Il forum Risorsa Mare 2026 arriva alla Spezia: presentato il “Libro Blu”


Trieste, Palermo, Civitavecchia e ora La Spezia. Il forum “Risorsa Mare 2026”, lanciato nel 2023 da Teha con il patrocinio del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci e della Presidenza del Consiglio dei Ministri, fa tappa in Liguria. L’iniziativa mette al centro la competitività e l’attrattività della filiera del mare nel suo complesso, aggregando le diverse componenti del sistema politico socio-economico nazionale ed europeo attorno alle priorità di intervento e promozione per il settore, soprattutto in chiave industriale: sicurezza marittima e Mar Mediterraneo, pesca e dimensione subacquea, trasporti e crocieristica, portualità, ambiente e isole minori, formazione, sport e nautica.

Il ministro Musumeci al forum Risorsa Mare: “Calo flotta di bandiera? Ci sarà da lavorare”

Il Libro Blu

La presentazione del “Libro Blu Risorsa Mare 2026” è partita dai tradizionali dieci messaggi chiave. Il primo: “L’economia del mare genera 78,9 miliardi di euro di valore aggiunto, con un moltiplicatore di 1,8; attiva 225 miliardi di euro nell’economia nazionale, ed è stimata cresce più del totale dell’economia nel 2025”. Il secondo: il cambiamento climatico e le tensioni geopolitiche stanno modificando la geografia dei traffici marittimi, favorendo lo sviluppo di corridoi alternativi. “Il mar Mediterraneo si sta scaldando – ha spiegato Valerio De Molli di Teha -. E poi ci sono le guerre in Medio Oriente, che stanno impattando in modo enorme su costi, Difesa e struttura economica europea e italiana”. In questo scenario, “il costo dei noli è 4 volte superiore rispetto al 2023”.

Il terzo messaggio chiave è sull’import-export marittimo del Paese, calato del 2,3%. Anche se il traffico è in aumento grazie ai trasbordi, trainato principalmente dal Sud Italia. Il quarto: “La competitività dei porti italiani nei traffici italiani è influenzato sia dal quadro geopolitico ma anche dall’adeguamento alle norme di decarbonizzazione”, tornando sul tema dell’Ets.

E ancora: nell’industria armatoriale l’Italia perde terreno, con un calo del 2,3%. “Le motivazioni sono legate ad aspetti concreti e lavoratori, che dovremmo affrontare”, ha aggiunto De Molli. La cantieristica navale, invece, si conferma settore trainante. Il settimo messaggio guarda alla filiera subacquea: “Si tratta di un comparto in crescita, sebbene ancora in fase di delineazione”.

L’ottavo e nono punto riguardano la zona economica speciale e, soprattutto, il comparto crocieristico: “Con 95, milioni di passeggeri movimentati nel 2024, l’Italia ha fatto segnare un record storico”. L’ultimo messaggio segna ancora un primato: “Il nostro Paese è primo in Europa per porti di rilevanza continentale”, ha concluso Molli.

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La legge per la valorizzazione della risorsa mare

Dopo la presentazione del “Libro Blu”, il dibattito si è spostato sulla legge per la valorizzazione della risorsa mare. La senatrice Simona Petrucci, presidente dell’Intergruppo parlamentare economia marittima, ha presentato i punti della legge risorsa mare. “Volevamo portare tutti i ministeri verso un unico progetto, che è quello del piano del mare – ha detto –. Così facendo potevamo avere rapporti su ogni singolo aspetto, dal turismo alla pesca, passando per il diporto, la portualità e la subacquea”. Sui futuri obiettivi, invece, ha aggiunto: “Bisognerà sburocratizzare ulteriormente e, attraverso i prossimi decreti, fornire regolamenti più semplici e facili da applicare”.

Il deputato Gimmi Cangiano, presidente dell’intergruppo parlamentare Nautica, Subacquea e Turismo Marino, si è soffermato sul mondo dell’underwater: “Grazie ai due interventi degli ultimi mesi, da un lato tuteliamo il mondo del lavoro e dall’altro ci occupiamo della subacquea ricreativa e turistica”.

La chiosa del panel è toccata al ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Da friulano, ha sottolineato la valenza di un percorso partito tre anni fa proprio da Trieste per poi chiudere sottolineando la volontà di “mettere il mare al centro della politica italiana”.

Emergenza competenze

La mattina è proseguita con il secondo, e ultimo, panel: “Emergenza competenze”. Sul palco Nicolò Carnimeo, professore di Diritto della Navigazione all’Università di Bari” e Alberto Tarabotto, comandante dell’Accademia Navale di Livorno. In collegamento video, invece, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Risorsa Mare, il ministro Valditara: “Lettera alle famiglie per valorizzare l’offerta formativa marittima”

Carnimeo ha introdotto il tema del Polo Formativo del Mediterraneo. “Adesso – ha dichiarato – bisogna rendere attrattive le lauree che si occupano della qualificazione professionale nel settore dell’economia del mare”. Il comandante Tarabotto, invece, ha proiettato lo sguardo al 2055: “Non so quali tecnologie imbarcheranno le nostre navi. Ma di una cosa sono certo: oggi guardo negli occhi i comandanti di quelle unità e sono consapevole che avranno bisogno di una formazione di tipo valoriale”.

Orizzonte Mediterraneo

Il ministro Crosetto al forum Risorsa Mare: “Marina pronta a far passare le navi mercantili da Bab al-Mandab”

Il pomeriggio si è aperto con l’intervento del ministro della Difesa, Guido Crosetto. A seguire, una tavola rotonda ha approfondito il tema della governance del mare e della sicurezza. Dopo gli interventi di James Bergeron, political advisor di Nato, e Ugo Salerno, presidente esecutivo di Rina, ha preso la parola Massimo Debenedetti, amministratore delegato di Cetena – Gruppo Fincantieri. “La nostra sicurezza passa per il mare – ha specificato -. Di conseguenza, la navalmeccanica è tornata strategica”. Da qui un programma d’intenti: “Il gruppo si sta impegnando per raddoppiare la capacità produttiva e ridurre i tempi di realizzazione di una fregata”. Nel futuro, invece, l’obiettivo è quello di “dotare l’Italia di reattori nucleari da imbarcare sulle navi”. Anche se, ammette, l’obiettivo ultimo è “realizzare unità mercantili nucleari”.

Se lo “Stretto” diventa “strettissimo”

Industria e Forza armata sono legate strettamente. Così da Fincantieri si è passati alla Marina Militare. L’ultima tavola rotonda è stata incentrata sul tema degli stretti. “Un problema che c’è sempre stato”, secondo il Capo di Stato Maggiore Giuseppe Berutti Bergotto. Che poi ha aggiunto: “Molti di questi, da Malacca a Bab al-Mandab, possono essere aggirati, ma le conseguenze sono sempre le stesse: costi in salita, assicurazioni che schizzano verso l’alto e prodotti che arrivano al cliente a prezzi triplicati”. Uno su tutti, il petrolio. “È ragionevole pensare che dopo Hormuz aumenterà il rischio di contrabbando – ha ammesso il Comandante del Comando Aeronavale Centrale della Guardia di Finanza Stefano Screpanti -. E qualche segnale già c’è: mettendo a paragone il periodo tra marzo e settembre del 2026 con quello del 2025, registriamo un +40% dei soggetti denunciati, un +90% dei prodotti collocati in nero fuori dai circuiti e un +43% di sequestri”. Oltre agli stretti, però, possono diventare “strettissime anche alcune situazioni in ambito portuale”, ha avvisato il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Sergio Liardo. Il riferimento è corso a Genova e alla Diga, che permetterà di riallargare lo spettro e creare nuovi accosti.


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