Per il mutuo devo aprire il conto corrente nella stessa banca? — GoMutuo Blog


Risposta rapida

No: per avere il mutuo non devi aprire il conto nella banca che te lo concede. Dal 25 marzo 2012 imporlo è una pratica commerciale scorretta per il Codice del consumo, e dal 2016 il Testo unico bancario vieta di vendere il mutuo solo dentro un pacchetto. Più incerto è lo scambio, un tasso più basso se apri il conto: per l’OAM il conto non può essere vincolante nemmeno per mantenere le condizioni offerte. Se la banca te lo propone, il costo del conto entra nel TAEG, e lo sconto conviene solo se vale più di quanto il conto ti costa.

La domanda nasce quando la banca propone il conto insieme al mutuo, magari con l’accredito dello stipendio e uno sconto sullo spread. La rata però si può pagare anche da un conto di un’altra banca, e con il mutuo in corso il conto si cambia senza spese.

Cosa dice la legge sul conto nella banca del mutuo?

La regola sta nell’art. 21, comma 3-bis, del Codice del consumo. Nato a fine 2011 per le sole polizze, il comma comprende il conto corrente dal 25 marzo 2012, con la legge di conversione del D.L. 1/2012 (art. 28). Oggi il comma considera scorretta la pratica della banca che, per stipulare il mutuo, obbliga il cliente alla sottoscrizione di una sua polizza «ovvero all’apertura di un conto corrente presso la medesima banca, istituto o intermediario». Per le polizze vedi quali assicurazioni sono obbligatorie con il mutuo.

Per i mutui firmati dal 1° luglio 2016 c’è anche l’art. 120-octiesdecies del TUB: è vietato offrire il mutuo in un pacchetto con altri prodotti finanziari «qualora il contratto di credito non sia disponibile per il consumatore separatamente». Recepisce la direttiva 2014/17/UE, che vieta il pacchetto obbligatorio e ammette quello in cui il mutuo resta disponibile anche da solo, «ma non necessariamente alle stesse condizioni» (art. 4, n. 27, e art. 12). La deroga che la direttiva concedeva agli Stati, un conto che serva solo a rimborsare il credito o a garantirlo, l’articolo italiano non la riprende.

In pratica la banca non può negarti il mutuo se non apri il conto; sullo sconto in cambio del conto, invece, le fonti non coincidono. L’Antitrust ha multato per 150.000 € una banca che dal 2016 al 2021 legava i mutui a un suo conto (provvedimento n. 30210 del 2022). Nel 2024 l’OAM ha scritto che i mediatori creditizi non possono proporre mutui vincolati a un conto con accredito dello stipendio, e che il conto proposto insieme al mutuo non può essere «né vincolante per il cliente al fine di mantenere le condizioni di credito prospettate» (comunicazione n. 38/24). Nemmeno le politiche di credito delle banche che abbiamo consultato obbligano ad aprire il conto: le banche guardano gli estratti per leggere stipendio e risparmi, e c’è chi vuole vederci anche il resto del prezzo e le spese.

Se il conto serve per lo sconto, dove si vede quanto costa?

Nel TAEG. L’art. 120-quinquies, comma 2, del TUB include nel costo del credito i servizi accessori richiesti per avere il mutuo «o per ottenerlo alle condizioni offerte». Le disposizioni di trasparenza della Banca d’Italia (sezione VI-bis, § 5.2.4) lo ripetono per il conto. La guida della Banca d’Italia sul mutuo lo riassume così: il TAEG comprende anche, «nei casi consentiti dalla legge, i costi di apertura e tenuta del conto quando sia obbligatorio aprire un conto» o mantenerlo per avere il finanziamento alle condizioni offerte.

Nel PIES, il prospetto che ricevi prima di firmare, il conto richiesto sta nella sezione 8, «Obblighi supplementari». Secondo le istruzioni della Banca d’Italia sul PIES, lì la banca scrive a quali obblighi lega il mutuo o il tasso offerto, per quanto tempo e cosa succede se recedi dal servizio. Se il conto è solo proposto, deve mostrarti quanto spendi in tutto con e senza (disposizioni di trasparenza, sezione XI, § 2-bis). Chiedi comunque due PIES, uno con il conto e uno senza.

Esempio con i numeri: quando lo sconto conviene

Mutuo da 150.000 € a 25 anni a tasso fisso. Senza conto il TAN è 3,85%, nostra stima: IRS a 25 anni (3,55%, ICE Swap Rate, 6 ottobre 2026) più lo spread medio stimato del fisso (0,30%, stima, non un dato rilevato). Ipotizziamo che chi apre il conto abbia 0,15 punti di sconto: TAN 3,70%. La rata scende da 779,38 € a 767,12 €, quindi lo sconto vale 12,26 € al mese, circa 3.679 € in 25 anni.

La tabella prova cinque ipotesi di costo del conto, tutto compreso. Il TAEG di confronto segue il metodo della Banca d’Italia ma conta solo rata e conto, perché le altre spese le supponiamo uguali nelle due offerte. Senza conto è 3,92%, poco sopra il TAN perché la rata è mensile.

Costo del conto al mese (ipotesi) Costo del conto in 25 anni Sconto meno conto, in 25 anni TAEG con il conto (senza: 3,92%)
0 € 0 € risparmi 3.679 € 3,76%
4 € 1.200 € risparmi 2.479 € 3,81%
8 € 2.400 € risparmi 1.279 € 3,86%
12 € 3.600 € risparmi 79 € 3,92%
15 € 4.500 € spendi 821 € in più 3,95%

Il pareggio è a circa 12,26 € al mese: sotto conviene l’offerta con il conto, sopra quella senza, e il TAEG lo mostra da solo. Conta la spesa in più: se il conto nuovo sostituisce il tuo e costa uguale, per te costa zero; se li tieni tutti e due, conta per intero. Nell’offerta senza conto aggiungi l’eventuale spesa di incasso della rata.

C’è poi una differenza: la banca non può modificare da sola il tasso del mutuo, mentre il canone del conto può cambiarlo, se il contratto lo prevede, con una proposta inviata due mesi prima (guida della Banca d’Italia sul conto corrente). Il TAEG del PIES invece usa le spese di oggi. Per sapere quale rata regge il tuo reddito puoi fare una simulazione gratuita su GoMutuo.

Posso pagare la rata da un conto di un’altra banca?

Sì, con un addebito diretto SEPA: firmi un mandato che autorizza la banca del mutuo a prelevare la rata dal conto che indichi, in qualunque banca. È lo stesso strumento delle bollette domiciliate, e la guida della Banca d’Italia sul conto corrente lo cita proprio per «le rate dei finanziamenti». L’eventuale spesa d’incasso va scritta nel foglio informativo ed entra nel TAEG, che per la Banca d’Italia comprende anche «la riscossione della rata».

Il regolamento UE n. 260/2012 aggiunge una tutela (art. 9): chi incassa con addebito diretto da un conto dell’Unione non può pretendere che stia in un certo Paese, se è raggiungibile. Va bene quindi anche un conto con IBAN di un altro Paese dell’Unione. Che la banca non possa pretendere il suo conto per la rata discende invece dal Codice del consumo: nel caso sanzionato dall’Antitrust nel 2022 la banca, per rimediare, ha scritto ai clienti che potevano «addebitare le rate» del mutuo su un conto di altre banche.

Con il mutuo in corso posso cambiare o chiudere il conto?

Sì. Per l’art. 126-septies del TUB chi usa un conto «ha sempre la facoltà di recedere dal contratto quadro senza penalità e senza spese di chiusura». Il mutuo non si chiude con il conto: cambia solo il conto da cui parte la rata. Se però il tasso era scontato in cambio del conto o dell’accredito dello stipendio, rileggi prima il contratto e la sezione 8 del PIES: dicono quanto dura l’obbligo e cosa succede se lo interrompi.

Per spostare la rata c’è la portabilità (art. 126-quinquiesdecies TUB, introdotto dal D.Lgs. 37/2017): nella guida sul conto corrente si legge che puoi «trasferire sul conto presso un altro operatore tutti o alcuni servizi di pagamento (ad esempio domiciliazione di utenze e rate di mutuo, accredito dello stipendio, ecc.)». Funziona così:

  1. La richiesta si firma alla banca nuova: indichi gli addebiti da spostare, rata compresa, da quando farli partire e se chiudere il vecchio conto, perché la chiusura non è automatica.
  2. È gratuita e va completata in 12 giorni lavorativi; in ritardo, la banca ti deve 40 € più una maggiorazione giornaliera calcolata sul saldo del vecchio conto (art. 126-septiesdecies TUB).
  3. Non partire dalla banca vecchia: per il collegio di coordinamento dell’ABF (decisione n. 26 del 2 gennaio 2024) i 12 giorni valgono anche per il conto corrente bancario, ma partono quando la banca nuova riceve la richiesta completa: chi aveva chiesto la chiusura con una PEC alla vecchia non ha avuto la penale.

Se il mutuo è nella stessa banca del conto che chiudi, dal nuovo conto la rata partirà con un mandato di addebito: chiedi alla banca del mutuo di attivarlo e chiudi il vecchio conto solo dopo la prima rata passata dal nuovo. Una rata saltata costa mora e commissioni: vedi cosa succede se la rata non viene addebitata.

Con la surroga devo aprire il conto nella banca nuova?

No. Con la surroga (art. 120-quater TUB) il mutuo passa a un’altra banca senza penali né spese per il nuovo finanziamento o per l’istruttoria, alle condizioni che firmi con lei. Valgono quindi le stesse regole: non può importi il conto, e per l’OAM il conto non può essere vincolante nemmeno per mantenere le condizioni offerte. Il mandato di addebito lo firmi sul conto che preferisci. Quando il cambio conviene lo spieghiamo in quando conviene surrogare il mutuo.

Alcuni casi particolari

  • Conto cointestato. La rata può passare da un conto in comune con il coniuge o il convivente, ma la banca legge gli estratti per intero, movimenti dell’altro compresi: vedi il conto cointestato e il mutuo. Per spostarlo con la portabilità serve l’autorizzazione di ciascun titolare (art. 126-quinquiesdecies, comma 2, TUB).
  • Mutuo firmato prima del 25 marzo 2012. Il divieto sul conto non c’era ancora: prima di chiudere il conto leggi cosa dice il contratto su conto e tasso.
  • Se è la banca a chiudere il conto. Può farlo se il contratto lo prevede, con almeno due mesi di preavviso (art. 126-septies, comma 2, TUB). In un caso in cui la banca non ha dimostrato il preavviso, il collegio ABF di Torino (decisione n. 3307 del 28 marzo 2017) ha disposto che la banca pagasse al cliente, fra l’altro, i 185 € di commissioni d’incasso della rata spesi dopo il cambio di conto.
  • Conto già nella banca del mutuo. Se lo sconto richiede di tenerlo, anche il suo costo entra nel TAEG (disposizioni di trasparenza, sezione VI-bis, § 5.2.4), ma per il confronto conta solo la spesa in più. Se il contratto non lega il tasso al conto, chiuderlo non cambia il tasso: nei mutui ai consumatori la banca non può modificare da sola i tassi (art. 118, comma 1, TUB). Se sposti la rata su un’altra banca, controlla nel foglio informativo del mutuo la spesa d’incasso.
  • Stipendio o conto all’estero. La rata può partire anche da un conto in euro di un altro Paese dell’Unione raggiungibile con l’addebito SEPA (Reg. UE 260/2012, art. 9); per un conto fuori dall’Unione e dallo Spazio economico europeo, per esempio in Svizzera, questa tutela non c’è: chiedi alla banca prima di firmare. La portabilità del TUB vale solo fra conti nella stessa valuta presso banche o altri operatori stabiliti in Italia (art. 126-quinquiesdecies, comma 1): negli altri casi per la rata firmi un nuovo mandato.
  • Mutuo cointestato, conti separati. La rata parte dal conto indicato nel mandato di addebito, che firma chi ne è titolare: decidete prima da quale conto pagarla.
  • Mutuo di una società o per l’attività. Il divieto del Codice del consumo vale anche per le microimprese, cioè meno di 10 addetti e fatturato o bilancio fino a 2 milioni di euro (artt. 18 e 19 del Codice); per le imprese più grandi non c’è, e le regole del TUB sui pacchetti valgono solo per i consumatori. Chi ha la partita IVA ma compra la casa in cui vivere firma il mutuo da consumatore.


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