Le azioni Exor (EXO) hanno chiuso mercoledì 2 settembre 2026 a 72,90 euro, in rialzo dello 0,55%, con una capitalizzazione di circa 15,2 miliardi di euro. Il mercato del 3 settembre non ha ancora aperto: i dati riportati sono quindi le chiusure di ieri. La giornata delle controllate è stata a due velocità: CNH Industrial ha guadagnato l’8,54% dopo due upgrade di Wall Street, mentre Stellantis ha perso il 2,4%. Sommando i pesi delle quote quotate, il saldo netto per Exor è stato positivo per oltre 350 milioni di euro in un solo giorno.
Sommario
Azioni Exor: quotazione e dati di chiusura
La holding della famiglia Agnelli, guidata dal presidente John Elkann, ha chiuso la seduta di mercoledì 2 settembre 2026 a 72,90 euro su Euronext Amsterdam, contro un’apertura a 72,35 euro. Il titolo ha oscillato tra un minimo di 71,75 e un massimo di 73,10 euro, con un volume di circa 245.000 azioni scambiate.
| Titolo | Prezzo chiusura 2/09 | Variazione | YTD 2026 |
| Exor (EXO) | 72,90 € | +0,55% | -11,13% |
| Ferrari (RACE) | 357,05 € | +0,44% | +12,03% |
| Stellantis (STLAM) | 4,6415 € | -2,40% | -50,94% |
| CNH Industrial (CNHI) | 11,44 € | +8,54% | +24,86% |
| Iveco Group (IVG) | 14,01 € | +0,14% | -25,38% |
| Philips (PHIA) | 22,85 € | +0,82% | +2,55% |
| Juventus (JUVE) | 2,046 € | -1,63% | -29,25% |
Dati incrociati su almeno due fonti indipendenti (Il Sole 24 Ore, Teleborsa, SoldiOnline) e, per CNH Industrial, confermati anche dalla doppia quotazione di New York, dove il titolo ha chiuso a 13,65 dollari, +9,20%.
Il conto delle partecipate: chi ha guadagnato e chi no
Per capire se Elkann ha davvero “fatto valore” oggi, non basta guardare il prezzo di Exor: bisogna pesare la variazione di ogni singola quota per il suo valore reale nel portafoglio. Usando le ultime quote di partecipazione comunicate (aggiornate al 26 agosto 2026), il calcolo è questo:
| Partecipata | Quota Exor | Valore quota | Variazione oggi | Impatto stimato |
| Ferrari | 19,5% | 13,45 mld € | +0,44% | circa +59 mln € |
| Stellantis | 15,5% | 2 mld € | -2,40% | circa -48 mln € |
| CNH Industrial | 26,9% | 3,6 mld € | +8,54% | circa +307 mln € |
| Philips | 19% | 4,25 mld € | +0,82% | circa +35 mln € |
Sommando le quattro voci, il valore delle sole quote quotate principali è salito di circa 353 milioni di euro in una sola seduta, trainato quasi interamente da CNH Industrial. È un calcolo indicativo (le quote esatte cambiano con buyback e cessioni), ma il segnale è chiaro: oggi il vero motore del valore di Exor non è stata l’auto tradizionale, bensì la componente industriale nordamericana di CNH.
Ferrari: il gioiello di lusso da 13,45 miliardi
Ferrari (RACE) resta di gran lunga la quota più preziosa nel portafoglio Exor, con una partecipazione scesa al 19,5% dopo la cessione del 4% del capitale del 27 febbraio 2025 (incasso di 3 miliardi di euro, usati per un miliardo di buyback e due miliardi di nuove acquisizioni). Elkann la classifica ormai come asset del lusso, non più come automotive puro: il titolo ha chiuso il 2 settembre a 357,05 euro (+0,44%), a un passo dal massimo annuale di 373 euro toccato il 24 agosto.
Stellantis: la quota che vale meno di un decimo del portafoglio
Stellantis (STLAM) è il volto più visibile ma ormai anche il meno pesante tra le grandi partecipate: la quota Exor, ridotta al 15,5% del capitale, vale circa 2 miliardi di euro, meno di un settimo di quanto vale Ferrari. Il titolo ha perso il 2,4% mercoledì, chiudendo a 4,6415 euro, ben lontano dal massimo di 9,851 euro segnato il 5 gennaio 2026: un dimezzamento in otto mesi che spiega perché la holding stia diversificando altrove.
CNH Industrial: perché è balzata dell’8,5%
Il vero protagonista della giornata è CNH Industrial, di cui Exor controlla il 26,9%. Il titolo ha chiuso a 11,44 euro a Milano (+8,54%) e a 13,65 dollari a New York (+9,20%), sospinto da due upgrade di Wall Street arrivati tra il 31 agosto e il 1° settembre: Evercore ISI ha alzato il giudizio a Outperform portando il target price da 12,50 a 18 dollari, mentre Baird ha promosso il titolo a Outperform con target a 15 dollari (da 11), scommettendo su un recupero del settore agricolo americano nel 2027 dopo tre anni di flessione.
Iveco: la cessione a Tata Motors
Sul fronte Iveco (IVG) la partita è ormai fuori dal perimetro strategico di lungo periodo di Exor: la holding ha ceduto il controllo del gruppo di veicoli commerciali all’indiana Tata Motors, mentre la divisione difesa è passata a Leonardo. Il titolo continua però a essere scambiato sul listino milanese in attesa del perfezionamento definitivo dell’operazione, e mercoledì ha chiuso praticamente invariato a 14,01 euro (+0,14%).
Philips e Juventus: la nuova bussola di Elkann
Il cambio di pelle di Exor si vede soprattutto in Philips, dove la holding è entrata nell’agosto 2023 con il 15,1% e ha appena ottenuto, ad agosto 2026, il via libera per salire fino al 22% (dal precedente tetto del 20%). La quota attuale del 19% vale circa 4,25 miliardi di euro e ha guadagnato quasi il 25% dall’ingresso, uno degli investimenti più riusciti degli ultimi anni. Sommando Philips, il 10% in Institut Mérieux (1 miliardo) e le posizioni in salute USA gestite tramite Lingotto (Molina Healthcare, Teva, Moderna, Intuitive Surgical), il totale healthcare supera oggi i 6 miliardi di euro, più dei 5,6 miliardi di Stellantis e CNH messi insieme: per la prima volta da quando la famiglia Agnelli fondò Fiat nel 1927, la salute pesa più dell’auto nel portafoglio di famiglia.
Juventus (JUVE), controllata da Exor con circa il 65% delle quote, ha invece chiuso in calo dell’1,63% a 2,046 euro, penalizzata dal risultato negativo di esercizio e da un titolo che nel 2026 ha perso quasi un terzo del proprio valore.
Rating sintetico Metodo Biagetti
Secondo il Metodo Biagetti, applicato qui in versione sintetica come previsto per gli aggiornamenti quotidiani (per l’analisi completa in 12 sezioni si rimanda alla nuova edizione del libro sul Metodo Biagetti), Exor oggi si conferma un caso classico di holding scambiata a sconto sul patrimonio netto: il mercato non sta ancora premiando pienamente la diversificazione verso la salute, mentre continua a scontare il peso storico di Stellantis. Rating: 3,5/5 (Hold con bias positivo), in attesa che il mercato riconosca il nuovo mix di portafoglio.
Domande frequenti
Le azioni Exor sono salite o scese il 3 settembre 2026?
Il titolo Exor ha chiuso in rialzo dello 0,55% a 72,90 euro nell’ultima seduta disponibile (mercoledì 2 settembre), prima dell’apertura del 3 settembre. Il saldo pesato delle sue quattro maggiori partecipate quotate è stato positivo per circa 353 milioni di euro.
Quanto vale oggi la quota Exor in Ferrari?
Circa 13,45 miliardi di euro, pari al 19,5% del capitale, dopo la cessione del 4% avvenuta nel febbraio 2025 per 3 miliardi di euro.
Perché le azioni CNH Industrial sono salite dell’8,5%?
Per due upgrade di Wall Street (Evercore ISI e Baird) arrivati tra il 31 agosto e il 1° settembre 2026, che scommettono su una ripresa del mercato agricolo americano nel 2027.
Cosa succede alla quota Iveco di Exor?
È in corso la cessione a Tata Motors, con la divisione difesa passata a Leonardo; il titolo resta quotato a Milano fino al perfezionamento dell’operazione.
Exor guadagna più dalla salute o dall’automotive?
Dalla salute, per la prima volta dal 1927: tra Philips, Institut Mérieux e le posizioni USA gestite da Lingotto, il valore supera i 6 miliardi di euro contro i 5,6 miliardi di Stellantis e CNH Industrial insieme.
Chi controlla Exor e quali sono le sue principali partecipate?
Exor è controllata dalla famiglia Agnelli-Elkann tramite Giovanni Agnelli B.V. ed è guidata dal presidente John Elkann; le principali partecipate quotate sono Ferrari, Stellantis, CNH Industrial, Iveco, Philips e Juventus.
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Fonti istituzionali di approfondimento: Consob, Banca d’Italia, Borsa Italiana.
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