Se esiste una filosofia fondativa che Central Energy incarna fin dal giorno zero è la centralità del rapporto umano. Per rifornire di energia elettrica e gas tutto il territorio italiano non è necessario affidarsi a logiche di vendita aggressive o all’impersonalità che offrono i servizi di call center. C’è chi preferisce il contatto diretto, gli store fisici, l’approccio human-to-human: “Non ci vogliamo nascondere dietro la classica telefonata o dietro un click fatto per caso su un pc. Noi ci mettiamo la faccia, cerchiamo il confronto con il cliente, mettendo al centro le sue esigenze. Se li trattiamo bene, resteranno e ci raccomanderanno. E’ un modello semplice, che funziona”. Parola di Claudio Antonini, titolare e fondatore insieme al fratello Emanuele di Central Energy.
Una realtà nata nel 2019 a Marsciano, dove si trova la sede operativa. Tutto nasce come una grande scommessa personale che, dopo 7 anni di attività, si può definire senza dubbio vincente. Gli store fisici fungono da pilastro fondamentale dell’azienda, rappresentativi dell’espansione in tutta Italia di Central Energy, con 8 store da nord a sud, e due punti vendita prossimi all’apertura a Roma e Catania. Una scelta che fa seguito alla filosofia aziendale basata sulla trasparenza e sulla prossimità. “In un mercato immateriale e intangibile come quello dell’energia, i negozi servono in primis a identificarci e a dare supporto reale al cliente privato”. Permettono di agire nel settore domestico con tempestività e versatilità, “sono un punto di contatto diretto con il consumatore, che sceglie il nostro personale per sbrigare qualsiasi tipo di pratica, dalla consulenza a questioni riguardanti le bollette, confrontandosi direttamente con gli operatori dell’azienda”.
Central Energy è tra i pochissimi ad offrire uno strumento, L’ottimizzatore, che analizza la bolletta dei clienti, mostrandogli, elettrodomestico per elettrodomestico, dove viene speso ogni euro. Un’applicazione che si connette in modo diretto con il contatore di casa, permettendo di rilevare quindi i dati di consumo in tempo reale. “Il vero cuore tecnologico è l’uso dell’intelligenza artificiale, in grado di disaggregare i flussi di energia rilevati dal contatore”, specifica Antonini. All’interno di questo sistema evoluto sono state inserite le curve di carico e di prelievo di quasi tutti gli elettrodomestici esistenti sul mercato.
Tuttavia, Central Energy esprime il suo massimo potenziale nel canale B2B, verso le imprese, il vero e proprio baricentro strategico e commerciale dell’azienda. “In questo campo raggiungiamo livelli altissimi in termini di competenza e consulenza tecnica. Le aziende oggi affrontano numerose sfide normative e reputazionali, come ad esempio la redazione dei bilanci di sostenibilità”. Qui l’azienda dei fratelli Antonini entra in gioco fornendo energia certificata pulita, 100% green, che attesta la provenienza da fonti rinnovabili. Il focus sulle imprese non si interrompe alla mera vendita di energia elettrica e gas, ma si estende a interventi strutturali di efficientamento energetico dei siti produttivi. Tra questi spiccano i progetti di illuminazione intelligente, impianti fotovoltaici e l’innovativo microeolico verticale. “Si tratta di pale alte due metri, installabili sui tetti o nei giardini senza grandi impatti, come se ci fosse una persona molto alta in giardino… A differenza del fotovoltaico che produce solo di giorno, nelle zone ventose il microeolico produce anche di notte”.
La scheda: Central Energy è stata fondata nel 2019 dai fratelli Claudio ed Emanuele Antonini. E’ presente in tutta Italia con 8 store fisici, localizzati a: Castelfidardo, Cesenatico, Corciano, Milano, Orvieto, Pistoia, Portici e a Marsciano, dove si è stabilita la sede operativa. Prossimi all’apertura due nuovi negozi, a Roma e a Catania. Conta 20 dipendenti e quasi 40 agenti commerciali. Serve oltre 12.500 famiglie in tutto il territorio nazionale, e predilige il mercato B2B. Dal 2021 è sponsor ufficiale della squadra di calcio del Perugia. Nel 2025 ha fatturato 6,7 milioni di euro, che sarà raddoppiato in questo 2026.
Venendo all’Umbria, il cuore verde d’Italia, rimane attuale il dualismo tra paesaggio e transizione energetica. Spesso diventa complesso trovare una chiave che valorizzi entrambi gli aspetti: “Per quanto riguarda l’energia in Umbria si può fare tanto. Ovvio, il nostro è un territorio da preservare, questo sicuramente. Però, per quanto riguarda la parte fotovoltaica, ci sono tanti tetti di imprese, industrie e abitazioni ancora non utilizzati e senza dover andare a deturpare quella che è la nostra caratteristica agricola e rurale”. Antonini vede nell’agrivoltaico e nel microeloico due elementi cardine per lo sviluppo di energia rinnovabile in Umbria.
Poi, ampliando l’orizzonte al contesto nazionale, incalza sull’energia nucleare: “Le rinnovabili sono bellissime, ma hanno una discontinuità pazzesca. Il nucleare invece rappresenta l’energia più pulita del mondo. Se tutti gli Stati avessero impianti nucleari avremmo la metà dei problemi di emissione di anidride carbonica. Il prezzo alto dell’energia non si limita alla bolletta: ci costringe a pagare il pane più caro, l’acqua più cara, la pasta più cara, tutto più caro. Nei processi produttivi l’energia è fondamentale e così perdiamo competitività rispetto agli Stati esteri che sviluppano il nucleare”.
Central Energy si impone sul mercato del lavoro come un’azienda costruita su risorse giovani, da formare, crescere e valorizzare costruendo solide figure professionali. “Ho scelto ragazzi giovani per creare delle professionalità a lungo termine”. Antonini fa l’esempio di Gloria Longaroni: “E’ stata la nostra prima dipendente. L’ho assunta nel febbraio 2019, periodo in cui frequentava il conservatorio e suonava il pianoforte. Non aveva alcun background nel settore energetico. Attraverso un percorso di formazione interno arriva oggi al sesto anno in azienda, e lo fa con qualità e competenze che ci invidierebbe qualsiasi altra realtà operante sul nostro campo”.
La storia – “Così abbiamo superato Covid e crisi energetiche”
L’idea Central Energy inizia a prendere forma nel 2018. Claudio Antonini lavorava già da due anni nel settore dell’energia per un’altra società quando, coinvolgendo il fratello Emanuele, si sono detti, Perché non ne facciamo una tutta nostra?. Così decidono di fare il grande salto, che avviene in maniera definitiva nel 2019. Inizialmente non c’era nessun dipendente e Claudio ricopriva ogni ruolo operativo, agendo a tutti gli effetti da factotum aziendale.
Una realtà partita da zero, che fin dalla scelta della parola Central ha reso chiaro il proprio intento e l’obiettivo: quello di mettere al centro le esigenze dei clienti. Criterio che ne ha plasmato filosofia e visione. Nel 2020 subentra la prima dipendente, quando ormai la mole di lavoro era diventata impossibile da gestire tramite una sola persona.
In soli 7 anni di attività, compiuti in questo 2026, ha attraversato tre crisi di portata globale. Dalla pandemia da Covid-19, arrivata come una tempesta dopo un solo anno di vita, ne è uscita paradossalmente senza troppe conseguenze grazie alla scelta iniziale di puntare sul canale domestico (B2C). A fare la differenza è stato il fatto che mentre aziende e industrie chiudevano i propri locali per privilegiare lo smart-working, i privati non hanno mai smesso di consumare energia e di pagare le bollette.
Poi entrano in gioco le crisi geopolitiche. Nel 2022 con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, evento gestito attraverso un’operazione preventiva di ottimizzazione del portafoglio clienti, focalizzandosi solo ed esclusivamente sui soggetti più sani e virtuosi del mercato, così da evitare insolvenze quando i prezzi dell’energia e del gas sono inevitabilmente schizzati alle stelle. Poi è arrivato il 2026, anno in cui l’esplosione dell’ennesima crisi energetica (legata al conflitto in Iran) va a impattare ulteriormente sul costo medio delle bollette. Nonostante questo, Claudio Antonini lo valuta come l’anno della svolta, che segna il raddoppio di fatturato: 12 milioni di euro rispetto ai 6,7 milioni del 2025. Numeri ancora più rilevanti se rapportati ai 500 mila euro di fatturato del 2020. “Superare i 10 milioni rappresenta quella soglia psicologica che trasforma una piccola azienda in un’azienda più grande, che ha bisogno di sistemi di controllo e gestione differenti. Per me il 2026 rappresenta il vero punto di partenza, non un punto di arrivo”.
E già da ora viene tracciata la strada del futuro, quella che Central Energy è pronta a percorrere fin da subito. L’azienda ha da sempre operato come reseller, acquistando e rivendendo energia e gas appoggiandosi a terze parti, un paradigma destinato a cambiare in tempi brevissimi. “Già entro la fine del 2026 diventeremo grossisti, andremo ad acquisire l’energia direttamente sulla borsa del mercato energetico (Gme) in totale autonomia. Passo che ci consentirà di essere più competitivi e di avere più libertà di manovra”.
I personaggi – Dai cori della Nord al Curi a sponsor di maglia del Grifo
Central Energy è il risultato della scommessa, vincente, dei due fratelli Antonini, nati a Foligno e cresciuti a Spello. Claudio, classe 1976, è l’anima operativa dell’azienda ricoprendo il ruolo di direttore generale. Emanuele, tre anni più giovane, è socio e amministratore. Insieme hanno collaborato per 17 anni nel settore dei cantieri e della segnaletica stradale, fino a quando il fratello maggiore ha scelto di cambiare ambito. “Ero stanco delle continue trasferte in giro per l’Italia, desideravo trascorrere più tempo coi miei tre figli”.
Un percorso diverso, come anche l’approccio al mestiere, rispetto a Emanuele, che invece è rimasto al comando dell’azienda fondata nel 2000 e attiva nella produzione e posa di segnaletica stradale, settore che ancora oggi continua ad appassionarlo, a differenza del mondo dell’energia: “Io dico sempre che il mercato dell’energia è un mercato freddo. Quello che faccio io invece è un lavoro dove c’è calore, c’è produzione tangibile. Io vedo i camion carichi di segnaletica uscire tutti i giorni con la bolla di trasporto. Qui in Central Energy non vedi uscire niente, è intangibile”. “Per lui il fatturato nell’energia è fuffa perché non vede la merce fisica uscire, però io gli dico sempre: Guarda che i contatori girano sempre, non si fermano mai. Tu chiudi l’azienda nel weekend, ma qui i contatori continuano a girare giorno e notte”, sorride Claudio.
Due fratelli certamente uniti dal legame familiare e professionale ma anche da quello passionale, contraddistinto da una fede coltivata fin da bambini dopo averla ereditata dal padre, quella per il Grifo. Tifo e sostegno che sono poi stato il faro di una strategica operazione di marketing: Central Energy dal 2021 è sponsor ufficiale del Perugia Calcio, da due anni orgogliosamente al centro del kit da gara del club biancorosso. “La sponsorizzazione nasce da una passione di nostro padre, abbonato da 52 anni. Dopo che ha superato un grave infarto, per noi la domenica allo stadio è diventata quasi sacra. È un momento per riunirci, stare insieme e vedere la famiglia unita: io, mio fratello, mio padre e mio nipote. Una fede che attraversa tre generazioni”.
Al Grifo sono indissolubilmente legati aneddoti che evocano ricordi di trasferte trasformatesi in vere e proprie epopee: quando a San Benedetto del Tronto finirono per errore sotto la curva dei tifosi avversari con la macchina targata Perugia e le sciarpe biancorosse al collo, oppure a Bologna, quando parcheggiarono in mezzo a uno slargo in centro e all’uscita dello stadio non trovarono più l’auto (rimossa dal carro attrezzi), fino all’epico spareggio di Foggia, dove Claudio – tra le bottiglie di acqua lanciate dai palazzi – è stato immortalato con il suo vistosissimo cappellino biancorosso in video e scatti entrati a far parte della storia del club.
Diventare sponsor del Perugia, oltre a essere motivo di orgoglio, per i due fratelli è stata una vera e propria mossa strategica che ha segnato una svolta nel percorso di crescita di Central Energy.
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