BRINDISI – L’ipotesi di portare alla Fiera del Levante di Bari il comparto della nautica apre un fronte politico e istituzionale a Brindisi. Alla presa di posizione del sindaco Giuseppe Marchionna si sono aggiunti gli interventi del presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Danese, dei consiglieri regionali Luigi Caroli, Antonio Scianaro e Isabella Lettori, del presidente del Consiglio regionale Toni Matarrelli e del segretario regionale di Forza Italia Mauro D’Attis. Al centro delle reazioni c’è la difesa dello SNIM, Salone Nautico Internazionale del Mediterraneo, organizzato a Brindisi da 22 anni.
Il dibattito nasce dalle dichiarazioni del presidente della Nuova Fiera del Levante, Gaetano Frulli, sull’intenzione di puntare sul settore nautico a Bari. Dichiarazioni che hanno provocato una risposta compatta da parte del territorio brindisino.
Il sindaco Giuseppe Marchionna usa toni molto critici e invita la rappresentanza politica brindisina a riflettere sulla questione. A suo giudizio, la prospettiva di trasferire o replicare a Bari un evento nato e cresciuto a Brindisi non terrebbe conto del patrimonio costruito nel tempo dalla città.
Marchionna ricorda che sul territorio sono presenti un sistema di porticcioli e attracchi con circa 1.400 posti barca, oltre a una realtà cantieristica e imprenditoriale che sta sviluppando ulteriormente il settore.
«A leggere le dichiarazioni del presidente Gaetano Frulli, circa l’intenzione di portare la Nautica alla Fiera del Levante, ignorando che a Brindisi, da 22 anni, si organizza lo SNIM, si ha l’impressione che a Bari considerino Brindisi e il suo territorio una sorta di terra di conquista», afferma il sindaco.
Il primo cittadino collega la vicenda anche alle più recenti discussioni regionali, sostenendo che sia necessario difendere le specificità produttive e infrastrutturali del territorio. «È davvero fastidioso questo atteggiamento negativo nei confronti di Brindisi», dichiara, invitando la classe politica locale e i rappresentanti brindisini nelle altre istituzioni a prendere posizione.
Una linea altrettanto netta arriva dal presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Danese, che richiama il percorso ultraventennale compiuto nel settore della nautica da diporto e della cantieristica navale.
Nel documento viene ricordato il lavoro svolto con operatori e imprese, le iniziative realizzate negli anni e il sostegno assicurato anche dalla Regione Puglia nelle missioni all’estero.
«Dopo oltre 20 anni, Brindisi nel settore di riferimento è un faro acceso in Adriatico», si legge nella dichiarazione. Per Confindustria, ipotizzare una sede alternativa per il Salone Nautico significherebbe «frammentare un mercato che il sistema Puglia dovrebbe ulteriormente aiutare a crescere, con un eccellente lavoro di squadra».
Sul terreno politico intervengono i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Luigi Caroli e Antonio Scianaro, secondo i quali lo SNIM ha costruito il proprio profilo proprio grazie al rapporto con Brindisi, il porto e il tessuto economico locale.
«Il Salone Nautico di Puglia è nato, è cresciuto ed è diventato una realtà di rilievo internazionale grazie al legame indissolubile con la città di Brindisi», affermano i 2 consiglieri.
Caroli e Scianaro definiscono «irricevibile» qualsiasi ipotesi di trasferimento verso Bari e sostengono che nautica da diporto, cantieristica e blue economy rappresentino settori strategici per il rilancio economico e turistico della provincia.
«Il Salone Nautico deve rimanere a Brindisi e da Brindisi deve continuare a crescere», affermano, chiedendo piuttosto investimenti nel polo fieristico e nelle infrastrutture nautiche della città. Per i 2 consiglieri, il rilancio della Fiera del Levante non dovrebbe avvenire a discapito delle realtà già consolidate negli altri territori pugliesi.
Contraria a qualsiasi spostamento è anche la consigliera regionale del Partito Democratico Isabella Lettori.
«Non permetteremo mai di smantellare un patrimonio costruito con anni di sacrifici per trasferire il Salone Nautico a Bari», dichiara Lettori, definendo l’eventuale accentramento presso la Fiera del Levante «un errore strategico che ferisce un intero territorio».
Secondo la consigliera, Brindisi non deve costruire adesso una vocazione nautica perché quella vocazione è già maturata attraverso lo SNIM, il porto, la cantieristica e il lavoro delle piccole e medie imprese.
Lettori richiama inoltre la necessità di una politica regionale che tenga insieme le diverse aree della Puglia. «Fare politica di sviluppo regionale significa investire e valorizzare le vocazioni di ogni provincia, non accentrare tutto nel capoluogo soffocando le eccellenze locali».
Per la consigliera, «la Puglia vince solo se corre come una squadra», con territori complementari e senza sovrapposizioni che possano danneggiare esperienze già consolidate.
Una posizione istituzionale arriva dal presidente del Consiglio regionale della Puglia Toni Matarrelli.
Matarrelli avverte che le dichiarazioni di Frulli «rischiano di generare incomprensioni e di sovrapporsi a un asset che la Puglia ha già strutturato e valorizzato con grande successo a Brindisi».
Il presidente del Consiglio regionale sottolinea che decisioni di questa portata dovrebbero essere accompagnate dal coinvolgimento delle istituzioni territoriali e regionali e richiama il lavoro realizzato a Brindisi negli ultimi 20 anni.
«Fare squadra significa valorizzare le specificità di ogni area della nostra regione, senza rischiare di disorientare un settore in forte crescita», sostiene Matarrelli.
Nel suo intervento definisce lo SNIM la seconda manifestazione nautica più importante d’Italia e richiama la collaborazione sviluppata negli anni tra territorio, Regione, imprese, enti locali e Autorità di Sistema Portuale.
«Il sistema Puglia cresce davvero solo se sa muoversi unito, rispettando e valorizzando le identità di tutti i suoi territori», conclude.
Ancora più duro il segretario regionale di Forza Italia Mauro D’Attis, che considera le dichiarazioni del presidente della Fiera del Levante «forti e pericolose per un intero territorio».
D’Attis ricorda che a Brindisi il Salone Nautico viene organizzato da 22 anni e che parallelamente si è sviluppato un comparto della cantieristica che coinvolge numerose piccole e medie imprese e aziende impegnate in nuovi investimenti.
Il parlamentare richiama anche il percorso dell’Accordo di programma per Brindisi, nel quale, secondo quanto riferisce, sono previsti interventi legati anche alla cantieristica, oltre che all’economia circolare, al trattamento delle acque, alla transizione energetica e digitale.
«Se ha intenzione di balcanizzare il Salone Nautico di Puglia, che si tiene da 22 anni a Brindisi, dovrà superare opposizioni agguerrite», afferma D’Attis.
Il deputato sollecita quindi una mobilitazione della classe dirigente del territorio e chiama in causa il sindaco, il presidente del Consiglio regionale, il presidente della Provincia, i consiglieri regionali, la Camera di Commercio, Confindustria e l’Autorità di Sistema Portuale.
L’appello finale è rivolto a tutte le istituzioni locali: «Chiedo e invito tutti a lottare per difendere la dignità di un territorio a tutti i livelli istituzionali».
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