Il terminal crocieristico di Limassol fa parte del messaggio economico della giornata. Mette davanti ai delegati la materia del confronto, fatta di banchine e servizi alle navi. La rappresentanza italiana ha promosso l’appuntamento con l’Agenzia ICE e le camere di commercio dei due Paesi, sotto il patrocinio del Vice Ministero cipriota dello Shipping e con il sostegno di DP World.
Stato delle informazioni: il Forum si è concluso a ridosso della pubblicazione. I materiali accessibili descrivono programma e partecipanti; non riportano ancora intese contrattuali formalizzate.
Sommario dei contenuti
Una mattina divisa tra confronto pubblico e incontri riservati
Il calendario dell’Ambasciata d’Italia a Nicosia indica l’apertura alle 9. La Camera di commercio e industria di Cipro colloca l’inizio del Forum alle 10, mentre la Camera di Limassol registra una finestra dalle 9 alle 13. I documenti concordano sulla sede e sulla giornata; la differenza di un’ora corrisponde con ogni evidenza alla fase di accoglienza che precede le sessioni.
Il programma ha aperto con l’integrazione tra porto e città. La parte centrale si è spostata sulla gestione della navigazione e sulla conformità; l’ultimo blocco ha esaminato i corridoi marittimi insieme agli investimenti in porti e terminal. È una sequenza costruita per partire dallo spazio fisico della banchina e arrivare alla rete commerciale che la alimenta.
La CCCI ha precisato che gli appuntamenti B2B e B2G vengono composti sui profili dichiarati durante l’iscrizione. La selezione preventiva abbina competenze e richieste già espresse, riducendo la quota di colloqui puramente esplorativi.
Il 27 maggio ha preparato la giornata di Limassol
Il passaggio precedente risale alla tavola rotonda imprenditoriale del 27 maggio, organizzata durante la missione cipriota di Antonio Tajani. La Farnesina l’aveva indicata come tappa preparatoria del successivo Business Forum Italia-Cipro. Nello stesso comunicato aveva quantificato l’interscambio commerciale del 2025 in oltre 1,2 miliardi di euro, circa il 7% sopra il totale del 2024.
Quella riunione aveva toccato energia e infrastrutture. L’appuntamento di ottobre restringe il campo ai servizi navali e alla capacità portuale, così le delegazioni arrivano con fabbisogni più omogenei. Un armatore cerca fornitori adatti alla propria flotta; un’impresa di ingegneria entra in contatto con chi programma opere e concessioni. La diplomazia economica accorcia questa distanza.
Un mese prima i governi avevano coordinato la linea europea
Il 9 settembre, sempre a Limassol, Cipro, Grecia, Malta e Italia hanno firmato una dichiarazione comune sulla competitività dello shipping europeo. Per l’Italia era la prima partecipazione a questo formato mediterraneo. CNA ha documentato la firma, nata attorno alla richiesta di regole climatiche applicabili su scala mondiale e di condizioni concorrenziali paritarie.
Il documento richiama anche la sicurezza delle rotte e la libertà di navigazione. Un mese dopo, il Forum porta quel coordinamento politico davanti alle aziende che gestiscono le navi o progettano investimenti portuali. La linea governativa fissa il linguaggio condiviso; gli incontri tra operatori misurano le possibilità industriali.
A Cipro lo shipping incide per circa il 7 per cento del PIL
Il governo cipriota colloca lo shipping attorno al 7% del prodotto interno lordo. La quota descrive una filiera che comprende gestione delle navi e servizi alle compagnie. Il registro navale completa la struttura. Per l’isola si tratta di una componente strutturale dell’economia, con operatori abituati a lavorare su flotte internazionali.
Il Blue Economy Observatory della Commissione europea usa un perimetro diverso. Per i settori blu consolidati stima nel 2023 circa 1,6 miliardi di euro di ricchezza prodotta, pari al 5,7% del totale nazionale calcolato con la stessa misura, con circa 45.600 occupati. Le percentuali non sono intercambiabili: il 7% riguarda lo shipping nel PIL, il 5,7% riunisce attività blu selezionate nella ricchezza prodotta dal Paese.
Per le imprese italiane questa struttura apre due famiglie di domanda. La prima riguarda manutenzione e refitting; la seconda comprende servizi regolatori e gestione dei rischi. Il mercato cipriota offre accesso a clienti che prendono decisioni su navi operative in più aree geografiche.
La conformità entra nel lavoro quotidiano delle flotte
Lorenzo Matacena di Confitarma e Loukas Barmparis di Safe Bulkers rappresentano il versante armatoriale nel secondo panel. Mario Aponte di MSC Shipmanagement Cyprus e Nicos Attas di RINA aggiungono gestione navale e certificazione.
Per una nave amministrata da Cipro, i certificati incidono sull’accesso ai porti e sulle condizioni assicurative. Entrano anche nei contratti di noleggio. Un fornitore italiano deve presentare documentazione accettabile sia dalla società di classifica sia dal gestore della flotta; il Forum mette questi interlocutori nella stessa stanza.
L’Italia arriva con cantieri dominanti nei superyacht
Confindustria Nautica attribuisce ai cantieri italiani il 56% degli ordini mondiali di superyacht misurati per unità e il 36% del mercato misurato in euro. Le due quote raccontano una presenza industriale che va oltre la costruzione dello scafo, perché ogni commessa attiva progettazione e componentistica. L’assistenza prosegue lungo anni di esercizio.
Il possibile incastro commerciale copre costruzione e manutenzione. Sul versante cipriota entrano gestione della flotta e servizi societari. Una relazione continuativa tra questi due ambienti industriali alimenta ordini ripetuti lungo il ciclo di vita della nave.
La distribuzione territoriale di questa filiera in Italia è documentata anche nell’articolo dedicato alla blue economy del Sud, dove la cantieristica viene letta insieme alle competenze che ruotano attorno ai porti.
Vasiliko porta al tavolo un piano da 350 milioni
Il piano di espansione del porto di Vasiliko richiede un investimento stimato in 350 milioni di euro. La prima fase vale 85 milioni e comprende nuove banchine e protezioni portuali. Prevede anche il dragaggio del canale di accesso. Il finanziamento europeo assegnato tramite Connecting Europe Facility ammonta a circa 18,8 milioni.
Nel maggio 2026 l’Autorità portuale cipriota ha aperto una nuova procedura per la progettazione ingegneristica e la supervisione della prima fase, dopo la cancellazione di una precedente gara di consulenza. Cyprus Mail ha riportato il nuovo bando con scadenza delle offerte fissata al 24 luglio. L’esito non compare ancora nei materiali pubblici consultati.
La presenza dell’Autorità portuale cipriota nel panel sugli investimenti porta al tavolo il soggetto che governa la trasformazione dello scalo. Per le aziende italiane esistono già requisiti inseriti in un iter amministrativo, dalla progettazione portuale ai lavori marittimi.
Cipro cerca un posto nella tratta mediterranea dell’IMEC
L’India-Middle East-Europe Economic Corridor è stato annunciato al G20 di Nuova Delhi nel settembre 2023. La sua architettura combina collegamenti di trasporto con infrastrutture digitali ed energetiche. Il corridoio è ancora in costruzione politica e infrastrutturale; oggi non esiste una linea commerciale chiamata IMEC con orari e capacità già stabiliti.
L’elenco originario dei firmatari include l’Italia. Cipro ha costruito il proprio accesso in un momento seguente, proponendosi come nodo del Mediterraneo orientale. La partecipazione al Forum di Rona Panteli, rappresentante cipriota per IMEC, porta questa ambizione davanti alle imprese.
Il Forum arriva tre giorni dopo i primi workshop del Club IMEC a Nuova Delhi. Il Porto di Marsiglia Fos ha indicato fra i partecipanti l’Autorità portuale cipriota e quella di Trieste; la giornata del 6 ottobre si è chiusa con una dichiarazione congiunta e con l’avvio dei lavori su progetti pilota. A Limassol interviene Vittorio Torbianelli, responsabile delle relazioni internazionali dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, proseguendo quel canale sul versante Italia-Cipro.
La partecipazione al Club avviene sul piano portuale. L’adesione al memorandum tra Stati resta un atto diverso, ancora assente per Cipro. L’isola non ha ancora un posto assegnato nel corridoio; il lavoro tra autorità portuali è già cominciato.
Dopo i panel cominciano gli incontri commerciali
Nel B2B siedono imprese con interessi compatibili; nel B2G il confronto coinvolge aziende e amministrazioni. Per un’opera portuale i due livelli procedono spesso insieme, perché un fornitore può aver bisogno di un partner locale e di indicazioni da parte dell’ente responsabile.
Un colloquio di questo tipo non equivale a un contratto. Serve a capire se la competenza offerta coincide con una necessità già finanziata o inserita in gara. Il risultato prende forma quando il tavolo lascia un referente identificato e una scadenza condivisa.
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