Direttiva Case Green, a che punto è il recepimento


12/10/2026 – Il Governo sta preparando il decreto legislativo di recepimento della Direttiva Case Green (EPBD), ma la sua adozione è subordinata all’approvazione della legge di delegazione europea 2026. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE) ha già avviato gli approfondimenti tecnici e il confronto con le altre amministrazioni.
 
Parallelamente, il Governo valuta la possibilità di destinare nuove risorse all’efficientamento energetico degli edifici pubblici, tra cui scuole, università, ospedali e immobili delle amministrazioni, attraverso la flessibilità di bilancio accordata dall’Unione europea.
 
Lo ha spiegato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, rispondendo l’8 ottobre al Senato a un’interrogazione presentata da 15 senatori di maggioranza. La risposta chiarisce lo stato del recepimento della direttiva e le prospettive di finanziamento, senza annunciare nuovi incentivi, stanziamenti specifici o una data per l’approvazione del decreto.
 

Direttiva Case Green, il recepimento attende la legge di delegazione europea

Pichetto ha riferito che il MASE ha già trasmesso al Parlamento una bozza dei principi e criteri direttivi per il recepimento della Direttiva (UE) 2024/1275, destinata alla legge di delegazione europea 2026, attualmente in discussione al Senato. Inoltre, il Ministero sta predisponendo lo schema di decreto legislativo attraverso approfondimenti tecnici e interlocuzioni con le altre amministrazioni interessate.
 
Il termine generale per il recepimento della EPBD, fissato al 29 maggio 2026, è già scaduto. Il Governo deve quindi completare l’iter legislativo necessario ad attuare la normativa europea, che punta alla decarbonizzazione del patrimonio edilizio entro il 2050.
 

Efficientamento energetico, possibili investimenti per gli edifici pubblici

Pichetto ha indicato la possibilità di utilizzare i nuovi margini di flessibilità di bilancio per finanziare interventi di efficienza energetica degli edifici, oltre agli investimenti nella produzione di energia rinnovabile. Tra i possibili destinatari figurano gli immobili delle pubbliche amministrazioni, le strutture del Servizio sanitario nazionale, le scuole e le università.
 
Non sono ancora stati definiti gli stanziamenti, i criteri di accesso o le procedure di finanziamento. L’eventuale attivazione delle misure potrebbe generare nuove attività di diagnosi energetica, progettazione e riqualificazione del patrimonio pubblico.
 

Investimenti energetici 2027-2028, valutazione positiva della UE

La prospettiva di nuovi investimenti per l’efficienza energetica è legata alla richiesta italiana di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per le spese in materia di sicurezza energetica, presentata il 10 settembre 2026 e ricevuta dalla Commissione europea l’11 settembre.
 
Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2026, approvato il 2 ottobre, si inserisce in questo percorso, delineando l’utilizzo dei possibili margini aggiuntivi di bilancio. L’8 ottobre la Commissione europea ha espresso una valutazione positiva sulla richiesta italiana. Il dossier passa ora al Consiglio UE, che ha un mese di tempo per il via libera definitivo, necessario per l’attivazione della clausola.
 
Per la sicurezza energetica, il Governo prevede una maggiore flessibilità di spesa pari allo 0,3% del PIL all’anno nel 2027 e nel 2028, per complessivi 14,4 miliardi di euro. Altri 14,4 miliardi sono previsti per la difesa.
 
Le risorse per l’energia riguardano un insieme di interventi destinati a famiglie, studenti, imprese, pubbliche amministrazioni e infrastrutture, non esclusivamente alla riqualificazione degli edifici.
 
Tra le misure previste figurano interventi per l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili e la decarbonizzazione, oltre a iniziative per la mobilità sostenibile e il contenimento dei costi energetici.
 
La flessibilità non comporta l’erogazione di fondi europei, ma consente allo Stato di sostenere maggiori spese nazionali nel rispetto delle condizioni stabilite dall’UE. La destinazione delle risorse e gli eventuali nuovi incentivi dovranno essere definiti con le successive decisioni di bilancio.
 

Case Green, risorse Piano sociale Clima, Piano Casa e PNRR

Il Ministro ha richiamato anche gli strumenti già previsti per sostenere la transizione energetica, a partire dal Piano sociale per il Clima, che dispone complessivamente di circa 9,3 miliardi di euro e comprende misure per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, anche a beneficio dei soggetti vulnerabili.
 
Pichetto ha citato inoltre il Piano Casa e gli interventi del PNRR per l’efficientamento dell’edilizia residenziale pubblica. La risposta del Ministro non prevede ulteriori stanziamenti per questi programmi, ma li colloca nel quadro delle politiche nazionali per la riqualificazione del patrimonio edilizio.
 

Case Green, Italia in ritardo anche sul Piano nazionale di ristrutturazione

Oltre al recepimento della direttiva, l’Italia deve ancora trasmettere alla Commissione europea la bozza del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, attesa entro il 31 dicembre 2025.
 
Per questo ritardo, Bruxelles ha avviato una procedura di infrazione nel marzo 2026 e, a ottobre, ha emesso un parere motivato, concedendo all’Italia altri due mesi per rispondere e presentare il documento. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà deferire il Paese alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
 
La procedura riguarda il Piano, non il recepimento legislativo della EPBD. Il decreto dovrà attuare la direttiva nell’ordinamento italiano, mentre il Piano definirà obiettivi, interventi e risorse per la riqualificazione degli edifici. Il Piano definitivo dovrà essere trasmesso entro il 31 dicembre 2026, ma Pichetto non ha fornito aggiornamenti sul suo stato di avanzamento.
 

Patrimonio edilizio italiano, 21 milioni di unità immobiliari sotto la classe D

Secondo i dati citati dal ministro Pichetto Fratin, su circa 31 milioni di unità immobiliari, 21 milioni appartengono a classi energetiche peggiori della D. Il dato evidenzia l’ampiezza del patrimonio edilizio potenzialmente interessato dalla riqualificazione, ma non comporta un obbligo generalizzato di intervento su tutti questi immobili.
 
La EPBD prevede infatti obiettivi differenziati: per gli edifici residenziali stabilisce una riduzione del consumo medio di energia primaria del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, rispetto al 2020. Per quelli non residenziali introduce requisiti minimi di prestazione energetica basati su soglie definite dagli Stati membri secondo i criteri europei.
 
Le modalità di attuazione dovranno essere precisate dalle disposizioni nazionali di recepimento.
 

Direttiva Case Green, i prossimi passaggi

Il percorso italiano richiede ancora l’approvazione della legge di delegazione europea 2026 e l’adozione del decreto legislativo di recepimento della EPBD. Sul fronte finanziario, occorrerà attendere il via libera definitivo del Consiglio UE e le scelte della Legge di Bilancio 2027 sulla destinazione delle risorse per la sicurezza energetica. Resta inoltre da completare il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici.
 




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