Risposta rapida
Un mutuo da 130.000 € a tasso fisso costa oggi circa 788 € al mese in 20 anni, 682 € in 25 anni e 609 € in 30 anni. Con la rata entro il 33% del reddito netto, la prassi più diffusa, lo stipendio che serve è di circa 2.389, 2.066 e 1.847 € netti al mese, da soli o sommando due redditi. A 30 anni la cifra cade su uno stipendio da 1.800 €, di cui la rata prende il 33,9%.
La rata di 609 € al mese per un mutuo da 130.000 € a 30 anni è una stima sui tassi rilevati il 29 settembre 2026, per un dipendente senza altri debiti: la cifra vera dipende da età, durata, altri finanziamenti, contratto e anticipo. Per il tuo caso la simulazione di GoMutuo ti dice in 6 minuti, gratis, se un mutuo da 130.000 € è fattibile e con che rata.
Quanto costa al mese un mutuo da 130.000 €?
Rata, interessi totali e stipendio netto minimo con la rata al 33% del reddito, per ogni durata.
| Durata | Tasso | TAN stimato | Rata mensile | Interessi totali | Stipendio netto minimo |
|---|---|---|---|---|---|
| 10 anni | Fisso | 4,00% | 1.316 € | 27.942 € | 3.988 € |
| 10 anni | Variabile | 3,12% | 1.263 € | 21.500 € | 3.826 € |
| 15 anni | Fisso | 4,05% | 965 € | 43.674 € | 2.924 € |
| 15 anni | Variabile | 3,12% | 905 € | 32.950 € | 2.743 € |
| 20 anni | Fisso | 4,01% | 788 € | 59.230 € | 2.389 € |
| 20 anni | Variabile | 3,12% | 729 € | 44.915 € | 2.209 € |
| 25 anni | Fisso | 3,94% | 682 € | 74.567 € | 2.066 € |
| 25 anni | Variabile | 3,12% | 625 € | 57.386 € | 1.893 € |
| 30 anni | Fisso | 3,85% | 609 € | 89.402 € | 1.847 € |
| 30 anni | Variabile | 3,12% | 557 € | 70.352 € | 1.686 € |
Tassi rilevati il 29 settembre 2026. Il fisso è l’IRS della stessa durata (ICE Swap Rate) più uno spread medio di 0,30%; il variabile è l’Euribor a 3 mesi (EMMI, 2,617%) più 0,50%. Lo spread medio è una nostra stima: ogni banca pubblica il suo, ma nessuno pubblica una media.
Il calcolo, passo per passo
Esempio a 30 anni, tasso fisso, la durata più cercata: il conto si rifà con una calcolatrice.
- Importo e rate. 130.000 € in 30 anni sono 360 rate mensili.
- Il TAN. L’IRS a 30 anni è al 3,551% (rilevazione del 29 settembre 2026, fonte ICE Swap Rate). Con lo spread stimato di 0,30% il TAN è del 3,85%, cioè 0,3208% al mese.
- La rata. Con l’ammortamento alla francese, rata = capitale × i ÷ (1 − (1 + i)−n), con i il tasso mensile e n il numero di rate: 609 € al mese. In Excel:
=RATA(3,85%/12;360;-130000). - Lo stipendio. 609 ÷ 0,33 = 1.847 € netti al mese.
- Il costo totale. Le 360 rate sommate, meno i 130.000 € di capitale, fanno 89.402 € di interessi.
Il 33% non lo fissa una legge. La guida della Banca d’Italia sul mutuo ipotecario scrive: «È ragionevole che la rata non superi un terzo del proprio reddito disponibile, per poter far fronte alle spese correnti, a quelle impreviste e a possibili riduzioni di reddito». Il reddito disponibile è quello che resta dopo le spese ordinarie: la guida è più prudente delle banche, che applicano la soglia allo stipendio netto. Quali redditi contano lo spiega la guida sul rapporto rata/reddito; formule e fonti dei tassi sono in come facciamo i calcoli.
Con 1.800 o 2.000 € netti ci si arriva?
130.000 € è l’importo in cui uno stipendio da 1.800 € netti arriva al limite. A 30 anni la rata fissa di 609 € vale il 33,9% di 1.800 €, un terzo quasi esatto. Con la rata al 33%, 1.800 € netti finanziano 126.704 € in 30 anni: rispetto a 130.000 € mancano circa 3.296 €. Il conto al contrario è nella pagina con 1.800 euro al mese quanto mutuo posso chiedere.
Su uno scarto così piccolo decidono i dettagli. Di solito la banca guarda la media mensile del netto dell’anno, dalla Certificazione Unica, non la singola busta paga. Con la tredicesima, 1.800 € al mese diventano 1.950 € di media: la rata sostenibile sale a 644 € e a 30 anni finanzia 137.263 €. Con anche la quattordicesima la media è di 2.100 € e a 25 anni si arriva a 132.118 €. Per chi è assunto da poco alcune banche fanno invece la media delle ultime buste paga.
Con 2.000 € netti decide la durata. A 30 anni la rata sostenibile di 660 € finanzia 140.783 €, con margine; a 25 anni si arriva a 125.827 €, e per 130.000 € mancano circa 4.173 €. Scegliere 30 anni invece di 25 abbassa la rata di 72 € al mese e costa 14.836 € di interessi in più.
La durata più breve che ogni stipendio regge per 130.000 €, da soli e a tasso fisso:
| Stipendio netto | Durata più breve | Mutuo finanziabile a quella durata |
|---|---|---|
| 1.800 € | oltre 30 anni | 126.704 € a 30 anni |
| 2.000 € | 30 anni | 140.783 € |
| 2.200 € | 25 anni | 138.410 € |
| 2.300 € | 25 anni | 144.701 € |
| 2.500 € | 20 anni | 136.025 € |
| 2.800 € | 20 anni | 152.348 € |
| 3.000 € | 15 anni | 133.388 € |
Ogni 10.000 € di mutuo pesano circa 47 € di rata a 30 anni (61 € a 20) e 142 € di stipendio netto. Con 10.000 € di anticipo in più il mutuo scende a 120.000 € e a 30 anni chiede 1.705 € netti: per chi è poco sotto i 1.800 € spesso è la leva più semplice. Per 150.000 € ne servono 2.131.
Quanto deve valere la casa e quanto ti serve da parte?
Con 130.000 € di mutuo e la banca all’80% del valore, la casa deve valere almeno 162.500 € e servono 32.500 € di anticipo. La stessa guida spiega che la banca concede un importo «che non supera l’80% del valore dell’immobile stabilito in base alla perizia»: se la perizia vale meno del prezzo, l’anticipo cresce (vedi la guida all’LTV del mutuo).
Poi ci sono imposte, notaio, perizia e istruttoria. Ipotizziamo il 5–6% del prezzo, cioè 8.125–9.750 €: in tutto servono circa 40.625–42.250 € di risparmi. Fra queste spese c’è l’imposta sostitutiva sul mutuo, trattenuta all’erogazione: lo 0,25% per la prima casa (325 €) e il 2% (2.600 €) per un’abitazione senza i requisiti prima casa, perché l’art. 18 del D.P.R. 601/1973 alza l’aliquota «Qualora il finanziamento stesso non si riferisca all’acquisto della prima casa di abitazione».
Cosa cambia la cifra
La tabella vale per un dipendente a tempo indeterminato, senza altri debiti. Ogni differenza la sposta.
- Un finanziamento in corso. La banca somma tutte le rate, carte revolving comprese anche se non le usi. Con una rata auto da 300 € lo stipendio che serve a 30 anni passa da 1.847 a 2.756 €; a stipendio invariato il mutuo possibile scende a 66.008 €. I prestiti che finiscono entro pochi mesi spesso non si contano.
- L’età. Nessuna legge la fissa: di solito il mutuo deve finire fra i 75 e gli 80 anni, secondo la banca. A 55 anni restano 20-25 anni, e a 20 anni servono 2.389 € netti. Oltre i 50 anni alcune banche chiedono anche una stima della pensione.
- Il contratto. Con un tempo determinato di solito la banca vuole che tu abbia lavorato gran parte degli ultimi 2 o 3 anni, e spesso chiede un cointestatario o un garante.
- La soglia della banca. Al 30% prudenziale, a 30 anni servono 2.032 €; al 35% ne bastano 1.741, e oltre di solito la banca chiede garanzie in più o rifiuta. Alcune arrivano al 40% con redditi alti, altre sono più strette sul variabile.
- Fisso o variabile. A 30 anni il variabile oggi costa 557 € al mese e chiede 1.686 € di stipendio, ma la rata segue l’Euribor: con 1 punto in più salirebbe a 630 €, più del fisso di oggi.
- Under 36 e Fondo Consap. Il Fondo prima casa lascia la rata com’è e agisce sull’anticipo: con la sua garanzia la banca può finanziare fino al 100%, e 130.000 € bastano per una casa da 130.000 €, spese a parte. Consap però, sulla pagina del Fondo, scrive che «l’accesso al Fondo è riservato ai soggetti appartenenti alle seguenti categorie»: giovani coppie, genitori soli con figli minori, inquilini delle case popolari, under 36 e poche altre. Chi possiede già un’altra abitazione, anche all’estero, ne resta fuori, salvo alcune case ereditate.
Alcuni casi particolari
- Coppia. I netti si sommano: due stipendi da 1.000 € valgono come uno da 2.000 € nella tabella qui sopra. Sull’età di solito conta il cointestatario più anziano, ma alcune banche guardano il più giovane.
- Monoreddito con famiglia. Con 1.847 € e una rata da 609 € restano 1.237 € al mese. Molte banche controllano anche questo reddito residuo, che cresce con i familiari e cambia con la zona: con tre o quattro persone ci si può fermare qui.
- Pensionato. La pensione conta come uno stipendio, ma a 65 anni la durata si ferma di solito a 10-15 anni: rata di 965–1.316 € e pensione netta di 2.924–3.988 €. Le pensioni di invalidità spesso contano solo in parte, o per niente.
- Autonomo o forfettario. Conta il reddito dichiarato, di solito su almeno due anni, non il fatturato; gli estratti conto sono di solito quelli degli ultimi 6 mesi, anche dei conti dell’attività.
- Straniero. Il conto è lo stesso; permesso di soggiorno e anni di residenza in Italia li valuta ogni banca.
- Seconda casa. Niente Fondo Consap, sostitutiva al 2% e a volte un finanziamento più basso (di solito fra il 75 e l’80%, secondo la banca): al 75% la casa deve valere almeno 173.333 € e l’anticipo sale a 43.333 €.
La cifra per il tuo caso
Queste cifre sono stime sui tassi del 29 settembre 2026 per un profilo standard: dipendente, nessun altro debito, anticipo del 20%. A 130.000 € basta poco per cambiare la risposta, come si vede con 1.800 o 2.000 € netti: una mensilità in più, cinque anni di durata, una rata da chiudere. La simulazione di GoMutuo parte dai tuoi dati e in 6 minuti, gratis, ti dice se un mutuo da 130.000 € è fattibile e con che rata.
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