Regata del Conero, Ancona mette in mare la storia e l’economia blu


Due barche che hanno segnato l’ingresso dell’Italia nella storia della Coppa America tornano in mare insieme. Ma dietro il ritorno di Azzurra 3 e Italia 2, protagoniste dell’Iconic Italian America’s Cup Exhibition, c’è anche la fotografia di un sistema che prova a fare del mare una leva economica, turistica e territoriale.

È questa la chiave della XXVII Regata del Conero, in programma ad Ancona dal 18 al 20 settembre. Una manifestazione che ogni anno richiama quasi 200 imbarcazioni e che quest’anno amplia ulteriormente il proprio perimetro, affiancando alla competizione sportiva incontri, attività per la cittadinanza, musica e iniziative dedicate alla fruizione del mare.
Il ritorno in acqua delle due imbarcazioni simbolo della vela italiana rappresenta il momento più spettacolare. Azzurra 3, prima sfidante italiana della Coppa America nel 1983, e Italia 2, protagonista delle campagne della seconda metà degli anni Ottanta, saranno insieme sabato 19 settembre alle 11 nelle acque antistanti il Passetto per una veleggiata celebrativa. Domenica saranno invece sulla linea di partenza della Regata del Conero.
Un’operazione resa possibile dalla passione degli armatori marchigiani Nicola e Maurizio Vecchiola, che hanno riportato i due scafi nelle condizioni di navigare dopo anni trascorsi a terra. A bordo torneranno anche alcuni protagonisti delle campagne di Coppa America: Sandro “Cicci” Spaziani e Alberto Fantini su Azzurra, Andrea Merani, Aldo Migliaccio e Francesco Pizzuto su Italia, con Tommaso Chieffi atteso domenica.

La vela come infrastruttura territoriale

Il dato più interessante, però, è nella capacità della manifestazione di collegare sport, nautica, turismo e territorio. Il confronto previsto venerdì all’Ancona Yacht Club, Mare Aperto – Sport, turismo e accessibilità per un territorio che accoglie, mette allo stesso tavolo Regione, Comune, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, Parco del Conero e Marina Dorica, con un focus sul mare come leva di sviluppo economico, turistico e sociale.

È un approccio che porta la nautica fuori dalla sola dimensione agonistica. Marina Dorica diventa infatti infrastruttura di accoglienza, punto di approdo e piattaforma per eventi, mentre il porto e il sistema costiero entrano nella costruzione di una proposta turistica che punta a valorizzare Ancona anche dal mare.

«Marina Dorica è un partner indispensabile anche per lo sviluppo turistico della città – sottolinea Daniele Berardinelli, assessore al Turismo del Comune di Ancona –. Stiamo lavorando per far conoscere e apprezzare sempre di più la costa di Ancona anche dal mare, favorendo una fruizione dei nostri ambienti costieri che non sia esclusivamente da terra. La Regata del Conero, con lo spettacolo che offre e la sua capacità di richiamare pubblico e appassionati, rappresenta uno strumento importante in questa direzione. I grandi eventi sportivi hanno una forte capacità di generare attenzione e ricadute turistiche sui territori che li ospitano: vogliamo che Ancona sappia cogliere sempre meglio queste opportunità».

Una prospettiva condivisa da Tiziano Consoli, assessore allo Sport della Regione Marche, che definisce la Regata «una manifestazione iconica, capace di unire la passione per il mare a una straordinaria capacità di fare sistema tra istituzioni, associazioni e territorio». Consoli parla di un evento «di rilievo nazionale», con centinaia di imbarcazioni, migliaia di atleti e una significativa presenza di visitatori, sottolineando inoltre il ruolo della manifestazione nella capacità delle Marche di coniugare sport, turismo, ambiente e promozione territoriale.

Sul rapporto tra città e Marina insiste anche Giovanni Zinni, vicesindaco e assessore allo Sport del Comune di Ancona. «Il nostro ringraziamento va a Marina Dorica e a tutti i circoli nautici che ogni giorno animano questo luogo e contribuiscono a mantenerlo aperto e vivo per la città», afferma. Il ritorno di Italia e Azzurra, aggiunge, rappresenta «un’occasione straordinaria, capace di portare Ancona all’attenzione del panorama sportivo e culturale nazionale», anche nel percorso verso Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028.

Quasi 200 barche e una filiera adriatica

La dimensione economica passa anche dalla partecipazione. A pochi giorni dalla partenza sono già oltre cento le imbarcazioni iscritte, con il picco delle adesioni atteso tra venerdì e sabato. La flotta attesa comprende alcune delle barche più rappresentative della vela adriatica: dal Farr 80 Idrusa di Montefusco ai TP52 Orlanda e Xio, dall’ICE 52 Stardust allo Sly 53 Chimera, fino allo Swan 36 Sixth Sense, armato dal portocivitanovese Sandro Paniccia.

La Regata del Conero è inoltre inserita nel circuito Go to Barcolana – Sfida Adriatica, promosso da Assonautica Italiana, che collega alcune delle principali regate dell’Adriatico lungo la rotta verso Trieste.

Per Leonardo Zuccaro, presidente della Regata del Conero, la formula mantiene proprio questa doppia anima: «Da una parte la festa della vela, con le Vele Bianche aperte anche a chi vuole vivere il mare senza esasperazioni agonistiche; dall’altra la competizione sportiva». E il programma 2026, sottolinea, consente di passare «dalla Conero Cup ORC del sabato alla sfida tra Italia e Azzurra, fino alla grande Regata del Conero di domenica».

Marina Dorica, dalla competizione alla città

Il disegno organizzativo punta così a trasformare Marina Dorica in un luogo di incontro tra comunità sportiva, cittadini e visitatori.

«La Regata del Conero di quest’anno nasce da un continuo intreccio di collaborazioni e partnership con le realtà del territorio, con l’obiettivo di renderla sempre più non soltanto un appuntamento per i velisti, ma una vera festa di fine estate per la città di Ancona», spiega Alessandro Domogrossi, direttore di Marina Dorica. COGEVO e Adriatico Mediterraneo, aggiunge, sono esempi della volontà di «aprire la manifestazione a pubblici diversi».

Dentro questa logica entra anche la componente ambientale. Ogni partecipante riceverà nel kit regata anche il kit del progetto Mare da Salvare, dedicato alla raccolta volontaria dei marine litter, iniziativa che coinvolgerà la comunità dei diportisti tra settembre e ottobre in collaborazione con Garbage Group e Valpaint.

È un ulteriore tassello che lega nautica e blue economy: non solo utilizzo del mare, ma anche responsabilità nella sua gestione.

Sul fronte della sicurezza, la Capitaneria di Porto affianca ai propri compiti istituzionali una partecipazione diretta alla competizione. «Dietro una manifestazione di queste dimensioni c’è un importante lavoro di squadra e la Capitaneria di Porto contribuisce all’organizzazione con particolare attenzione alla sicurezza dei partecipanti», spiega il Capitano di Vascello Fabio Di Cecco, portando il saluto dell’Ammiraglio Massimo Seno. Quest’anno la Guardia Costiera sarà presente anche con un equipaggio a bordo di uno Jeanneau di 15 metri, unità sottratta ad attività illecite e successivamente destinata a uso istituzionale. «Parteciperemo nella categoria Crociera, portando in regata anche un messaggio di sostenibilità e legalità».

Accessibilità e cultura del mare

La tre giorni prova inoltre ad allargare la platea della nautica. Venerdì sarà inaugurato il nuovo Centro Parasailing realizzato in collaborazione con la Lega Navale Italiana – Sezione di Ancona, mentre il Sailing Open Day consentirà di provare gratuitamente la vela.

«È un passo importante per rendere il mare e la vela accessibili anche a persone che, diversamente, incontrerebbero maggiori difficoltà ad avvicinarsi al mondo della nautica», osserva Claudio Ciarmatori, presidente della Lega Navale Italiana – Sezione di Ancona. Il progetto, spiega, nasce due anni fa in occasione del Campionato Italiano Classi Olimpiche e trova ora compimento con il primo pontile e la nuova area Parasailing.

Anche il CONI Marche legge nella manifestazione una dimensione che va oltre il risultato sportivo. «La Regata del Conero rappresenta uno degli esempi più significativi della capacità dello sport di unire agonismo e passione», afferma il presidente Fabio Luna, sottolineando la capacità dell’evento di coinvolgere appassionati e turisti e di diventare «uno strumento di promozione del territorio».

A completare il programma è la componente culturale e musicale. «Consolidiamo una collaborazione avviata da alcuni anni con una manifestazione importante per Ancona, contribuendo a renderla sempre più multidisciplinare e capace di coinvolgere pubblici diversi», dice Giovanni Seneca, direttore di Adriatico Mediterraneo. Gli spettacoli saranno gratuiti e aperti a tutti, venerdì e sabato sera a Marina Dorica.

La sfida del mare come sistema

Infine, il significato più identitario dell’edizione 2026 è affidato alle parole di Andrea Giorgetti, presidente di Marina Dorica, che guarda al ritorno di Azzurra e Italia anche come occasione per riavvicinare la città al proprio mare.

«Vedere Azzurra e Italia nuovamente insieme in mare ad Ancona, dopo tanti anni trascorsi a terra, sarà un’emozione difficile da descrivere», afferma. Le numerose richieste di informazioni ricevute «da tutta Italia», aggiunge, confermano l’interesse suscitato dall’iniziativa. L’auspicio è che «i diportisti anconetani escano in mare per assistere alla veleggiata e che tanti cittadini raggiungano il Passetto».

Il programma parte venerdì 18 settembre e si chiude domenica 20 con la grande regata. Sabato, oltre alla veleggiata di Azzurra e Italia, è prevista la Conero Cup ORC Invitational – Trofeo Mediolanum; domenica alle 11 partirà la XXVII Regata del Conero, con i due percorsi differenziati per le diverse categorie.
Tre giorni nei quali la vela torna dunque a essere spettacolo, competizione e memoria. Ma anche, nel caso di Ancona, un modo per mettere in relazione marina, porto, turismo, imprese, ambiente e comunità, mostrando come la dimensione sportiva possa diventare parte di una più ampia economia del mare. Una filiera che vive sulle banchine, in acqua e a terra e che trova nella Regata del Conero uno dei suoi appuntamenti più visibili sull’Adriatico.


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