La Terza Commissione consiliare del Comune di Terni accende il motore del nuovo Piano Strade: disco verde alla variazione di bilancio che sblocca i primi 2,5 milioni di euro, attinti tramite una linea di credito concessa da Cassa Depositi e Prestiti.
Cinque voti favorevoli espressi da Alternativa Popolare e Con Bandecchi per Terni, due contrari con Partito Democratico e Gruppo Misto, e due astensioni arrivate da Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Il provvedimento garantisce la copertura finanziaria per avviare un piano d’urto su nove direttrici viarie nevralgiche, tra cui spiccano viale Trieste, via Urbinati, viale Leopardi, via Gramsci, via Tre Venezie e la direttrice tra San Liberatore e Collestatte.
Si tratta dell’avamposto operativo di una manovra pluriennale molto più ambiziosa, stimata in 30 milioni di euro sino al 2028, concepita per superare i rattoppi provvisori e ricostruire in profondità le carreggiate cittadine. Il provevdimento approderà adesso nell’aula del Consiglio comunale, dove lo scontro si concentrerà sui livelli di indebitamento, sul tasso del finanziamento e sulla tenuta complessiva delle finanze municipali.
Piano Strade Terni: la variazione di bilancio approvata per nove arterie
L’impianto tecnico licenziato dall’organismo consiliare punta a segnare una cesura netta con gli interventi di manutenzione ordinaria del passato. L’indirizzo stabilito dalla direzione Lavori Pubblici punta a realizzare opere di rifacimento strutturale capaci di garantire una durata utile superiore ai quindici anni.
A dare immediata concretezza all’atto politico è già arrivata la determina firmata dal dirigente del Settore Governo del Territorio, Federico Nannurelli, che ha approvato il Documento di Indirizzo alla Progettazione e costituito la squadra di tecnici comunali incaricata di redigere il progetto esecutivo.
I 2,5 milioni di euro confluiranno in un lotto unico d’appalto studiato per garantire continuità esecutiva e celerità di cantiere. La selezione delle arterie operata dagli uffici tecnici tiene conto dell’usura dell’asfalto e della densità dei flussi veicolari quotidiani.
Il programma di asfaltatura profonda interesserà il secondo tratto di viale Trieste compreso tra via 8 Marzo e viale Rossini con la relativa rotatoria, via Urbinati, l’anello di viale Leopardi da Porta Sant’Angelo a viale dello Stadio, viale Villafranca, via Gramsci, la parte terminale di via Tre Venezie verso San Carlo, il raccordo di via Bramante tra le rotatorie Enzo Tortora e Rosario Livatino, l’asse di completamento di viale Centurini e il tracciato che collega via San Liberatore all’ingresso del borgo di Collestatte.
Il nodo del mutuo con CDP: ammortamento e tassi sotto la lente
La sostenibilità contabile del provvedimento è stata illustrata dall’assessore ai Lavori Pubblici e alla Viabilità Sergio Anibaldi, che ha difeso la scelta di accendere il mutuo con Cassa Depositi e Prestiti. Le condizioni finanziarie prospettate in commissione fissano un tasso fisso indicativo attorno al 4,5 per cento.
Per i vertici dell’amministrazione comunale, i tempi di restituzione del capitale risultano coerenti sia con la tipologia degli investimenti sia con l’orizzonte temporale delle opere, destinate a durare a lungo nel patrimonio pubblico della città. L’assessore Sergio Anibaldi ha posto l’accento sulla scelta di snellire la filiera progettuale per aprire tempestivamente i cantieri.
“Abbiamo scelto di accelerare l’avvio dei cantieri per rispondere prima possibile alle richieste di sicurezza stradale utilizzando la possibilità aperta dal Codice dei Contratti pubblici che ci consente di procedere alla redazione del progetto esecutivo in modo di tagliare i tempi burocratici saltando il primo livello progettuale. L’omogeneità di lavori stradali previsti ci permette di utilizzare personale tecnico interno all’Ente e valorizzerà le professionalità in organico senza ulteriori costi per incarichi esterni”.
La maggioranza rivendica il risultato: “Manutenzioni attese da anni”
L’entità delle risorse messe in campo ha alimentato un acceso dibattito politico sulla prospettiva dei 30 milioni di euro previsti per il triennio dell’amministrazione guidata dal sindaco Stefano Bandecchi.
Il presidente della Terza Commissione Claudio Batini (Alternativa Popolare) ha difeso con vigore l’atto: “Mentre le opposizioni si dividono tra chi accusa il testo di essere autoreferenziale e chi si attorciglia in pretestuose polemiche finanziarie per nascondere i propri fallimenti storici, la Terza Commissione consiliare ha aperto oggi la strada al provvedimento più atteso dai cittadini: un piano organico fino a 30 milioni di euro per il ripristino totale e radicale della viabilità di Terni”.
Rivendicando la discontinuità con il passato, Claudio Batini (che ha votato l’atto insieme ai consiglieri Mengaroni, Federighi, Fortunati e Consalvi, ndr) ha attaccato centrosinistra e centrodestra, perché – a suo dire – nessuno tra i banchi della minoranza ha avutoha affrontato la sostanza dell’atto che mette sul piatto un intervento massiccio da 30 milioni di euro per cancellare decenni di incuria.
“Non vogliamo stendere un velo superficiale di asfalto elettorale per coprire le buche – ha attaccato il presidente della Terza Commissione –, ma procedere al recupero strutturale delle arterie comunali: ripristino di cunette, messa in sicurezza dei marciapiedi, sistemazione dei fossi di guardia e di tutte le opere a corredo. Oggi in Commissione non si è data semplice attuazione alla promessa principale della campagna elettorale dell’amministrazione guidata dal Sindaco Stefano Bandecchi, ma si è sancita la rinascita e la valorizzazione di un territorio che non merita, e non subirà mai più, l’indifferenza e la svogliatezza delle passate amministrazioni”.
Opposizioni critiche sul provvedimento: “Debito rischioso per il futuro”
Le minoranze consiliari hanno sollevato forti perplessità sulla concentrazione dell’indebitamento. Il consigliere Roberto Pastura (Fratelli d’Italia), che insieme a Francesco Maria Ferranti (FI) ha optato per l’astensione, ha spiegato la propria posizione: “Faccio fatica ad essere contrario alla manutenzione delle strade”, evidenziando tuttavia come la prospettiva di vincolare trenta milioni a un solo capitolo appaia eccessiva e rischiosa.
Netta contrarietà è giunta dal consigliere Leonardo Patalocco (Partito Democratico), preoccupato dall’incertezza legata ai tassi d’interesse e dall’aumento dei costi generali negli anni a venire. Voto contrario anche da Roberta Trippini (Gruppo Misto), che ha sollecitato l’esecutivo a non saturare i margini di debito dell’ente locale sull’asfalto, suggerendo il ricorso a formule di partenariato pubblico-privato.
La prova generale della commissione consegna ora il dossier al Consiglio comunale per il voto definitivo.
“Non appena il Consiglio comunale approverà la variazione di bilancio – ha concluso l’assessore Anibaldi – il gruppo di lavoro per la progettazione sarà operativo per programmare lavori di risanamento stradale in alcune zone residenziali e produttive della città, nell’ottica di un ripristino ben più ampio della rete viaria che avverrà nei prossimi anni e che consegnerà ai cittadini strade più sicure e moderne”.
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