L’Enea ha aggiornato le linee guide sui lavori ammessi, che potrebbero rimanere gli stessi anche in caso di aumento della detrazione
Il governo studia uno sgravio del 65% sulle ristrutturazioni per l’efficientamento energetico delle prime case per aumentare la detrazione rispetto all’attuale soglia del 50% prevista per l’ecobonus. «Dobbiamo lavorare sugli incentivi per l’efficientamento energetico perché lì possiamo tirare più su l’asticella e non abbiamo problemi sui conti» per la clausola di flessibilità europea, aveva dichiarato nei giorni scorsi il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, parlando della possibilità di innalzare la detrazione per le spese di riqualificazione energetica.
A fine settembre l’Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha aggiornato le linee guide sui lavori ammessi a detrazione, che vanno dalla riqualificazione globale della casa all’installazione di pompe di calore e generatori di calore a biomasse.
L’ipotesi della detrazione al 65%
I vademecum Enea riguardano l’agevolazione già in vigore, e ricordano che, stando a quanto previsto dall’attuale normativa, da gennaio del 2027 la detrazione dovrebbe scendere dal 50 al 36% per le prime case e dal 36% al 30% per le seconde case. La nuova ipotesi su cui sta lavorando il governo, invece, potrebbe riportare la detrazione al 65%. Ma al momento è solo un’ipotesi. Le linee guida Enea, in ogni caso, ridefiniscono la cornice entro la quale è possibile beneficiare della detrazione.
I lavori di «riqualificazione globale»
Per quel che riguarda gli interventi di «riqualificazione globale», l’Enea spiega che comprendono qualsiasi intervento o insieme sistematico di interventi che incida sulla prestazione energetica dell’edificio. Tra questi ci sono gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, gli impianti di cogenerazione, trigenerazione, allaccio alla rete di teleriscaldamento, i collettori solari termici e gli interventi di coibentazione delle strutture opache e di sostituzione delle finestre comprensive di infissi.
Il «bonus facciate»
L’Enea ricorda che sono agevolati tutti gli «interventi sulle strutture opache delle facciate esterne degli edifici esistenti influenti dal punto di vista energetico o che interessino il rifacimento dell’intonaco per oltre il 10% della superficie disperdente lorda complessiva».
I lavori sulle parti comuni
Tra i lavori ci sono anche quelli sulle parti comuni che includano la coibentazione di almeno il 25% dell’involucro, anche combinati alla riduzione del rischio sismico di una o due classi. Fino al 2024 godevano di una detrazione tra il 70% e l’85%. Con la normativa attuale vanno incontro a un drastico taglio a meno che il governo non riesca a portare la detrazione al 65%, come annunciato.
Coibentazione
Sono ammesse a detrazione anche le spese sostenute per la coibentazione delle strutture, purché l’intervento si configuri come coibentazione delle strutture opache esistenti e vada a delimitare un volume già riscaldato verso l’esterno, verso vani non riscaldati o contro terra. Un esempio di questo tipo di interventi è il cappotto termico.
Serramenti, infissi, schermature
Tra i lavori ammessi ci sono anche la sostituzione di finestre, lucernari e porte comprensivi di infissi «delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati, che rispettino i requisiti di trasmittanza termica UW [W/(m2 x K)]». Lo stesso vale per «acquisto e posa in opera di schermature solari e/o chiusure tecniche mobili oscuranti» che siano «montate in modo solidale all’involucro edilizio o ai suoi componenti e installate all’interno, all’esterno o integrate alla superficie vetrata», ricorda l’Enea. È agevolata anche l’installazione di collettori solari termici.
Generatori a biomassa
L’Enea nel suo elenco cita anche gli «interventi di installazione di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili», a patto che si tratta di sostituzione totale o parziale dell’impianto di climatizzazione invernale esistente. Agevolata anche l’integrazione o nuova installazione ma solo per gli interventi iniziati prima del 04/02/2026.
Caldaie a condensazione e pompe di calore
Si possono detrarre anche le spese sostenute per le caldaie a condensazione (ad aria o ad acqua), le pompe di calore ad alta efficienza (o sistemi geotermici a bassa entalpia) e la sostituzione degli scaldacqua a pompa di calore.
Microgeneratori e «building automation»
Nell’ecobonus rientrano anche la sostituzione degli impianti con microcogeneratori alimentati da fonti rinnovabili e l’installazione di sistemi di building automation per «la gestione automatica personalizzata degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda sanitaria o di climatizzazione estiva, compreso il loro controllo da remoto attraverso canali multimediali».
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