Ancona, 28 alloggi Erp: bandi speciali fino al 4 novembre – Uil Marche


Il Comune di Ancona ha aperto tre bandi speciali per l’assegnazione di 28 alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) sovvenzionata, rivolti a giovani under 35, famiglie numerose e nuclei monogenitoriali: le domande si presentano esclusivamente online fino alle 12 del 4 novembre 2026.

In parallelo, è attivo fino al 22 ottobre il bando per il contributo sul canone di locazione 2026, misura di sostegno all’affitto nel mercato privato.

Bandi Erp ad Ancona: una risposta mirata al disagio abitativo

I tre avvisi attuano la “riserva per particolari categorie sociali” prevista dalla legge regionale Marche 36/2005 e dal regolamento comunale del febbraio 2025, sulla base delle delibere di Giunta 1135/2025 e 745/2026. La norma regionale ha come obiettivo esplicito incrementare e riqualificare il patrimonio Erp per garantire soluzioni abitative ai ceti sociali più deboli, sostenere le famiglie meno abbienti in locazione e raccordare gli interventi abitativi con le politiche sociali, sanitarie e del lavoro.

In questa cornice, i bandi di Ancona danno priorità a chi oggi incontra maggiori difficoltà nell’accesso alla casa: giovani con redditi contenuti e percorsi lavorativi fragili, genitori soli costretti a reggere da soli i costi di affitto e gestione familiare, e famiglie numerose con almeno tre figli, per le quali il reddito disponibile spesso non copre adeguatamente le esigenze abitative.

I dati nazionali più recenti confermano che il disagio abitativo colpisce in misura sproporzionata proprio queste fasce: tra i nuclei con percettore under 35 la deprivazione abitativa grave riguarda il 12,1% delle persone, e le famiglie monogenitoriali restano tra le categorie più esposte.

«Sollecitiamo da tempo l’adozione di importanti provvedimenti a sostegno soprattutto delle famiglie più deboli, in un contesto in cui la crisi abitativa rischia di compromettere sia il diritto all’abitare di dipendenti e pensionati, sia la stabilità dei nuclei giovani e monogenitoriali», ha più volte sottolineato Andrea Catalani, presidente di UNIAT Marche, l’associazione degli inquilini di UIL Marche.

Per Catalani, «un terzo del budget familiare è ormai assorbito dall’affitto in diversi capoluoghi marchigiani: servono politiche abitative più eque, uniformi e sostenibili, che partano dall’offerta pubblica e dai contributi al canone per arrivare a una vera strategia di housing sociale».

Dal punto di vista delle politiche abitative, si tratta di un intervento di “welfare strategico” che combina offerta pubblica di alloggi e criteri di accesso calibrati sui bisogni reali, in linea con la funzione sociale dell’edilizia popolare richiamata anche a livello regionale. La scelta di bandi “speciali” e non generici mira a ridurre la dispersione delle domande e a rendere più leggibili le graduatorie per fasce di vulnerabilità, avvicinando il sistema Erp alle logiche dell’housing sociale.

Chi può partecipare ai bandi Erp di Ancona: categorie, alloggi e graduatorie

I bandi sono distinti per categoria e per taglio di alloggio, con graduatorie separate.

Bandi speciali Erp Ancona 2026: destinatari, alloggi e graduatorie

Bando Destinatari Alloggi Graduatorie
n. 22 Famiglie di 5–6 e più persone, con almeno 3 figli (maggiorenni con reddito individuale fino a 5.000 euro) 11 2
n. 23 Genitore solo, senza altro adulto convivente (esclusi i figli maggiorenni a carico); condizione derivante da morte, abbandono, mancato riconoscimento, separazione/divorzio o affidamento esclusivo 4 3
n. 24 Nuclei composti solo da persone fino a 35 anni 13 3

Un elemento cruciale è la corrispondenza tra superficie dell’alloggio e composizione del nucleo, secondo i minimi della legge regionale: 45 mq per 2 persone, 54 per 3, 63 per 4, 80 per 5, 90 per 6 o più. Se tra gli alloggi in elenco non ce n’è uno “adeguato” per quel nucleo, la domanda non è ammessa: da qui l’importanza di verificare preventivamente la compatibilità tra composizione familiare e tagli disponibili.

Requisiti comuni e soglia ISEE per i bandi Erp di Ancona

Oltre ai requisiti specifici di ciascun bando, valgono per tutti:

  • Cittadinanza italiana o UE; per extra-UE, permesso di lungo periodo o biennale con regolare attività lavorativa, oppure protezione internazionale.
  • Residenza o attività lavorativa nel Comune di Ancona.
  • ISEE 2026 non superiore a 14.044 euro, soglia aggiornata annualmente sulla base degli indici ISTAT secondo la L.R. 36/2005.
  • Non essere titolari di quote superiori al 25% di un’abitazione adeguata, né del 100% di un immobile qualsiasi.
  • Nessuna precedente assegnazione agevolata di alloggi Erp.
  • Nessuna condanna ostativa negli ultimi dieci anni.
  • ISEE privo di annotazioni, omissioni o difformità; in caso di redditi pari a zero, documentazione delle fonti di sostentamento.

Questi paletti riflettono la logica di destinare gli alloggi a nuclei in effettiva difficoltà economica e abitativa, evitando distorsioni e privilegiando chi versa in condizioni di maggiore fragilità.

Come presentare la domanda: procedura, punteggi e soccorsi istruttori

La domanda si presenta esclusivamente online, tramite SPID o CIE, ed è prevista un’imposta di bollo da 16 euro. È possibile compilare il modulo in autonomia o farsi assistere da UNIAT MARCHE, associazione di inquilini del sindacato UIL Marche, e da altre organizzazioni accreditate.

Alcuni punti operativi fondamentali:

  • Se si riapre una domanda già inviata, occorre reinviarla: altrimenti nessuna delle due versioni è valida.
  • Eventuali integrazioni richieste dal Comune (soccorso istruttorio) vanno consegnate entro 10 giorni, all’indirizzo PEC o e-mail indicato.
  • L’assistenza tecnica non è garantita dopo le 12 del 2 novembre: chi aspetta l’ultimo giorno rischia di non poter correggere errori formali.

I punteggi, disciplinati dall’articolo 12 del regolamento comunale, spettano solo se richiesti e documentati. I bandi escludono espressamente ogni punteggio per la permanenza in graduatoria e per la durata della residenza, in applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 1/2026.

A parità di punteggio, prevalgono nell’ordine: sfratto, alloggio improprio o precario, alloggio inadeguato, presenza di persone con disabilità e di minori; poi l’ISEE più basso e, infine, il sorteggio.

Le graduatorie provvisorie, anonime, restano pubbliche 15 giorni per le osservazioni; non sono previste comunicazioni personali.

Contributo affitto 2026 ad Ancona: un sostegno parallelo al mercato privato

Accanto agli alloggi Erp, il Comune ha aperto il bando per il contributo sul canone di locazione 2026, con regole proprie:

  • Scadenza: 22 ottobre 2026, ore 23:59.
  • ISEE massimo: 14.202,24 euro, in linea con gli aggiornamenti regionali dei limiti di accesso.
  • Canone di locazione non superiore a 700 euro.
  • Esclusi gli inquilini Erp e i percettori di Assegno di Inclusione (quota B).

Non si tratta di un’alternativa all’alloggio pubblico, ma di una misura di sostegno a chi resta nel mercato privato, spesso in condizioni di precarietà e con canoni che assorbono una quota elevata del reddito disponibile. In un contesto in cui il ricorso all’affitto è più frequente tra gli under 35 e le famiglie monogenitoriali, questi contributi rappresentano uno strumento complementare alle politiche di edilizia pubblica.

Bandi Erp e disagio abitativo: aspetti sociali e criticità da tenere d’occhio

Sul piano sociale, questi bandi intercettano alcune delle fasce più esposte alla crisi abitativa:

  • Giovani under 35, spesso con contratti a termine, part-time o redditi bassi, che faticano a raggiungere l’autonomia abitativa e a costruire percorsi di stabilità familiare e lavorativa.
  • Genitori soli, in particolare donne, che devono conciliare cura dei figli, lavoro e costi della casa con un unico reddito, in contesti in cui l’affitto privato è sempre meno sostenibile.
  • Famiglie numerose, per le quali la combinazione di affitti elevati, spese condominiali e costi di gestione rende difficile mantenere un alloggio adeguato alle esigenze di spazio.

La mancanza di dati sulla platea potenziale rende difficile anticipare la pressione su ciascuna graduatoria: solo con la pubblicazione delle liste provvisorie si potrà capire se i 13 alloggi per under 35, gli 11 per famiglie numerose e i 4 per monogenitoriali rispondono al fabbisogno reale.

Restano inoltre alcune criticità strutturali, come l’assenza di alloggi per nuclei di una persona e la presenza di unità senza ascensore, elementi che riducono la capacità del sistema di rispondere a tutti i bisogni abitativi emergenti.

«L’incontro con il direttivo di ANCI Marche – ha commentato Andrea Catalani, presidente di UNIAT Marche – è stato un momento positivo e utile di confronto per costruire un sistema di politiche abitative più equo, omogeneo e capace di rispondere davvero ai bisogni delle famiglie marchigiane».

Secondo Catalani, «con la firma di nuovi accordi territoriali, come quelli già avviati in provincia di Ancona, si può garantire un forte risparmio economico per i cittadini, ma serve una programmazione regionale che non lasci soli i comuni e le famiglie».

Il ruolo di UNIAT Marche, delle associazioni di inquilini e dei servizi di supporto

Per patronati, Caf, associazioni di inquilini e servizi sociali, il lavoro decisivo è “a monte”: verificare requisiti, costruire ISEE senza difformità, raccogliere la documentazione per i punteggi e accompagnare i cittadini nella scelta del bando e degli alloggi compatibili. Dopo il 4 novembre, sanare un errore diventa molto più difficile, e il rischio è che nuclei in effettiva difficoltà restino fuori per motivi formali.

In questa cornice, UNIAT Marche – associazione di inquilini del sindacato UIL Marche – vede nei bandi speciali di Ancona uno strumento importante, ma parziale, di politica abitativa: un primo passo verso un sistema più strutturato di offerta pubblica, criteri equi e accompagnamento sociale, che tenga al centro il diritto alla casa come prerequisito di dignità, stabilità lavorativa e coesione sociale.

Come ricorda Catalani, «UNIAT opera quotidianamente a stretto contatto con nuclei familiari di diversa estrazione sociale, economica ed etnica: il nostro obiettivo è elaborare proposte concrete da sottoporre a Regioni e Comuni per una diversa politica abitativa, che consenta a tutti di disporre del bene casa a condizioni compatibili con le proprie capacità di reddito».

La chiosa di Andrea Catalani: «Una buona politica abitativa non può prescindere dal confronto con le parti sociali»

«È auspicabile, e lo ribadiamo con forza, che una buona politica abitativa non possa prescindere da un rapporto diretto e strutturato con le parti sociali», conclude Andrea Catalani, presidente di UNIAT Marche. «I tre bandi speciali sono stati pubblicati senza preavviso e senza un iter istruttorio preventivo, chiamando di fatto i Caf e le associazioni di inquilini a sopperire in tempi strettissimi: questo ha messo sotto particolare sforzo le nostre agende e il nostro organico, pur nella piena disponibilità ad aiutare la cittadinanza».

Per Catalani, «solo un confronto preventivo e continuo tra Comune, Regione e organizzazioni sindacali può garantire bandi più chiari, procedure sostenibili e un accesso realmente equo al diritto alla casa».


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