Oltre a essere da 140 anni la Società dei permessi, della tutela del diritto d’autore, della musica diffusa nei locali e degli spettacoli, la Siae-Società Italiana degli Autori ed Editori sta attraversando una nuova fase. Tra gli obiettivi dell’istituzione presieduta da Salvatore Nastasi rientrano il sostegno alla creatività, alla digitalizzazione e alla valorizzazione di un patrimonio storico e artistico ancora poco conosciuto.
Fondata il 23 aprile del 1882 su iniziativa di un’assemblea composta da protagonisti della cultura italiana dell’epoca, da Giuseppe Verdi a Giosuè Carducci, riuniti nell’unico obiettivo di difendere il diritto di chi crea a ricevere un compenso per il proprio lavoro intellettuale, la Siae guarda al 2026 con un ampio programma di interventi. Si inserisce in questa visione «Per chi crea», il programma destinato agli under 35, promosso dal MiC e gestito da Siae, che destina il 10% dei compensi per “copia privata” a supporto della creatività e della promozione culturale dei giovani. “Copia privata” è il compenso che si applica ai supporti e apparecchi idonei alla registrazione audio/video in cambio della possibilità di effettuare copie ad uso personale di opere protette dal diritto d’autore. Articolati in quattro aree, «nuove opere», «formazione e promozione culturale nelle scuole», «professionalizzazione degli artisti», «live e promozione nazionale e internazionale», i nuovi bandi 2026, pubblicati il 14 settembre scorso (candidature aperte fino al 29 ottobre) mettono a disposizione oltre 13 milioni di euro.
I bandi «Per chi crea 2026» saranno invece presentati il prossimo 29 settembre al Cinema Troisi di Roma alla presenza delle tre giovanissime vincitrici dell’edizione 2024. Tre donne le cui opere sono state prodotte e presentate alla Settimana Internazionale della Critica alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il documentario «La leggenda del deserto» della regista Elisabetta Giannini, classe 1997, segue Carolina, una bambina di otto anni che nel Sahara incontra i Saharawi, un popolo costretto all’esilio dopo essere stato allontanato dalla propria terra. Un giorno, trascinata da un vento improvviso in avanti nel tempo, nel confronto tra passato e presente, Carolina scoprirà una verità amara. «EI -EI – O», corto realizzato dalla filmmaker e artista visiva Noemi Arfuso, classe 2000, durante una residenza, si sofferma invece sugli esseri viventi vittime inconsapevoli di un annientamento sistematico ad opera degli apparecchi tecnologici. Giulia Cosentino ha invece scritto e diretto il cortometraggio di finzione «Se mai le cose», facendo ricorso a un linguaggio ibrido per raccontare la crisi esistenziale di una donna.
Oltre ai giovani talenti la Società Italiana degli Autori ed Editori valorizza il patrimonio materiale silenzioso che corre nelle sale della Biblioteca Museo Teatrale Siae. Negli spazi espositivi di viale della Letteratura, aperti al pubblico e visitabili su appuntamento, il patrimonio Siae – costituito storicamente da opere temporanee che non sono state pensate per essere conservate – trova invece traccia duratura nella collezione materiale di copioni, fotografie, locandine, bozzetti, dipinti che ripercorrono la vita culturale del Paese. Aperta al pubblico dal 1932, la Biblioteca Museo Teatrale Siae costituisce una delle fonti più complete di informazione per lo studio del teatro e dello spettacolo italiano. Oggi vanta un nucleo originario caratterizzato dalla collezione dell’attore e studioso Luigi Rasi (1852-1918), cui appartiene la piccola collezione di marionette cinesi a bacchetta del XVIII secolo acquistata da rasi durante un viaggio in Cina. La Biblioteca custodisce oggi circa 50mila volumi, dalle cinquecentine alle pubblicazioni contemporanee, oltre a 400 periodici.
Tra i fondi si distinguono anche quello librario Cesare Levi e la biblioteca di Carlo Emilio Gadda affidata per lascito testamentario. Non mancano opere teatrali, saggi, repertori, libretti musicali e una consistente documentazione sulla storia dello spettacolo. Tra i pezzi più antichi figurano edizioni cinquecentesche di Sofocle, Aristofane, Plauto e Terenzio, oltre a testi del teatro del XVI secolo con Carlo Goldoni, Shakespeare e Molière presenti con numerose edizioni. Si aggiungono circa 5mila copioni, oltre 25 mila documenti autografi, e poi oltre 100mila tra locandine, manifesti e programmi di sala, mentre l’archivio fotografico documenta la vita teatrale italiana dalla nascita della fotografia ai giorni nostri. La collezione d’arte, nata attorno al teatro e alla sua rappresentazione, include invece dipinti, disegni, incisioni, busti e statue raffiguranti protagonisti del teatro dell’Ottocento e del Novecento, insieme a costumi, accessori, oggetti di scena, marionette e burattini. Materiali che negli ultimi anni, sono stati al centro di diversi contesti espositivi. Ultimo, in ordine di tempo, il progetto rimasto in mostra fino al 27 settembre, che ha visto esposte al Teatro Herberia di Rubiera (Reggio Emilia) alcune caricature delle collezioni della Biblioteca Museo Teatrale Siae nella mostra «Figure in Scena», dedicata a Umberto Tirelli e Otello Sarzi. Recente è anche la partecipazione della Biblioteca ad Archivissima 2026 ospitata alle Gallerie d’Italia di Torino con materiali provenienti dalle proprie raccolte.
Trasformando il proprio archivio da deposito in infrastruttura di ricerca, lo scorso giugno la Siae ha annunciato la digitalizzazione di oltre 1.200 documenti dell’Archivio Storico e della Biblioteca Museo Teatrale, nell’ambito del progetto Digital Mab-Dicolab realizzato dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali. La metadatazione è stata pensata per rendere il patrimonio più aperto e leggibile a pubblici diversi. Nel 2026 rientra anche l’adesione della Siae ad Art Bonus, il programma del Ministero della Cultura che promuove il mecenatismo, con 1,3 milioni di euro destinati alla produzione di nuove opere teatrali, composizioni musicali sinfoniche, opere liriche e coreutiche. La più grande piattaforma italiana per il diritto d’autore mira quindi a diventare sempre più digitale e orientata all’innovazione. Nel 2025 l’app Siae+ ha registrato oltre 225 mila brani depositati e l’assistente virtuale Eva ha gestito più di un milione di messaggi. Intanto la Società guarda alla ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma, in calendario dal 13 al 25 ottobre nella capitale. Un programma, quello annunciato da Salvatore Nastasi, presidente della Siae oltre che della Fondazione Cinema per Roma, particolarmente ampio, articolato attorno a 18 film in concorso nel Progressive Cinema, sei dei quali diretti da registe donne. Tra i titoli anche «Caro mondo crudele» di Niccolò Falsetti, con le animazioni di Zerocalcare.
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