Riaprire i Giardini Virgilio e prepararne una nuova gestione attraverso una gara pubblica. È la strada scelta dal Comune di Taranto dopo la chiusura dell’attività, il contenzioso amministrativo e il pronunciamento del Consiglio di Stato.
Palazzo di Città sta predisponendo un’istanza alla Procura per chiedere il dissequestro delle strutture presenti nell’area tra viale Magna Grecia e viale Virgilio. Parallelamente, l’Amministrazione vuole restituire ai cittadini le aree verdi non interessate dal sequestro.
L’obiettivo successivo è arrivare, possibilmente già in autunno, a una nuova gara per una concessione pluriennale della gestione, attraverso un partenariato pubblico-privato.
La chiusura
La vicenda è arrivata a un punto di svolta dopo una primavera segnata dalla chiusura dell’attività e dal contenzioso.
L’8 aprile 2026 il Comune ha revocato le licenze e disposto la chiusura. Il 21 aprile è arrivata l’ordinanza di sgombero immediato, firmata dalla dirigente della Direzione Patrimonio e Demanio, Maria De Florio. Nel provvedimento il Comune riteneva conclusa la concessione ed escludeva la possibilità di un rinnovo tacito.
L’Amministrazione richiamava un precedente preavviso di risoluzione, notificato il 22 aprile 2025, per le criticità allora rilevate e, in particolare, per la presenza di strutture esterne non autorizzate individuate dai tecnici comunali.
Secondo il Comune, un eventuale prolungamento del rapporto avrebbe richiesto un provvedimento motivato, il regolare pagamento del canone e un espresso parere favorevole della Giunta.
Nel provvedimento veniva inoltre contestata una morosità di 22.661,04 euro, residuo di un precedente accordo di rateizzazione non interamente saldato nonostante i solleciti.
Il contenzioso
La società concessionaria, SERGEN S.r.l., ha impugnato i provvedimenti comunali. Il 22 aprile il TAR di Lecce ha inizialmente sospeso lo sgombero. Il 14 maggio, però, ha respinto la richiesta cautelare, richiamando la scadenza della concessione e le criticità emerse dai controlli dei NAS e dalle indagini della Procura.
La società si è quindi rivolta al Consiglio di Stato. Il 23 maggio i giudici hanno respinto la richiesta urgente di riapertura.
La fase cautelare si è conclusa il 16 giugno 2026, con il respingimento dell’appello. Nell’ordinanza il Consiglio di Stato ha richiamato la scadenza del titolo concessorio e la necessità di garantire trasparenza e concorrenza nell’assegnazione dell’area. I giudici hanno inoltre considerato il sequestro di circa l’80% del compendio nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Taranto per presunti abusi edilizi.
In questa fase, secondo il Consiglio di Stato, l’interesse del privato risulta recessivo rispetto a quello pubblico.
Le contestazioni dell’inchiesta
Negli atti dell’inchiesta compare anche una dichiarazione resa agli investigatori da una dirigente comunale.
Secondo quanto riferito agli inquirenti, Palmisano avrebbe sostenuto di avere eliminato gli abusi contestati e di avere iniziato a pagare gli arretrati. Una versione che, secondo gli investigatori, non sarebbe risultata corrispondente alla situazione accertata.
Gli inquirenti avrebbero interpretato la condotta come un tentativo di mantenere in essere la gestione dell’area nonostante le contestazioni.
Si tratta di valutazioni investigative, da tenere distinte dagli eventuali successivi accertamenti giudiziari.
La riapertura
Ora il Comune guarda alla restituzione del parco.
La Giunta Bitetti ha approvato all’unanimità, il 29 luglio, un atto di indirizzo che indica due priorità: rendere nuovamente fruibile la parte verde non interessata dal sequestro e avviare il percorso per una nuova concessione di lungo periodo.
La riapertura potrebbe avvenire già nelle prossime settimane. Alcune zone potrebbero però rimanere temporaneamente interdette o delimitate, in attesa degli interventi necessari a garantire la sicurezza.
Kyma Servizi ha eseguito lavori di messa in sicurezza, in particolare sui muretti a secco. Si sta provvedendo anche a rimuovere un albero caduto. L’assessorato al Patrimonio, guidato da Luana Riso, insieme alla Direzione Ambiente, ha inoltre effettuato verifiche sulle condizioni di alcuni alberi.
L’ipotesi è quindi quella di una riapertura graduale delle aree utilizzabili.
La nuova concessione
Il secondo fronte è quello della gestione futura.
L’atto di indirizzo affida alla Direzione Patrimonio e Demanio la predisposizione degli atti necessari per una nuova procedura di affidamento pluriennale. L’ipotesi è quella di un partenariato pubblico-privato previsto dall’articolo 193 del nuovo Codice degli Appalti.
Il Comune non vuole predeterminare tutte le attività da insediare. La procedura dovrebbe consentire agli operatori economici di presentare un progetto complessivo per la valorizzazione del compendio, mettendo insieme sostenibilità economica, servizi, patrimonio comunale e fruizione pubblica.
Non soltanto, quindi, un nuovo gestore, ma un progetto per il futuro dei Giardini Virgilio.
La partita che si apre
La delibera della Giunta non è ancora il bando di gara. È un atto di indirizzo al quale dovranno seguire gli atti tecnici e amministrativi necessari.
Prima della gara resta il passaggio del dissequestro. Il Comune dovrà presentare alla Procura l’istanza per ottenere la restituzione delle strutture sottoposte a vincolo.
Il percorso è dunque appena iniziato. Ma dopo la chiusura dell’attività e il contenzioso amministrativo, Palazzo di Città ha indicato una direzione precisa: riaprire ciò che può essere restituito alla città e costruire, attraverso una procedura pubblica, il nuovo modello di gestione.
La partita, a questo punto, non è più soltanto quella della vecchia concessione. È stabilire chi, con quale progetto e a quali condizioni, potrà gestire in futuro i Giardini Virgilio.
*sull’argomento leggi I Giardini Virgilio restano chiusi
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