Salone Nautico di Genova 2026, Meloni inaugura la 66ª edizione: la nautica italiana consolida la leadership industriale


L’industria arriva all’appuntamento con un fatturato record di 8,72 miliardi di euro

Nella foto: il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme a Presidente di Confindustria Nautica Piero Formenti, il Vicepresidente Vincenzo Poerio, il Vicepresidente Marco Monsurrò e il Direttore Generale Marina Stella

La Presidente del Consiglio apre a Genova il 66° Salone Nautico Internazionale. Oltre mille imbarcazioni, 215 novità e 45 Paesi rappresentati. L’industria arriva all’appuntamento con un fatturato record di 8,72 miliardi di euro, sostenuto dall’alto di gamma e dall’export, mentre la piccola nautica continua a risentire delle difficoltà della domanda.

Il 66° Salone Nautico Internazionale di Genova si apre con la nautica italiana ai massimi storici per fatturato ed export della cantieristica, ma anche con un mercato che procede a velocità differenti. È questa la fotografia industriale che accompagna l’inaugurazione di oggi, 1° ottobre, al Waterfront di Levante, alla presenza della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

Con il taglio del nastro è stata ufficialmente aperta la manifestazione, accompagnata dal tradizionale alzabandiera della Capitaneria di porto, dall’esecuzione dell’Inno di Mameli e dal defilamento della fregata Margottini della Marina Militare.

Ma il significato economico della giornata va oltre il cerimoniale. Il Salone arriva infatti all’indomani della presentazione dei nuovi dati de La Nautica in Cifre – LOG, che restituiscono l’immagine di un’industria ancora in crescita, fortemente orientata ai mercati internazionali e leader nell’alto di gamma, ma attraversata da dinamiche molto diverse tra i suoi segmenti.

Nel 2025 il fatturato complessivo dell’industria nautica italiana – unità da diporto, accessori e motori – ha raggiunto il nuovo massimo storico di 8,72 miliardi di euro, con un incremento dell’1,4% rispetto al 2024. Gli addetti diretti sono saliti a 32.420, il 3% in più, mentre considerando l’intera filiera si arriva a circa 170 mila occupati. Il contributo della nautica al PIL italiano è quantificato in 7,51 miliardi di euro.

Sono numeri che collocano l’apertura del Salone dentro una dimensione ormai pienamente industriale e aiutano a spiegare il rilievo istituzionale assunto dalla manifestazione.

L’export sostiene la cantieristica italiana

È soprattutto la proiezione internazionale a indicare la forza competitiva della nautica italiana.

Nel 2025 la produzione nazionale della cantieristica ha raggiunto 5,47 miliardi di euro, in aumento dello 0,5%. La quota di export della cantieristica ha toccato il 90%, mentre il valore delle esportazioni è salito al massimo storico di 4,4 miliardi di euro, con una crescita del 2,6% rispetto al 2024. Secondo i dati diffusi da Confindustria Nautica, la quota italiana sull’export mondiale è pari al 21,3%.

Ancora più netta è la posizione nei superyacht: l’Italia si conferma primo Paese al mondo per portafoglio ordini, con 568 unità, pari al 52% del totale globale.

Dietro questi risultati emerge tuttavia un mercato meno uniforme rispetto agli anni della crescita generalizzata. È la stessa Confindustria Nautica a evidenziare come la leadership dell’alto di gamma e la vocazione internazionale dell’industria continuino a rappresentare elementi di forza, mentre la piccola nautica risenta maggiormente delle incertezze e delle difficoltà che interessano la classe media a livello globale.

La sfida non riguarda quindi soltanto la capacità di conservare il primato nei superyacht. Riguarda la competitività di una filiera molto più ampia, nella quale operano cantieri, produttori di componenti e motori, imprese dell’accessoristica, progettisti e fornitori di tecnologie e servizi.

Oltre mille imbarcazioni e 45 Paesi: Genova guarda ai mercati internazionali

Il Salone, organizzato da Confindustria Nautica e in programma fino al 6 ottobre, presenta oltre mille imbarcazioni, 215 novità e 45 Paesi rappresentati da cinque continenti. Il layout espositivo in acqua cresce del 4% rispetto all’edizione precedente.

Aumenta anche la presenza delle imbarcazioni di maggiori dimensioni: secondo i dati dell’organizzazione, la dimensione media delle tre unità maggiori di ciascun segmento cresce del 14,1% rispetto al 2025, mentre i multiscafi registrano un incremento del 28% nel numero delle unità esposte.

Sono indicatori che rispecchiano una parte dell’evoluzione del mercato e rafforzano la funzione del Salone come piattaforma di incontro tra industria italiana, operatori e domanda internazionale.

Per sei giorni Genova concentra imprese, imbarcazioni, tecnologie e competenze di una delle filiere più internazionalizzate dell’Economia del Mare italiana.

La competizione si gioca sempre più anche sulla tecnologia. Materiali avanzati, sistemi di propulsione ed efficienza energetica, elettronica di bordo, sensoristica, digitalizzazione, automazione e cybersecurity stanno modificando prodotti, processi e servizi. Tecnologie che interessano direttamente la nautica, ma che appartengono a un ecosistema industriale marittimo sempre più integrato.

La forza della nautica italiana, del resto, non nasce esclusivamente dai grandi cantieri. Intorno alla produzione delle imbarcazioni opera una rete di fornitori, progettisti, imprese specializzate e professionalità che costituisce una componente essenziale della competitività del settore.

Genova come termometro dell’industria nautica

L’apertura della 66ª edizione arriva dunque in un momento particolare. Il nuovo record di 8,72 miliardi di euro di fatturato è accompagnato da una crescita dell’1,4%, sensibilmente più contenuta rispetto alle espansioni a doppia cifra che avevano caratterizzato gli anni precedenti.

All’interno dello stesso risultato convivono inoltre la forza dell’alto di gamma e dell’export e le difficoltà della piccola nautica.

È probabilmente questa la chiave economica più significativa del Salone 2026.

Dopo una lunga stagione di sviluppo, l’industria nautica italiana entra in una fase nella quale la leadership conquistata sui mercati internazionali dovrà essere sostenuta attraverso innovazione, competenze, internazionalizzazione e capacità di rafforzare l’intera filiera.

Genova non è quindi soltanto il luogo nel quale presentare le nuove imbarcazioni. È uno dei principali punti di osservazione sulla competitività futura di un’industria nella quale manifattura, tecnologia e servizi si incontrano.

Ed è proprio questa integrazione a rendere la nautica uno dei comparti attraverso i quali leggere l’evoluzione dell’Economia del Mare italiana: una filiera fortemente orientata all’export, capace di detenere una leadership mondiale nell’alto di gamma e chiamata ora a consolidarla in uno scenario internazionale più complesso e selettivo.


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Roberta Busatto

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness – istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto “Space&Blue Made in Italy” con il suo Forum Space&Blue e del Progetto “Blue Forum Italia network”.


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