Sono 64 i cantieri edilizi finiti sotto la lente della Guardia di finanza: lavori mai fatti o incompiuti. Guerri è stato anche interdetto dall’esercizio dell’attività d’impresa
Centocinquantatré milioni di euro di crediti fiscali sequestrati, 64 cantieri finiti sotto la lente della Guardia di finanza: lavori dichiarati, ma in parte mai eseguiti o rimasti incompiuti. È il cuore dell’inchiesta della Procura di Napoli sul presunto giro di crediti d’imposta legati al Superbonus 110 per cento. Un sistema che, secondo l’accusa, avrebbe consentito di trasformare lavori edilizi inesistenti o non completati in crediti formalmente regolari, poi ceduti e monetizzati in diverse parti d’Italia.
Al centro del provvedimento ci sono due società del settore edilizio riconducibili, secondo gli investigatori, a un unico centro di interessi. Il titolare è Alfredo Guerri, imprenditore conosciuto anche nel mondo dello sport: è il patron della Juve Stabia.
Le indagini hanno ricostruito, nel periodo compreso tra il 2021 e il 2024, la presunta illecita generazione di crediti d’imposta formalmente collegati a interventi agevolati dal Superbonus. Ma è stato il confronto tra le carte e la realtà dei cantieri a far scattare il sequestro. La documentazione tecnica e i sopralluoghi effettuati nei 64 siti avrebbero infatti consentito di accertare, secondo la Procura, che una parte dei lavori non era mai stata eseguita, mentre altri interventi risultavano soltanto parzialmente realizzati o non completati, nonostante fossero stati attestati come eseguiti.
Il passaggio successivo, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe avvenuto attraverso il sistema delle cessioni dei crediti previsto dalla normativa sul Superbonus. I crediti, una volta generati, sarebbero stati trasferiti a soggetti acquirenti operanti sull’intero territorio nazionale e quindi monetizzati. Un percorso che, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe consentito a crediti collegati a lavori mai realizzati o eseguiti solo in parte di entrare nel circuito fiscale come se fossero regolari. Da qui la possibilità di utilizzarli in compensazione o di cederli ancora.
Il gip del Tribunale di Napoli, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto il sequestro dei crediti ritenuti illecitamente generati e ancora presenti nei cassetti fiscali: 152.959.525,45 euro. Il vincolo serve a impedirne ulteriori cessioni, trasferimenti o compensazioni e a evitare, secondo l’accusa, un ulteriore pregiudizio per l’Erario.
Guerri, che ha avviato la propria attività imprenditoriale concentrandosi sulla green economy e sull’efficientamento energetico degli edifici in Campania, aveva già preso posizione sui primi filoni dell’inchiesta. In una nota ufficiale diffusa dalla Juve Stabia, aveva ribadito la propria estraneità ai fatti contestati, spiegando che le vicende giudiziarie riguardano passate attività edilizie e sostenendo che non avrebbero inciso sulla regolare operatività del club né sulla gestione sportiva della società.
Il nome di Guerri è ormai legato anche al calcio professionistico. Nel giugno 2026 la proposta di ricapitalizzazione presentata dall’imprenditore è stata giudicata idonea dal Tribunale di Napoli, nell’ambito della vicenda che aveva portato la S.S. Juve Stabia 1907 a fronteggiare il rischio di fallimento dopo un periodo di amministrazione controllata. Guerri ha quindi assunto ufficialmente la presidenza del club, annunciando investimenti sulle strutture e sul settore giovanile.
Gli interessi del Gruppo Guerri si estendono anche ad altri sport. L’azienda è Title Sponsor della squadra di basket che milita in Serie A, la massima serie italiana: in virtù dell’accordo, la formazione ha assunto la denominazione ufficiale di Guerri Napoli. Nel tennis, invece, il gruppo è Main Sponsor della Guerri Napoli Tennis Cup, torneo internazionale ATP Challenger 125 considerato uno dei principali appuntamenti tennistici della Campania.
Disposto il divieto di esercizio d’impresa
Guerri è tra le due persone per le quali la Procura di Napoli Nord (procuratore aggiunto Mariella Di Mauro), al termine di indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Giugliano, ha chiesto e ottenuto dal gip il divieto di esercitare imprese e, per l’altro indagato, un ingegnere, il divieto di esercitare la professione tecnica.
Il nuovo Cda della Juve Stabia
Non è tutto. Perché il contraccolpo dell’inchiesta ha avuto eco anche nella società. L’era Guerri, per la squadra stabiese, è tramontata. Il gip Arpino (Tribunale Napoli Nord) ha nominato un amministratore giudiziario alla guida della Domus, società che controlla il club di Serie B. Di conseguenza, il custode Giovanni Montaperto ha azzerato i vertici calcistici per isolare la squadra dal caos legale e dall’ombra delle vecchie infiltrazioni del clan D’Alessandro. Il nuovo Consiglio di amministrazione vede come presidente Alfonso Morrone, affiancato dai tecnici Salvatore Scarpa e Mario Ferrara. Il loro compito sarà blindare la legalità e proteggere il campionato delle Vespe (che hanno avuto anche due punti di penalizzazione).
L’inchiesta sul Superbonus è tuttavia ancora nella fase preliminare. Il provvedimento eseguito dalla Guardia di finanza è una misura cautelare reale, soggetta ai mezzi di impugnazione previsti dalla legge. I destinatari della misura sono persone sottoposte a indagine e, come previsto dall’ordinamento, devono essere considerati presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
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