Dalle 9:00 di martedì 13 ottobre 2026 riapre la Linea A «Digitalizzazione delle imprese» del bando digitalizzazione 2026 della Regione Piemonte, gestita da Finpiemonte con fondi del PR FESR 2021/2027. È un finanziamento fino al 100% dei costi, per il 70% a tasso zero, a cui le sole PMI possono aggiungere una quota a fondo perduto. Quella quota però è un tetto, e scende quando il valore di aiuto del prestito lascia meno spazio sotto l’intensità massima dell’aiuto complessivo. Abbiamo rifatto il conto con il metodo del simulatore di Finpiemonte e i tassi di ottobre 2026: per una media impresa con un progetto di sola digitalizzazione, il 5% sulla carta diventa l’1,9%.
La Linea A Digitalizzazione in sei righe
- Che cosa finanzia: tecnologie digitali e cybersecurity in una sede operativa in Piemonte, con costi da 50.000 euro per micro e piccole imprese, da 100.000 per le medie e da 250.000 per le imprese a media capitalizzazione, fino a 3.000.000.
- Chi: PMI e imprese a media capitalizzazione, queste ultime solo per progetti green e senza fondo perduto.
- Forma: finanziamento fino al 100% dei costi, 70% a tasso zero e 30% al tasso della banca, rimborso in 60 mesi, più lungo per i progetti oltre 1 milione.
- Fondo perduto: solo PMI, entro un tetto dal 5% al 22,5% dei costi (24,5% con le premialità); il fondo perduto riconosciuto scende quando il valore di aiuto del finanziamento lascia meno spazio sotto l’intensità massima.
- Quando: domande su FINDOM dalle 9:00 del 13/10/2026 alle 12:00 del 29/10/2028, in ordine cronologico, salvo sospensione decisa da Finpiemonte.
- Risorse: economie e rientri dei prestiti già concessi, senza un importo fissato dall’atto.
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70%Quota del finanziamento a tasso zero
1,9%Fondo perduto stimato: media impresa, progetto a.1, spread al 2%
13/10/2026Apertura dello sportello, ore 9:00
Da non confondere con il voucher di Unioncamere Piemonte. Il Voucher Digitalizzazione PMI Piemonte 2026 di Unioncamere Piemonte usa fondi della stessa azione del PR FESR, ma è un contributo a fondo perduto dal 50% al 65%, fino a 25.000 euro, con domande su ReStart dalle 11:00 del 22/10/2026.
E nemmeno con il Bando A di Finpiemonte. La misura «Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio» usa la stessa formula (70% a tasso zero con fondi FESR, 30% con la banca, fondo perduto solo per le PMI), ma finanzia investimenti produttivi da 150.000 euro per micro e piccole imprese fino a 3.000.000 euro, con lo sportello aperto fino alle 12:00 dell’11/02/2027 dopo la proroga della DD 331 del 22/07/2026.
Linea A del bando digitalizzazione Piemonte e misura di Unioncamere a confronto
| Voce | Linea A (Regione Piemonte, Finpiemonte) | Voucher PMI 2026 (Unioncamere Piemonte) |
|---|---|---|
| Strumento | Finanziamento fino al 100% (70% a tasso zero) più fondo perduto per le PMI | Contributo a fondo perduto |
| Fondo perduto | Tetto dal 5% al 22,5% dei costi (24,5% con premialità), entro l’intensità massima meno il valore di aiuto del prestito | 65% micro, 60% piccole, 50% medie |
| Taglia | Costi da 50.000, 100.000 o 250.000 euro, secondo la dimensione, fino a 3.000.000 | Voucher da 4.000 o 5.000 fino a 25.000 euro |
| Banca | Delibera obbligatoria con la domanda | Nessuna |
| Regime di aiuto | GBER, il regolamento generale di esenzione (Reg. UE 651/2014), artt. 14, 17 e 36 | De minimis |
| Domanda | FINDOM, dal 13/10/2026 al 29/10/2028 | ReStart, dal 22/10/2026 al 15/12/2026 |
| Risorse | Nessun importo fissato | 19,2 milioni |
Decide quasi sempre la taglia. Sotto le soglie minime della Linea A resta il voucher; sopra, il voucher si ferma a 25.000 euro e la Linea A può finanziare l’intero investimento. Il voucher copre anche formazione e canoni software fino a due annualità, che la Linea A esclude. Sullo stesso intervento, però, le due misure non si sommano: le FAQ del voucher aggiornate al 28/09/2026 lo escludono (R.1.2), richiamando il divieto di cumulo tra fondi europei sugli stessi documenti di spesa.
Quanto fondo perduto resta davvero dopo l’ESL del finanziamento
Per ogni progetto e dimensione il bando fissa due numeri, il tetto del fondo perduto e l’intensità massima dell’aiuto complessivo, misurata in ESL. L’ESL (equivalente sovvenzione lordo) è il valore dell’aiuto come se fosse tutto a fondo perduto, e per un prestito è il valore attuale degli interessi risparmiati.
Alla concessione Finpiemonte calcola prima l’ESL del finanziamento, poi riconosce il fondo perduto nello spazio che resta, solo sopra i 500 euro (par. 2.12 del bando, FAQ 3.11 e 3.12). In formula: fondo perduto = il minore fra il tetto e l’intensità massima meno l’ESL. Le premialità (rating di legalità, parità di genere certificata, capitale per almeno metà femminile o giovanile, EMAS, rating ESG) alzano il tetto di uno o due punti, non l’intensità massima.
I tetti del bando per progetto e dimensione
| Progetto (articolo GBER) | Micro e piccole: tetto e intensità massima | Medie: tetto e intensità massima | Media capitalizzazione |
|---|---|---|---|
| a.1 Digitalizzazione (art. 17) | 10% e 20% | 5% e 10% | Non ammessa |
| a.2 Digitalizzazione in area 107.3.c (art. 14) | 12,5% e 22,5% | 7,5% e 12,5% | Non ammessa |
| a.3 Digitalizzazione green (art. 36) | 20% e 30% | 10% e 20% | Solo finanziamento, ESL fino al 20% |
| a.4 Green in area 107.3.c (art. 36) | 22,5% e 32,5% | 12,5% e 22,5% | Solo finanziamento, ESL fino al 22,5% |
Le aree 107.3.c sono i comuni della carta degli aiuti a finalità regionale (elenco nella nota 18 del bando). Quando l’ESL supera l’intensità massima si può ripiegare sul de minimis (fino a 300.000 euro di aiuti per impresa unica nell’arco di tre anni, su base mobile, Reg. UE 2023/2831), purché ci sia plafond, e allora senza fondo perduto.
Tre esempi con i tassi di ottobre 2026
I conti seguono il metodo del simulatore ESL di Finpiemonte, orientativo, con il tasso base UE per l’Italia del 2,71% (in vigore dal 01/07/2026 al 31/10/2026, tabella della Commissione europea; il successivo non è ancora pubblicato). Sulla quota del 30% mettiamo uno spread del 2%, il margine che la banca aggiunge all’Euribor o all’Eurirs: è il valore d’esempio del simulatore, quello vero lo fissa la banca. Il finanziamento è pari ai costi e dura 60 mesi senza preammortamento; niente premialità né altri aiuti, importi in euro.
| Voce | Piccola impresa, a.1 | Media impresa, a.1 | Media impresa, a.3 green |
|---|---|---|---|
| Costi ammessi | 50.000 | 100.000 | 100.000 |
| Prestito a tasso zero (70%) e della banca (30%) | 35.000 e 15.000 | 70.000 e 30.000 | 70.000 e 30.000 |
| ESL del finanziamento | 4.048 (8,10%) | 8.096 (8,10%) | 8.096 (8,10%) |
| Tetto del fondo perduto | 5.000 (10%) | 5.000 (5%) | 10.000 (10%) |
| Spazio sotto l’intensità massima | 5.952 | 1.904 | 11.904 |
| Fondo perduto riconosciuto | 5.000 (10%) | 1.904 (1,9%) | 10.000 (10%) |
| Aiuto complessivo | 9.048 (18,1%) | 10.000 (10%) | 18.096 (18,1%) |
| Valore netto dopo le imposte, società di capitali | 6.681 (13,4%) | 7.526 (7,5%) | 13.363 (13,4%) |
La media impresa prende l’1,9% invece del 5% perché il prestito occupa già 8,1 dei 10 punti di intensità massima, e qui le premialità non aggiungono nulla. Con lo stesso importo, un progetto green (tutela ambientale nei casi dell’art. 36 GBER) ha un’intensità massima doppia e riceve il fondo perduto pieno.
Lo spread pesa più di durata e preammortamento. Sulla media impresa, con l’1% il fondo perduto sale al 3,62%; con il 3% scende a 185 euro, sotto la soglia dei 500, quindi zero; con il 4% l’ESL arriva all’11,53% e resta solo il de minimis. Sei mesi di preammortamento, invece, lo portano da 1.904 a 1.140 euro. Conviene confrontare gli spread massimi delle banche, pubblicati sulla pagina Finpiemonte degli intermediari cofinanziatori.
Nel simulatore di Finpiemonte cambia il tasso. Il file è precaricato con il 3,64%, il tasso base per l’Italia dal 01/06/2023 al 31/12/2023: con quel valore la media impresa dell’esempio avrebbe 462 euro, cioè zero. Inserisci il 2,71% e lo spread della tua banca.
Chi può chiedere la Linea A
Possono partecipare PMI e imprese a media capitalizzazione con un processo produttivo attivo, non le grandi imprese. Servono l’iscrizione al Registro delle imprese e almeno un bilancio approvato (nuove società solo in casi particolari, FAQ 2.6), oltre a una sede o unità locale attiva e produttiva in Piemonte, anche da aprire entro 90 giorni dalla concessione. L’ATECO deve restare fuori dalle esclusioni dell’Allegato 4, come agricoltura primaria, pesca, attività finanziarie, armi e case da gioco. Chi ha avuto la Linea A fra il 2023 e il 2025 torna solo con un progetto nuovo e il precedente già rendicontato (FAQ 1.2).
Tre casi che il bando lascia scoperti. Il portale regionale cita i «liberi professionisti», ma il bando chiede Registro delle imprese e bilancio approvato e tace su chi non lo redige, come la ditta individuale in contabilità semplificata. L’Allegato 2, poi, esclude dalle unità locali gli «spazi ad uso commerciale» senza chiarire il caso del negozio. Senza una risposta di Finpiemonte, su questi profili non costruiremmo un piano contando sulla Linea A.
Progetti e spese ammissibili
L’Allegato 5 cita fra gli esempi IoT, cloud, cybersecurity, ERP, e-commerce, robotica e intelligenza artificiale. Le spese però devono stare in quattro voci (par. 2.10): beni nuovi o ricondizionati, compresi hardware, software e licenze prepagate per oltre 60 mesi; installazione e opere murarie, entro il 20% dei beni; brevetti, know-how e licenze prepagate da 36 a 60 mesi, entro il 10%; progettazione e sviluppo affidati all’esterno, certificazioni e studi di fattibilità successivi al 07/10/2022.
Restano fuori canoni periodici, beni sotto i 500 euro, usato, leasing, cellulari, costi interni e marketing, oltre ai progetti di ricerca, di export o di solo efficientamento energetico. Il progetto si chiude entro 18 mesi dalla concessione, con una proroga fino a 9, e deve rispettare il principio DNSH (nessun danno significativo all’ambiente).
Come si presenta la domanda: prima la banca, poi FINDOM
La domanda si invia sulla piattaforma FINDOM della Regione, con SPID, CIE o certificato digitale, firma digitale e bollo da 16 euro. È irricevibile senza la relazione tecnico economica sullo schema dell’Allegato 7, i preventivi per almeno il 70% dell’investimento e la lettera di delibera di una banca convenzionata, in elenco sulla pagina Finpiemonte della Linea A. Una relazione troppo generica per essere valutata porta al rigetto.
La delibera della banca non ha tempi fissati. Nell’attesa, niente ordini, conferme d’ordine, acconti o cauzioni: per l’Allegato 2 sono avvio del progetto, che deve seguire la domanda (effetto incentivante, art. 6 GBER).
Le domande si esaminano in ordine cronologico. Finpiemonte controlla l’ammissibilità formale, un Comitato tecnico di valutazione esamina il progetto e la banca valuta la capacità di rimborso dell’intero prestito. Esito e concessione entro 80 giorni dalla domanda.
La soglia di punteggio: 60 o 55
Il progetto vale fino a 100 punti (Allegato 6), con minimi per blocco: chiarezza degli obiettivi 10 su 20, gli altri criteri tecnici 40 su 70, sostenibilità ambientale 5 su 10. Il testo chiede un totale di 60 punti, la tabella scrive 55, cioè la somma dei minimi. Finché Finpiemonte non chiarisce, la relazione va scritta per superare 60.
Erogazione, obblighi e revoca dopo la concessione
Il prestito arriva in un’unica soluzione dalla banca, autorizzata da Finpiemonte, e si rimborsa a rate trimestrali. Il fondo perduto arriva a progetto concluso e rendicontato, in proporzione alla spesa ammessa: nel piano finanziario va anticipato. Gli obblighi comprendono il CUP su ogni fattura, una contabilità separata, l’unità locale in Piemonte per tutto il progetto, i beni immateriali in bilancio per 3 anni (PMI), la cartellonistica sul sostegno UE e la conservazione dei documenti per 10 anni.
Spese finali sotto le soglie minime, effetto incentivante violato o DNSH non dimostrato ai controlli portano alla revoca totale, spese inferiori all’ammesso a quella parziale, con restituzione e interessi al tasso fissato dalla Commissione europea (art. 11 Reg. CE 794/2004).
Come si tassano e si contabilizzano contributo e finanziamento
Il bando tace sul fisco, quindi valgono le regole generali. Il fondo perduto, commisurato al costo di beni ammortizzabili, è un contributo in conto impianti (OIC 16, par. da 86 a 88; OIC 24, par. da 85 a 87). Si rileva quando c’è ragionevole certezza che sarà erogato, va a riduzione del costo del bene o in A5 con un risconto passivo, e concorre a IRES e IRAP lungo gli ammortamenti, non per cassa (art. 88 c. 3 lett. b TUIR). La ritenuta del 4% dell’art. 28 c. 2 DPR 600/1973 esclude i contributi per l’acquisto di beni strumentali.
Il finanziamento non è reddito. Nel bilancio ordinario va al costo ammortizzato (art. 2426 c. 1 n. 8 c.c.; OIC 19, par. da 48 a 53): il debito si sconta al tasso di mercato e la differenza diventa un provento, di norma finanziario, che gli interessi degli anni successivi riassorbono. Leggerlo come contributo è sostenibile, se motivato in nota integrativa. Bilancio abbreviato e microimprese possono tenere il valore nominale (artt. 2435-bis c. 8 e 2435-ter c. 2 c.c.). Per una società di capitali con IRES al 24% e IRAP all’aliquota ordinaria del 3,9%, che le Regioni possono variare fino a 0,92 punti (art. 16 c. 3 D.Lgs. 446/1997), il fondo perduto vale netto il 72,1%, il risparmio di interessi circa il 76% dell’ESL, perché gli interessi restano fuori dalla base IRAP.
Cumulo e Registro nazionale aiuti
Sulle stesse fatture niente cumulo con la Linea B, con altri fondi europei o con lo stesso fondo in un altro programma. Il cumulo è ammesso invece con incentivi fiscali che non sono aiuti di Stato, con altri aiuti di Stato entro l’intensità più alta applicabile e con il de minimis entro l’intensità del GBER, senza superare le spese (par. 2.13). Fa eccezione il voucher digitalizzazione PMI 2026, anche se è in de minimis: sullo stesso intervento le sue FAQ escludono il cumulo con la Linea A (R.1.2). Nel Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA), che Finpiemonte interroga prima di concedere, il prestito pesa per il suo ESL. Sui due regimi c’è la nostra guida alle differenze fra GBER e de minimis.
La prima edizione ha chiuso con più domande che fondi
La Linea A aveva aperto il 07/07/2023 con 50 milioni (DD 293/A1912A). A dicembre 2024 la dotazione è scesa a 30 (DGR 43-621), e a gennaio 2025 la Regione prorogava lo sportello al 31/07/2025 per «un’ampia disponibilità di risorse» (DD 9/A1912A). Alla chiusura le domande erano 105, per 36,4 milioni richiesti. Fra novembre e dicembre 2025 altri 7 milioni hanno portato la linea a 37 per la lista d’attesa (DGR 19-1783, DD 616), e a marzo 2026 anche quelli risultavano in esaurimento.
I 37, 78 o 80 milioni delle pagine regionali sono della prima edizione. La riapertura usa economie e rientri senza una cifra, e Finpiemonte può sospendere lo sportello quando le risorse sono esaurite o in esaurimento.
Domande frequenti sulla Linea A Digitalizzazione
Posso usare la Linea A e il voucher di Unioncamere sullo stesso progetto?
Sullo stesso intervento no. Nelle FAQ del voucher aggiornate al 28/09/2026 (R.1.2) Unioncamere Piemonte risponde che il voucher non può agevolare lo stesso intervento del bando «Digitalizzazione ed efficientamento produttivo delle imprese», e richiama il divieto di cumulo tra fondi europei sugli stessi documenti di spesa. La risposta non scioglie il caso di spese diverse dello stesso progetto, per esempio la Linea A sui beni e il voucher sui canoni software: prima di dividere un progetto fra le due misure conviene una conferma scritta dei due gestori.
La banca può chiedere garanzie anche sulla quota a tasso zero?
Il bando non ne parla, ma la Convenzione Quadro fra Finpiemonte e le banche consente garanzie reali o personali su tutto il finanziamento, quota pubblica compresa. Il Fondo di garanzia copre solo la quota bancaria, e il suo aiuto si somma all’ESL riducendo il fondo perduto (FAQ 4.2).
Abbonamenti software, SaaS e servizi cloud sono ammessi?
Canoni periodici e licenze sotto i 36 mesi no (FAQ 3.6). Una licenza prepagata da 36 a 60 mesi va nella proprietà intellettuale, entro il 10%; oltre 60 mesi vale come acquisto di beni. Per servizi come penetration test o migrazione in cloud la voce non è indicata: va chiesto a Finpiemonte.
Si possono chiedere la Linea A e la Linea B insieme?
Sì, con due domande su spese diverse (FAQ 1.1). La Linea B, «Efficientamento produttivo delle imprese», è aperta dal 07/07/2026 con la stessa chiusura.
Cosa succede se la mia banca non è convenzionata con Finpiemonte?
Finpiemonte le chiede se intende convenzionarsi. Se no, la domanda è respinta e va ripresentata con un’altra banca; se sì, la concessione attende il convenzionamento (FAQ 1.5). In uno sportello cronologico conviene partire da una banca già in elenco.
Quanto tempo passa fra la domanda e i soldi?
Esito entro 80 giorni, poi il prestito in un’unica soluzione. Il fondo perduto segue la fine del progetto (fino a 18 mesi), il rendiconto (60 giorni) e l’esame (80 giorni). Sono termini del bando, non tempi osservati.
Se il progetto non rientra nella Linea A
Sotto le soglie minime restano il voucher di Unioncamere e, per i beni strumentali, la Nuova Sabatini. Le misure nazionali sono nella guida ai bandi digitalizzazione 2026 per le PMI, quelle delle altre regioni nel calendario con le scadenze e i click day dei bandi a fondo perduto del mese.
Vuoi sapere quanto fondo perduto resta al tuo progetto con lo spread della tua banca? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per rifare il conto sul tuo caso.
Fonti consultate il 23/09/2026 e ricontrollate l’08/10/2026: la determinazione dirigenziale n. 228/A1912A del 19/05/2026 con bando e allegati (BU Regione Piemonte n. 21 del 28/05/2026), la pagina del bando sul portale della Regione Piemonte, le FAQ di Finpiemonte di giugno 2026 e gli altri atti citati nel testo. Consultate l’08/10/2026 anche le FAQ del voucher di Unioncamere Piemonte aggiornate al 28/09/2026.
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