PALERMO. Taglio del nastro oggi a Trappeto per il plesso scolastico rinato e restituito finalmente alla sua cittadinanza. Porta il nome di Biagio Conte, è il primo in Sicilia a farlo. Si è tenuta questa mattina la cerimonia ufficiale per la riapertura della storica scuola, un tempo intitolata a Maria Pia di Savoia e chiusa per oltre vent’anni. All’evento hanno preso parte importanti personalità civili e religiose, tra cui il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, l’Arcivescovo di Monreale, monsignor Gualtiero Isacchi, l’assessore regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, Mimmo Turano, e don Pino Vitrano in rappresentanza della Missione Speranza e Carità fondata proprio da Biagio Conte. «Una giornata in cui si inaugura una scuola che porta il nome di un uomo esemplare per il patrimonio umano e morale che ci ha lasciato, ma anche un’occasione in cui si celebra una fortissima sinergia tra Stato e Regione, tra governo nazionale e governo regionale, nella quale ho sempre creduto. Un plesso scolastico come questo – ha dichiarato Schifani – strutturalmente all’avanguardia, munito di aria condizionata, credo che sia insieme il raggiungimento di un diritto dei nostri ragazzi e di un dovere delle istituzioni che hanno la responsabilità di fare vivere i nostri ragazzi in una società accogliente».
«Quella di oggi è molto più di un’inaugurazione, è l’apertura di una nuova casa di crescita, di cultura e di futuro per la nostra comunità – ha sottolineato l’amministrazione nel corso della cerimonia –. Stiamo inaugurando una struttura moderna che, a seguito di importanti e corposi lavori di ristrutturazione, rispecchia adesso tutti i più elevati standard di sicurezza e di efficientamento energetico, fondamentali per garantire ai nostri ragazzi il diritto allo studio in un ambiente sano e sicuro». Trappeto ritrova così il suo polo educativo, da oggi intitolato alla memoria di fratel Biagio Conte e arricchito da un monumentale murales che domina la facciata del plesso compreso tra le vie Milano, Genova, Fiume e XXIV Giugno.

L’edificio scolastico torna a vivere e diventa un simbolo della memoria e della solidarietà. A raccontare questo nuovo inizio c’è la grande opera artistica commissionata dal Comune e realizzata dallo street artist di Partinico Peppe Vaccaro, autore di numerose altre opere realizzate in diverse località della Sicilia, come quelle di Borgo Parrini. L’artista, che è anche docente dell’istituto comprensivo, ha vissuto con forte coinvolgimento la creazione del murales: «Sono felice e orgoglioso di dare il mio contributo pittorico a questa nuova intitolazione – ha spiegato Vaccaro –. Questa è un’opera carica di grande significato soprattutto per il soggetto rappresentato e perché l’edificio di destinazione è una scuola. Sappiamo quanto fratel Biagio Conte abbia fatto per i bambini, per i ragazzi e per le famiglie; è davvero un orgoglio poter lanciare questo messaggio di accoglienza e fraternità rivolto agli studenti, alle famiglie e ai docenti, un abbraccio a tutta la comunità».


La riapertura della scuola rappresenta un momento atteso da tempo dal paese, che torna a riappropriarsi di uno spazio fondamentale. Dopo decenni di chiusura, la struttura destinata alla scuola primaria e secondaria di primo grado torna ad accogliere gli alunni portando il nome del missionario laico palermitano scomparso nel gennaio del 2023. Una scelta che fa da apripista nel panorama regionale, come evidenziato dall’assessore comunale alla pubblica istruzione Salvatore Orlando: «Siamo effettivamente i primi a dedicare un edificio pubblico a fratel Biagio Conte. Ci tenevamo molto vista l’importanza del personaggio, il fatto che in passato sia stato ospite qui a Trappeto e la sua eredità spirituale inestimabile. La scelta è ricaduta su di lui trovando l’unanimità dei consensi. L’importante era dare ai nostri bambini e ragazzi degli spazi finalmente consoni, puliti, climatizzati e all’avanguardia affinché possano svolgere le lezioni in tranquillità».
Eppure, il cambio di intitolazione non è avvenuto a margine di un percorso del tutto indolore. Mesi fa, quando l’idea ha iniziato a prendere forma, c’era chi sosteneva che togliere a Maria Pia di Savoia l’intitolazione dello storico plesso fosse un vero e proprio insulto alla storia. Ne nacque un dibattito serrato, a tratti persino interessante nelle sue sfaccettature morali e nostalgiche. Oggi, però, a guardare il parterre di autorità e presenze che affollavano la cerimonia — con lo stile e le acclamazioni istituzionali tipiche della politica regionale —, appare chiarissima una verità: dedicare una scuola a un uomo che ha fatto della lotta alla miseria e del riscatto dei poveri una missione esistenziale è immensamente preferibile al ricordo di qualsiasi regina. «Qualcuno parlerà ancora di memoria cancellata o di revisionismo, sbrodolando ricordi di giovinezza legati al nome dei Savoia – scrive un cittadino – tuttavia, la nostra società e il mondo dell’educazione non hanno bisogno di eroi del passato o di blasoni nobiliari, ma di buoni maestri. E fratel Biagio, che ha usato la sua fede come un’arma di dignità e giustizia contro la povertà, insegna concretamente alle nuove generazioni da che parte stare».


L’intitolazione non è soltanto un cambio di targa. Il Comune ha voluto trasformare la scuola in un luogo capace di trasmettere questo messaggio profondo. Il murales rappresenta Fratel Biagio al centro, con il suo aspetto da pellegrino-eremita, il lungo saio e il bastone. Il bastone richiama il suo cammino spirituale e fisico, un cammino condiviso con gli ultimi. La croce sul petto rappresenta la radice della sua scelta di vita. I libri aperti e i fogli sono un dettaglio centrale: richiamano la conoscenza, l’educazione, la cultura e l’eredità che Biagio voleva trasmettere soprattutto ai giovani.
Su queste idee si inserisce anche il lavoro di Peppe Vaccaro, scelto dal Comune per realizzare il murales che accompagna la rinascita dell’edificio. L’opera diventa così parte integrante della nuova identità della scuola e rende visibile, anche attraverso l’arte, il messaggio che l’amministrazione ha voluto affidare alle nuove generazioni. Questo traguardo è il risultato di un lungo percorso istituzionale e sociale corale. La giornata segna dunque un doppio ritorno: quello della scuola alla sua funzione originaria e quello di un luogo pubblico al centro della comunità.
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