Alessandro Russo, consigliere della multiutility che continua a investire nel fotovoltaico: «La Regione avvii un gruppo di lavoro sugli interventi anti-sprechi»
«Le bollette più leggere si ottengono con prezzi dell’energia più vantaggiosi, attraverso le fonti rinnovabili, e la riduzione degli sprechi». Da un lato, in un piano industriale al 2030 di Magis, che sull’energia punta a produrre un terawattora, per l’80% da rinnovabili, nuovi impianti per aumentare la quota di energia Green su quanto viene venduto ai clienti (che dagli attuali 940 mila saliranno a 1,2 milioni), perché quella è la produzione a prezzi stabili, con cui creare offerte a prezzi più bassi e bloccati. Dall’altro, sul fronte del taglio ai consumi, un tavolo coordinato dalla Regione con i General Contractor che svolgono gli interventi di efficienza energetica e la filiera di settore, per rilanciare i cantieri, magari con garanzie sugli investimenti al fianco degli incentivi.
Se una ricetta va trovata, per far fronte alla nuova ondata di rincari dei prezzi dell’energia in arrivo le due strade percorribili le ha ben presenti Alessandro Russo, consigliere delegato di Magis, la multiutility frutto della fusione tra Agsm Verona e Aim Vicenza. E passano per l’aumento delle produzioni da rinnovabili – dove, secondo i dati Gse a marzo 2026, il Veneto è la seconda regione in Italia per fotovoltaico installato, 4.639 megawatt secondi soli ai 6.221 della Lombardia – e il taglio dei consumi, attraverso l’efficienza.
Un discorso che cade, nel caso di Magis, subito dopo l’inaugurazione, martedì, dell’impianto fotovoltaico su una cava ed ex discarica a Trissino, nel Vicentino, il più grande in Veneto per la società, e anche il più grande in regione su un’area dismessa, 10 milioni di euro d’investimenti su un progetto fatto in casa con la propria società d’ingegneria, per 9 megawatt di potenza.
«Sull’energia siamo tra i primi dieci operatori nazionali, il più importante basato in Veneto, attivo su produzione, distribuzione e vendita. Siamo i principali fornitori nazionali della pubblica amministrazione e abbiamo un rapporto forte con privati e piccole imprese, essendo tra i primi fornitori nazionali degli artigiani – dice Russo, facendo la fotografia di Magis sul fronte energia -. Abbiamo produzione sia da idroelettrico, che da fotovoltaico, per 100 megawatt, che da eolico, con una quota simile, con impianti in Puglia, Toscana e Veneto. Nel piano industriale ci sono investimenti nelle rinnovabili per 508 milioni e siamo a due terzi delle realizzazioni previste su impianti Green e potenziamento delle infrastrutture».
Sulle rinnovabili puntate anche per tagliare i prezzi.
«Le fluttuazioni di quelli di petrolio e gas rendono chiaro che la produzione da rinnovabili non è più solo amica dell’ambiente, ma anche dei costi e della stabilità dei prezzi. Il nostro piano industriale, con la crescita delle rinnovabili, è basato sul fatto che un impianto fotovoltaico ci dà certezze per vent’anni sui costi di produzione. Queste quote ci consentono di accoppiare sempre più produzione e vendita di energia, favorendo offerte a prezzo fisso con scadenze lunghe, specie per privati e piccole imprese».
Qual è la quota di rinnovabili a cui puntate?
«Produciamo tra il 10 e il 15% dell’energia che vendiamo e a fine piano arriveremo al 25%. È una fetta molto rilevante: significa, al 2030, raddoppiare la quota di energia prodotta su quella venduta, perché nel frattempo aumenteranno anche i clienti. E vuol dire bloccare i costi su un quarto dell’energia che vendiamo, contenendo le fluttazioni di prezzo».
E quindi sul fronte delle offerte come vi muoverete?
«Già a metà ottobre usciremo con un’offerta a prezzo fisso per tre anni, a costi più bassi di quelli previsti per la stagione invernale 2026-’27».
È la necessità concreta di risparmiare sui costi dell’energia, anche per le imprese, a fare del Veneto la seconda regione fotovoltaica?
«Il Veneto ha mostrato in questi anni di riuscire ad installarne più di altre. È successo, perché c’è una normativa regionale che ha individuato in maniera chiara le aree disponibili, aiutando così a chiudere trattative e permessi in tempi congrui. La nostra priorità è di sfruttare, come a Trissino, le aree che non possono essere usate per altri fini e in ogni caso di costruire patti con le comunità locali. Così ad esempio l’impianto di Trissino, insieme ad altri nel Vicentino, verrà conferito in una società con i Comuni per condividere gli utili».
Battete poi sul risparmio dei costi che passa per il taglio dei consumi.
«Il costo dell’energia è dato dal prezzo e dal consumo. Molte abitazioni ed edifici pubblici sono inefficienti, nodo che riguarda anche le piccole imprese. L’efficientamento energetico ha accelerato con Superbonus e Pnrr, ma gli interventi sono ora a fine corsa, e le nostre filiere locali, molto forti, rischiano di trovarsi in una fase di difficoltà. Vediamo un’opportunità per definire una via veneta per incentivare gli interventi di efficienza energetica, in un tavolo tra operatori coordinato dalla Regione».
Cosa avete in mente?
«Ovviamente i tavoli si fanno per decidere insieme. Ma penso in prima battuta a due leve: o a incentivi da affiancare a quelli nazionali, come la Regione ha fatto sui progetti per il teleriscaldamento, o a garanzie sul rientro degli investimenti, sui cui potrebbe agire con la sua finanziaria Veneto Sviluppo. Spesso è proprio l’assenza di queste garanzie a frenare gli investimenti».
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link





