La rubrica di Confedilizia
La rubrica di Confedilizia Messina
Il tema della casa è tornato con forza al centro del dibattito cittadino. Le recenti iniziative riguardanti gli studentati universitari, insieme alla ricognizione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, dimostrano come la questione abitativa stia progressivamente assumendo un ruolo più rilevante nelle politiche urbane di Messina. Sono interventi diversi per natura e finalità, ma riconducibili a un’esigenza comune: rendere più ampia, efficiente e accessibile l’offerta abitativa della città, valorizzando meglio il patrimonio immobiliare già esistente. Sotto questo profilo, è certamente positivo che l’amministrazione comunale abbia riportato il tema della casa e della gestione del patrimonio tra le priorità dell’agenda cittadina. La ricognizione degli alloggi pubblici, in particolare, costituisce un passaggio indispensabile per conoscere con precisione le risorse effettivamente disponibili, verificarne l’utilizzo e programmare eventuali interventi di recupero e riqualificazione. Una corretta politica abitativa, infatti, non può prescindere da una conoscenza puntuale del patrimonio esistente. Prima ancora di immaginare nuovi interventi, è necessario utilizzare al meglio ciò che già appartiene alla città, evitando che immobili potenzialmente disponibili restino inutilizzati o sottratti alla loro funzione.
Anche il tema degli studentati deve essere letto all’interno di questa prospettiva più ampia. La presenza dell’Università rappresenta per Messina una risorsa fondamentale e una leva di sviluppo che richiede servizi e infrastrutture adeguati, a partire proprio dalla disponibilità di alloggi. Le nuove residenze universitarie possono quindi contribuire a rafforzare la capacità attrattiva della città e a consolidare il rapporto tra Messina e il suo Ateneo. Allo stesso tempo, però, gli studentati non possono essere considerati sostitutivi del mercato ordinario delle locazioni. Studenti, specializzandi, lavoratori temporanei, giovani coppie e famiglie esprimono esigenze differenti, che richiedono un’offerta abitativa altrettanto diversificata. È in questo quadro che resta centrale il ruolo della proprietà immobiliare privata. Messina dispone di un patrimonio abitativo diffuso che può rappresentare una componente decisiva delle politiche per la casa. Perché ciò avvenga, tuttavia, occorre creare condizioni che favoriscano concretamente il ritorno sul mercato degli immobili oggi inutilizzati o non locati.
Confedilizia Messina ritiene che questo obiettivo debba passare attraverso una maggiore certezza nei rapporti locativi, una tutela effettiva nei casi di morosità, la semplificazione degli adempimenti e una più ampia valorizzazione degli strumenti già esistenti, a partire dai contratti a canone concordato. La disponibilità dei proprietari a mettere un immobile sul mercato dipende infatti non soltanto dagli incentivi fiscali, ma anche dalla sicurezza del rapporto contrattuale, dalla possibilità di rientrare nella disponibilità del bene in tempi certi e dalla sostenibilità dei costi di gestione e manutenzione. Per questo è importante che le politiche pubbliche proseguano nella direzione di una maggiore valorizzazione del patrimonio esistente, mettendo a sistema edilizia pubblica, recupero urbano e iniziativa privata. La vera sfida per Messina consiste dunque nel superare la tradizionale contrapposizione tra pubblico e privato e costruire una politica abitativa capace di farli concorrere allo stesso obiettivo. L’edilizia residenziale pubblica deve continuare a rappresentare una risposta per le fasce che non riescono ad accedere al mercato; gli studentati devono sostenere la vocazione universitaria della città; il patrimonio immobiliare privato deve essere messo nelle condizioni di contribuire in maniera più ampia e stabile all’offerta di abitazioni. In questa prospettiva, il confronto avviato in città può rappresentare un’occasione importante. Confedilizia Messina è disponibile a contribuire a una strategia che punti sul recupero dell’esistente, sulla valorizzazione del canone concordato, sulla certezza delle regole e sulla collaborazione tra istituzioni, Università e operatori del settore. Rendere Messina più attrattiva per studenti, lavoratori e famiglie significa anche costruire un mercato abitativo più dinamico, nel quale patrimonio pubblico e proprietà privata possano svolgere, ciascuno nel proprio ruolo, una funzione complementare. (Sebastiano Maio-Presidente Confedilizia Messina)
Quali obbligazioni sorgono dal contratto “rent to buy”?
Il “rent to buy” è un nuovo contratto – introdotto nel nostro ordinamento dal D.L. 133/2014, convertito in Legge 164/2014 – con cui il proprietario/ concedente consente il godimento fin da subito dell’immobile al conduttore/futuro acquirente, il quale paga il canone; dopo un periodo di tempo determinato dalle parti nello stesso contratto, il conduttore può decidere di acquistare il bene detraendo dal prezzo una parte dei canoni già pagati. Nel contratto è opportuno specificare le due diverse componenti che costituiscono il canone: quella destinata a remunerare il godimento e quella da imputare al prezzo nel caso in cui il conduttore decida di esercitare il suo diritto all’acquisto. Il contratto di “rent to buy” può avere ad oggetto qualsiasi tipo d’immobile. La trascrizione produce l’effetto di opponibilità ai terzi, con riguardo alla concessione dell’utilizzo nonché un effetto prenotativo simile a quello che si verifica con la trascrizione di un contratto preliminare con riguardo all’obbligo del concedente di trasferire la proprietà del bene, in ipotesi d’esercizio del diritto di acquisto da parte del conduttore.
Mancano i contatori dell’acqua fredda, come si dividono i costi dei consumi?
Fatta salva un’eventuale diversa disciplina convenzionale, la ripartizione delle spese della bolletta dell’acqua fredda, in mancanza di contatori di sottrazione installati in ogni singola unità immobiliare, va effettuata, ai sensi dell’art. 1123, comma 1, cod. civ., in base ai valori millesimali delle singole proprietà (così anche Tribunale Roma sez. V, 18.4.2023, n. 6163).(da Confedilizia Notizie)
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