Il senso di Ancona per il mare: una città modellata sulla blue economy


Ancona, che sarà Capitale della Cultura nel 2028, ha con il mare un rapporto speciale: fondata nel 387 a.C. da esuli greci-siracusani, fu strategico ponte commerciale verso l’Oriente, e nel Medioevo divenne una potente Repubblica Marinara indipendente, sempre in equilibrio tra le mire dello Stato della Chiesa e i suoi commerci mediterranei. Sotto il Papato, la città ebbe grande crescita grazie a Papa Clemente XII, che nel XVIII secolo le concesse il prestigioso status di “porto franco”.

Uno scorcio del centro di Ancona

Blue economy

Oggi il rapporto della città col mare resta stretto, come ha dimostrato anche, nel maggio scorso, ‘Tipicità in Blu’, giunta alla 13esima edizione, incentrata sul futuro della blue economy adriatica tra ricerca, imprese, nautica, pesca, gusto e innovazione sostenibile. Un’occasione per scoprire alcuni aspetti dell’evoluzione del legame fra la città e il mare, inteso come mezzo di comunicazione, fonte di vita e di cibo.

La rassegna 'Tipicità in Blu'

La rassegna ‘Tipicità in Blu’

La baia di Portonovo

La salute del mare è al centro della ricerca scientifica: nella bella baia di Portonovo, dove vive il ‘mosciolo di Portonovo’, una cozza autoctona,  di recente l’Università Politecnica delle Marche ha aperto un laboratorio sulla spiaggia dove tramite lo studio dei molluschi si monitora la salute del mare. Viene misurato il battito cardiaco dei mitili, per capire come l’ambiente e lo stress (come ad esempio l’innalzamento della temperatura dell’acqua) possono avere ripercussioni sulle funzioni vitali. Ad esempio, le microplastiche e i farmaci che espelliamo con le urina finiscono in mare, e molluschi e pesci ne vengono contagiati. In questo luogo prossimamente sarà installato un laboratorio in mare dove potranno essere coinvolte anche le scolaresche.

La baia di Portonovo

La baia di Portonovo

Benessere marino

Studi sul benessere marino si effettuano anche al Polo di Monte d’Ago, il cuore pulsante della ricerca accademica legata al mare dell’UNIVPM (Università Politecnica delle Marche). Le sue strutture e i suoi dipartimenti si evidenziano per studi avanzati sulla salute dell’ecosistema marino e transizione ecologica e biologia, e l’Ateneo organizza o ospita seminari, conferenze scientifiche e tavole rotonde con docenti e ricercatori, spesso dislocati tra la sede universitaria e i luoghi iconici della città come la Mole Vanvitelliana.

Il mosciolo di Portonovo

Il mosciolo di Portonovo

Negli acquari, che è stato possibile visitare, si studia il benessere dei pesci mediante incruente sperimentazioni, ad esempio è utile il pesce zebra perché ha un genoma simile a quello umano. Anche in questo caso si monitorano gli effetti degli agenti inquinanti: come spiega la dottoressa Giorgia Gioacchini, questi passano nel fegato dei pesci e da lì nelle uova, e i piccoli nascono già inquinati. Infatti microplastiche e medicinali umani che arrivano in mare hanno effetti negativi sulla salute dei pesci e anche sulla riproduzione. Una visita a questo mondo marino è affascinante, ogni acquario ha una storia, c’è anche na nursery con le uova di seppia, che vengono studiate e rimesse in mare. E troviamo persino un “pensionato”, un pesce pagliaccio che ha compiuto 17 anni!

La cooperativa dei pescatori

Ancora molluschi, ma da mangiare. Negli stabilimenti di CoPeMo (Cooperativa Pescatori Molluschicoltori), fondata nel 1973, arrivano, appena pescate, vongole lupini, murici spinosi, cozze (compresi i muscioli), ostriche, che vengono selezionate, depurate, confezionate e spedite nella grande distribuzione, il tutto in giornata. In un’area di oltre 2.000 mq vengono lavorate circa 50 tonnellate al giorno, anche il doppio sotto Natale. Il fatturato è sui 50 milioni di euro, vengono impiegate circa 60 persone fisse, che aumentano in alcuni periodi come ad esempio sotto le feste. Questi molluschi vengono spediti principalmente in Italia, ma anche soprattutto in Spagna, ma anche Francia, Germania, Grecia e Croazia.

Le navi Fincantieri

Ma il mare non riguarda solo i pesci, ci sono anche le navi, e ad Ancona sono quelle da crociera di lusso, degli stabilimenti di Fincantieri (che annovera con 9 stabilimenti in Italia e 20 nel mondo). A Fincantieri le moderne tecnologie convivono con quelle consolidate, ad esempio una lastra con taglio al plasma viene poi modellata con una macchina tradizionale. E i robot per la saldatura, da usare anche a bordo in fase di costruzione, oggi evitano pericolose operazioni manuali. Ci sono tre navi in consegna, e una, Viking Libra, è speciale: è la prima nave da crociera al mondo alimentata da idrogeno, con un’autonomia di 3 ore di navigazione e 10 da ferma. Fa una certa impressione vedere queste modernissime imbarcazioni vicine all’Arco di Traiano. Da questo stabilimento escono infatti navi che sono alberghi galleggianti a… tante stelle, come una, realizzata per un noto brand, che s’inserisce nel segmento extra-lusso e, ispirata all’ haute hôtellerie: dieci giorni di crociera costano sui 250mila euro.

La Pinacoteca Civica

La Pinacoteca Civica custodisce 133 opere

La Pinacoteca Civica custodisce 133 opere

In un viaggio ad Ancona a tema marino, merita una visita la Pinacoteca Civica Francesco Podesti, riaperta nel 2025 dopo importanti lavori di riallestimento, che custodisce 133 opere tra cui capolavori di Tiziano (Pala Gozzi), Lorenzo Lotto (Pala dell’Alabarda), Guercino e Carlo Crivelli. E in molte di queste tele è ritratto il mare di Ancona.

La Mole Vanvitelliana

La Mole Vanvitelliana dall'alto

La Mole Vanvitelliana dall’alto

Mare che si ammira, per un ultimo saluto alla città, dai camminamenti della Mole Vanvitelliana, la grande fortezza progettata dall’ architetto Luigi Vanvitelli e realizzata tra il 1733 e il 1743, per proteggere la città dalle epidemie e serviva come luogo di quarantena e deposito merci. Su 20.000 mq, è un’opera di ingegneria idraulica e militare un tempo circondata dall’acqua, collegata alla terraferma tramite ponti, e nel cortile ospita un tempietto neoclassico dedicato a San Rocco. Oggi è il simbolo della città ed è un polo culturale che ospita mostre d’arte e festival.

Dove mangiare e dormire

Ad Ancona, per alloggiare vista mare il SeePort hotel è un elegante 4 stelle nel cuore della città, con una grande terrazza sulla quale si affaccia il Ginevra Restaurant, dove l’executive chef Paolo Antinori interpreta in maniera raffinata i piatti della tradizione. Il ristorante Da Gino, sede dell’Accademia dello Stoccafisso all’Anconetana, propone gustosi piatti di pesce tipici.

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Il Conero

Nel Parco del Conero, l’azienda agricola Moroder è una storica tenuta biologica con 52 ettari, dei quali 28 di vigneti. Nata nel 1837, produce 150mila ottime bottiglie l’anno, in testa il celebre Rosso Conero e offre esperienze di degustazione, visite in cantina, eventi. Si può alloggiare, e cenare nel ristorante Aiòn: la cucina è a km 0, gli ingredienti tradizionali e di pregio (come il tartufo nero), la location è un bel casolare ottocentesco ristrutturato. Infine, per chi non ha tempo di cucinare ma vuole mangiare sano, ci sono i piatti pronti di Mygoodfoodstore, senza glutine e solo da scaldare, per non rinunciare al gusto e con un occhio al benessere e alla linea. Perché ad Ancona anche la ristorazione accontenta davvero tutte le esigenze.


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