STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Due milioni e mezzo di potenziali debiti. Quello più importante pari a 940 mila euro riguarda la richiesta di un ex dipendente che rivendica mansioni superiori oltre a 40 mila euro di ferie non godute. Senza considerare debiti maturati nei confronti di professionisti, affitti non incassati e una miriade di cause che vanno avanti da anni (se non decenni).
Un consiglio comunale aperto acceso, teso, con momenti di forte tensione quello che si è tenuto ieri sera a Milazzo, quando in aula è stata discussa la situazione finanziaria della Fondazione “Barone Giuseppe Lucifero di S. Nicolò”, storico ente benefico cittadino che gestisce beni e servizi rivolti ai bambini bisognosi della città. A prendere la parola, davanti a un’aula gremita e a un dibattito che si è acceso particolarmente, è stato il commissario straordinario Francesco Mangano, chiamato dalla Regione a guidare l’ente dall’agosto del 2024 a cui alcuni consiglieri chiedevano conto di debiti maturati quando a far parte del cda erano altri componenti tra cui ex amministratori comunali. «Cosa ha fatto lei in questi due anni?», è stata la domanda più ricorrente. Ed ecco la relazione.
Un debito potenziale da oltre 2 milioni di euro. Il dato che più ha colpito la platea è quello riassuntivo: secondo quanto riferito da Mangano, la Fondazione si trova davanti a un potenziale debito da ripianare che sfiora i 2 milioni e 419 mila euro. Una cifra che, ha spiegato il commissario, delinea “un’ipotesi di dissesto finanziario in corso”, evitabile solo attraverso una gestione oculata della spesa, transazioni con i creditori e una diversificazione delle entrate.
Un quadro che si aggiunge a una situazione già di per sé delicata: al suo insediamento, nell’agosto 2024, Mangano ha trovato un ente privo persino del Revisore dei Conti e con anni di bilanci mai approvati, tra consuntivi e preventivi arretrati. Il conto consuntivo del 2022, approvato solo nel settembre 2024, presentava un disavanzo di quasi 740 mila euro. Quello del 2025, chiuso più di recente, mostra invece un disavanzo più contenuto, di poco più di 9 mila euro, ma la fotografia complessiva resta preoccupante: a fronte di entrate accertate per circa 446 mila euro, la liquidità realmente disponibile in cassa si ferma a poco più di 224 mila euro, mentre le uscite previste per il 2026 sfiorano i 628 mila euro.
Immobili abbandonati e contenziosi infiniti. Gran parte del malessere finanziario della Fondazione nasce dalla gestione del suo consistente patrimonio immobiliare, disseminato tra Capo Milazzo e varie contrade mamertine. Una parte importante di questi beni, ha ricordato Mangano, è oggi concessa in comodato d’uso gratuito – e quindi non produce alcun reddito – mentre un’altra porzione, altrettanto consistente, risulta di fatto inagibile o abbandonata.
Tra i casi più critici, il commissario ha citato lo storico locale “Il Faro“, il cui canone d’affitto risulta sospeso da decenni per un contenzioso mai risolto, così come un terreno alle sue spalle, ormai in stato di rovina e senza alcuna entrata. Stessa sorte per un fabbricato in via Scopari e per altri immobili vicini al palazzetto dello sport, tutti gravati da contenziosi e privi di introiti. A questi si aggiungono beni ormai fatiscenti come il fabbricato “Cirucco”, il Palazzo Marina Garibaldi, le serre abbandonate e i terreni del Fondo Rotolo e del Fondo Faraone-Olivarella. Anche la cappella gentilizia di contrada Baronia non produce reddito e sta anzi generando costi rilevanti, legati al trasferimento dei dipinti al Museo di Messina.
Sul fronte dei contenziosi pesa in particolare la causa ventennale con il Ministero della Difesa relativa proprio all’immobile del Faro, che continua a generare spese legali significative per la Fondazione.
Le richieste dei dipendenti: 940 mila euro per mansioni superiori. Tra i punti che hanno destato maggiore sorpresa in aula ci sono le richieste economiche avanzate da alcuni dipendenti della Fondazione. Il caso più eclatante riguarda una richiesta per lo svolgimento di mansioni superiori, cristallizzata attraverso una mediazione civile, che vale da sola quasi 940 mila euro. Un altro dipendente ha invece ottenuto un decreto ingiuntivo per 25 anni di ferie non godute, per un valore di 40 mila euro, mentre un’ulteriore richiesta riguarda un’indennità di risultato maturata in cinque anni, quantificata in 20 mila euro.
Non va meglio sul fronte degli affittuari: uno di questi risulta debitore della Fondazione per 12.500 euro, ma ha a sua volta avanzato una richiesta di risarcimento danni da 200 mila euro, per un valore complessivo in contenzioso che sfiora i 212.500 euro. A questo si sommano altre transazioni legali già concordate con diversi avvocati, per centinaia di migliaia di euro, oltre a debiti pregressi con il Fisco: 100 mila euro di Ires arretrata e ben 500 mila euro di Imu non versata negli anni passati.
Un’aula divisa, il sindaco lascia la seduta. La lettura della relazione da parte del commissario Mangano ha acceso gli animi in un’aula consiliare già di per sé sensibile al tema, storicamente legato a una delle istituzioni benefiche più identitarie della città. Non sono mancati momenti di scontro diretto tra lo stesso Mangano e il sindaco Pippo Midili, con toni che si sono progressivamente inaspriti fino a quando il primo cittadino ha scelto di lasciare l’aula senza prima non anticipare che con le economie comunali si tenterà di far proseguire il progetto Gigliopoli che il commissario non può più finanziare a causa della crisi economica dell’ente.
A promuovere la seduta straordinaria era stato il consigliere Gioacchino Abbriano, che ha aperto il dibattito insieme agli altri interventi in aula, tra cui quelli dei consiglieri Lydia Russo, Lorenzo Italiano, Alisia Sottile, Giovanni Di Bella, Giuseppe Russo a testimonianza di un interesse trasversale verso una vicenda che riguarda da vicino il futuro di un ente che, come ricordato dallo stesso commissario, appartiene “ai bambini bisognosi di Milazzo e, di conseguenza, all’intera comunità milazzese”.
Le collaborazioni con il Comune
Nella sua relazione, Mangano ha comunque tenuto a sottolineare anche gli aspetti di collaborazione avviati con l’amministrazione comunale fin dal suo insediamento, in linea con la normativa che regola le Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza. Tra i progetti condivisi, ancora in attesa di un protocollo d’intesa formale, figurano il parcheggio di Capo Milazzo, la cessione di una porzione di terreno per la realizzazione di una via di fuga del palazzetto dello sport di Fondaco Pagliaro, e l’ipotesi – ancora al vaglio del Comune – di destinare un’area adiacente al palazzetto a un nuovo campo sportivo cittadino, attualmente in vendita da parte della Fondazione. È stato inoltre già sottoscritto, su richiesta del Comune, un regolamento sui sentieri naturalistici in collaborazione con l’Area Marina Protetta di Capo Milazzo.
Resta ora da capire quali decisioni verranno prese nelle prossime settimane per evitare che l’ipotesi di dissesto, più volte richiamata dal commissario, si trasformi in realtà.
LO SAPEVI CHE….Il sindaco Midili stamattina ha scritto alla Regione chiedendo di nominare al più presto il nuovo cda della Lucifero anche se l’attuale commissario ha avuto prorogato l’incarico fino a gennaio. In realtà già da settimane all’Assessorato alla Famiglia le nomine sono pronte e dovrebbero essere ufficializzate entro fine mese. Il cda, però, non sarebbe composto da 5 componenti ma da 3 (Comune, Regione e Provveditorato). A farne parte sarebbero Salvatore Gitto, candidato nelle liste a sostegno del sindaco, e Alessandro Greco, dirigente scolastico del III Istituto Comprensivo di Milazzo.
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