Liguria, oltre 65mila accessi alle Case della Comunità nei primi sette mesi del 2026


Sono stati 65.069 gli accessi ai medici di medicina generale presenti nelle Case della Comunità della Liguria tra gennaio e luglio 2026. È quanto emerge dal report di ATS Liguria, che fotografa una crescita progressiva dell’utilizzo delle nuove strutture territoriali da parte dei cittadini e, in particolare, dei servizi di assistenza primaria.

I numeri confermano come le Case della Comunità stiano entrando sempre più nelle abitudini dei liguri, diventando un punto di riferimento alternativo all’ospedale per quelle problematiche sanitarie che non presentano caratteristiche di elevata complessità o urgenza.

L’assistenza sanitaria si sposta sempre più sul territorio

Il modello delle Case della Comunità punta a rafforzare la sanità di prossimità, avvicinando prestazioni e professionisti ai luoghi nei quali vivono i cittadini. La presenza dei medici di medicina generale all’interno delle strutture rappresenta uno degli elementi centrali di questo sistema, che mira a offrire risposte più rapide e a garantire una presa in carico integrata.

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L’obiettivo è consentire ai cittadini di rivolgersi a un presidio territoriale per ricevere una prima valutazione medica, evitando quando possibile il ricorso improprio ai pronto soccorso e permettendo agli ospedali di concentrarsi maggiormente sulle emergenze e sui casi complessi.

In sperimentazione anche gli esami diagnostici durante la visita

Il percorso di potenziamento delle Case della Comunità liguri prevede anche un ampliamento delle prestazioni disponibili. È infatti in fase di sperimentazione la possibilità di effettuare alcuni esami diagnostici direttamente all’interno delle strutture, durante la visita con il medico di medicina generale oppure nelle ore immediatamente successive.

Si tratta di un servizio aggiuntivo pensato per affiancare alla valutazione clinica alcuni accertamenti diagnostici, permettendo al medico di disporre di maggiori elementi e al paziente di ottenere una risposta sanitaria più completa senza essere necessariamente indirizzato verso altre strutture.

Visite e accertamenti in un unico percorso di prossimità

La possibilità di effettuare alcuni esami direttamente nelle Case della Comunità potrebbe rappresentare un ulteriore passo verso una gestione più rapida dei bisogni sanitari a bassa e media complessità.

L’integrazione tra visita del medico di medicina generale, diagnostica e servizi sociosanitari punta infatti a ridurre la frammentazione dell’assistenza e gli spostamenti dei pazienti, favorendo un percorso più semplice e immediato soprattutto per le persone anziane, fragili o affette da patologie croniche.

ASL5 e ASL3 guidano la classifica degli accessi

Analizzando i dati in valore assoluto, i volumi più consistenti si registrano nelle aree di ASL5 e ASL3. Nelle Case della Comunità dell’ASL5 gli accessi ai medici di medicina generale sono stati 18.234, mentre nell’ASL3 sono stati 18.173.

I numeri mostrano quindi una distribuzione significativa della domanda di assistenza territoriale nelle diverse zone della Liguria, con una particolare concentrazione nelle aree interessate dalle due aziende sanitarie.

ASL5 raggiunge 861 accessi ogni 10mila abitanti

Il peso dell’assistenza nelle Case della Comunità emerge ancora più chiaramente rapportando il numero degli accessi alla popolazione residente. In questo caso ASL5 raggiunge quota 861 accessi ogni 10.000 abitanti, dato che evidenzia una rilevante diffusione dell’utilizzo dei servizi territoriali.

A registrare il maggior numero di accessi per quanto riguarda l’assistenza primaria è stata, in particolare, la Casa della Comunità Hub della Spezia di via XXIV Maggio, diventata uno dei principali punti di riferimento territoriali per i cittadini.

Bucci: “Gli accessi crescono costantemente mese dopo mese”

Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci sottolinea soprattutto il trend registrato nel corso dei primi sette mesi dell’anno. «I riscontri sugli accessi sono positivi soprattutto perché si confermano in crescita costante un mese dopo l’altro», afferma.

Secondo Bucci, l’introduzione delle Case della Comunità all’interno del sistema sanitario rappresenta una novità che richiede ancora una maggiore conoscenza da parte dei cittadini, sia per quanto riguarda i servizi disponibili sia rispetto alla possibilità di rivolgersi a queste strutture per problematiche che non presentano caratteristiche di alta complessità e urgenza.

Regione Liguria punta sull’informazione ai cittadini

«Regione Liguria è impegnata in una capillare opera di informazione ed è importante sapere che siamo sulla strada giusta», prosegue Bucci.

Il presidente della Regione evidenzia inoltre un altro effetto che l’aumento dell’utilizzo delle Case della Comunità potrebbe aver prodotto sul sistema sanitario: «La crescita di accessi ha sicuramente sgravato in parte la pressione sui pronto soccorso, ma ha anche contribuito ad aumentare il servizio: i cittadini hanno ricevuto un maggior numero di risposte alle loro esigenze dal sistema sanitario regionale».

Nicolò: “Sempre più persone scelgono le Case della Comunità”

Anche l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò sottolinea il progressivo radicamento delle strutture sul territorio ligure.

«I dati sul numero di accessi ai medici di medicina generale ci raccontano che sempre più persone, ogni giorno, si recano alle Case della Comunità. Ci raccontano che su tutto il territorio ligure, senza eccezioni, si sta beneficiando di un’assistenza sanitaria di prossimità innovativa, frutto di un grande investimento economico e umano», dichiara l’assessore.

Il ringraziamento ai medici e agli infermieri

Nicolò evidenzia anche il ruolo del personale impegnato quotidianamente nelle strutture. «Presentiamo questi dati non solo per celebrare un successo, ma per ringraziare tutti i medici di medicina generale e gli infermieri che li affiancano ogni giorno con passione e professionalità».

Secondo l’assessore, le Case della Comunità stanno assumendo una funzione sempre più rilevante nell’organizzazione dei servizi locali. «Sono un punto di riferimento per i servizi sociosanitari sul territorio e, grazie all’impegno di Regione, ATS, Comuni, ordini professionali e terzo settore, lo diventeranno sempre di più».

Damonte Prioli: “Risposte più vicine ai cittadini”

Il direttore generale di ATS Liguria Marco Damonte Prioli richiama invece la funzione originaria delle Case della Comunità, pensate proprio per portare una parte crescente dell’assistenza sanitaria fuori dall’ospedale.

«Le Case della Comunità sono strutture pensate per dare risposte sempre più vicine alle cittadine e ai cittadini, dove possono trovare servizi adeguati e tempistiche più rapide», spiega.

Una presa in carico sanitaria, ma anche sociale

Il modello territoriale non riguarda esclusivamente le prestazioni mediche. Uno degli obiettivi dichiarati è infatti quello di integrare la dimensione sanitaria con quella sociale, in particolare nella gestione delle persone fragili.

«Rivolgersi ai punti di prossimità significa ricevere assistenza senza dover ricorrere necessariamente all’ospedale, garantendo una presa in carico che guarda sia all’aspetto sanitario sia a quello sociale», aggiunge Damonte Prioli.

Per il direttore generale di ATS Liguria, la presenza dei medici di medicina generale rappresenta quindi un elemento decisivo: «Sta dando un contributo importante all’universo delle Case della Comunità».

Vinai: “Deve diventare spontaneo andare alla Casa della Comunità”

A sottolineare il cambiamento culturale necessario è il direttore sociosanitario di ATS Liguria Pierluigi Vinai, secondo il quale il consolidamento delle nuove strutture dipenderà anche dalla capacità dei cittadini di considerarle un riferimento quotidiano.

«È una questione di abitudine del cittadino a rivolgersi a quel luogo quando ha un problema: il tema è quello di non andare al pronto soccorso. Se mi viene qualcosa, deve diventare spontaneo e abituale andare lì, come andare dal farmacista», afferma Vinai.

Accesso gratuito senza prescrizione né prenotazione

Un elemento sul quale ATS Liguria punta particolarmente è la semplicità di accesso ai servizi. Vinai ricorda infatti che recarsi alla Casa della Comunità è gratuito e non richiede né una prescrizione medica né una prenotazione, secondo le modalità previste per questo tipo di assistenza.

L’intento è rendere questi presidi sempre più riconoscibili e facilmente utilizzabili dalla popolazione, soprattutto quando si presenta un problema sanitario che necessita di una valutazione ma non richiede l’intervento di un pronto soccorso.

Presidi territoriali tra sanità e servizi sociali

«Le Case della Comunità stanno iniziando a essere quei luoghi dove trovare risposte e consulti semplici, un connubio che evidenzia l’unione tra la vocazione sociale e sanitaria», prosegue Vinai.

La prospettiva è quindi quella di strutture capaci di offrire non soltanto visite mediche, ma anche orientamento, assistenza infermieristica e un collegamento sempre più stretto con gli altri servizi territoriali.

L’obiettivo è ridurre il ricorso improprio agli ospedali

La crescita degli accessi registrata tra gennaio e luglio 2026 rappresenta un indicatore importante per valutare l’evoluzione della sanità territoriale ligure. Più cittadini scelgono di rivolgersi alle Case della Comunità, maggiore può essere la possibilità di intercettare precocemente bisogni sanitari che non richiedono un accesso ospedaliero.

Il rafforzamento dell’assistenza primaria e l’introduzione progressiva della diagnostica direttamente nelle strutture puntano quindi a costruire un sistema nel quale ospedale, medicina generale e servizi territoriali svolgano funzioni differenti ma coordinate, riducendo i tempi di risposta e migliorando l’appropriatezza dell’assistenza.

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