L’esonero contributivo per la conciliazione vita-lavoro è destinato alle aziende certificate secondo la UNI/PdR 192:2026. Il beneficio, previsto per il triennio 2026-2028, può raggiungere l’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro il limite di 50.000 euro annui per azienda. Il decreto attuativo disciplina requisiti, domanda e controlli, ma per la concreta fruizione occorrono ancora le istruzioni operative dell’INPS.
Come funziona l’esonero contributivo per la conciliazione vita-lavoro?
L’esonero contributivo per la conciliazione vita-lavoro spetta, per gli anni 2026, 2027 e 2028, alle aziende in possesso della certificazione UNI/PdR 192:2026. Il beneficio può raggiungere l’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro il limite di 50.000 euro annui per azienda. La domanda dovrà essere presentata telematicamente all’INPS secondo le istruzioni dell’Istituto.
Il Decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, convertito dalla Legge 25 giugno 2026, n. 112, ha introdotto, all’articolo 6, un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro in possesso della certificazione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro.
Le modalità attuative dello sgravio sono state oggetto di un apposito decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, adottato di concerto con il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità e il Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Per la concreta fruizione dell’esonero occorre attendere le istruzioni operative dell’INPS, che dovranno definire modalità, termini di presentazione delle domande e codici da utilizzare nelle denunce contributive.
Esonero contributivo per la conciliazione vita lavoro: cosa prevede la normativa
L’art. 6 del decreto (poi convertito in legge) riconosce un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, destinato a promuovere l’adozione, in azienda, di politiche di conciliazione vita – lavoro e, a cascata, sostenere la maternità e la paternità.
Lo sgravio spetta per le annualità 2026, 2027 e 2028 ed è riservato alle aziende in possesso della certificazione per la conciliazione tra famiglia e lavoro, i cui parametri minimi di riferimento sono quelli della Prassi UNI / PdR 192:2026 (pubblicata lo scorso 14 aprile), che è destinata alle organizzazioni di qualsiasi dimensione e tipologia e riguarda, tra l’altro, genitorialità, carichi di cura, flessibilità organizzativa e benessere aziendale.
⏱️ ESONERO VITA-LAVORO: IN 10 SECONDI
Beneficiari
Aziende certificate secondo la UNI/PdR 192:2026.
Misura
Fino all’1% dei contributi previdenziali datoriali.
Limite
Massimo 50.000 euro annui per azienda.
Periodo
Annualità 2026, 2027 e 2028.
Domanda
Trasmissione telematica all’INPS.
Attenzione
L’1% è un tetto massimo, non una misura automatica.
Operatività
Si attendono le istruzioni dell’INPS.
Certificazione UNI/PdR 192:2026: soggetti abilitati e durata
La certificazione UNI / PdR 192:2026 è rilasciata dagli organismi di valutazione della conformità, accreditati per lo specifico schema di certificazione, ai sensi del Regolamento (CE) n. 765/2008.
Le certificazioni rilasciate a tale titolo hanno un periodo di validità pari a trentasei mesi.
Esonero contributivo conciliazione vita lavoro: importo, limite annuale e decorrenza
Le aziende destinatarie dello sgravio beneficiano di un abbattimento dei contributi previdenziali a loro carico, determinato in misura non superiore all’1 per cento e nel limite massimo di 50 mila euro annui per singola realtà, nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato, per ciascun anno e per ciascuna azienda.
L’esonero è riconosciuto a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 62/2026, corrispondente al 28 giugno 2026, e per tutto il periodo di validità della certificazione UNI / PdR 192:2026, in ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2028.
Come presentare la domanda di esonero all’INPS
I datori di lavoro che intendono accedere allo sgravio inoltrano apposita domanda telematica all’INPS, per il tramite del rappresentante legale o di un intermediario abilitato.
Le istruzioni per l’invio delle istanze saranno fornite dall’Istituto con apposita circolare / messaggio di prossima emanazione.
I dati da indicare nella domanda
Al momento della presentazione della domanda le aziende dichiarano ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, numero 445:
- I dati identificativi dell’azienda;
- La retribuzione media mensile globale stimata relativa al periodo di validità delle certificazioni per la conciliazione tra famiglia e lavoro, intesa come sommatoria di tutte le retribuzioni medie mensili corrisposte o da corrispondere da parte del datore di lavoro alla totalità dei lavoratori in carico all’azienda nel periodo di validità della certificazione;
- L’aliquota datoriale media stimata relativa al periodo di validità delle certificazioni per la conciliazione tra famiglia e lavoro;
- La forza aziendale media stimata relativa al periodo di validità delle certificazioni;
- Di essere in possesso della certificazione, in corso di validità, di cui dev’essere indicato l’identificativo alfanumerico del certificato e la denominazione dell’Organismo incaricato del rilascio;
- La data di rilascio della certificazione;
- Di non essere stata destinataria di provvedimenti di sospensione dei benefici contributivi.
Istruttoria INPS e calcolo dell’esonero
Ricevuta la domanda INPS istruisce la pratica e provvede, grazie agli elementi forniti ai punti 2), 3) e 4) dell’elenco precedente, a calcolare l’ammontare dell’esonero che, in ogni caso, non potrà eccedere il limite massimo di 50 mila euro.
Verifica della certificazione
Ai fini della verifica del possesso dei requisiti legittimanti la fruizione dell’esonero, il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri comunica periodicamente all’INPS i dati identificativi delle aziende che sono in possesso delle certificazioni in parola.
Fruizione mensile del beneficio
Il beneficio sarà fruito mensilmente secondo le modalità di esposizione nelle denunce contributive che saranno indicate dall’INPS. L’importo autorizzato ridurrà la contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro.
Essendo un credito, l’importo ha la funzione di diminuire il monte debitorio che l’azienda ha nei confronti dell’INPS.
Requisiti per la fruizione dell’esonero contributivo
La fruizione dell’esonero è subordinata alle seguenti ulteriori condizioni:
- Rispetto dei requisiti generali in materia di esoneri contributivi, di cui all’articolo 1, comma 1175, Legge numero 296/2006:
– regolarità contributiva;
– rispetto degli obblighi di legge;
– rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative;
– assenza delle cause ostative previste dalla disciplina degli incentivi. - Osservanza della normativa in materia di aiuti di Stato.
Esonero contributivo indebitamente fruito: recupero e sanzioni
I datori di lavoro che hanno beneficiato indebitamente dell’esonero contributivo sono tenuti al versamento dei contributi dovuti, nonché al pagamento delle sanzioni previste dalle vigenti disposizioni di legge in materia.
Resta salva l’eventuale responsabilità penale ove il fatto costituisca reato.
Rinuncia o revoca della certificazione UNI/PdR 192:2026
Dal momento che il beneficio contributivo è fruito mensilmente dalle aziende in relazione alle mensilità di validità della certificazione, le medesime sono tenute a dare apposita tempestiva comunicazione all’INPS e al Dipartimento per le politiche della famiglia, degli eventi di rinuncia o revoca del documento certificativo.
In mancanza di detta segnalazione operano le sanzioni di cui al paragrafo precedente.
Risorse disponibili per il triennio 2026-2028 per esonero contributivo conciliazione vita lavoro
L’esonero contributivo può contare su una copertura finanziaria di 7 milioni di euro per l’anno 2026 e di 12 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2027 e 2028.
L’effettiva convenienza dell’agevolazione dovrà essere valutata confrontando il beneficio contributivo stimato con i costi organizzativi e di certificazione, tenendo presente che l’1% costituisce un limite massimo e che l’accesso operativo allo sgravio dipenderà dalle prossime istruzioni dell’INPS.
Paolo Ballanti
Lunedì 28 settembre 2026
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📌 BOX OPERATIVO – Cosa deve fare l’azienda
- Verificare la convenienza economica della certificazione UNI/PdR 192:2026.
- Individuare un organismo accreditato per lo specifico schema.
- Predisporre politiche, procedure e indicatori richiesti dalla certificazione.
- Ottenere il certificato e controllarne il periodo di validità.
- Raccogliere i dati retributivi, contributivi e occupazionali necessari per la domanda.
- Attendere le istruzioni operative dell’INPS.
- Presentare telematicamente l’istanza direttamente o tramite un intermediario.
- Conservare certificazione, domanda e documentazione a supporto.
- Comunicare tempestivamente eventuali rinunce, sospensioni o revoche.
🔎 FOCUS TECNICO – L’1% non è necessariamente l’esonero effettivo
La normativa stabilisce che l’esonero contributivo è riconosciuto in misura non superiore all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. L’1% rappresenta quindi il limite massimo teorico, non una percentuale automaticamente applicabile.
L’importo effettivamente autorizzato sarà determinato dall’INPS sulla base dei dati indicati nella domanda, del periodo di validità della certificazione e delle risorse finanziarie disponibili. Resta inoltre fermo il limite di 50.000 euro annui per ciascuna azienda.
✅ CONCLUSIONI OPERATIVE esonero contributivo conciliazione vita lavoro
L’agevolazione può rappresentare un incentivo rilevante per le imprese che intendono adottare politiche strutturate di conciliazione tra famiglia e lavoro. Prima di avviare il percorso di certificazione è tuttavia opportuno stimare il beneficio contributivo potenziale e confrontarlo con i costi di adeguamento organizzativo, certificazione e mantenimento del sistema.
Fino alla pubblicazione delle istruzioni INPS, le aziende non possono procedere autonomamente alla compensazione o alla riduzione dei contributi. È quindi consigliabile preparare la documentazione necessaria, rinviando la fruizione alle modalità che saranno ufficialmente definite dall’Istituto.
❓FAQ esonero contributivo conciliazione vita lavoro
Quali aziende possono ottenere l’esonero?
Le aziende in possesso della certificazione UNI/PdR 192:2026, nel rispetto delle ulteriori condizioni contributive e della disciplina europea sugli aiuti di Stato.
L’esonero è sempre pari all’1%?
No. L’1% è la misura massima prevista dalla legge. L’importo effettivo sarà determinato dall’INPS.
Qual è il limite dell’agevolazione?
Il beneficio non può superare 50.000 euro annui per ciascuna azienda.
Per quali anni spetta?
L’esonero è previsto per il 2026, il 2027 e il 2028 e, comunque, non può essere fruito oltre il 31 dicembre 2028.
Quanto dura la certificazione?
La certificazione ha validità di 36 mesi, salvo sospensione, rinuncia o revoca.
La domanda può già essere presentata?
Occorre attendere le istruzioni operative dell’INPS, che stabiliranno modalità e termini di presentazione.
Chi può trasmettere la domanda?
Il rappresentante legale dell’azienda oppure un intermediario abilitato.
Cosa accade se la certificazione viene revocata?
L’azienda deve comunicarlo tempestivamente all’INPS e al Dipartimento competente. La fruizione successiva alla perdita del requisito può determinare il recupero dell’agevolazione e l’applicazione delle sanzioni.
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