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Napoli – Il panorama politico e culturale italiano si arricchisce di un nuovo, ambizioso e capillarmente organizzato protagonista. Dopo mesi di intenso e silenzioso lavoro dietro le quinte per strutturare una solida intelaiatura a livello regionale e provinciale, il Centro Studi Rinascimento Nazionale, guidato con fermezza dal presidente Luca Sforzini, ha ufficialmente deciso di uscire allo scoperto e di mostrare pubblicamente la propria muscolatura organizzativa.
La decisione di accelerare i tempi della presentazione pubblica dell’intera organizzazione territoriale nazionale non nasce a caso, ma è stata fortemente stimolata dalle recenti e accese polemiche divampate a Genova. In terra ligure, infatti, si era sollevato un fastidioso e pretestuoso polverone mediatico in merito a delle presunte e inesistenti “sovrapposizioni” operative tra le neonate strutture territoriali di Futuro Nazionale e i Circoli indipendenti del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Per spazzare via ogni residuo dubbio, evitare strumentalizzazioni giornalistiche e marcare una nettissima linea di demarcazione politica e gestionale, i vertici del think tank hanno rotto gli indugi. La prima e attesissima tappa di questo grande tour di disvelamento nazionale andrà in scena nel cuore del Mezzogiorno: venerdì 16 ottobre, a partire dalle ore 15:30, la città di Napoli ospiterà la conferenza stampa di presentazione pubblica del Circolo della Campania del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Non si tratterà, tengono a precisare gli organizzatori, del semplice annuncio della genesi di un comitato locale, bensì della vera e propria ostensione ufficiale di una macchina già perfettamente oliata: durante l’evento partenopeo verranno infatti resi noti i nomi dei responsabili, i capisaldi organizzativi, le rigide modalità di funzionamento interno e il fittissimo calendario delle prime attività pubbliche sul territorio.

Nessuna sovrapposizione con Futuro Nazionale: l’autonomia dei Circoli

Il presidente Luca Sforzini ha colto l’occasione del lancio campano per fare un’operazione di assoluta chiarezza strutturale, spegnendo sul nascere qualsiasi tipo di fraintendimento o dietrologia politica.
«La Campania non rappresenta in alcun modo un episodio isolato o uno scatto in avanti non concordato», ha precisato Sforzini con toni perentori. «I Circoli territoriali del Centro Studi sono, in realtà, già pronti e operativi in tutta Italia. Da questo momento in poi, regione dopo regione, si presenteranno progressivamente e pubblicamente attraverso apposite conferenze stampa, rendendo noti i propri responsabili locali e dando contestualmente avvio alle innumerevoli attività sui rispettivi territori». L’incidente diplomatico ligure, paradossalmente, si è trasformato in un clamoroso assist per ribadire la totale autonomia dell’ente. «Quanto accaduto recentemente in Liguria ci offre anzi la ghiottissima occasione per spiegare a tutti, con ancora maggiore forza e chiarezza, la natura intrinseca di questa nostra organizzazione. I Circoli di Rinascimento Nazionale appartengono in modo esclusivo e insindacabile al Centro Studi Rinascimento Nazionale. Voglio che sia chiaro: non sono e non saranno mai comitati di Futuro Nazionale, non sono sezioni di alcun partito politico, non sono strutture parallele o satelliti di altre organizzazioni e, soprattutto, non dipendono gerarchicamente da alcun soggetto esterno a noi».

Il distacco e l’identità: le appartenenze restano individuali

La storia recente aveva effettivamente visto il think tank di Sforzini orbitare intorno all’universo politico di Futuro Nazionale, fornendo un apporto intellettuale di primissimo livello, ma il presidente ci tiene a sottolineare come i confini operativi siano sempre stati nettamente delineati e rispettati.
«È innegabile che il Centro Studi abbia collaborato proficuamente con Futuro Nazionale e che, per un certo periodo di tempo, ne sia stato il think tank di riferimento assoluto», ammette candidamente Sforzini. «Tuttavia, mantenendo fede ai nostri principi fondativi, abbiamo sempre mantenuto una nostra piena, totale e intoccabile autonomia statutaria, organizzativa, logistica, economica e finanziaria. Ed è proprio grazie a questa inossidabile autonomia che oggi la nostra rete territoriale è in grado di proseguire il proprio percorso in modo indipendente, senza subire alcuna soluzione di continuità, rilanciando anzi la propria azione con ancora maggior forza e determinazione». Sforzini chiarisce poi un concetto giuridico e politico elementare, spesso ignorato dai detrattori: «Il fatto che singole persone fisiche possano contemporaneamente possedere la tessera di un partito e, al tempo stesso, partecipare attivamente alle lodevoli attività culturali di un centro studi, non determina assolutamente alcuna sovrapposizione formale tra le due organizzazioni. Le appartenenze individuali restano tali. Le organizzazioni restano rigidamente distinte. Questa è una regola aurea che valeva ieri, che vale rigorosamente oggi e che varrà, naturalmente, anche per tutti gli altri Circoli che presenteremo nelle prossime settimane».

Una destra per il XXI secolo: oltre le nostalgie del Novecento

Ma qual è, nel concreto, l’offerta politica e il retroterra ideologico che Rinascimento Nazionale intende portare all’attenzione dell’elettorato e della classe dirigente italiana? Sforzini delinea il ritratto di un think tank modernissimo, pragmatico e proiettato inesorabilmente verso le sfide del futuro.
«Noi non stiamo iniziando oggi a costruire una rete nazionale, perché questa rete esiste ed è già viva. Ora cominciamo semplicemente a renderla pubblicamente visibile», spiega il presidente. Il manifesto politico è tanto chiaro quanto ambizioso: «Rinascimento Nazionale vuole essere un grande hub, un luogo fisico e intellettuale nel quale possano incontrarsi liberamente persone provenienti da esperienze politiche, professionali e culturali profondamente diverse tra loro. Ciò che deve accomunarle è la granitica volontà di elaborare e proporre al Paese un’agenda per una vera destra del XXI secolo». Sforzini rifiuta categoricamente l’etichetta di conservatorismo polveroso, delineando i tratti di un movimento «nazionale e liberale, fermamente occidentale, forte nel garantire le funzioni essenziali dello Stato ma ferocemente contraria all’imposizione di uno Stato etico». L’agenda tematica è vastissima e fissa le vere urgenze del domani: «Dobbiamo essere capaci di affrontare di petto questioni vitali come la sicurezza urbana, la gestione dei flussi di immigrazione, il progressivo impoverimento della nostra classe media, la premialità del merito scolastico e lavorativo, la valorizzazione delle nostre eccellenze, la crisi dell’energia, lo sviluppo della tecnologia e le immense sfide etiche dell’intelligenza artificiale. Tutto questo», conclude causticamente Sforzini, «bisogna farlo guardando avanti, senza cercare continuamente in maniera patetica nel Novecento o nelle vuote nostalgie del passato le risposte ai complessi problemi del futuro. Partiamo da Napoli e conquisteremo presto le altre regioni. Non apriamo sezioni di partito, sveliamo una rete autonoma già grande e matura».


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