Da CoinShares_CoinShares Affluent Investor Crypto Report: il 70% degli investitori ad alto patrimonio detiene digital asset in maniera strutturale e con logica di lungo periodo


Buongiorno,

di seguito e, in allegato, il comunicato stampa in oggetto: CoinShares, uno dei principali gestori globali specializzati in asset digitali, pubblica il CoinShares Affluent Investor Crypto Report, la sua prima indagine dedicata alle attitudini degli investitori ad alto patrimonio (HNWI) verso gli asset digitali, condotta su oltre 2.200 investitori in sette mercati, tra cui l’Italia.

Secondo l’indagine, nei mercati più avanzati circa il 70%degliinvestitoriad alto patrimonio detiene asset digitali con un’allocazione media intorno al 10%del portafoglio.

Gli asset digitali sono una realtà consolidata anche inItalia, dove il58% degli HNWI intervistati li sceglie in ottica di diversificazionedi lungo periodo.

In allegato, anche il ritratto di Jean-Marie Mognetti, Co-Fondatore, Presidente e CEOdiCoinShares.

 

Grazie per l’attenzione.

Un caro saluto,
Francesca

 

CoinShares Affluent Investor Crypto Report:

il 70% degli investitori ad alto patrimonio detiene digital asset in maniera strutturale e con logica di lungo periodo.

 

Gli asset digitali sono una realtà consolidata anche per gli HNWI italiani:

il 58% li sceglie per diversificare in maniera selettiva e mirata.

 

Pubblicata oggi la prima indagine di CoinShares sulle attitudini degli investitori HNWI verso i digital asset: domanda in crescita per un’esposizione sempre più professionale, con i digital asset a rappresentare una protezione

dagli impatti macroeconomici.

 

Jersey/Milano, 06 ottobre 2026– Gli asset digitali diventano unaasset class maturaed entrano in manierastrutturatanei portafogli degli investitori ad alto patrimonio (High-Net-Worth Individuals, HNWI). Lo rivela il CoinShares Affluent Investor Crypto Reportpubblicato oggi da CoinSharesPLC (Nasdaq: CSHR) (“CoinShares” o la “Società”), uno dei principali gestori globali specializzati in asset digitali con oltre $ 7,5 miliardi di masse gestite.

 

L’analisi – realizzata in collaborazione con Vardaxoglou Advisory– rappresenta una delle disamine più ampie mai realizzate sul rapporto tra HNWI e asset digitali ed è stata condotta tra maggio e giugno 2026 su un panel di oltre 2.200 investitorisuddivisi tra sub-HNWI (con patrimonio investibile compreso tra $500.000 e $1milione) e HNWI (con patrimonio investibile superiore a $1milione), in sette mercati-chiave: Stati Uniti,Regno Unito,Francia,Germania,Italia, SveziaeSvizzera.

 

Secondo l’indagine, nei mercati più avanzati circa il70% degli investitori ad altopatrimonio detengono asset digitali in ottica strategicae dilungo periodo, con un’allocazione media attorno al 10%del portafoglio, peso paragonabile a quello di private equity, materie prime e Real Estate. La percentuale raddoppiatra gli HNWI delle generazioni piùgiovani, che dimostrano una propensione ancora più spiccata e naturale verso l’asset class.

 

Solo il 6%investe principalmente per sfruttare la volatilità o per operazioni immediate, mentre tre investitori su quattro ritengono che Bitcoin– che resta al centro delle strategie di investimento degli HNWI – avrà un ruolo significativonel futuro sistema finanziario globale (77%). Una fiducia che ha retto anche alla correzione di febbraio 2026, la più significativa degli ultimi anni, che – in cinque mercati su sette – ha addirittura aumentato la propensionea investire sulla criptovaluta.

 

Le scelte degli HNWI verso gli asset digitali sono guidate soprattutto dalla ricerca di soluzioni difensivedagli impatti macroeconomici – come tassi d’interesse e inflazione – con il 57%del campione intervistato che attribuisce all’asset class un ruolo di protezione.

 

In questo contesto, rileva ancora l’analisi, l’accesso si istituzionalizza: il 55%degli HNWI che investe in digital asset preferisce, infatti, rivolgersi a piattaforme di brokeraggio e a ETP regolamentatipiuttosto che ricorrere all’acquisto diretto sugli exchange. Cresce, inoltre, la domanda di consulenza: il69%del campione valuta di affidarsi a un wealth manager con competenze specifiche sugli asset digitali mentre l’88%degli intervistati ammette di non avere conoscenze sufficienti per investire in maniera completamente autonoma e disintermediata nell’asset class.

 

Ne emerge, quindi, un atteggiamento attentoeprofessionaleda parte degli HNWI, che si riflette anche nella loro continua richiesta di maggiore e sempre più affinata regolamentazionesull’asset class, auspicata dal79%degli intervistati.

 

In Italia le cripto diventano uno strumento di diversificazione mirata del portafoglio

 

La propensione agli asset digitali tra gli HNWI è sempre più una realtà consolidata anche in Italia: il 58%degli investitori nazionali ad alto patrimonio intervistati detiene, infatti, asset digitali nei propri portafogli.

 

ll 29%del campione italiano, inoltre, indica lecriptovalutecome l’asset con le migliori prospettive nel lungo periodo dimostrando una solida fiducia in Bitcoin, considerato unariservadi valore affidabile dal78%degli intervistati e una coperturacontro la svalutazione delle valute fiat dal 76%.

 

È soprattutto la logicad’investimento verso i digital asset a caratterizzare l’orientamento degli HNWI italiani. La diversificazionedel portafoglio resta tra le principali motivazioni a indirizzare le scelte per il 35%del campione intervistato, quasi il doppio della media europea (19%).

 

Gli investitori italiani ad alto patrimonio si attestano come discerning diversifierverso gli asset digitali, mostrando un orientamento di lungo periodo orientato alla selezione, alla prudenza e alla diversificazione e privilegiando – in coerenza con l’atteggiamento degli altri panel intervistati – canali intermediati e soluzioni come ETP o gestioni patrimoniali (57%).

 

Un’attitudine oculata che, tuttavia, non preclude l’interesse generale verso l’asset class: il 90%degli intervistati italiani si dice, infatti, interessato a unmaggiorecoinvolgimento nelle criptovalute e l’85%di chi già investe prevede di aumentarel’esposizione nel 2026. Bitcoin è l’asset su cui si punta di più per ulteriori investimenti (71%), seguito da stablecoin (31%) ed Ethereum (30%).

 

Cresce, inoltre, il peso e il valore della consulenza: il 40%degli investitori italiani HNWI detiene la maggior parte degli asset digitali tramite il proprio wealth manager – contro il 27% della media europea – e il 56% è seguito da un professionista che include già i digital asset nel portafoglio, quota superata solo dagli Stati Uniti. Il dato più significativo riguarda chi non ha ancora investito: l’85%degli HNWI italiani che, oggi, non detiene digital asset sarebbe disposto a iniziare con il supporto di un wealth manager, contro il 67% della media EU.

 

A rafforzare la domanda strutturale di asset digital sono, anche per gli HNWI italiani, le nuove generazioni: gli investitori HNWI domestici under 45 destinano all’asset class l’11%del portafoglio, quasi il doppio degli over 45 (6%), e sono due volte più inclini a indicare le criptovalute come l’asset con le migliori prospettive nel lungo periodo (37% contro 18%). Più alta anche la tolleranza alla volatilità (83% contro 59%) – con un divario generazionale secondo solo a quello degli Stati Uniti – e la fiducia in Bitcoin come riserva di valore(84% contro 70%).

 

“Gli asset digitali sono, ormai, una realtà consolidata nei portafogli degli HNWI, che hanno capito come – per questa asset class – non si tratti più di una questione di “se” ma di “come”. Il CoinShares Affluent Investor Crypto Report che presentiamo oggi conferma quanto la domanda verso questa tipologia di soluzioni stia crescendo sempre di più anche da parte degli investitori ad alto patrimonio e come il loro orientamento riconosca in un accesso istituzionalizzato – tramite ETP regolamentati e con il supporto di figure professionali – la via privilegiata per avvicinarsi ai digital asset. Le criptovalute stanno evolvendo in una componente naturale degli investimenti e i trend per il prossimo futuro confermano l’importanza di un’esposizione attenta e strutturata, elementi che – come CoinShares – caratterizzano il nostro posizionamento dimostrandoci la solidità del nostro percorso e della nostra visione, che continua a guidarci”, sottolinea Jean-Marie Mognetti,Co-Fondatore,PresidenteeCEOdi CoinShares.

 

***

 

CoinShares è tra i principali gestori globali specializzato in asset digitali – con oltre $7,5 miliardi in gestione – e il più grande in Europa nel segmento, con una quota di mercato del 34%. Fin dal 2013 propone soluzioni di investimento e servizi – sia per investitori istituzionali sia per investitori privati – che avvicinano sempre più i cripto-asset ai mercati tradizionali. La società, riconosciuta come pioniera nel settore degli asset digitali, è stata la prima in Europa a lanciare un ETP su Bitcoin. CoinShares è regolamentata a Jersey dalla Jersey Financial Services Commission, in Francia dall’Autorité des marchés financiers e negli Stati Uniti da Securities and Exchange Commission, National Futures Association e Financial Industry Regulatory Authority. È quotata al Nasdaq con il ticker CSHR.

Per maggiori informazioni, visita il sito: https://coinshares.com/it/

 

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