Nucleare, «per il primo impianto va individuato il sito entro tre anni»


Questa è una possibile traduzione dello scenario: sei moduli da circa 300 MW consentono di arrivare a 1,8 GW. Farei però una precisazione: non significa necessariamente sei centrali e soprattutto non significa sei siti diversi. Lo studio considera moduli indicativamente compresi tra 100 e 300 MW. Un impianto Smr può essere costituito da più moduli sullo stesso sito. Uno degli aspetti più interessanti è proprio la modularità, che consente di adattare dimensione e progressione dell’investimento alle esigenze del sistema energetico e industriale.

Il primo Smr nel 2035 è un obiettivo politico della Regione o un’ipotesi dello studio?

Il 2035 non va letto come una data fissata da Regione: guardiamo a questo orizzonte come a un riferimento realistico per orientare le nostre scelte. L’approvazione definitiva della legge delega sul nucleare sostenibile rappresenta un passaggio decisivo. La tempistica concreta dipenderà ora dai decreti legislativi che il Governo dovrà adottare entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge. Le proiezioni di lungo periodo hanno natura esplorativa: servono a costruire uno scenario energetico e a valutarne gli effetti fino al 2050».

Palazzo Lombardia, sede della Giunta regionale – © www.giornaledibrescia.it

Perché allora approntare uno studio già adesso?

Non vogliamo arrivare impreparati nel momento in cui il quadro nazionale consentirà concretamente lo sviluppo del nuovo nucleare. La Lombardia ha una domanda elettrica elevata, una fortissima concentrazione industriale e un fabbisogno destinato a crescere ulteriormente con elettrificazione e data center. Il ricorso all’energia proveniente dall’estero rischia di assumere un peso crescente se alla crescita della domanda non si accompagna un adeguato sviluppo della capacità di generazione. Preparare oggi competenze, filiera industriale e capacità di valutazione significa poter cogliere questa opportunità domani.

Avete già considerato possibili localizzazioni?

No, non sono stati effettuati studi di localizzazione ma di scenario energetico. Il siting è una fase tecnico-autorizzativa in cui si valutano disponibilità e proprietà del sito, compatibilità con i vincoli territoriali, vicinanza alle infrastrutture di rete e percorso autorizzativo. È un lavoro che richiederà anni.

Quali territori potrebbero essere più adatti?

Non è stata ancora definita una mappa regionale delle aree idonee al nucleare. Quando si passerà a una vera analisi di siting, sarà ragionevole valutare con particolare attenzione aree industriali esistenti, brownfield ed ex siti energetici, territori con infrastrutture elettriche robuste e aree prossime a grandi consumatori energivori. Questo non significa automaticamente che tali aree siano idonee. Uno dei vantaggi da considerare degli Smr è proprio la possibilità di integrare la produzione energetica con territori già fortemente industrializzati, limitando per quanto possibile nuovo consumo di suolo e avvicinando generazione e domanda.

Il progetto Nuward, Smr di Edf al quale partecipa Ansaldo - Foto Edf

Il progetto Nuward, Smr di Edf al quale partecipa Ansaldo – Foto Edf

E Brescia?

Brescia presenta caratteristiche che rendono del tutto comprensibile l’interesse del mondo industriale per questo tema, in quanto la provincia concentra da sola circa il 25% della domanda elettrica industriale lombarda. È inoltre un territorio con una fortissima presenza siderurgica ed energivora e con una tradizione industriale e infrastrutturale molto importante, pertanto beneficerebbe di generazione programmabile a servizio dell’industria del territorio.

Federacciai ha già manifestato la disponibilità delle siderurgie bresciane. Avete aperto un confronto?

Con Federacciai e con il sistema confindustriale lombardo il confronto sui temi energetici è costante. La disponibilità manifestata dal mondo siderurgico sugli Smr è un segnale che prendiamo molto sul serio e che riteniamo positivo. Non parlerei però, allo stato attuale, di una trattativa per individuare un sito specifico o di un negoziato con una singola azienda. Quello che possiamo fare già oggi è mantenere aperto il confronto con le imprese per capire quali potrebbero essere i modelli industriali e quali condizioni sarebbero necessarie perché investimenti di questo tipo diventino concretamente realizzabili.

Il Tavolo regionale discuterà anche di localizzazione?

Non è nato come commissione per scegliere i siti e finora non ha svolto una procedura di localizzazione. Il confronto è stato però più ampio della sola supply chain: si è parlato del ruolo del nucleare nell’autonomia energetica e nella decarbonizzazione, dell’integrazione con le rinnovabili, dei possibili utilizzi per l’industria, delle competenze e della formazione necessarie. La localizzazione è inevitabilmente uno dei temi di una fase successiva.

Tralicci dell'alta tensione - © www.giornaledibrescia.it

Tralicci dell’alta tensione – © www.giornaledibrescia.it

Se il primo reattore dovesse essere operativo nel 2035, quando andrebbe individuato il sito?

Se assumiamo il 2035 come orizzonte, è evidente che la scelta del sito deve maturare con largo anticipo. Per rendere credibile il 2035, tra il 2028 e il 2029 dovremmo avere quantomeno una scelta molto avanzata del sito o di un ristretto numero di siti candidati, e l’attività preliminare dovrebbe iniziare prima. Non è da considerarsi oggi un termine amministrativo di Regione Lombardia, ma una conseguenza dei tempi industriali.

Gli Smr potrebbero essere realizzati direttamente da consorzi di imprese?

Non credo che si debba imporre oggi un unico modello proprietario. Per un’industria energivora il vero valore non è soltanto il prezzo spot dell’elettricità, ma poter avere per molti anni energia programmabile a condizioni di costo prevedibili. Un gruppo di imprese energivore può aggregare la propria domanda, sottoscrivere contratti di lungo termine o partecipare economicamente a un progetto. La gestione dell’impianto deve invece essere affidata a un soggetto con competenze e requisiti del settore nucleare.

Dobbiamo quindi immaginare piccoli reattori dentro le fabbriche?

Non c’è contrapposizione tra le due soluzioni. Per gli Smr, probabilmente il modello più interessante per la Lombardia potrebbe essere fortemente integrato con i grandi poli di domanda ma allo stesso tempo connesso al sistema elettrico nazionale. In un territorio industrializzato come il nostro ha senso studiare la prossimità a grandi consumatori. Non bisogna immaginare tante piccole centrali isolate dentro ogni fabbrica, piuttosto poli energetici ben inseriti nei distretti produttivi e nelle infrastrutture di rete. NURI


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม