CREMONA – Ieri tutti con il naso all’insù, sotto una cupola che dall’interno nessuno poteva più guardare dal 1969. La ragione? L’apertura straordinaria del Politeama Verdi di via Cesare Battisti, tornato a riempirsi di nuovo di pubblico. Non per un’opera o per una rivista, come ai tempi in cui su quel palco salivano Wanda Osiris e Ugo Tognazzi, ma per vedere con i propri occhi che cosa resta di un teatro chiuso da oltre mezzo secolo. È stata questa l’immagine simbolo della prima delle Giornate Fai d’autunno, che quest’anno a Cremona hanno scelto di restare in città e di aprire luoghi di solito sbarrati: oltre al Politeama, Palazzo Manna, l’ex caserma La Marmora e l’ex chiesa dei Santi Vitale e Geroldo, con la coda già alla prima visita e molti visitatori arrivati da fuori.
Dentro il teatro inaugurato nel 1898 con la Bohème di Puccini, il colpo d’occhio è quello di una «cattedrale sconsacrata». C’è la sala a ferro di cavallo dominata dalla grande cupola metallica, con quel che resta delle decorazioni di Vincenzo Guindani e i telamoni accanto al palcoscenico, protetti dalle impalcature. Ma accanto a ciò che rimane dell’eleganza ottocentesca, si vedono inequivocabili le colate di cemento lasciate dagli anni di abbandono e dai lavori di fine Novecento. Ma la visita racconta anche il futuro dell’edificio: il recupero curato dalla Fondazione Stauffer su progetto dell’architetto Angelo Micheli vuole restituirlo infatti alla città come spazio per la liuteria, la cultura e la musica, senza cancellarne le ferite.
La visita a Palazzo Manna
Altrettanto affollato Palazzo Manna, all’incrocio tra via Ruggero Manna (per l’appunto) e via dei Tribunali, dove si attraversano quattro secoli di trasformazioni. Dai locali del piano terreno, sede della Società Filarmonica Ruggero Manna che vi custodisce importanti strumenti musicali, si sale lungo lo scalone monumentale fino al piano nobile. Qui i recenti restauri hanno riportato alla luce un dipinto attribuito a Giovan Angelo Borroni e reso di nuovo leggibili le decorazioni di Giuseppe Diotti e Giuseppe Manfredini.
L’altra vera novità è però l’ex caserma La Marmora di via Villa Glori, nata a fine Cinquecento come Seminario Maggiore, trasformata in caserma nel 1884 e tra il 1947 e il 1967 rifugio dei profughi istriani e dalmati. AEM, che ha da poco acquisito il complesso, «è stata da subito disponibilissima e felice di aprire con noi le porte di un luogo chiuso e dimenticato per decenni», ha sottolineato Davide Bruneri, che guida la delegazione cremonese. Si possono così visitare i due chiostri e i grandi saloni, inaccessibili da oltre cinquant’anni, con un motivo in più per non perdere l’occasione: la caserma, osserva Bruneri, «potrebbe diventare privata, e oggi possiamo ancora vederne gli affreschi e le stratificazioni».
L’ex caserma La Marmora è chiusa da oltre cinquant’anni
Più raccolta, ma con una storia lunghissima, l’ex chiesa dei Santi Vitale e Geroldo, tra le più antiche della città. Fondata secondo la tradizione nel 646 dalla famiglia Ribaldi, fu distrutta da un incendio poco dopo l’anno 1000 e ricostruita a tre navate, per poi essere rimaneggiata in forme gotiche nel Trecento. Dopo il passaggio ai padri Somaschi, che vi si occuparono dell’educazione degli orfani e le diedero l’attuale veste rinascimentale, nel Settecento fu ulteriormente rimaneggiata, con la volta a botte e altre modifiche. Proprio le pitture settecentesche, però, hanno coperto per secoli il ciclo di affreschi più antico, di cui oggi restano rare testimonianze tardo-trecentesche come illustrato dai tanti volontari (e volenterosi) del Fai che ieri hanno organizzato le visite guidate per tutta la giornata.
Per la delegazione non è stata una scommessa facile. Bruneri confessa «un po’ di ansia da prestazione», perché caserma e Politeama sono chiusi da molti anni, l’attenzione dei media è alta e riaprirli «è stata una vera sfida». Il senso dell’iniziativa, però, va oltre la singola visita: molti edifici storici sono in rovina o abbandonati, e l’obiettivo è «accendere la sensibilità delle persone su questi temi, anche su quanto costano manutenzione e restauro». Se durante le precedenti Giornate del Fai (quelle di primavera) i visitatori sono stati più di quattromila, oggi la speranza è quella di un successo simile.
L’ex chiesa di San Vitale, tra le più antiche di Cremona
Ma, come spiega ancora Bruneri, «se anche solo 10 visitatori tornano a casa con un po’ di consapevolezza in più sulla tutela del nostro patrimonio, questa è la conquista più importante». In ogni caso, i numeri di ieri sono in linea con quelli dell’anno scorso, visto che i visitatori sono stati complessivamente 2.386. Il messaggio della tutela e valorizzazione affidato anche ai tanti volontari, molti dei quali giovanissimi, che ieri hanno accompagnato i gruppi e che oggi saranno di nuovo al loro posto. Si replica infatti fino alle 18, con visite in tutti e quattro i luoghi a partire dalle 10.
I 480 ANNI DI SANTA RITA, LA CHIESA DI VIDA IN FESTA
di Giampiero Goffi
Oltre un anno di speciali celebrazioni per i 480 anni dalla consacrazione (1547) della chiesa di via Trecchi dedicata alle Sante Margherita e Pelagia, voluta da Marco Girolamo Vida, e conosciuta soprattutto come chiesa di Santa Rita. Prenderanno il via, nella medesima chiesa, domenica 18 ottobre alle 17 con il concerto Music for hope: dal canto gregoriano a Keith Emerson a cura del maestro Fausto Caporali, organista titolare della Cattedrale cremonese, e con l’intervento di Silvia Cibolini. Per quanto riguarda gli appuntamenti di questi ultimi mesi del 2026, domenica 15 novembre, sempre alle 17, Monica Visioli sarà relatrice sul tema: Da Marco Girolamo Vida, l’umanista, al progetto della nuova chiesa delle Sante Margherita e Pelagia.
Da sabato 5 dicembre a martedì 8 sarà allestito il mercatino di Natale; domenica 13 dicembre, alle 17, il biblista don Maurizio Compiani terrà una riflessione sul tema: Il mistero dell’Incarnazione. Giovedì 24 dicembre, vigilia di Natale, alle 23,30 la Messa della notte di Natale con «l’indulgenza plenaria che, nel giorno della vigilia di Natale – ricorda il rettore della chiesa don Claudio Anselmi – il Vida ha voluto offrire in modo perpetuo, alle condizioni previste dalla Chiesa, ad ogni pellegrino che entrasse in questo giorno nella chiesa da lui desiderata, commissionata e costruita».
Gli appuntamenti previsti per questa fine anno e per l’inizio del 2027 – spiega il rettore – sono «per ricordare, celebrare e vivere il tempo, e nel tempo, la freschezza del Vangelo che le chiese di pietre evocano e le pietre vive annunciano. Dall’ottobre 2026 al dicembre 2027 abbiamo programmato sistematici appuntamenti mensili che possano aiutare fedeli devoti, pellegrini, cittadini locali e stranieri a cogliere, attraverso l’edificio della chiesa, non solo la storia che racchiude e mostra, ma anche la presenza dei cristiani di ieri e di oggi che la abitano e in essa, celebrando la Pasqua del Signore Gesù Cristo, credono, vivono e annunciano il Vangelo della Redenzione».
Le volontarie Chiara Rizzi e Maria Dallavalle
CASTELVETRO VA ALLA SCOPERTA DEI LUOGHI DI VERDI E GARIBALDI
di Elisa Calamari
CASTELVETRO – La prima delle Giornate Fai d’autunno ha avuto un buon riscontro anche nella Bassa Piacentina, dove a guidare i visitatori (molti in arrivo dal Cremonese) sono stati i volontari della sezione Fai di Monticelli d’Ongina guidati da Chiara Rizzi. In supporto anche il gruppo Ars Nova per quanto riguarda le visite in Villa Belli Pedroni e i volontari della parrocchia per i tour nella chiesa dello Spirito Santo. I gruppetti, non troppo numerosi per agevolare gli spostamenti soprattutto nelle stanze della nobile dimora, si sono alternati dalla mattina fino al tardo pomeriggio.
A Croce, proprio nei giorni tradizionalmente dedicati alla Sagra della Madonna del Rosario, le code sono state ordinate e il meteo incerto non ha scoraggiato l’arrivo dei visitatori anche da fuori. All’interno della parrocchiale è stato ricordato che una pergamena del 2 agosto 1163 ne attesta per la prima volta l’esistenza. Poi, la sosta di fronte alla targa che ricorda il passaggio di Giuseppe Verdi, la seconda domenica di ottobre del 1837: lì il giovanissimo compositore diresse la sua ‘Messa in Gloria’ per coro e orchestra, proprio in occasione della sagra della frazione.
Nella residenza tardo neoclassica della seconda metà dell’Ottocento, invece, i visitatori sono entrati dopo un’accurata perlustrazione del bellissimo giardino esterno. Voluta dal notaio e cavalier Alessandro Belli, ex garibaldino, e dalla moglie Clementina Croci, la villa è legata anche a Pierina Belli, pioniera dell’apostolato laico cattolico per la quale è in corso dal 2007 il processo di beatificazione promossa dalla diocesi di Fidenza. Ma ne corso della visita non sono mancati neppure gli aneddoti sul breve passaggio di Giuseppe Garibaldi nel Piacentino.
Grande curiosità infine per la mostra allestita all’interno: porcellane Angelica Kauffmann di fine Ottocento – inizio Novecento, provenienti dalla collezione privata di Terenzio Guarneri, coerenti con lo stile decorativo della villa stessa. Oggi si replica: la chiesa dello Spirito Santo sarà visitabile dalle 11.30 alle 13 (per consentire la celebrazione della messa) e dalle 15 alle 18, Villa Belli Pedroni resterà invece visitabile dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
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