Neonato morto durante il parto all’ospedale di CASERTA. Condanna a risarcire i familiari: in ballo 750mila euro. Respinti tutti gli appelli


La vicenda giudiziaria iniziata nel 2012. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei familiari del piccolo P.S.

CASERTA – Una vicenda giudiziaria iniziata più di quattordici anni fa, una condanna al risarcimento per una somma indicata dall’Azienda Ospedaliera in circa 750mila euro, oltre interessi e spese legali, due gradi di giudizio e una controversia che ha coinvolto anche la compagnia assicurativa dell’ospedale.

È la storia giudiziaria che emerge da una recente determinazione della U.O.C. Affari Legali dell’AORN Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta (CHE PUBBLICHIAMO IN CALCE), relativa al procedimento che ha avuto origine dalla morte del piccolo P.S., avvenuta presso l’ospedale in occasione del parto.

Il provvedimento, adottato dopo la sentenza della Corte d’Appello di Napoli, ricostruisce l’intera vicenda processuale e dispone il pagamento di 17.174,14 euro all’avvocato Renato Lancuba, difensore dell’AORN nel giudizio d’appello, oltre a 2.529 euro di ulteriore contributo unificato.

Il totale immediatamente liquidato con questo atto è dunque di 19.703,14 euro, ai quali potranno aggiungersi tassa di registro e ulteriori spese di giustizia.

Ma il dato economico centrale della vicenda è un altro: la sentenza di primo grado aveva condannato l’AORN al risarcimento dei danni nei confronti dei familiari del bambino, con una somma indicata nell’atto aziendale in circa 750mila euro, oltre interessi e spese.

La vicenda giudiziaria prende avvio il 7 luglio 2012.

In quella data i signori P.C. e S.G., in proprio e in qualità di genitori esercenti la responsabilità genitoriale sui minori P.L. e P.N., notificano all’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta e ad altri soggetti un atto di citazione davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

La causa viene iscritta al ruolo generale con il numero 702748/2012.

L’azione giudiziaria riguarda la richiesta di risarcimento dei danni patiti a seguito del decesso del minore P.S., avvenuto presso l’Azienda in occasione del parto.

È questo, per quanto emerge dall’atto amministrativo, il fatto all’origine della causa.

Nel febbraio 2013 l’Azienda conferisce l’incarico per la propria difesa all’avvocato Renato Lancuba.

Il legale, nell’ambito della causa, provvede anche alla chiamata in garanzia della compagnia AmTrust Assicurazioni S.p.A.

Il meccanismo è importante perché significa che, oltre all’AORN, entra nella vicenda anche la compagnia assicurativa, chiamata a rispondere degli eventuali obblighi di copertura assicurativa nei confronti dell’ospedale.

La controversia, quindi, non riguarda più soltanto i familiari del bambino e l’Azienda Ospedaliera, ma coinvolge anche il rapporto tra l’AORN e la propria compagnia assicurativa.

Dopo anni di procedimento, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere pronuncia la sentenza n. 1529/2024, pubblicata il 16 aprile 2024.

Il Tribunale accoglie la domanda degli attori e condanna l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano e la compagnia AmTrust Assicurazioni S.p.A. alla corresponsione del risarcimento dei danni nei confronti degli attori.

L’atto dell’AORN quantifica il valore economico della condanna in una cifra approssimativa di 750mila euro, oltre interessi e spese legali.

Ma c’è un elemento particolarmente significativo nella sentenza: AmTrust viene indicata con onere di manleva nei confronti dell’AORN entro il limite del massimale assicurativo.

In termini semplici, il Tribunale riconosce il risarcimento a favore dei familiari e stabilisce anche il coinvolgimento della compagnia assicurativa nella copertura dell’obbligazione dell’Azienda, nei limiti previsti dalla polizza.

Ma la sentenza non chiude la vicenda: il 29 giugno 2024, l’avvocato Lancuba comunica all’AORN l’avvenuta notifica dell’atto di citazione in appello promosso da AmTrust Assicurazioni S.p.A.

L’appello viene presentato davanti alla Corte d’Appello di Napoli e viene iscritto al R.G. 3121/2024.

La compagnia chiede anche la sospensione dell’efficacia della sentenza di primo grado. Il valore dichiarato del giudizio d’appello supera 520mila euro.

La vicenda non vede soltanto AmTrust contestare la decisione.

L’AORN Sant’Anna e San Sebastiano presenta infatti un appello incidentale, affidando nuovamente la propria difesa all’avvocato Lancuba. Con deliberazione n. 1061 del 16 ottobre 2024, l’Azienda conferisce formalmente il nuovo incarico al legale.

Per l’attività davanti alla Corte d’Appello viene previsto un compenso complessivo di 17.174,14 euro.

Nel novembre 2024 arriva una prima decisione della Corte d’Appello sulla richiesta di sospensione.

Con ordinanza del 5 novembre 2024, la Corte accoglie parzialmente le istanze di sospensione presentate sia da AmTrust, appellante principale, sia dall’AORN, appellante incidentale.

La conseguenza è la sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado soltanto limitatamente ad alcuni capi. Non si tratta quindi della decisione definitiva sul merito della causa, ma di un provvedimento relativo agli effetti esecutivi della sentenza mentre il giudizio d’appello prosegue.

In esecuzione di quell’ordinanza, l’AORN provvede nel dicembre 2024 a una liquidazione di 23.424,13 euro.

La parola fine al giudizio d’appello arriva con la sentenza n. 5499/2026 della Corte d’Appello di Napoli, pubblicata il 23 luglio 2026.

La Corte respinge: l’appello principale di AmTrust Assicurazioni; l’appello incidentale dell’AORN Sant’Anna e San Sebastiano; gli appelli incidentali proposti dagli originari attori, indicati nella sentenza come P.C. più altri due soggetti. La Corte dispone inoltre la compensazione integrale delle spese del secondo grado tra tutte le parti. In sostanza, nessuna delle impugnazioni presentate riesce a modificare la decisione impugnata.

Dopo la sentenza della Corte d’Appello, l’avvocato Renato Lancuba trasmette all’AORN la propria richiesta di pagamento. Il risultato è la liquidazione di 17.174,14 euro all’avvocato Renato Lancuba.


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