Appalti pubblici, dalla firma all’esecuzione


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Appalti pubblici, dalla firma all’esecuzione:
il 13 ottobre a Bologna nuovo appuntamento
con il “Forum Appalti & Contratti”
organizzato dal Gruppo Maggioli

Esperti, magistrati, avvocati, tecnici e operatori del public procurement si confronteranno sulla fase più delicata 
del contratto pubblico: gestione operativa e digitale,
tutela dei lavoratori, rapporti tra aggiudicazione e stipula,
prevenzione del contenzioso.
Al centro del confronto anche le prospettive legate al nuovo European Public Procurement Act, 

il regolamento europeo sugli appalti 
che si prospetta come una vera “rivoluzione” del settore

Bologna, 6 ottobre 2026 – Non basta aggiudicare correttamente una gara: è nella fase di esecuzione che scelte progettuali, clausole contrattuali, modifiche in corso d’opera, adempimenti, rapporti con gli operatori economici e gestione dei conflitti si traducono concretamente nella buona riuscita di un appalto pubblico. “La prospettiva dell’esecuzione nella nuova contrattualistica pubblica. Strategie operative per ottimizzare la gestione degli appalti, mitigarne i rischi e prevenire il contenzioso” è il tema al centro della nuova edizione del “Forum Appalti & Contratti”, organizzato dal Gruppo Maggioli, in programma martedì 13 ottobre al Royal Hotel Carlton di Bologna, una giornata di incontro, confronto e formazione rivolta a tutti coloro che si occupano di appalti pubblici.

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Nella fase dell’esecuzione del contratto, dunque, le previsioni della gara devono diventare risultati concreti: il Forum intende approfondire non solo il tema della correttezza delle procedure, ma la capacità delle amministrazioni e degli operatori di governare efficacemente il contratto dopo l’aggiudicazione, prevenendo criticità e conflitti e orientando l’esecuzione al risultato.

L’appuntamento di Bologna arriva in un momento che per l’intero settore si prospetta come rivoluzionario: è dello scorso 9 settembre infatti l’adozione ufficiale, da parte della Commissione Europea, della proposta di European Public Procurement Act, il regolamento destinato a sostituire le tre direttive del 2014 su concessioni, settori ordinari e settori speciali. Una discontinuità che riguarda la forma prima ancora che il contenuto: a differenza delle direttive, il regolamento sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e, per gli appalti sopra soglia, diventerà la fonte di riferimento, riducendo sensibilmente i margini del legislatore nazionale. “Dopo decenni di direttive, il nuovo strumento è destinato a limitare fortemente gli spazi di autonomia dei singoli Paesi UE” osserva Alessandro Massari, direttore della rivista Appalti & Contratti del Gruppo Maggioli e moderatore del Forum. Tra le novità della proposta figurano la procedura aperta con negoziazione come modello standard, una componente qualitativa obbligatoria con un peso minimo del 30% – che sale al 50% negli appalti ad alta intensità di manodopera –, meccanismi di preferenza europea e un forte impulso alla digitalizzazione. Un impianto che ha già acceso il dibattito tra imprese, sindacati e mondo cooperativo e che, per l’Italia, comporterebbe una profonda revisione del Codice dei contratti pubblici, con un iter legislativo europeo che dovrebbe concludersi entro l’ultimo trimestre del 2027.

In questo scenario la fase di esecuzione acquista un rilievo ancora maggiore. Secondo le prime letture della proposta, proprio l’esecuzione dei contratti, insieme alla figura del responsabile unico del progetto e alle regole del contenzioso, resterebbe tra gli ambiti affidati alla disciplina nazionale: un terreno sul quale amministrazioni e operatori economici saranno chiamati a dotarsi di competenze e strumenti solidi, mentre il quadro complessivo delle regole cambia. Allo stesso tempo, alcune scelte di Bruxelles incidono direttamente sulla gestione dei contratti, come l’obbligo di utilizzo del BIM nei lavori pubblici a partire da 25 milioni di euro – una soglia molto più alta dei 2 milioni oggi previsti in Italia – o il peso crescente attribuito a tutele del lavoro e sostenibilità, temi che attraversano anche le sessioni del Forum. Un approfondimento sull’aggiornamento delle regole europee a disciplina del settore della contrattualistica pubblica sarà condotto nello speech di Stefano Toschei, Consigliere di Stato, in apertura della sessione plenaria che si concluderà con una tavola rotonda dedicata alla sintesi delle questioni emerse durante i lavori del Forum.

La mattinata, dalle 9.00 alle 13.00, sarà articolata in quattro sessioni specialistiche parallele, moderate dagli avvocati Alessandro Massari, Roberta Bertolani, Morris Montalti e Dario Capotorto.

La prima sessione, dedicata a “La gestione operativa e digitale dell’esecuzione” e moderata da Alessandro Massari, approfondirà la “progettazione” della fase esecutiva e la prevenzione delle criticità già a partire dal capitolato speciale, con Loris Pierbattista, ingegnere ed esperto di e-procurement; le varianti e le modifiche del contratto attraverso un laboratorio operativo condotto da Mario Oscurato, ingegnere, consulente e formatore; infine, la gestione digitale dell’esecuzione con Giancarlo Sorrentino, esperto di e-procurement.

La seconda sessione, “Le tutele effettive dei lavoratori nell’esecuzione del contratto”, moderata da Roberta Bertolani, sarà incentrata sull’intreccio tra normativa sui contratti pubblici e Diritto del lavoro. Il Consigliere di Stato Luigi Furno affronterà i temi della verifica di equivalenza, del superminimo e dell’armonizzazione tra tutela del lavoro e autonomia contrattuale, anche alla luce della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 5 marzo 2026. Paolo Stern, consulente del lavoro, analizzerà strumenti quali asseverazione AsseCO, certificazione dei contratti e DOCOA, mentre il professor Pasqualino Albi, ordinario di Diritto del Lavoro all’Università di Pisa, approfondirà il ruolo del capitolato speciale come presidio di tutela attraverso clausole contrattuali, condizioni di esecuzione e obblighi lavoristici.

Al centro della terza sessione, “Il mutevole intreccio tra aggiudicazione e stipula del contratto”, moderata da Morris Montalti, saranno invece gli effetti che le vicende dell’aggiudicazione possono produrre sul rapporto contrattuale. Alessandro Cacciari, magistrato del TAR Toscana, esaminerà i riverberi dell’annullamento giudiziale dell’aggiudicazione sul contratto e sul potere amministrativo residuo; Ida Tascone, magistrato del TAR Lazio, interverrà sul rapporto tra aggiudicazione, stipula e forme di autotutela amministrativa; mentre il Consigliere di Stato Lorenzo Cordì approfondirà l’accordo di collaborazione per l’esecuzione urgente o anticipata di prestazioni complesse e ad alto rischio di interferenza.

La quarta sessione sarà dedicata a “La gestione del conflitto nell’esecuzione del contratto” e sarà moderata da Dario Capotorto. Massimiliano Pari, mediatore civile commerciale e formatore, affronterà gli strumenti utili ad aiutare le parti a uscire dal conflitto; l’avvocato Luca Massatani analizzerà le ADR negli appalti pubblici; il Consigliere di Stato Alberto Urso si concentrerà sui rimedi manutentivi e demolitori; mentre Stefano Toschei, Consigliere di Stato, approfondirà il ruolo del Collegio Consultivo Tecnico negli appalti di lavori.

Ad aprire il pomeriggio sarà lo speech del Consigliere di Stato Stefano Toschei, dedicato a “L’esecuzione del contratto pubblico e il principio del risultato”, con un approfondimento sul rapporto tra frammentazione normativa, opacità delle clausole e potenziale trasparenza nei confronti di cittadini e imprese. Dalle 15.30 alle 17.00, la giornata si concluderà con una tavola rotonda che ricomporrà in una visione unitaria le questioni affrontate nelle quattro sessioni parallele: a confrontarsi saranno gli avvocati Roberta Bertolani, Dario Capotorto, Alessandro Massari e Morris Montalti, chiamati a mettere a sistema indicazioni operative, criticità e possibili soluzioni emerse nel corso del Forum.

Il programma dettagliato dell’evento è consultabile al sito https://forum.appaltiecontratti.it/programma-edizione-ottobre-2026/

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