La sostituzione con Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi apre uno scontro destinato a proseguire: gli inviati protestano, due rifiutano i nuovi incarichi e il legale del giornalista prepara le prossime mosse.
La decisione della Rai di affidare Report a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi al posto di Sigfrido Ranucci non chiude affatto la vicenda, ma apre una fase ancora più delicata, nella quale la protesta della redazione si intreccia con la battaglia annunciata dal giornalista e con la possibilità di un contenzioso con l’azienda. La notizia, ufficializzata nella serata di venerdì 28 agosto, ha infatti provocato una reazione immediata tra gli inviati dello storico programma d’inchiesta, mentre Ranucci ha lasciato intendere di non essere disposto ad accettare passivamente la decisione.
Report: la reazione di Sigfrido Ranucci alla decisione della Rai
Ranucci, che attualmente ricopre in Rai il ruolo di vicedirettore ad personam, ha respinto le tre ipotesi di ricollocazione che gli sono state prospettate dall’azienda, vale a dire un incarico al Tg3, a RaiNews oppure una sede di corrispondenza all’estero, indicata successivamente dallo stesso giornalista come Il Cairo. A margine del suo spettacolo teatrale, il giornalista ha spiegato con estrema chiarezza la propria posizione: “Non accetterò quello che ha proposto la Rai perché è un tornare indietro“.
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Particolarmente duro è stato il passaggio dedicato alla possibile destinazione in Egitto, considerando che Ranucci vive sotto scorta dopo l’attentato subito. “La terza alternativa era la sede di corrispondenza al Cairo. Non sanno evidentemente che io vivo sotto scorta anche da prima dell’attentato e al Cairo, all’estero, sarei senza scorta. Forse auspicano che potrei fare la fine di Regeni“, ha dichiarato.
Il giornalista ha poi ridimensionato anche le altre possibilità offerte dalla Rai, chiedendosi per quale ragione dovrebbe essere considerato idoneo per Tg3 o RaiNews se non lo sarebbe più per Report. La sua posizione, dunque, non appare quella di chi sta semplicemente preparando un nuovo capitolo professionale, ma di chi considera ancora aperto lo scontro con l’azienda.
La rivolta degli inviati e il no di Iovene e Valesini
A rendere ancora più complicato il passaggio di consegne è stata la reazione della squadra storica di Report. Gli inviati hanno definito la scelta della Rai “completamente irricevibile”, contestando l’idea che i nuovi conduttori possano rappresentare la continuità della storia e dei valori costruiti dalla trasmissione negli anni.
La redazione ha inoltre prospettato la possibilità di dimissioni in blocco, precisando di non aver mai sfiduciato Ranucci e di averne, al contrario, sostenuto la riconferma. Una protesta che potrebbe avere conseguenze concrete sulla prossima stagione, soprattutto perché Bernardo Iovene e Giulio Valesini, indicati dalla direzione come figure centrali della nuova organizzazione interna, hanno deciso di non accettare gli incarichi proposti. Il problema, quindi, non riguarda più soltanto chi siederà davanti alle telecamere, ma la possibilità stessa di ricostruire una squadra sufficientemente solida per riportare in onda Report.
La possibile causa contro la Rai
Sul fronte legale, intanto, si apre un altro capitolo. Il legale di Ranucci, Roberto De Vita, ha annunciato iniziative “in ogni sede”, lasciando sul tavolo anche l’ipotesi di una causa di lavoro. Al centro della questione potrebbe esserci soprattutto il possibile demansionamento, considerando che la perdita della conduzione e della responsabilità editoriale di Report rappresenterebbe un cambiamento significativo rispetto alle mansioni svolte da Ranucci per molti anni. Il giornalista è autore di Report dal 2006 e ne è diventato conduttore nel 2017, dopo l’addio alla conduzione di Milena Gabanelli. L’eventuale mantenimento del titolo di vicedirettore ad personam potrebbe quindi non essere sufficiente, secondo la linea che potrebbe essere sostenuta dai suoi legali, a compensare la perdita delle funzioni concretamente esercitate.
Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche quella di un eventuale reintegro deciso da un giudice, anche se si tratta al momento di uno scenario possibile ma tutt’altro che certo e che potrebbe richiedere tempi lunghi. Il precedente di Filippo Gaudenzi, che ottenne ragione in una controversia per demansionamento, viene osservato con attenzione negli ambienti Rai, pur trattandosi di una situazione con caratteristiche differenti.
Le parole di Sigfrido Ranucci
Ranucci, intanto, non sembra intenzionato a considerare conclusa la propria esperienza in Rai né tantomeno questa battaglia. Parlando della possibile protesta degli inviati, ha detto: “Fanno bene a dimettersi perché quei nomi vanno bene per altre cose ma non per Report. È uno schiaffo alla meritocrazia, alla squadra di Report e a quello che ha saputo dimostrare in questi anni, alla sua storia, alla sua indipendenza”. Poi l’affondo più pesante: “Credo che questo sia un progetto per chiudere Report e ci sono riusciti perfettamente, indipendentemente dalle mie responsabilità”. Una frase che fotografa bene il clima che si è creato attorno alla trasmissione. La Rai ha scelto i nuovi conduttori, ma la partita è tutt’altro che terminata, e Ranucci almeno per ora lo ribadisce senza lasciare spazio a interpretazioni: “Il mio non è un addio“.
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