A Goriano Valli il Festival delle Cooperative di Comunità d’Abruzzo mette al centro servizi, lavoro ed economia locale per contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni.
GORIANO VALLI (AQ) – Si è conclusa ieri con successo la prima giornata del Festival delle Cooperative di Comunità d’Abruzzo a Goriano Valli, un evento che ha acceso i riflettori sulle strategie per contrastare lo spopolamento nei piccoli comuni, puntando su servizi, lavoro ed economia locale.
La manifestazione, promossa dalla rete BorghiIN, ha scelto come titolo “Uno, nessuno, molti più di centomila” e ha riunito amministratori, rappresentanti delle cooperative ed esperti per discutere del futuro delle aree interne e, soprattutto, degli strumenti necessari per renderle ancora abitabili e attrattive.
Ad aprire il Festival è stato Massimiliano Monetti, presidente di BorghiIN, che ha indicato nell’evento un’occasione per mettere in relazione esperienze diverse.
“Sentiamo ogni giorno la responsabilità di essere costruttori di comunità intraprendenti e interpreti dei luoghi, delle persone e delle storie che abitano l’Abruzzo. Il Festival è lo spazio in cui le nostre differenze si incontrano e diventano la forza della Rete.”
A Goriano Valli, quella della cooperativa di comunità Cuore delle Valli è ormai un’esperienza che ha prodotto occupazione e servizi. Il presidente Massimo Pedoni, nel fare gli onori di casa, ha ricordato come il progetto sia nato all’interno della comunità e si sia progressivamente ampliato.
C’è grande emozione nel vedere una partecipazione così numerosa. Ringrazio la nostra sindaca, il sindaco D’Amore e tutte le cooperative di comunità con cui abbiamo stretto legami fortissimi. Per noi questi sono momenti di incontro propositivi e ricchi di idee. Fare una cooperativa non significa gestire un’associazione: abbiamo puntato tutto sulla ricerca sostenibile del valore, sulle opportunità lavorative e sui servizi.”
I numeri raccontano una parte di questo percorso: nell’area sono oggi impiegati sette dipendenti e un’amministrativa. La cooperativa ha inoltre acquisito il bar di Goriano, mantenendo le due lavoratrici già occupate, e gestisce alcuni servizi, tra cui quelli legati al MUDI.
“Tutto è stato costruito dentro la comunità, compresa la gestione dei servizi per il MUDI. L’essere stati scelti per questo evento è un grande segnale di riconoscimento”, ha aggiunto Pedoni.
Ma se una cooperativa può contribuire a mantenere attivi servizi e attività, la sua efficacia dipende anche dalle condizioni complessive del territorio. È quanto ha sottolineato la sindaca di Tione degli Abruzzi, Stefania Mariani, indicando nella nascita della cooperativa uno dei passaggi più significativi del percorso intrapreso dalla comunità.
“Se guardiamo al passato e vediamo dove siamo oggi, è un piccolo miracolo che va oltre ogni aspettativa. La nascita della cooperativa ha messo in gioco tutta la comunità, con il supporto fondamentale di BorghiIN. Questa realtà ha generato speranza e aspettative concrete di tornare a vivere nel paese.”
Tra i dati citati dalla sindaca, quello delle 32 nuove residenze registrate, che comprendono anziani, giovani alla ricerca di un diverso stile di vita e cittadini stranieri.
“Stiamo affrontando un percorso per rafforzare i servizi. Le 32 nuove residenze sono un dato emblematico e un segnale estremamente positivo.”
Dal livello comunale a quello territoriale, il tema dei servizi è tornato nell’intervento di Francesco D’Amore, sindaco di Fagnano Alto, presidente del Parco Naturale Regionale Sirente Velino, e consigliere nazionale ANCI e Federparchi.
Per D’Amore, la questione demografica non può essere affrontata separatamente dalle condizioni economiche e dalla disponibilità dei servizi.
“Per invertire il trend dello spopolamento, apparentemente inesorabile, la ricetta è puntare su servizi ed economia, perché sono i servizi a dare alle persone la libertà di scegliere di restare.”
In questa direzione il Parco, che comprende 28 Comuni, sta lavorando su infrastrutture verdi, ciclovie e cammini, oltre che sulla Carta Europea del Turismo Sostenibile, con l’obiettivo di favorire la destagionalizzazione e migliorare l’accessibilità. Tra gli interventi citati anche l’acquisto di biciclette elettriche per persone con disabilità.
Un altro asse di lavoro riguarda l’agricoltura, attraverso il Biodistretto, che coinvolge 70 aziende agricole, accompagnandole dalla produzione alla vendita, e il recente finanziamento del Ministero dell’Agricoltura per un progetto pilota di certificazione di qualità.
“Celebriamo anche la sinergia tra BorghiIN e Parco con la nascita del nuovo Hub”, ha sottolineato D’Amore.
Il confronto ha portato anche l’esperienza di Castel del Giudice, in Molise, attraverso l’intervento del sindaco Lino Gentile. Un modello nel quale il contrasto allo spopolamento è stato affrontato mettendo in relazione diversi strumenti e soggetti.
“Per risolvere lo spopolamento occorre integrare economia, servizi, abitare e innovazione. Vogliamo essere un “paese per il Paese”, capaci di dimostrare la nostra utilità nazionale attraverso la sperimentazione e la partecipazione.”
Nel comune molisano sono stati attivati partenariati pubblico-privati, una RSA che occupa 30 persone, un albergo diffuso realizzato recuperando stalle abbandonate, un’azienda agricola condivisa con produzione di orzo, luppolo e miele e un forno di comunità. A questi interventi si aggiungono progetti di social housing collegati al Bando Borghi.
Anche qui la cooperativa di comunità rappresenta uno degli strumenti utilizzati: conta 9 dipendenti e gestisce, tra le altre attività, servizi di doposcuola.
Gentile ha però richiamato l’attenzione su un nodo normativo ancora aperto.
“C’è urgente bisogno di una normativa nazionale che riconosca la multifunzionalità di queste cooperative.”.
Sul fronte dell’innovazione amministrativa, Castel del Giudice ha inoltre introdotto un regolamento comunale per individuare gli immobili privi di proprietà e trasformarli in beni comuni.
La necessità di organizzare i servizi in una dimensione sovracomunale è stata invece al centro dell’intervento di Luigi Fasciani, sindaco di Molina e vicepresidente vicario UNCEM.
“Stiamo lavorando alla costruzione dell’Unione dei Comuni Montani per gestire i servizi in maniera associata e contrastare lo spopolamento. Le parole chiave restano Servizi ed Economia.”
Fasciani ha ricordato anche le risorse presenti nei territori montani – dall’acqua ai boschi, dalla qualità ambientale alla qualità della vita – e il lavoro in corso per rafforzare i servizi di prossimità, a partire dalla medicina di base.
Nel corso del confronto è stato affrontato anche il tema dell’innovazione digitale, considerata una componente sempre più importante per il futuro delle aree interne e per la capacità dei piccoli comuni di dialogare con le generazioni più giovani.
La mattinata si è conclusa con il workshop della divulgatrice scientifica Gaia Contu e con l’inaugurazione dell’Hub IN Abruzzo, ovvero l’Infopoint di comunità della cooperativa Cuore delle Valli e l’installazione della pupazza realizzata dall’artista Massimo Piunti.
Nel pomeriggio, Marianna Colantoni ha curato l’incontro “Raccontare un territorio. Scoprire l’invisibile” insieme alla giornalista e conduttrice televisiva RAI Monica Caradonna. “Il digitale permette di raccontare i territori dall’interno, dando voce alle persone e trasformando luoghi spesso considerati marginali in destinazioni da conoscere e vivere”, ha sottolineato Marianna Colantoni. Monica Caradonna ha aggiunto: “La televisione conserva la forza di portare queste storie a un pubblico ampio, rendendo visibile ciò che troppo spesso resta fuori dal racconto.”
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