I costruttori: «Per una villetta in Veneto oggi si arriva a pagare 3.500 euro al metro quadro. I piccoli proprietari puntano sulle locazioni brevi»
«Casa di proprietà», più che una notazione generica, un «imperativo culturale». Ma la congiuntura complessiva rende il sogno di una casa propria sempre più proibitivo. Con un’aggravante: anche scegliere la «via nordica», un alloggio in affitto, è spesso fuori discussione. Una tempesta perfetta che, come dimostrano le cronache spagnole, sta travolgendo anche altri Paesi europei. La nostra regione non fa eccezione.
I costi delle ristrutturazioni
Partiamo dall’acquisto. Alessandro Gerotto, presidente dei costruttori di Ance, parla di «rincari impressionanti, dal sacco di calce al tondino di ferro» per le nuove edificazioni. «Una classica villetta su due piani, tre camere, due bagni, un soggiorno e una cucina, ormai viaggia sui 3.500 euro al metro quadrato, ci si avvicina ai 500 mila euro». Mezzo milione per una casa singola, certo, «al top – specifica Gerotto – sul piano dell’efficientamento energetico». Se, invece, la casa in questione è da ristrutturare, il preventivo-tipo diventa impossibile: «La proverbiale casa della nonna da rimettere a nuovo? Si parte dalla verifica di fondo, le fondamenta ci sono?- dice Gerotto – Nel dubbio la soluzione migliore è demolire e ricostruire anche perché siamo “seduti” su un materasso alluvionale, la componente antisismica deve essere presente».
Le impennate dei prezzi
Lo sfondo del ragionamento è la nuova direttiva green della Ue e, spiega lo jesolano Marco Bettiol, presidente nazionale Fiaip, Federazione degli agenti immobiliari, «gli acquirenti di 45-50 anni, chiedono che siano case meno energivore, non solo per il valore dell’immobile ma anche per il contenimento delle bollette, in dieci anni l’investimento in serramenti performanti, pannelli solari, cappotto ecc, si ripaga». È sempre Bettiol a confermare l’impennata dei prezzi di costruzione: «Nel 2026 si è registrato un +1,4% rispetto all’anno precedente ma gli aumenti si sono registrati già con il superbonus». Ed è Immobiliare.it a descrivere l’impennata folle dei prezzi: dai 1650 euro a metro quadro del 2020 ai 2259 di agosto: +29,4% in 5 anni. «Con un effetto collaterale: – dice Bettiol – sono aumentati, in proporzione, più i prezzi delle case usate che hanno seguito il trend di crescita di quelle nuove».
«Per comprare casa servono due stipendi»
A completare il quadro ci si mettono anche lo spread e l’impennata dai tassi sui mutui. Secondo la recente analisi di MutuiOnline.it, a settembre i mutui a tasso fisso sono arrivati al 3,5% (il livello più alto degli ultimi mesi, in crescita di 11 punti rispetto a inizio 2026) e quelli a tasso variabile sono, invece, in media, al 2.84%. I ritocchi Bce hanno determinato un +17 punti da gennaio. In Veneto le richieste medie per un mutuo sono da 146.660 euro, circa 781 euro in più rispetto alla media nazionale. La classifica provinciale vede Verona in testa con un importo medio richiesto di 159.758 euro mentre la palma per l’età media più bassa dei richiedenti va a Belluno con 36,7 anni contro i 39 di Verona. Pesa anche, lo spiega Bettiol, «il rapporto rata/reddito che non può superare il 33%, vale a dire che il mutuo non può pesare più del 33% rispetto allo stipendio. Una regola su cui ora gli istituti di credito sono molto più fiscali, il risultato è che per comprar casa servono due stipendi». Secondo Bankitalia, nel 2025 in Veneto l’85% dei mutui stipulati è stato a tasso fisso.
Overtourism e affitti
L’ottovolante-casa non è meno complicato se si cerca una locazione. «Persino Berlino – ricorda Emilio Viafora, Sunia, il sindacato inquilini e assegnatari – si è svuotata di artisti, creativi, giovani e si pensa a soluzioni a prezzo calmierato. Trovare casa in affitto è un’impresa. Per non parlare della cancellazione del fondo all’integrazione all’affitto in passato gestito dalla Regione». Per Viafora una delle cause di affitti che si aggirano mediamente sugli 800 euro fuori città è senz’altro l’overtourism. «Il mercato degli affitti è completamente bloccato, – dice Viafora – non a caso abbiamo insegnanti e impiegati del pubblico provenienti dal Sud che rinunciano a un lavoro in Veneto proprio per i prezzi delle locazioni. Abbiamo interi paesi montani che si svuotano dei loro giovani per lo stesso motivo».
Case vuote: ecco perché
Sono centinaia di migliaia gli alloggi sfitti in Regione, secondo Bettiol ci si avvicina ai 900 mila, un’enormità. Perché sono vuoti? Tutti gli operatori del settore concordano: si preferisce lasciare chiuso un appartamento piuttosto che rischiare di avere inquilini morosi. Fiaip ha proposto, allora, che il contratto d’affitto sia titolo esecutivo di sfratto per chi non paga, accorciando l’iter dai 18 mesi attuali a 3-4 mesi. Il mercato, infine, si adatta, racconta Andrea Gatto, coordinatore comitato Triveneto Asppi, associazione Piccoli Proprietari: «Crescono le locazioni transitorie, da 1 a 18 mesi a canone calmierato e, addirittura, le locazioni transitorie parziali, quando supplenti, operai assegnati a cantieri in zona e così via si accontentano di una stanza. I proprietari preferiscono guadagnare meno ma non avere affittuari sul lungo periodo, ci si sente più tutelati».
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