Il rialzo dei tassi di interesse modifica il quadro per risparmiatori e investitori. Se da un lato il costo del denaro più elevato pesa su chi ha un mutuo a tasso variabile, dall’altro rende più interessanti alcuni strumenti di liquidità, a partire dai conti deposito. È quanto emerge dall’analisi realizzata da Facile.it, che ha esaminato l’evoluzione dei rendimenti in Italia e li ha confrontati con quelli di alcuni dei principali Paesi europei.
Secondo il report, dopo l’aumento dei tassi deciso a giugno, diverse banche hanno iniziato a ritoccare verso l’alto le remunerazioni proposte ai nuovi clienti. Il movimento ha interessato sia i conti deposito vincolati sia quelli che consentono di disporre delle somme senza attendere la scadenza.
Per i conti deposito vincolati a 12 mesi, il rendimento medio è aumentato di circa 30 punti base. Ancora più marcato è stato il rialzo registrato sui vincoli più lunghi: per quelli con durata di cinque anni l’incremento ha superato i 50 punti base. Anche i conti deposito non vincolati hanno beneficiato della nuova dinamica, con un aumento dei tassi medi vicino ai 50 punti base.
Conti deposito, quanto rendono oggi
Guardando alle migliori offerte disponibili online, il mercato italiano presenta oggi rendimenti che possono arrivare al 3,90% lordo per i conti deposito vincolati a cinque anni, al 3,50% per quelli con vincolo di un anno e al 3% per i prodotti senza vincolo. Si tratta naturalmente dei valori delle offerte più convenienti presenti sul mercato e non del rendimento medio riconosciuto dall’intero sistema bancario. La remunerazione effettiva dipende infatti dalla banca, dalla durata del vincolo e dalle caratteristiche del singolo prodotto.
Il ritorno dei conti deposito sotto i riflettori si inserisce in un contesto nel quale anche i rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati. Le banche, spiegano gli esperti di Facile.it, stanno adeguando le proprie proposte proprio alla nuova dinamica dei tassi e del mercato obbligazionario.
«L’aumento dei tassi di interesse e quello dei rendimenti dei titoli di stato stanno spingendo gli istituti di credito ad alzare i rendimenti offerti per i conti deposito», spiegano gli esperti di Facile.it. Le migliori offerte, secondo l’analisi, arrivano oggi fino al 3,90% e il movimento potrebbe proseguire con ulteriori adeguamenti da parte degli istituti.
Il quadro diventa ancora più interessante se si guarda oltre i confini nazionali. Per misurare il posizionamento dell’Italia, Facile.it ha analizzato gli ultimi dati ufficiali Eurostat, aggiornati a luglio 2026, relativi ai rendimenti dei conti deposito con una durata superiore a due anni. L’Italia si colloca al quarto posto in Europa, con un rendimento medio annuo lordo del 2,84%, superiore alla media dell’Unione europea, pari al 2,57%.
Davanti all’Italia ci sono tre Paesi baltici. Al primo posto si trova la Lituania, con un rendimento medio del 3,34%, seguita dall’Estonia, al 3,08%, e dalla Lettonia, al 2,99%. Subito dopo l’Italia si trovano invece Paesi Bassi e Slovacchia, entrambi con un tasso medio lordo del 2,75%.
Il confronto assume particolare rilievo se si considerano le principali economie europee. In Francia il rendimento medio lordo dei conti deposito oltre i due anni si è attestato al 2,73%, mentre in Germania è arrivato al 2,70%. Più distante l’Irlanda, con un tasso del 2,05%. Ancora più bassi i rendimenti rilevati in Spagna, all’1,62%, e in Croazia, dove il dato si è fermato allo 0,96%. I numeri mostrano quindi come il mercato italiano offra, in termini medi, una remunerazione dei depositi superiore a quella registrata nelle altre grandi economie del Vecchio Continente.
Il conto corrente resta poco remunerativo
Diverso è il quadro per i conti correnti. Nonostante il nuovo scenario dei tassi, la remunerazione riconosciuta sulla liquidità lasciata sui conti continua a essere contenuta. A luglio 2026 il rendimento medio lordo europeo dei conti correnti era appena dello 0,28% annuo. Anche in questo caso le differenze tra Paesi sono significative: si passa dallo 0,6% del Lussemburgo a livelli prossimi allo zero in Paesi come Grecia, Portogallo e Croazia.
In Italia il rendimento medio lordo dei conti correnti si è attestato allo 0,19%. Il dato evidenzia la differenza tra la funzione dei due strumenti. Il conto corrente è pensato soprattutto per gestire incassi, pagamenti e spese quotidiane, mentre il conto deposito nasce per remunerare la liquidità che non deve essere utilizzata nel breve periodo. Proprio per questo, secondo gli esperti di Facile.it, anche chi mantiene somme importanti sul conto corrente dovrebbe verificare periodicamente le condizioni applicate dalla propria banca e confrontarle con quelle presenti sul mercato.
Anche i conti correnti possono offrire tassi più elevati
Il confronto tra le offerte, sottolinea Facile.it, può riservare sorprese. Alcuni istituti, soprattutto quelli che operano online, propongono infatti remunerazioni della liquidità sensibilmente superiori alla media. In alcuni casi, secondo il report, i tassi possono arrivare fino al 4% lordo annuo, superando persino quelli delle migliori offerte sui conti deposito.
Questo non significa che il conto corrente sia diventato uno strumento di investimento. La sua funzione principale resta quella di consentire la gestione della liquidità e delle operazioni quotidiane. Tuttavia, per il risparmiatore che dispone di somme ferme sul conto, la differenza tra una remunerazione prossima allo zero e un tasso vicino al 4% può diventare significativa. Il nuovo scenario dei tassi rende quindi ancora più importante il confronto tra le diverse proposte bancarie.
Per scegliere dove lasciare la liquidità occorre però considerare non soltanto il tasso lordo pubblicizzato, ma anche la durata dell’eventuale vincolo, la possibilità di svincolare le somme, le condizioni economiche del conto e la fiscalità applicata agli interessi.
La fotografia scattata da Facile.it mostra, in ogni caso, un mercato dei depositi tornato a offrire rendimenti interessanti. Con un tasso medio del 2,84% sui vincoli oltre i due anni, l’Italia si colloca sopra la media europea e alle spalle soltanto dei tre Paesi baltici. Per i risparmiatori, la fase di maggiore remunerazione della liquidità riapre così il confronto tra conto corrente, conto deposito e altri strumenti a basso rischio, in un mercato nel quale le banche stanno progressivamente adeguando le proprie offerte all’evoluzione dei tassi.
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