Una ventata d’aria fresca? Per il raffrescamento delle scuole 3.153 euro a istituto


È stato pubblicato l’elenco delle istituzioni scolastiche ammesse al finanziamento previsto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per l’acquisto, l’installazione e la messa in funzione di apparecchi e dispositivi destinati al raffrescamento e al comfort microclimatico degli ambienti didattici.

L’elenco consente ora di misurare concretamente gli effetti della misura. Le scuole finanziate sono 6.342 e a ciascuna è assegnato esattamente lo stesso importo: 3.153,57 euro, per una spesa complessiva di 19.999.940,94 euro. Dei 20 milioni stanziati rimangono inutilizzati appena 59,06 euro.

La FLC CGIL lo aveva denunciato già all’annuncio dello stanziamento nella notizia “Scuola: le promesse di Valditara sul raffrescamento si riducono a 57 euro per classe”. Leggi la notizia della FLC CGIL Avevamo rapportato i 20 milioni annunciati dal Ministero alle circa 350 mila classi della scuola italiana per rappresentare l’assoluta insufficienza dello stanziamento.

La nostra denuncia provocò la dura reazione del Ministro, che contestò pubblicamente il nostro calcolo e cercò di ridimensionarne la portata.

Oggi è proprio il provvedimento del Ministero a fornire la conferma più autorevole della fondatezza di quella denuncia. I 3.200 euro annunciati dal Ministro sono diventati esattamente 3.153,57 euro per ogni istituzione scolastica e, rapportando questa cifra al numero delle classi delle scuole più grandi, si arriva a importi persino inferiori ai 57 euro stimati dalla FLC CGIL.

Ma la pubblicazione dell’elenco mette in evidenza anche un secondo problema: le risorse sono state distribuite senza differenziare l’importo in relazione alle caratteristiche e agli effettivi fabbisogni delle singole istituzioni scolastiche.

Una scuola con poche classi riceve la stessa somma di un grande istituto articolato su numerosi plessi. Non incidono sull’entità del contributo il numero delle alunne e degli alunni, quello delle classi e dei plessi, le caratteristiche degli edifici e le condizioni microclimatiche degli ambienti scolastici. Realtà profondamente diverse per dimensioni, strutture e necessità ricevono dunque esattamente la stessa cifra.

Anche la modalità scelta per l’accesso alle risorse conferma l’assenza di una valutazione dei differenti fabbisogni. L’Avviso pubblico del 4 settembre 2026 ha previsto una procedura a sportello, con una finestra per la presentazione delle candidature dalle ore 9 del 7 settembre alle ore 14 dell’11 settembre. Alla scadenza erano pervenute 6.354 candidature: 12 sono risultate inammissibili e tutte le altre 6.342 sono state finanziate.

Le risorse sono state quindi sufficienti per tutte le candidature risultate ammissibili, ma ciò non modifica la logica con cui la misura era stata costruita: in luogo di una valutazione dei differenti fabbisogni delle scuole è stata prevista una procedura fondata sulla tempestività della candidatura. Il caldo estremo nelle scuole non può essere affrontato con una gara a chi arriva prima.

Viene in mente la lezione della scuola di Barbiana: «Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali», si legge in Lettera a una professoressa. In questo caso le “parti uguali” sono 3.153,57 euro per ogni istituzione scolastica: stessa cifra per realtà diverse per dimensioni, strutture e fabbisogni.

I numeri nelle scuole più grandi

Alcuni esempi aiutano a comprendere l’ordine di grandezza. Abbiamo rapportato il contributo assegnato al numero delle classi o delle sezioni presenti in alcune delle istituzioni scolastiche finanziate. Non si tratta del criterio utilizzato dal Ministero per il finanziamento, ma di un semplice rapporto aritmetico utile a rappresentare la consistenza delle risorse rispetto alla dimensione della scuola.

All’IC Massari-Galilei di Bari, con 78 classi e 1.389 alunne e alunni, i 3.153,57 euro equivalgono a circa 40 euro per classe.

All’IC Via De Andreis di Milano, con 65 classi e 1.312 alunne e alunni, equivalgono a circa 49 euro per classe.

All’IC Radice-Sanzio-Ammaturo di Napoli, che conta complessivamente 64 classi e sezioni e 1.181 alunne e alunni, l’importo equivale ancora a circa 49 euro per classe o sezione.

Sono tre esempi che mostrano concretamente cosa significhi il finanziamento assegnato: in alcune grandi istituzioni scolastiche il rapporto scende addirittura sotto i 57 euro per classe indicati dalla FLC CGIL.

Il problema, peraltro, va ben oltre l’acquisto di qualche apparecchio. È lo stesso decreto ministeriale a riconoscere che le condizioni microclimatiche degli ambienti scolastici «non attengono a un profilo di mero benessere», ma costituiscono un elemento rilevante per la salubrità, la salute e la sicurezza degli ambienti di apprendimento. La sicurezza degli edifici scolastici comprende quindi anche la loro adeguatezza sotto il profilo microclimatico.

Il cambiamento climatico impone di ripensare anche il concetto di sicurezza degli edifici scolastici. Alle condizioni strutturali, all’agibilità e alla prevenzione degli incendi deve affiancarsi la capacità degli edifici di garantire condizioni adeguate durante periodi sempre più frequenti e prolungati di caldo estremo. E questo richiede interventi che non possono essere ridotti alla sola installazione di condizionatori: isolamento e riqualificazione dell’involucro, schermature solari, ventilazione, efficientamento energetico e adeguamento degli edifici devono entrare in una programmazione nazionale pluriennale dell’edilizia scolastica.

I 20 milioni non possono sostituire una politica nazionale di adattamento degli edifici scolastici al cambiamento climatico. Servono risorse strutturali, una ricognizione dei fabbisogni e criteri di assegnazione capaci di tenere conto delle condizioni degli edifici, della dimensione delle istituzioni, del numero e delle caratteristiche dei plessi e delle effettive necessità di intervento.

Il caldo estremo è ormai una questione di salute e sicurezza nelle scuole e come tale deve essere affrontato: con programmazione, risorse adeguate e interventi strutturali sull’intero patrimonio scolastico nazionale.




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