. Il programma insiste sulla necessità di superare la «sostenibilità dichiarata» adottando KPI, evidenze oggettive e processi di miglioramento continuo: non slogan, ma misure e pratiche replicabili.

 

Un programma costruito su quattro direttrici

La giornata si articola in quattro blocchi tematici pensati come tappe operative. «Governare» mette a confronto istituzioni, porti e territori per definire condizioni normative e modelli di collaborazione pubblico-privato adatti alla transizione. Tra i relatori ci sono il sindaco di Arzachena e il Direttore Marittimo del Nord Sardegna, chiamati a discutere regole, strumenti di pianificazione e sinergie locali.

 

La sessione «Abilitare» ruota attorno a infrastrutture e vettori: gestione dell’energia e dell’acqua, mobilità elettrica, ferry, idrogeno e sicurezza degli impianti. Intervengono rappresentanti del CNR e operatori locali per valutare soluzioni che traducano efficienza energetica e rinnovabili in servizi concreti per la destinazione. Si affronteranno temi come la progettazione delle colonnine di ricarica, l’integrazione di sistemi di accumulo e la gestione intelligente dei carichi nei periodi di picco.

 

«Misurare · Osservare · Proteggere» è dedicata a dati, sensoristica, AI, monitoraggio satellitare e strumenti di gestione integrata. Verranno presentati approcci per trasformare il marina in un presidio di osservazione e prevenzione, con focus su interoperabilità dei dati, piattaforme di monitoraggio e protocolli per la condivisione delle informazioni tra operatori diversi.

 

La sessione «Rigenerare» sposta l’attenzione sul Circular Yachting: dal recupero e riciclo degli scarti alla progettazione per la riciclabilità. Aziende e fondazioni presenteranno casi concreti su materiali, filiere di recupero e prodotti a minore impatto, con esempi pratici su come gestire gli scarti di cantiere e le reti di pesca dismesse.

 

Chi partecipa e cosa porterà al dibattito

La platea riunisce istituzioni, ricerca scientifica, imprese, fondazioni e operatori tecnologici. Tra i nomi annunciati figurano il presidente di ASSONAT-Confcommercio, rappresentanti di Assonautica, la Federazione Italiana Vela, la One Ocean Foundation, Amici della Terra e realtà aziendali come Herambiente, Nuncas Marine, Vox Maris/BioDesign Foundation, Cantiere del Pardo e Grand Soleil. Ognuno porta esperienze su interventi pratici, modelli di filiera e strumenti di valutazione.

 

Il confronto sarà concreto: non dichiarazioni generiche ma esempi di interventi e strumenti per misurare i risultati, ridurre l’impatto e creare valore per imprese e comunità locali. Il filo conduttore è il passaggio dalla gestione degli scarti alla riprogettazione del ciclo di vita delle imbarcazioni, con attenzione a come le scelte progettuali si riflettono sulla fine vita e sul recupero dei materiali.

 

Particolare attenzione sarà dedicata ai casi applicativi: soluzioni per la raccolta e il riciclo di reti, prodotti per la manutenzione a minore impatto, materiali progettati per la riciclabilità e modelli di economia circolare replicabili nei marina di medie e piccole dimensioni. Questi esempi serviranno a illustrare costi, benefici e passaggi necessari per replicare le best practice altrove.

 

La presenza di soggetti attivi su più livelli — istituzionale, accademico e industriale — vuole mostrare come governance, infrastrutture e dati debbano muoversi in sincronia per ottenere risultati misurabili. Si parlerà di ruoli e responsabilità, ma anche di strumenti pratici: contratti di servizio, piattaforme dati condivise e meccanismi di finanziamento che supportino la fase di avvio dei progetti.

 

Nel corso della mattinata verrà ribadita la necessità di strumenti economici e normativi per favorire investimenti: incentivi mirati, standard di misurazione condivisi e progetti pilota scalabili su altri porti turistici italiani. L’obiettivo è costruire condizioni che rendano sostenibili gli investimenti iniziali e attraggano capitale privato.

 

Le discussioni tecniche punteranno su elementi concreti: metriche energetiche per i marina, piani di gestione delle acque reflue, requisiti minimi per infrastrutture di rifornimento elettrico e integrazione di vettori alternativi, protocolli di monitoraggio ambientale e tracciabilità dei materiali. Ogni proposta sarà valutata anche sul piano della replicabilità e della compatibilità con le realtà locali.

 

Il programma comprende presentazioni, tavole rotonde e momenti di confronto aperto, seguiti da un networking con buffet del territorio che chiuderà la mattinata. Questo spazio informale punta a facilitare contatti tra aziende, startup e istituzioni interessate a partnership e progetti pilota, offrendo un’occasione pratica per avviare collaborazioni concrete.

 

La tappa di Porto Cervo fa parte di un percorso che si concluderà il 21 ottobre a Roma, presso la Camera dei Deputati, con l’atto finale dell’edizione. L’itinerario punta a diffondere un modello in cui i marina diventano nodi strategici per orientare investimenti, politiche e comportamenti verso la Blue Economy, con soluzioni applicabili anche a porti di dimensioni contenute.

 

Tra dichiarazione e misurazione, la parola passa agli operatori: KPI, sensoristica, interoperabilità dei dati e processi circolari applicati alla progettazione e al fine vita delle imbarcazioni sono gli strumenti che intendono trasformare la sostenibilità in un fattore competitivo misurabile per i porti turistici italiani.

 

La chiusura dei lavori sarà affidata agli organizzatori, prima di aprire il momento di networking dedicato a imprese, innovazione e identità del territorio sardo. L’incontro lascia sul tavolo la sfida di rendere replicabile il modello di porto come piattaforma di sviluppo, non solo per i grandi marina ma anche per le realtà costiere più piccole, con soluzioni concrete e metriche condivise per valutare i risultati.

 


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