Il Fondo Minibond Puglia non è per tutti, e conviene dirlo subito: se la tua impresa ha chiuso l’ultimo bilancio con meno di 5 milioni di euro di ricavi delle vendite, oppure è una microimpresa, la candidatura non passa il primo controllo. Per chi la supera, il meccanismo è diverso da quello di un bando a contributo: la Regione garantisce le prime perdite di un portafoglio di minibond (prestiti obbligazionari emessi da imprese non quotate) da 2 a 20 milioni ciascuno, e il vantaggio arriva all’impresa come cedola più bassa. Puglia Sviluppo, che gestisce il Fondo, accetta le manifestazioni di interesse via PEC dal 4 giugno 2026, in ordine di arrivo e senza una data di chiusura.
Prima di sentire un arranger servono due conti che l’invito lascia fare all’impresa: se l’ultimo bilancio regge gli indici dell’art. 3 e quanto plafond de minimis si mangia la garanzia. Più sotto li facciamo su quattro aziende tipo e su quattro scenari di minibond, insieme alla sovvenzione sui costi di emissione riservata alle PMI e alle due misure con cui questa viene confusa.
Il Fondo Minibond Puglia in breve
- Cosa è: una garanzia pubblica di portafoglio sui minibond (basket bond), non un prestito della Regione e non un contributo sull’investimento.
- Per chi: PMI non micro e Small MidCap, società di capitali o cooperative, con almeno 5 milioni di ricavi nell’ultimo bilancio approvato e sede in Puglia prima dell’emissione.
- Quanto: minibond da 2 a 20 milioni, fino a 7 anni; garanzia fino al 25% del portafoglio; per le sole PMI, sovvenzione fino al 50% su alcuni costi di emissione.
- Quando: sportello aperto dal 4 giugno 2026, nessuna data di chiusura fissata al 13 ottobre 2026.
- Come: PEC a Puglia Sviluppo con gli allegati B, B1, B2, B3 e l’ultimo bilancio; poi la valutazione dell’arranger e degli investitori.
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80 mln€Garanzia sulle prime perdite di un portafoglio fino a 320 milioni
20 mln€Importo massimo del singolo minibond (minimo 2 milioni), fino a 7 anni
5 mln€Ricavi minimi (voce A1) nell’ultimo bilancio approvato
| Voce | Cosa prevede | Dove sta scritto |
|---|---|---|
| Misura | Fondo Minibond Puglia 2021-2027, invito a manifestare interesse per l’emissione di minibond | Det. del Presidente del CdA di Puglia Sviluppo n. 29 del 26/05/2026, BURP n. 44 del 04/06/2026 |
| Atto istitutivo | DGR n. 1242 dell’11/08/2025: 83.597.711,63 euro di rientri della programmazione 2014-2020, inquadrati nell’Azione 1.11 del PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027 | BURP n. 72 dell’08/09/2025 |
| Gestore e arranger | Puglia Sviluppo S.p.A. S.B. gestisce il Fondo; Banca Sella S.p.A. struttura le emissioni | Det. 22 del 20/03/2026 per l’arranger |
| Garanzia | 80 milioni sulle prime perdite di un portafoglio fino a 320 milioni: al massimo il 25% del portafoglio, fino al 100% della perdita sul singolo titolo | Invito, art. 1 c. 6 lett. d, e, f; art. 6 c. 2; Det. 29/2026, «Considerato che» (80 milioni) |
| Regime di aiuto | PMI: art. 21 par. 18 del Reg. (UE) 651/2014 (GBER) con l’aiuto misurato in de minimis (Reg. UE 2023/2831); Small MidCap: garanzia a prezzo di mercato, nessun aiuto; sovvenzione PMI: art. 24 GBER | Invito, art. 8 |
| Massimale | 300.000 euro di de minimis per impresa unica nell’arco di tre anni | Invito, art. 9 |
| Stato | Aperto dal 04/06/2026, a sportello in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse; chiusura da comunicare da parte di Puglia Sviluppo | Invito, artt. 6 c. 1 e 13 c. 3; scheda di Sistema Puglia («fino ad esaurimento delle risorse disponibili»); verificato il 13/10/2026 |
Non confondere il Fondo Minibond Puglia con altre due misure
Il nome è lo stesso di un fondo regionale precedente, e il meccanismo è lo stesso del Basket Bond Lombardia. Chi cerca informazioni trova pagine che parlano di una delle due e le applica a questa, con soglie e arranger sbagliati. Le differenze che decidono se rientri sono queste.
| Voce | Fondo Minibond Puglia 2021-2027 | Fondo Minibond Puglia 2014-2020 | Basket Bond Lombardia |
|---|---|---|---|
| Stato | Aperto dal 4 giugno 2026 | Chiuso il 31/12/2023, secondo Puglia Sviluppo | Misura della Regione Lombardia, con sportello e atti propri |
| Chi può emettere | PMI non micro e Small MidCap | Solo PMI | PMI non micro |
| Importo del minibond | Da 2 a 20 milioni | Edizione diversa: non vale per l’avviso in corso | Da 1,5 a 10 milioni |
| Arranger | Banca Sella | UniCredit | Un arranger diverso, previsto dall’avviso lombardo |
| Rating | Facoltativo: un rating B+ o superiore sostituisce i tre indici di bilancio | Regole dell’edizione chiusa, da non applicare | Almeno BB, obbligatorio prima della concessione della garanzia; alla domanda può bastare il test sui bilanci (fatturato 5 milioni, PFN/EBITDA sotto 5, PFN/PN sotto 3, EBITDA oltre il 4%) |
| Garanzia | Prime perdite fino al 25% del portafoglio | Fondo da 40 milioni | Stessa logica: prime perdite entro il 25% del portafoglio |
Attenzione alle guide vecchie. Se leggi di UniCredit come arranger, di un fondo «solo per PMI» o di un avviso del 2021 che apriva a costruzioni, ingrosso e startup, stai leggendo dell’edizione 2014-2020, che è chiusa. Per una PMI lombarda, o per chi investe in Lombardia, la misura da guardare è il Basket Bond Lombardia, con le sue soglie da 1,5 a 10 milioni e il rating BB obbligatorio prima della garanzia.
Come funziona la garanzia del Fondo Minibond Puglia
L’impresa emette un minibond nuovo, senior e non convertibile. Lo sottoscrivono gli investitori (banche, SGR, SICAV, intermediari dell’art. 106 del Testo unico bancario, altri investitori istituzionali, enti pubblici con risorse proprie) oppure una società veicolo di cartolarizzazione, che a sua volta colloca i propri titoli presso l’arranger o altri investitori. Puglia Sviluppo non sottoscrive i minibond e non decide il credito: sul merito di credito l’ultima parola è degli investitori, «in piena autonomia e discrezionalità», fino al giorno dell’emissione (art. 6 c. 1).
Il Fondo entra dopo, sul portafoglio. Copre le prime perdite (la cosiddetta tranche junior) fino al 25% degli investimenti complessivi del portafoglio garantito, e dentro quel tetto può rimborsare fino al 100% della perdita su un singolo titolo. Se a fine costruzione il portafoglio vale 200 milioni, la garanzia copre perdite fino a 50 milioni; con il portafoglio pieno da 320 milioni arriva agli 80 milioni destinati alla garanzia. Il rapporto fra i due numeri è 4, ed è il senso della frase dell’assessore nel comunicato di Puglia Sviluppo del 9 ottobre che citiamo qui sotto: «la dotazione da 80 milioni di euro può attivare fino a 320 milioni di euro di finanziamenti». Ma «fino a 320 milioni» è un tetto, non una somma già destinata alle imprese.
Per l’impresa il beneficio non è un incasso: è un tasso più basso di quello che pagherebbe senza garanzia. Quanto più basso l’invito non lo dice. Il costo complessivo lo stima l’arranger su condizioni di mercato, rischio dell’impresa e costi di strutturazione, con la possibilità di premi o penalità legati a obiettivi ESG (art. 4 c. 4).
L’ultimo dato pubblico sull’andamento è nel comunicato di Puglia Sviluppo del 9 ottobre 2026: l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Eugenio Di Sciascio, parla di 21 domande per oltre 131 milioni di euro nei primi quattro mesi. Sono richieste, non emissioni: rispetto ai 320 milioni di portafoglio valgono circa il 41% della capienza, ma quante candidature abbiano superato i controlli e quante siano arrivate all’emissione non è pubblicato, quindi una stima delle risorse rimaste non si può fare.
Requisiti del Fondo Minibond Puglia: dimensione, bilancio e settore
I requisiti si leggono all’art. 3 dell’invito e si verificano alla presentazione della candidatura, salvo la sede in Puglia, che deve esserci prima dell’emissione.
Requisiti del Fondo Minibond Puglia in sintesi
| Requisito | Cosa chiede l’invito | Fonte |
|---|---|---|
| Forma giuridica | Società di capitali, cooperativa a responsabilità limitata o per azioni, iscritta al Registro imprese, diversa dalle banche | Invito, art. 3 c. 1 |
| Dimensione | PMI secondo la Raccomandazione 2003/361/CE, escluse le microimprese, oppure Small MidCap: non PMI, fino a 499 dipendenti (l’invito dice «non superi le 499 unità», il modulo B2 «meno di 499»: a 499 esatti, secondo noi, vale l’invito), fatturato fino a 100 milioni o bilancio fino a 86 milioni | Invito, art. 1 c. 6 lett. j; art. 3 c. 1 |
| Sede | Legale o operativa in Puglia prima della data di emissione del minibond | Invito, art. 3 c. 1 lett. a |
| Stato dell’impresa | Non quotata in un mercato regolamentato, non in difficoltà | Invito, art. 3 c. 1 lett. b |
| Fatturato | Almeno 5.000.000 di euro di ricavi delle vendite e delle prestazioni (voce A1) nell’ultimo bilancio approvato | Invito, art. 3 c. 1 lett. c; modulo B1 |
| Redditività | EBITDA pari almeno al 4% del fatturato | Invito, art. 3 c. 1 lett. d |
| Indebitamento | Posizione finanziaria netta inferiore a 5 volte l’EBITDA e a 3,5 volte il patrimonio netto | Invito, art. 3 c. 1 lett. e, f |
| Alternativa agli indici | Rating B+ o superiore (scala S&P o equivalente), in corso di validità, rilasciato da un’agenzia riconosciuta dall’ESMA; sostituisce redditività e indebitamento, non il fatturato | Invito, art. 3 c. 2 |
| Minibond | Nuova emissione da 2 a 20 milioni, durata massima 7 anni, compreso un eventuale preammortamento massimo di «12-24 mesi» | Invito, art. 4 c. 2 e 3 |
Puoi riprendere questa tabella citando come fonte l’invito pubblicato sul BURP n. 44 del 4 giugno 2026. Lo stesso schema applicato in Lombardia ha regole diverse: rating BB obbligatorio prima della garanzia e minibond più piccoli, da 1,5 a 10 milioni.
Microimpresa anche con 5 milioni di fatturato
Il fatturato da solo non fa uscire dalla microimpresa. Un’impresa con meno di 10 occupati e un totale di bilancio fino a 2 milioni resta microimpresa anche se fattura 5 milioni o più, e la micro è esclusa. Può capitare, per fare un esempio, a un distributore che lavora con margini bassi e poco attivo: tanto fatturato, poco stato patrimoniale. E la qualifica cambia solo se le soglie si superano per due esercizi consecutivi (Raccomandazione 2003/361/CE, allegato, art. 4 par. 2): chi è cresciuto nell’ultimo anno può essere ancora micro. Il conto va fatto sommando i dati delle imprese associate e collegate, ed è la dichiarazione sostitutiva dell’allegato B2 a fissarlo; come si sommano i dati di gruppo lo spieghiamo nella guida su come si calcola la dimensione d’impresa tra collegate e associate.
Gruppi e imprese innovative senza bilanci
Se l’impresa che emette non raggiunge da sola fatturato o indici, può far valere il bilancio consolidato del gruppo. Alla candidatura basta una situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’intero gruppo; ai fini dell’ammissibilità, e comunque prima dell’emissione, serve un bilancio consolidato di gruppo approvato, depositato e certificato (art. 3 c. 3 e FAQ n. 1 su Sistema Puglia). Un’impresa innovativa che non ha ancora bilanci entra se è partecipata per oltre il 50% da un’impresa con influenza dominante che i requisiti li ha (art. 3 c. 4).
Settori e progetti esclusi
L’invito ammette tutte le attività tranne quelle dell’art. 5. Fra le esclusioni: pesca e acquacoltura, produzione primaria agricola, carbone, commercio al dettaglio, armi, gioco d’azzardo, scommesse e pornografia, tabacco, la sezione D dell’ATECO (energia) salvo le eccezioni elencate, la sezione E (acqua e rifiuti) salvo l’allegato A1, e i codici 10.11.00 e 10.12.00 della lavorazione delle carni. Restano fuori anche le imprese che non hanno rimborsato aiuti illegali, quelle con una revoca totale di agevolazioni regionali negli ultimi sei anni (salvo rinuncia), chi è inadempiente su altri prestiti o leasing, i progetti che non rispettano il principio DNSH (non arrecare danno significativo all’ambiente) e le attività connesse all’esportazione.
Commercio: il dettaglio è fuori, l’ingrosso no. Il commercio al dettaglio è escluso dall’art. 5 c. 1 lett. i. L’ingrosso non compare fra le esclusioni del 2021-2027. Se la tua impresa fa entrambe le cose, conviene chiarire con Puglia Sviluppo su quale attività si misura il progetto prima di spendere in rating e consulenze.
Il test sui bilanci: quattro aziende tipo
Gli indici dell’art. 3 si calcolano sull’ultimo bilancio approvato, e lì si capisce subito se ha senso andare avanti. Abbiamo costruito quattro aziende di esempio, con numeri inventati ma verosimili, per mostrare dove si inciampa.
| Azienda di esempio | Dati dell’ultimo bilancio | Esito del test | Cosa può fare |
|---|---|---|---|
| A, manifattura, 45 addetti | Ricavi A1 8.000.000; EBITDA 640.000 (8,0%); PFN 2.000.000 (3,1 volte l’EBITDA); patrimonio netto 1.500.000 (PFN 1,3 volte) | Passa su tutti e quattro i requisiti | Candidatura con il bilancio, senza bisogno di rating |
| B, servizi, 60 addetti | Ricavi A1 6.000.000; EBITDA 300.000 (5,0%); PFN 1.800.000 (6,0 volte l’EBITDA); patrimonio netto 900.000 (PFN 2,0 volte) | Non passa: la PFN vale 6 volte l’EBITDA, il limite è sotto 5 | Entra solo con un rating B+ o superiore, oppure con il consolidato di un gruppo che rispetta gli indici |
| C, ingrosso alimentare, 8 addetti | Ricavi A1 5.400.000; totale di bilancio 1.900.000; nessuna associata o collegata | Esclusa: è una microimpresa (se lo era anche nell’esercizio precedente) | Nessuna strada nel Fondo; le alternative sono più sotto |
| D, impiantistica, 30 addetti | Ricavi A1 4.850.000 più 400.000 di altri ricavi (voce A5): valore della produzione 5.250.000; rating BBB | Esclusa: conta la voce A1, sotto i 5 milioni | Il rating non sostituisce il fatturato; resta solo il consolidato di gruppo, se c’è |
Il caso D nasce da una confusione fra due voci del conto economico. Il valore della produzione comprende variazioni delle rimanenze, lavori in corso, incrementi per lavori interni e altri ricavi: il modulo B1 chiede invece i soli ricavi delle vendite e delle prestazioni. Il caso B è quello di un’impresa che ha investito di recente a debito: se non c’è un gruppo con un consolidato in regola, il rating diventa la sola porta, e ha un costo che va messo a budget prima di sapere se l’operazione si farà.
Consiglio operativo. Rifai il test sull’ultimo bilancio approvato, non sulla situazione infrannuale, e tieni la situazione aggiornata come secondo allegato: l’invito le chiede entrambe (art. 13 c. 2). Se il bilancio dell’anno in corso migliorerà gli indici, valuta se aspettarne l’approvazione invece di candidarti con quello vecchio.
Se non arrivi a 5 milioni o sei una microimpresa
Il Fondo Minibond Puglia non ha deroghe sul fatturato, e la microimpresa non entra nemmeno con il rating. Le strade che restano dipendono da cosa devi finanziare, e una delle due oggi è ferma.
Credito bancario con garanzia nazionale
Il Fondo di garanzia per le PMI copre anche le operazioni sui minibond e, soprattutto, i finanziamenti bancari ordinari, senza una soglia minima di fatturato: condizioni e percentuali sono nella nostra guida al Fondo di garanzia PMI e alle sue coperture.
Investimento in Puglia: Mini PIA, oggi sospeso
Per un piano di investimenti in Puglia lo strumento regionale per le micro e piccole imprese è il Mini PIA, ma le nuove domande sono sospese dal 3 marzo 2026 (DGR n. 176 e determinazione dirigenziale n. 131 del 3 marzo 2026, BURP straordinario n. 3) e al 13 ottobre 2026 la Regione non ha fissato una riapertura. Le pratiche già presentate proseguono l’istruttoria: a che punto è lo sportello e cosa fare nel frattempo lo trovi nell’aggiornamento sul Mini PIA Puglia 2026.
Per avere sotto gli occhi le misure aperte in questo momento, con scadenze e forma dell’aiuto, c’è il nostro elenco dei bandi aperti a ottobre 2026.
Quanto vale la garanzia: l’aiuto in de minimis su quattro scenari
Per una PMI la garanzia è gratuita, ma non è gratis per il plafond. Il suo valore come aiuto di Stato si misura con l’ESL (equivalente sovvenzione lordo, cioè il vantaggio economico espresso come se fosse un contributo in denaro) e conta nel de minimis: il tetto di 300.000 euro di aiuti che un’impresa unica può ricevere nell’arco di tre anni, calcolati su base mobile. Oltre lo spazio libero la garanzia si paga, con retrocessione del costo al Fondo (art. 8 c. 2).
La formula è nell’Appendice 1 dell’invito: importo del minibond, per il premio di garanzia «esente» della Comunicazione della Commissione 2008/C 155/02 (2,0% annuo per i rating BB+, BB e BB-; 3,8% per B+; nessun premio esente da CCC in giù), per la vita media ponderata in anni, per il tasso di garanzia (100%), per la percentuale massima di garanzia (25%). Il risultato va poi attualizzato al tasso di riferimento. I conti qui sotto sono nostri e si fermano prima dell’attualizzazione, che riduce l’importo: il valore esatto dipende dal tasso di riferimento e dal piano di rimborso, che l’invito non fissa.
| Scenario (vita media 5 anni) | Calcolo | ESL prima dell’attualizzazione | Effetto sul plafond |
|---|---|---|---|
| Minibond da 3 milioni, rating BB | 3.000.000 × 2,0% × 5 × 100% × 25% | 75.000 euro | Garanzia gratuita, restano 225.000 euro di plafond se non ne hai usato |
| Minibond da 10 milioni, rating BB | 10.000.000 × 2,0% × 5 × 100% × 25% | 250.000 euro | Garanzia gratuita, restano 50.000 euro di plafond |
| Minibond da 10 milioni, rating B+ | 10.000.000 × 3,8% × 5 × 100% × 25% | 475.000 euro | Supera i 300.000: la parte eccedente della garanzia si paga |
| Minibond da 10 milioni, rating BB, con 120.000 euro di de minimis già ricevuti nei tre anni | Come la seconda riga | 250.000 euro | Lo spazio libero è 180.000: la quota di garanzia che corrisponde ai 70.000 euro di ESL in eccesso diventa onerosa, con costo retrocesso al Fondo |
Sulla quarta riga una precisazione. L’art. 8 c. 2 lega l’onerosità della garanzia all’importo di 300.000 euro; il calcolo sullo spazio residuo discende dall’art. 9, che vieta di superare i 300.000 euro nei tre anni sommando tutti i de minimis. È la lettura che riteniamo corretta, ma è una nostra deduzione, non una frase dell’invito.
Due cose che i conti mostrano. La prima: il rating B+, cioè proprio il minimo che l’invito accetta al posto degli indici, quasi raddoppia l’ESL rispetto a BB, e su minibond grandi porta fuori dal plafond. La seconda: con quale formula si calcoli il costo della parte eccedente per una PMI l’invito non lo dice in modo esplicito; per le Small MidCap rinvia all’Appendice 2. Prima di firmare il mandato all’arranger chiedi la cifra per iscritto. Cosa consuma il plafond e come si legge il proprio storico lo spieghiamo nella guida su massimali de minimis e plafond consumato da garanzie e contributi.
Le Small MidCap sono un’altra storia. Per loro la garanzia non è un aiuto: la pagano a condizioni di mercato, con il prezzo dell’Appendice 2 (il più alto fra il modello standard e il modello iTraxx), e quindi non consumano plafond (art. 8 c. 3). Per una MidCap il vantaggio sta nel poter accedere a un portafoglio garantito, non nel costo della garanzia.
La sovvenzione alle PMI sui costi dell’emissione
Emettere un minibond costa: l’art. 10 dell’invito elenca le spese che restano a carico dell’emittente, una tantum e ricorrenti.
| Costi a carico dell’emittente | Una tantum | Ricorrenti |
|---|---|---|
| Legali e notaio | Parere legale su capacità e validità (capacity e validity opinion); notaio per la delibera di emissione | No |
| Rating e ESG | Rating; scoring ESG, se il minibond è legato a obiettivi ESG | No |
| Agenti dell’operazione | Agente di calcolo, banca agente, Monte Titoli (eventuale), set-up dell’agente della garanzia e dell’agente di monitoraggio | Agente di calcolo, banca agente, Monte Titoli, agente della garanzia, agente di monitoraggio; con una società veicolo sono compresi nella cedola |
Solo le PMI, e solo per alcune voci, hanno una sovvenzione fino al 50% inquadrata nell’art. 24 del GBER (costi di esplorazione): commissioni di strutturazione all’arranger, rating, scoring ESG, prima certificazione del bilancio, parere legale con un contributo massimo di 5.000 euro e notaio con un massimo di 4.000 euro (art. 11 c. 2). La sovvenzione spetta anche se l’emissione non va in porto, purché le attività esplorative siano state completate (art. 11 c. 3) e la PMI abbia superato la prima fase (art. 12 c. 1).
Un esempio, con importi di fantasia (IVA esclusa, come chiede l’Allegato C) che servono a mostrare il meccanismo e non a stimare i prezzi di mercato: commissioni all’arranger 70.000 euro, rating 25.000, prima certificazione del bilancio 4.000, parere legale 15.000, notaio 6.000. Sui primi 99.000 euro il 50% fa 49.500; sul parere legale il 50% sarebbe 7.500, ma il tetto è 5.000; sul notaio il 50% è 3.000, sotto il tetto di 4.000. La sovvenzione è 57.500 euro su 120.000 di spesa. L’invito non fissa un tetto complessivo per impresa.
Risorse non quantificate. La sovvenzione è concessa a sportello «nei limiti dell’ammontare complessivo delle risorse che saranno rese disponibili» (art. 11 c. 1). Al 13 ottobre 2026 quella cifra non risulta in nessun atto che abbiamo letto, e non è detto che arrivi dagli 83,6 milioni della DGR: l’Accordo di finanziamento, che quella somma copre, prevede le sovvenzioni alle PMI come «separata operazione» che l’Accordo non disciplina (artt. 3.3 e 6.1). Mettila a budget come possibile, non come certa.
Come si tassa e come si contabilizza: minibond, garanzia e sovvenzione
Per il commercialista sono tre oggetti diversi: uno è debito, uno è un aiuto che non porta incassi, uno è un’entrata che l’invito non qualifica ai fini fiscali.
- Il minibond è debito. Va al passivo tra le obbligazioni (voce D1) e dal giorno dell’emissione entra nei debiti finanziari che compongono la posizione finanziaria netta; finché la liquidità raccolta resta in banca la PFN non cambia, perché debito e disponibilità crescono della stessa cifra. Man mano che la liquidità si spende nel piano di investimenti, PFN su EBITDA e PFN su patrimonio netto salgono: chi pianifica un secondo finanziamento deve tenerne conto.
- La garanzia non porta denaro. Non c’è un incasso da registrare: il vantaggio sta nella cedola più bassa. Il suo valore come aiuto è l’ESL, che va nel Registro nazionale degli aiuti e pesa sul plafond de minimis della PMI.
- La sovvenzione è un’entrata che rimborsa costi già sostenuti. L’invito non la qualifica né ai fini IRES né ai fini IRAP e non dice se all’erogazione si applica una ritenuta. Come si distingue un contributo in conto esercizio da uno in conto capitale, e cosa cambia per le imposte, è nella nostra guida sulla tassazione dei contributi pubblici tra IRES, IRAP e ritenuta del 4%. Prima di chiudere il bilancio dell’anno in cui la ricevi, chiedi a Puglia Sviluppo come la qualifica.
Sulle spese sovvenzionate c’è poi il CUP: le fatture devono riportare il CUP dell’agevolazione, pena l’inammissibilità della spesa (art. 12 c. 3). Il CUP lo acquisisce Puglia Sviluppo, per il singolo aiuto, dopo l’avvio della selezione preliminare dell’impresa e delle attività esplorative dell’arranger, e lo comunica formalmente all’impresa (art. 11 c. 4). Finché non l’hai ricevuto, chiedi all’arranger e ai professionisti di attendere a emettere fattura: l’obbligo vale su tutti i giustificativi di spesa. Cosa succede alle fatture emesse prima della comunicazione l’invito non lo dice.
Come si presenta la candidatura al Fondo Minibond Puglia
- Verifica preliminare. Dimensione con associate e collegate, ricavi A1, i tre indici o il rating, settore, sede in Puglia entro l’emissione.
- Moduli. Allegato B (domanda di candidatura), B1 (scheda di intervento), B2 (dichiarazione sulla dimensione d’impresa), B3 (dichiarazione DNSH). Il B1 stampato sul BURP è marcato su Sistema Puglia come «NON VALIDO»: quello da usare è la versione pubblicata sulla pagina del Fondo Minibond 2021/2027 su Sistema Puglia, che aggiunge la sezione sul progetto (sede, ripartizione fra investimenti e circolante, terreni, altre misure).
- Allegati. Ultimo bilancio approvato, situazione economica, patrimoniale e finanziaria aggiornata, documenti che provano i requisiti dell’art. 3.
- Invio. PEC a [email protected]. Con la domanda accetti che, in caso di esito positivo, ragione sociale e importo dell’emissione compaiano nell’elenco degli emittenti che Puglia Sviluppo pubblica (art. 16 c. 2).
- Prima fase. Puglia Sviluppo verifica i requisiti in ordine cronologico, con procedura negoziale, nei limiti delle risorse. Per questa fase l’invito non fissa un termine.
- Seconda fase. Eventuale rating e due diligence di arranger e investitori. L’arranger comunica la conclusione della valutazione entro 120 giorni dall’esito della prima fase, termine prorogabile con motivazione.
- Emissione. Se gli investitori dicono sì, il minibond viene emesso ed entra nel portafoglio garantito.
Due avvertenze che valgono per tutto il percorso. La candidatura non dà diritto all’emissione né a risarcimenti se l’operazione salta (art. 2 c. 3 e 4). E tempi complessivi osservati, dalla PEC all’emissione, oggi non esistono: la misura è aperta da quattro mesi e nessun elenco di emittenti risulta ancora pubblicato. Su quanto può durare, l’unico numero scritto è quello dei 120 giorni della seconda fase.
Le finalità ammesse sono quelle dell’art. 4 c. 1: un piano di sviluppo o espansione in Puglia con investimenti materiali e immateriali, ricerca e sviluppo, innovazione, formazione, internazionalizzazione, transizione digitale ed energetica, anche operazioni straordinarie purché non meramente finanziarie. Il capitale circolante entra solo se accessorio e correlato al piano; i terreni entro il 10% o il 15% dell’operazione, nei limiti dell’art. 64 del Reg. (UE) 2021/1060.
Dopo l’emissione: obblighi, sovvenzione e revoca
| Passaggio | Cosa chiede l’invito | Riferimento |
|---|---|---|
| Richiesta della sovvenzione (solo PMI) | A fine procedura, via PEC: allegati C e C1, contratti o ordini, fatture con il CUP, prova dei pagamenti tracciati | Art. 12 |
| Conservazione dei documenti | Originali a disposizione per controlli fino al completo rimborso del minibond | Art. 12 c. 2 |
| Pubblicità del sostegno FESR | Targhe o cartelloni permanenti con l’emblema dell’Unione se gli investimenti materiali o le attrezzature superano 500.000 euro | Art. 4 c. 6 |
| Revoca | Se manca o viene meno un requisito degli artt. 3, 4 o 5 e l’impresa ha avuto la garanzia come aiuto, l’ESL viene revocato e va restituito | Art. 15 |
| Retrocessione del costo della garanzia | Small MidCap, e PMI oltre il plafond: se l’impresa non paga il costo retrocesso al Fondo, Puglia Sviluppo avvia azioni legali di recupero | Art. 15 c. 3 |
Sulla revoca l’invito lascia una zona grigia. L’art. 3 c. 1 chiede i requisiti «al momento della presentazione della domanda di candidatura», ma l’art. 15 c. 1 prevede la revoca dell’ESL se il minibond «si riveli o divenga ineleggibile» per «assenza o sopravvenuta assenza» di un requisito degli artt. 3, 4 o 5, senza dire fino a quando né se la regola tocchi anche gli indici di bilancio. Per un’impresa che dopo l’emissione vede salire la PFN, la differenza è grande: la risposta va chiesta a Puglia Sviluppo prima di firmare. Per la procedura di recupero l’invito richiama l’art. 9 del D.Lgs. 123/1998, che dal 1° gennaio 2026 è abrogato dall’art. 24 del D.Lgs. 184/2025: è il riferimento scritto nell’invito, non la norma che oggi regola revoche e recuperi.
Cumulo con altri aiuti e verifica sul Registro nazionale degli aiuti
La garanzia per le PMI si somma agli altri aiuti de minimis ricevuti dall’impresa unica negli ultimi tre anni, su base mobile, fino a 300.000 euro (art. 9). Lo stesso articolo ammette anche il cumulo con gli aiuti de minimis per i servizi di interesse economico generale del Reg. (UE) 2023/2832, fino al massimale di quel regolamento. Il controllo si fa sul Registro nazionale degli aiuti prima di candidarsi, non dopo: è lì che si vede quanto spazio resta e se la garanzia sarà gratuita per intero. Come si legge la visura e quali controlli fare prima di una domanda lo spieghiamo nella guida su Registro nazionale degli aiuti e visura Deggendorf.
La sovvenzione è inquadrata nell’art. 24 del GBER, con intensità massima del 50%, e non consuma il plafond de minimis. Per tutti gli aiuti dell’invito, garanzia compresa, l’art. 9 vieta il cumulo con aiuti di Stato sugli stessi costi ammissibili o relativi alla stessa misura di finanziamento del rischio, se il cumulo supera l’intensità o l’importo di aiuto più elevati fissati da un regolamento di esenzione o da una decisione della Commissione. Nella domanda di erogazione (Allegato C) l’impresa dichiara gli altri contributi ottenuti o chiesti sugli stessi costi. Le Small MidCap, che la garanzia la pagano a prezzo di mercato, non ricevono aiuto e quindi non hanno nulla da cumulare.
Gli errori che fermano una candidatura
- Contare il valore della produzione invece dei ricavi A1. La soglia dei 5 milioni si misura sui soli ricavi delle vendite e delle prestazioni.
- Pensare che il rating risolva tutto. Il B+ sostituisce redditività e indebitamento, non il fatturato minimo.
- Dimenticare di essere micro. Meno di 10 occupati e totale di bilancio fino a 2 milioni, con associate e collegate, chiudono la porta anche con 5 milioni di fatturato.
- Usare il B1 del BURP. Su Sistema Puglia è marcato come non valido.
- Leggere il 31 dicembre 2030 come scadenza. È la fine prevista della fase di costruzione del portafoglio nell’Accordo di finanziamento (art. 16.1), non un termine per le domande: lo sportello chiude quando Puglia Sviluppo lo comunica o quando finiscono le risorse.
- Candidarsi con un’attività di commercio al dettaglio. È esclusa dall’art. 5.
- Pensare che l’arranger decida il credito. Banca Sella struttura l’operazione, e con una società veicolo le sue Note possono essere collocate anche presso l’arranger stesso; ma il merito di credito lo valutano gli investitori, in piena autonomia, e possono escludere l’impresa fino all’emissione.
- Far arrivare fatture senza CUP. Per la sovvenzione quella spesa non è ammissibile.
Domande frequenti sul Fondo Minibond Puglia
Il Fondo Minibond Puglia è aperto e fino a quando si può presentare la candidatura?
Sì, al 13 ottobre 2026 lo sportello è aperto: le candidature si inviano dal 4 giugno 2026 in ordine cronologico, fino a esaurimento delle risorse. L’invito non fissa una data di chiusura, che Puglia Sviluppo comunicherà sul suo sito e su Sistema Puglia. Nei Bollettini regionali usciti dall’8 giugno al 12 ottobre 2026 (dal n. 45 al n. 81) non ci sono rettifiche, sospensioni o chiusure.
Una microimpresa con più di 5 milioni di fatturato può partecipare?
No, e il fatturato non c’entra: le microimprese sono escluse dall’art. 3 c. 1 comunque. Con meno di 10 occupati e un totale di bilancio fino a 2 milioni, calcolati insieme alle imprese associate e collegate, si resta micro anche fatturando più di 5 milioni.
Con un rating B+ si entra anche sotto i 5 milioni di ricavi?
No. Il rating B+ o superiore sostituisce solo i tre indici di bilancio (EBITDA sul fatturato, PFN su EBITDA, PFN su patrimonio netto). Il fatturato minimo resta, salvo che lo raggiunga il bilancio consolidato del gruppo di cui l’impresa fa parte.
Puglia Sviluppo presta i soldi all’impresa?
Non presta nulla. Puglia Sviluppo gestisce il Fondo, verifica i requisiti e concede la garanzia sul portafoglio. I minibond li sottoscrivono gli investitori o una società veicolo, e sono gli investitori a decidere se l’impresa merita credito. L’arranger, Banca Sella, struttura l’operazione.
Quanto costa un minibond del Fondo Minibond Puglia in termini di tasso?
L’invito non lo fissa. Il costo complessivo lo stima l’arranger operazione per operazione, in base alle condizioni di mercato, al rischio dell’impresa e ai costi di strutturazione, con possibili premi o penalità legati a obiettivi ESG. A carico dell’emittente restano anche i costi una tantum e ricorrenti dell’art. 10.
La garanzia del Fondo Minibond Puglia consuma il plafond de minimis?
Per le PMI sì, per la parte di aiuto misurata dall’ESL. Su un minibond da 10 milioni con rating BB e vita media di cinque anni il nostro calcolo, prima dell’attualizzazione, dà 250.000 euro dei 300.000 disponibili nei tre anni. Per le Small MidCap no, perché pagano la garanzia a prezzo di mercato.
Le Small MidCap hanno la sovvenzione sui costi di emissione?
No. La sovvenzione fino al 50% sui costi di strutturazione, rating, scoring ESG, prima certificazione del bilancio, parere legale e notaio è riservata alle PMI (art. 11). Le Small MidCap sostengono questi costi per intero e pagano anche la garanzia.
La sede in Puglia deve esserci già quando si presenta la domanda?
L’invito chiede la sede legale o operativa in Puglia «prima della data di emissione del Minibond» (art. 3 c. 1 lett. a), quindi non necessariamente alla candidatura. Siccome i requisiti li valuta Puglia Sviluppo, se la sede non c’è ancora conviene chiedere conferma prima di inviare la PEC.
Se l’emissione non va in porto, la PMI perde la sovvenzione?
No, purché la PMI sia stata ammessa alla fase di valutazione di finanziabilità (art. 12 c. 1) e le attività esplorative previste siano state completate: l’art. 11 c. 3 stacca la sovvenzione dal buon esito dell’emissione. Restano la verifica di ammissibilità delle spese da parte di Puglia Sviluppo e il limite delle risorse disponibili, che l’invito non quantifica.
Cosa succede se dopo l’emissione l’impresa perde un requisito?
Se un requisito degli artt. 3, 4 o 5 manca o viene meno e l’impresa ha avuto la garanzia come aiuto, l’ESL viene revocato e va restituito (art. 15). L’art. 3 c. 1 misura i requisiti alla candidatura, ma l’art. 15 non dice se gli indici di bilancio vadano mantenuti per tutta la durata del minibond: è una domanda da fare a Puglia Sviluppo prima di firmare.
Come procedere con il Fondo Minibond Puglia
- Fai il test sui bilanci con la tabella dei quattro casi: ricavi A1, dimensione con associate e collegate, indici o rating.
- Controlla il plafond sul Registro nazionale degli aiuti e calcola l’ESL del minibond che hai in mente.
- Scarica i moduli da Sistema Puglia, non dal BURP, e prepara la situazione aggiornata accanto all’ultimo bilancio.
- Metti a budget i costi dell’art. 10 e le commissioni dell’arranger, sapendo che per le PMI fino alla metà di alcune voci può tornare con la sovvenzione dell’art. 11.
- Tieni d’occhio le altre misure: le scadenze del mese sono nel nostro calendario dei bandi con le date di apertura e chiusura.
La tua impresa passa il test dei 5 milioni e degli indici? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per rifare con te i conti sull’ultimo bilancio approvato, stimare l’ESL della garanzia sul tuo plafond e capire se la candidatura regge prima che tu paghi un rating o un parere legale.
Fonti: BURP n. 44 del 4 giugno 2026, con la determinazione del Presidente del CdA di Puglia Sviluppo n. 29 del 26 maggio 2026 e l’invito del Fondo Minibond Puglia 2021-2027; testo dell’invito su Sistema Puglia; DGR n. 1242 dell’11 agosto 2025 (BURP n. 72 dell’8 settembre 2025) e Accordo di finanziamento allegato; determinazione di Puglia Sviluppo n. 22 del 20 marzo 2026 (arranger); Comunicazione della Commissione 2008/C 155/02; Reg. (UE) 651/2014, artt. 21 e 24; Reg. (UE) 2023/2831; comunicato di Puglia Sviluppo del 9 ottobre 2026. Fonti verificate al 13 ottobre 2026.
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