Affitto, studenti e giovani: quanto si può recuperare nel 730 e quali aiuti cercare a Torino?


Per uno studente fuori sede o per chi ha appena iniziato a vivere da solo, l’affitto è spesso la spesa più pesante del mese. Ma una parte di quel costo, in alcuni casi, può essere recuperata con la Dichiarazione dei redditi. E per chi li ha bassi o attraversa una fase di difficoltà esistono anche strumenti pubblici locali.

La prima cosa da capire, però, è che detrazioni fiscali e contributi per l’affitto sono due mondi diversi.

Ecco allora, caso per caso, cosa si può ottenere.

Studenti fuori sede: fino a 500 euro di detrazione

Chi studia lontano da casa può detrarre il 19% dei canoni di locazioni pagati, fino a una spesa massima di 2633 euro l’anno. La detrazione massima è quindi di 500,27 euro. È un punto importante: i 2633 euro non sono un rimborso. Sono la spesa massima su cui si calcola il 19%.

Se, per esempio, uno studente paga 300 euro al mese per dodici mesi, spende 3600 euro l’anno. Ma ai fini fiscali potrà comunque utilizzare soltanto 2633 euro. Il beneficio massimo resterà quindi 500,27 euro.

Per ottenere la detrazione devono essere rispettati alcuni requisiti.

Lo studente deve essere iscritto a un’università che si trova in un comune diverso da quello di residenza e distante almeno 100 chilometri. La casa o la stanza affittata deve trovarsi nel comune in cui ha sede l’università oppure in un comune confinante.

Sono ammessi i normali contratti di locazione, ma anche alcune forme di ospitalità o assegnazione presso collegi universitari, enti per il diritto allo studio, università, cooperative o enti senza fini di lucro. La sublocazione, invece, non dà diritto alla detrazione.

Se lo studente è ancora fiscalmente a carico della famiglia, la detrazione può essere utilizzata dal genitore che sostiene la spesa. Nel modello 730 la voce rientra tra le spese per studenti universitari fuori sede.

La regola pratica è semplice: contratto, iscrizione all’università e documentazione dei pagamenti devono poter dimostrare senza ambiguità chi ha pagato, quanto e per quale abitazione.

Under 31: fino a 2 mila euro, ma non è un bonus automatico

Una seconda agevolazione riguarda i giovani inquilini. Non è necessario essere lavoratori: contano l’età, il reddito, il contratto e il fatto che quella casa sia diventata la propria abitazione principale.

La detrazione riguarda i giovani di età compresa tra i 20 e i 31 anni non compiuti, con un reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro. La casa deve essere diversa dall’abitazione principale dei genitori e deve essere utilizzata come propria residenza.

Il beneficio è particolarmente rilevante perché la detrazione p pari al maggiore tra:

  • 991,60 euro
  • il 20% del canone annuo

con un massimo di 2000 euro l’anno. L’agevolazione può essere utilizzata per i primi quattro anni del contratto.

Facciamo due esempi. Un giovane di 27 anni paga 650 euro al mese. In un anno spende 7800 euro. Il 20% è 1560 euro: questa sarà la sua detrazione. Se invece paga 350 euro al mese, spende 4200 euro l’anno. Il 20% sarebbe 840 euro, ma in questo caso entra in gioco la soglia minima prevista dalla legge: la detrazione sale a 991,60 euro.

C’è però un limite importante da ricordare: una detrazione fiscale riduce l’Irpef dovuta. Chi paga pochissima Irpef o non ne paga affatto potrebbe quindi non riuscire a utilizzare interamente il beneficio.

Non sei studente né under 31? Ci sono comunque detrazioni ordinarie

Anche chi non rientra nelle categorie precedenti può avere diritto a una detrazione sull’affitto dell’abitazione principale.

Per i normali contratti di locazione, la detrazione è di:

  • 300 euro per redditi fino a 15.493,71 euro
  • 150 euro per redditi superiori a 15.493,71 euro e fino a 30.987,41 euro

Per i contratti a canone concordato gli importi salgono a:

  • 495,80 euro fino a 15.493,71 euro di reddito
  • 247,90 euro tra 15.493,71 euro e 30.987,41 euro

La logica è quindi questa: più il reddito è basso, maggiore è l’agevolazione.

Le diverse detrazioni non vanno semplicemente sommate tra loro sullo stesso contratto e per lo stesso periodo. Bisogna individuare quella compatibile con la propria situazione e più conveniente.

Il vero punto critico: i documenti

Molte agevolazioni si perdono non perché manchi il diritto, ma perché manca la documentazione quindi il primo controllo da fare riguarda il contratto: deve essere regolarmente registrato e deve permettere di identificare chiaramente l’inquilino, l’immobile e il canone.

Conviene inoltre conservare ricevute, bonifici e altre prove di pagamento.

Nel caso di studenti fuori sede è utile avere anche la documentazione sull’iscrizione universitaria, la residenza, la sede dell’ateneo in modo da poter dimostrare il rispetto dei requisiti richiesti per ottenere la detrazione. Se il contratto è intestato a più persone, cosa che può capitare soprattutto nel caso di studenti, il beneficio va riportato in quote a seconda di quanto paga effettivamente ciascun inquilino.

C’è poi un tema di reddito. Superare determinate soglie può far perdere alcune detrazioni. Dal periodo d’imposta 2025, per esempio, per chi supera 75.000 euro di reddito annuo complessivo esistono ulteriori limiti all’ammontare delle spese che possono essere detratte, con regole che tengono conto anche della situazione familiare.

Torino: il contributo all’affitto non è automatico

Accanto alle detrazioni fiscali nazionali, a Torino esistono strumenti destinati a chi vive in affitto e si trova in condizioni di difficoltà economica. Però attenzione: qui cambia completamente il meccanismo.

Il Fondo nazionale per il sostegno alla locazione viene gestito a livello locale dal Comune di Torino, ma il bando viene aperto solo quando vengono stanziate le risorse necessarie per rimpinguarlo. Non esiste quindi un contributo permanente a cui ci si può rivolgere in qualunque momento. Quando il bando viene finanziato, i requisiti possono riguardare Isee, reddito, patrimonio, regolarità del contratto di locazione e altre condizioni. Quindi è importante controllare se in quel momento è aperto il bando per il fondo e quali sono i requisiti richiesti. Negli ultimi fondi gestiti dal Comune di Torino sono state finanziate oltre 10.000 domande, per un totale di circa 12 milioni di euro complessivi.

Aslo: il Comune aiuta a trovare e sostenere un nuovo contratto

Un altro strumento messo a disposizione dal Comune è Aslo, l’Agenzia sociale per la locazione. Qui però serve una precisazione: non è un semplice bonus destinato a chiunque abbia già una casa in affitto. L’obiettivo dell’agenzia è infatti quello di favorire l’incontro tra proprietari e inquilini. Per quelli che accedono al sistema sono previsti contributi collegati all’Isee e al canone.

Le fasce indicate dal Comune prevedono:

  • fino a 8 mensilità per chi ha un Isee inferiore a 6400 euro
  • fino a 6 mensilità per Isee inferiore a 10.600 euro
  • fino a 4 mensilità per Isee inferiore a 26.000 euro

Il contributo non viene necessariamente consegnato come una somma unica ma viene calcolato sul canone del contratto stipulato attraverso l’agenzia e viene utilizzato per alleggerire il costo della locazione. Si tratta quindi di uno strumento molto interessante per chi deve trovare una nuova abitazione e ha difficoltà ad affrontare da solo il mercato privato.

E se il problema è la morosità?

C’è poi un terzo scenario: quello di chi un contratto ce l’ha già ma non riesce più a pagare il canone. In questi casi può intervenire il Fondo per gli inquilini morosi incolpevoli. Ci troviamo di fronte a un meccanismo ancora diverso rispetto a quello delle detrazioni fiscali dalla Dichiarazione dei redditi e dall’Aslo. Il fondo infatti interviene quando esiste una situazione di morosità e, in presenza di alcuni requisiti, può contribuire a evitare o gestire lo sfratto della persona. A Torino il sostegno può arrivare fino a 8000 euro per la morosità pregressa.

Tre domande per capire subito quale strategia seguire

Situazioni diverse e soluzioni diverse. Quale scegliere? Per orientarsi basta partire da tre domande:

  1. Sei uno studente universitario fuori sede? La prima verifica da fare riguarda la detrazione del 19% fino a 500,27 euro
  2. Hai meno di 31 anni e vivi in affitto con un reddito basso? Va controllata la detrazione giovani che può arrivare a duemila euro l’anno
  3. Hai difficoltà a sostenere l’affitto o devi trovare una nuova casa? In questo caso bisogna spostarsi dal fisco ai servizi pubblici: fondo sostegno locazione, Aslo o, nelle situazioni di morosità, Fondo morosi incolpevoli.

Cosa conviene preparare prima?

Per non arrivare impreparati è utile avere a disposizione:

  • Isee aggiornato
  • contratto di locazione registrato
  • ricevute e prove dei pagamenti
  • documento d’identità
  • codice fiscale
  • Spid o Carta d’identità elettronica
  • per gli studenti, documentazione che comprovi l’iscrizione all’università e la sede dell’ateneo

Per molti giovani il risparmio può sembrare limitato se confrontato con il costo complessivo di un affitto. Ma tra detrazioni fiscali e strumenti locali la differenza può diventare significativa.


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