Contenzioso con il GSE. Per Villapiana l’autunno sarà il momento della verità – Franco Lofrano notizie sull’Alto Jonio


VILLAPIANA Riuscirà il Comune, attraverso la transazione tra le parti, a convincere il GSE (gestore dei servizi elettrici) ad accettare la riduzione sostanziosa del credito iniziale di 18 milioni di euro rivendicato dal GSE e sentenziato dal Consiglio di Stato evitando così, attraverso un piano di riequilibrio pluriennale, il dissesto finanziario dell’Ente? Quale è stato finora l’esito delle trattative intercorse tra i legali del Comune e il GSE? C’è da stare tranquilli o sul comune continua ad incombere il rischio del dissesto finanziario? E’ quello che si chiedono i cittadini di Villapiana preoccupati, peraltro, dall’assenza di comunicazioni ufficiali da parte dell’esecutivo comunale guidato dalla Sindaca  Mariolina De Marco. Con la fine della stagione estiva e lo spegnimento dei riflettori sugli eventi turistici, per il Comune di Villapiana è iniziato il momento della verità finanziaria. Intanto lo stridente contrasto tra la spensieratezza dei mesi caldi e la durezza dei numeri di bilancio pare stia amplificando la preoccupazione dei cittadini. Vero è che il Comune di Villapiana, da quanto è dato sapere, ha una invidiabile solidità economica per cui sarebbe in grado di ripianare il debito attraverso un piano pluriennale, ma se il GSE non scenderà a più miti consigli riducendo le pretese e accettando, quantomeno, la rateizzazione delle somme, il rischio del dissesto potrebbe farsi concreto. In realtà il Comune di Villapiana, a causa del maxi-contenzioso con il GSE oggi si trova formalmente in una situazione finanziaria complicata con il rischio di dover ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, cosiddetto pre-dissesto. Cosa che nel recente passato, oltre ad astiose polemiche di natura politica, ha provocato notevoli preoccupazioni tra i cittadini attesi da un autunno molto caldo ed in linea con le temperature attuali. La vicenda, come è noto, parte dalla realizzazione di una serie di impianti fotovoltaici realizzati nel 2013 che rappresentano l’origine del debito con il GSE che, come è noto, fin dall’inizio ha contestato la legittimità degli incentivi percepiti dal Comune sostenendo che i terreni su cui sorgevano gli impianti, al momento della loro entrata in funzione, non fossero ancora formalmente di proprietà pubblica. Forse gli amministratori del tempo, sicuramente in buona fede e convinti di essere nel giusto, hanno sottovalutato il problema. Fatto sta che, dopo alterne vicende giudiziarie che hanno interessato il TAR, il Consiglio di Stato ha dato ragione al GSE condannando l’ente locale alla restituzione delle somme indebitamente incassate che, secondo i calcoli iniziali del GSE, ammontavano a circa 18milioni di euro. Somme che il Comune spera possano essere ridotte attraverso accantonamenti e attraverso trattative di mediazione a 13milioni di euro. Per rimanere sempre ancorati alla cronaca dei mesi scorsi, bisogna comunque ricordare che di fronte a questa ingente massa debitoria, il Commissario Prefettizio, appena insediatosi al Comune dopo la caduta dell’esecutivo guidato dall’Ing. Vincenzo Ventimiglia, per salvaguardare il bilancio comunale, ha dovuto varare manovre correttive urgenti e, tra queste, l’innalzamento delle aliquote IMU e quelle dei tributi locali ai massimi livelli consentiti dalla legge, con l’ulteriore obbligo previsto dalla normativa vigente dell’accantonamento obbligatorio, nel “fondo contenzioso”, delle somme previste, certificando, di fatto, lo stato di pre-dissesto del Comune. A questo punto le forze politiche locali e i referenti territoriali hanno avviato, attraverso i propri legali, incontri formali con i legali del GSE tentando una rimodulazione della somma complessiva, anche al fine di scongiurare il dissesto e garantire ai cittadini l’erogazione dei servizi essenziali che in realtà rimane la priorità assoluta di una buona amministrazione comunale. La perdurante assenza di comunicazioni ufficiali sull’esito degli incontri dei legali con i tavoli tecnici del GSE, seppure coincisa con il periodo estivo, da quanto si è saputo in modo ufficioso, sarebbe dovuta al fatto che la trattativa avviata con il GSE deve rimanere riservata e fortemente bisognosa di muoversi su un binario burocratico e transattivo rigidissimo, nel quale ogni passo deve essere validato sia dal Ministero che dalla Corte dei Conti. Non si tratterebbe, quindi, da quanto è dato sapere, di silenzio tattico coinciso con il periodo estivo, né di ermetismo strategico scelto dall’esecutivo in carica, ma di una delicata fase di mediazione finalizzata ad evitare che il Comune sia costretto a dichiarare il dissesto finanziario con tutte le conseguenze che tale procedura comporta per i conti pubblici e per le famiglie. Da quanto è dato sapere l’obiettivo che si propone il nuovo esecutivo sarebbe la riduzione del debito a una somma sostenibile che sia frutto di un accordo transattivo al ribasso pari ai 3,4milioni di euro al fine di evitare che il Comune resti privo di liquidità finanziaria e frutto di una rimodulazione della somma complessiva che consenta di dilazionare il pagamento del debito residuo in un arco temporale di 10/20 anni. Comunque sia la fine dell’estate coincide con il pagamento delle principali scadenze fiscali attraverso cui i villapianesi, loro malgrado, sperimenteranno gli aumenti deliberati dal Commissario Prefettizio attraverso la Delibera n. 56 del 17 marzo 2026 per cui è facile immaginare che per gli amministratori in carica e per i cittadini di Villapiana il prossimo autunno sarà un periodo molto caldo e si presume possa coinciderà con il momento della verità. Infatti il tavolo tecnico tra i legali del Comune e il GSE entro l’autunno dovrà necessariamente produrre un esito formale del contenzioso e i nuovi amministratori che hanno ereditato questa insidiosa patate bollente, per evitare il dissesto, dovranno essere bravi a presentare un bilancio stabilmente riequilibrato.

Pino La Rocca


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